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STORIA E TECNICA DELLA FOTOGRAFIA - ZANNIER

CAPITOLO 1 - IDEA, SOGNO E GESTAZIONE DELLA

FOTOGRAFIA

1.1 LE CAMERE OTTICHE

CAMERA OSCURA: Aristotele, Al Haitham, osservare un'eclissi di sole

(immagine proiettata dall'apparecchio per non essere abbagliati) = agevola e

favorisce osservazione, disegno e riproduzione precisa

●​ PATERNITÀ CAMERA OSCURA INCERTA:

●​ BACON: De Moltiplicatione Specium, condannato dal tribunale

ecclesiastico per magia

●​ GUILLAUME DE SAINT CLOUD: 5 giugno 1285, osserva eclissi solare

●​ particolar interesse per strumenti ottici dal 500

●​ regole della prospettiva per definire la precisione, già idea di fotografia

●​ Vasari indica come inventore della camera oscura L. Battista ALBERTI,

ma è una camera ottica

●​ LEONARDO spiega la camera oscura e l'applicazione pratica, con un

foglio di carta sulla parete dove verrà proiettata l'immagine

●​ GEMMA FRISIUS: sua illustrazione della camera oscura, De radio

astronomico et geometrico liber

●​ GEROLAMO CARDANO: 1550, descrive una camera oscura munita di

lente e DANIELE BARBARO aggiunge un diaframma sul retro della

lente

●​ GIOVANNI BATTISTA DELLA PORTA: Magiae Naturalis, solo stanza

buia e non strumento

●​ 600: APPLICAZIONE PIÙ FUNZIONALE DELLA CAMERA

OBSCURA, ormai indispensabile per i disegnatori

●​ MARCO ANTONIO CELLIO: compie esperimenti "fotografici" con il

fosforo…progetta un nuovo strumento

●​ KIRCHER: da un decennio modelli mobili e abitabili. Successivamente

una nuova, forse prima, macchina ottica, evoluzione della camera

oscura: la lanterna magica

●​ CAMERA OSCURA X RIPRODUZIