VIVALDI
4 Stagioni
Fa rinascere il concerto: composizione musicale che prevede che l’organico si divida in più gruppi
strumentali che si alternano, uno solista e l’altro come gruppo; da cum certare, combattere
insieme. Suonati nelle basiliche, dividendo l’orchestra e il coro, si otteneva un effetto stereofonico.
Nel concerto si frammenta l’organico in due parti: • TUTTI, dove tutti suonano insieme; • SOLI,
dove suonano solo le prime parti. Il concerto grosso divide il gruppo degli strumenti in due parti, il
concertino (2 violini e violoncelli) e il concerto grosso (archi: 2 parti di
violini,viole,violoncelli,bassi e clavicembalo per sostenere il basso). Ha uno stile a terrazze, ovvero
fa ricorso ad un linguaggio delle progressioni: momenti in cui i frammenti di melodia si ripetono
ascendendo o discendendo. La tonalità delle sue opere ha cadenze frequenti. La struttura formale
del concerto grosso è:
4-5 mov. alternati veloce/lento; (allegro) allegro - adagio - allegro - allegro
Vivaldi riduce i movimenti a 3. All’interno di ogni movimento adotta una forma a ritornello, con un
episodio iniziale che ritorna alcune volte, inframmezzato da episodi divaganti, affidati ai solisti.
I concerti delle 4 stagioni appartengono al Cimento dell’armonia e dell’invenzione, sono basate su
riferimenti extramusicali e ognuno è basato su un sonetto, che assieme alla musica ci offre un
immagine visiva della natura; sono concerti solistici. Temi ben definiti e ricordano andamenti
popolari.
I mov (Primavera):
↳ ALLEGRO; A B A’ C A’ D A’ E(~B’) A’; “giunt’è la primavera”; A/A’: tutti B: ritmo, trilli, acuto, canto
uccelli; C: durata note per ripetitività, vento - acqua che scorre; D: temporale con tremulo -
ripetitivo; E: tornano gli uccelli
II mov:
↳ LARGO; unica sezione e verso; melodia lunga (sonno del capraro), ripetitività ritmica (mormorio
fronde)
III mov:
↳ DANZA PASTORALE; simile al primo, immagine di due versi; si muove con una voce superiore
più un basso lungo; A - B - A’ - C - A’ - D - A’; A: danza pastorale, tutti con effetto d’eco; B: Solo,
meditazione individuale in eco; A’: tutti; C: soli idea ripetitiva in progressioni; A’: modulazione
minore; D: solo, altra meditazione individuale su basso tenuto;
[Differenza concerti di Vivaldi e quelli (brandeburghesi) di Bach: (in Bach) non c’è un ritornello
perchè il tema c’è sempre (quando ~torna quasi non ce ne accorgiamo), non ci sono episodi
divaganti, non c’è extramusicalità, non ci sono sezioni né un alternanza fitta (né solista né
orchestra), c’è polifonia (che manca in Vivaldi).]
BACH
Weimar (1708-1717) - Cothen (1717-1723) - Lipsia (1723-1750); caratteristiche stile:
sperimentazione, cerca sempre di essere originale, andare oltre; le Suite per violoncello sono
• sperimentazione perchè era uno strumento nuovo e e non solista (solitamente era basso);
speculazione, la musica vuole dimostrare una base teorica (ex: Il clavicembalo ben temperato si
• basa sulla scala temperata, dove le 12 note sono tutte a distanza uguale; 24 preludi in fuga in
tutte le tonalità per mostrare che la scala temperata funziona);
polifonia e contrappunto;
• dio, ogni composizione sacra o no, ha INJC;
• matematica, ex: il canone (composizioni polifoniche che iniziano come la fuga ma le voci fanno
• temi quasi uguali + permutazione per finire insieme) o il canone inverso dove le voci si
rispondono o il canone enigmatico (scrive la prima voce mentre la seconda ha un ~indovinello).
Concerto brandeburghese n.3 in Sol M (BWV 1048)
Solo per archi (3 violini, viole e violoncelli, un violone col cembalo); 3 movimenti:
1. non indicato; Sol M; Importante il ritornello delle prime 8 battute: due cellule ritmiche da cui
deriva poi tutto il primo movimento: una pulsazione anapestica di due brevi e una lunga (ta - ta
- tà) che genera un moto di quartine di semicrome che scorre come un flusso continuo;
elementi di carattere diverso: la prima è statica, le seconde dinamiche. Il ritornello sempre
presente dà l’impressione che il tempo non passi mai. La musica strumentale di Bach ha un
istanza religiosa, appare come un riflesso di incorruttibilità divina e la caratterizzano il
contrappunto, l’unità di espressione (data dagli elementi principali costruttivi, quartine e
anapesto, che non cambiano mai di significato). Tratti italiani: fuoco ritmico, continuità e
regolarità delle figurazioni, brillantezza violinistica, rilievo delle combinazioni di anapesto e
quartine. Tedesco invece è il contrappunto, la ricchezza delle modulazioni e la capacità
deduttiva di prendere una cellula e farla proliferare; A - B - C - D - E - Coda; A: tema principale,
B: T. in imitazione; C: Frammento T in ostinato, ripetizione prolungata; D: T. sovrapposto a un
nuovo T + melodico (Polifonia); E: T. in imitazione + fitta; Coda: T in Sol M.
2. Adagio; Sol M; 12/8; una sola battuta, è breve e + veloce rispetto al I (forse per
improvvisazione);
3. Allegro; Sol M; 12/8; due sezioni: A - A’; violoncelli e basso suonano all’unisono. Simile alla
giga. Conclude il concerto in un moto fluido e scorrevole, con una corsa fiammeggiante di
figurazioni violinistiche; importanti la vitalità delle figurazioni, la combinazione
contrappuntistica, lo scambio dei ruolo continuo per cui ogni strumento è principale o
accompagnamento e facendo spostare la nostra attenzione..
Elementi su cui concentrarsi: struttura, combinazione delle voci, strati del contrappunto,
edificazione progressiva del pezzo.
LA FUGA: temi sfasati che proseguono in modo libero in una griglia prestabilita; ha sempre
un’introduzione molto libera, senza tema.
↳ prima parte: esposizione del tema; seconda parte: divertimenti (libera dalle regola me deve
derivare dal tema; pedale permette nota lunga); terza parte: la fuga sembra ricominciare ma tutto
➝
compattato stretti; cadenza o perfetta o d’inganno; quarta parte: coda.
5 PUNTI CLASSICISMO:
convergenza tra espressività ed eleganza, la prima come sorpresa in stile drammatico, la
• seconda per la perfezione formale; (in Bach c’è l’elemento deduttivo ma l’emozione è sempre la
stessa)
la nascita delle leggi causa-effetto, nelle composizioni, ogni episodio ha un rapporto di causa-
• effetto con quello immediatamente successivo;
unità nella varietà, composizione si basa sullo stesso materiale (➝ Kant: intelletto unifica il
• molteplice; appercezione: trovare il legame che unisce il molteplice e ridurre questo all’uno);
convergenza tra necessità e libertà, mediazione tra il bisogno di rispettare la forma ma la
• libertà di creare qualcosa di originale;
legame della forma sonata con il dramma, perchè è come se presentasse 2 personaggi e le
• loro vicende.
HAYDN
Sinfonie divise in tre periodi:
1. [~1760] Periodo delle sinfonie Und Drang (impeto e tempesta, pre romantico);
2. [~1780] Periodo delle sinfonie parigine, più ricche di elementi popolareggianti;
3. [~1790] Periodo delle sinfonie londinesi, più ricercate dal pov formale (lo rendono un
compositore popolare)
Le sinfonie si caratterizzano per molti elementi:
come prende forma la forma sonata: è meno chiaro, ci son ancora le propaggini barocche (basso
• continuo, alternanza soli/tutti); ha aspetti ancora retrò;
s’identifica per l’humor che si perde nelle generazioni successive + sottotitoli [ex: il pendolo]
•
Aspetti originali di Haydn:
No ambiguità, composizioni nette;
• No emozioni violente, mostly wov s;
• No capacità di trasformare completamente i temi.
•
La creazione (1796-1798)
[oratorio: composizione per orchestra, coro o solista che si propone di raccontare una vicenda
tratta dalla sacre scritture] Il testo è stato scritto da un aristocratico (Swieten ma anche Lindlsey)
che vuole stimolare l’extramusicalità di Haydn. La differenza tra l’extramusicalità di Haydn e quella
di Vivaldi è che in Haydn l’elemento descritto è il mezzo per esprimere altro, mentre in Vivaldi è
fine a se stesso (in questo caso la bellezza del creato come rappresentazione dell’amore divino).
Ne La creazione, la luce rappresenta l’apparizione dello spirito divino, gli uccelli la bellezza del
creato in pieno cantiere, l’ascesa del sole la metafora di una forza superiore alla quale l’uomo può
solo adeguarsi con deferenza. L’imitazione si sposta dall’esteriorità della natura all’intensità del
sentimento. ➝
Comincia con La rappresentazione del Caos: non esiste un tema senso di disordine che solo lo
spirito divino metterà a posto con la sua luce (figura del “fiat lux” del coro).
Brani d’ascoltare: n.1 La rappresentazione del Caos; n.2 l’Aria con Coro (Raffaele); n.13 Coro con
soli; n.21 Recitativo (Raffaele); n. 34 Coro finale.
MOZART
AMBIGUITÀ: maggiore interesse di Mozart. Nel teatro viene fuori molto forte:
Nozze di Figaro (1786), la classe dei poveri prende in giro quella dei signori (difficile nell’ancièn
➝
regime) ma Mozart è interessato all’emozione e non all’aspetto sociale. L’ambiguità sta nel lieto
fine amaro, quando il conte d’Almaviva che ha al servizio Figaro e Susanna, chiede di avere la
prima notte di nozze e giunto il giorno, Susanna si scambia con la contessa (con la quale poi il
conte si scuserà);
Così fan tutte (1789): due coppie i cui uomini si travestono per sedurre la fidanzata dell’altro
➝ ➝
riuscendoci; don Alfonso aveva quindi ragione quando aveva detto che “così fan tutte” si
chiude con un brindisi amaro;
Il flauto magico, le cose cambiano a metà;
➝
Don Giovanni (1787), scena tragica in una commedia.
➝
Sinfonia in Do M K. 310
Forma sonata: forma compositiva del primo movimento e avvolte degli altri che vengono definiti
come composti in forma sonata. Essa è bitematica e tripartita (esposizione, sviluppo, ripresa).
Nell’esposizione, esposto T1, segue un ponte modulante che porta al secondo tema alla
dominante (nella sinfonia, molto + scorrevole ma anch’esso percorso da un singolare affanno, in
Do M) seguito da una coda, nella quale si conferma la tonalità della dominante. Lo sviluppo è dove
viene elaborato o T1 o T2 o tutti e due. Alla fine dell’esposizione a volte questa viene ripetuta.
Nello sviluppo della k. 310, le elaborazioni a cui viene sottoposto T1 sono 3: e passano attraverso
una nuova esposizione in tonalità maggiore, un episodio contrappuntistico che al basso presenta
un batti o accelerato derivante dal T2, una riproposizione scheletrica del tema principale. Nella
ripresa si riascolta tutto il materiale dell’esposizione con una differenza perchè entrambi i temi
sono in tonalità principale.
Sinfonia in sol m K. 550
Il secondo tema è più leggero, nella coda influenza il primo. Sviluppo fa capire come siano
veramente i temi. Sentimenti appassionati e dolorosi.
1. Molto Allegro; figura di tre note dal ritmo anapestico (T1) e dal significato oscillante, poi
modificato con un impulso martellante; T2 in Si b M con archi, clarinetti, fagotti e passaggi
cromatici, contrasto infantile; torna a dominare T1 con un grido dei violini che lo rendono
instabile; lo sviluppo ha diverse tonalità, ripassa il tema anapestico in continuo sviluppo
➝
(violenza delicatezza): prima elaborazione ha un contrappunto drammatico, la seconda testa
➝
tema + dolce, la terza nuovo episodio drammatico (grido lamento); il passaggio nella ripresa
è un’eco tra flauti e clarinetti; la transizione del T1 introduce un nuovo episodio con balzi
selvaggi per tutti li strumenti + figurazioni ascendenti e discendenti, torna T2 in tonalità minore
con maggiore inquietudine; coda arricchita da un passaggio drammatico.
2. Andante; in Mi b M tema seguito da due idee melodiche, assume toni un po’ cupi a volte,
finezza strumentale e ambiguità psicologica, alla fine siamo col fiato sospeso; trapassi
d’atmosfera espressiva per la figura di 2 biscrome che appare per la prima volta come
elemento poco appariscente e poi ritorna in tutto il movimento; continua l’ambiguità: la
pulsazione delle due note diventa + impetuosa nello sviluppo mimando urti d’angoscia (sussulti
del cuore).
3. Minuetto; carattere fatalistico cupo e di tensione nervosa, non esattamente ballabile. Gioco di
strumentazione con l’alternarsi dei colore che emergono dagli strumenti a fiato e non rompono
l’atmosfera di fondo, mancano trombe e timpani. Severità tragica. Il trio è + leggero. [unico non
in forma sonata];
4. Allegro Molto; in forma sonata, corsa frenetica di due temi, il primo fatto di balzi e piroette, il
secondo liscio e scorrevole incapace di imporre la propria delicatezza contro la furia ritmica.
BEETHOVEN
Tre periodi:
composizioni giovanili (fino al 1800): prima sinfonia, primi tre concerti, sonata (caratterizzata
• dall’invenzione tematica, no simmetria (tema mononota), introduzioni complesse, espressivi
senza rispettare le regole, bipolarismo portato agli estremi)
periodo eroico (1800-1817), sinfonia n. 5 (eseguita per la prima volta nel 1808), dalla sinfonia
• eroica (la prima era per Napoleone).
terzo stile, caratterizzato da bitematismo/bipolarismo, tre temi come nella sinfonia n.9 contro
• ➝
l’opera III (un tema), temi gruppi tematici per cui ogni tema ha motivi secondari che incidono,
torna alla melodia cantabile (diversa dalla fase centrale), temi ampi lunghi non possono essere
➝
elaborati in maniere sintetica per cui le forme si dilatano revisione strutture formali: la forma
sonata non va + bene, si spacca ed è + difficile trovare le sezioni, interesse per la polifonia e il
contrappunto + riscoperta Bach (fughe, canoni, imitazioni), ambiguità difficile da seguire ed
ascoltare soprattutto per i significato del pezzo: caratterizza le opere moderne (‘900) per questo
non furono capite dai contemporanei.
Sinfonia n. 5 in do m op. 67
1. senso di sintesi (mattone/tema #1) 2. percorso dal negativo al positivo, dal minore al maggiore
3. continuità tra i movimenti (new!) soprattutto 3/4 movimento che dà un senso di ciclicità. “Sinfonia
del destino”: le prime 4 note solo il destino che batte alla porta. E’ la raffigurazione del contrasto
universale tra Mal
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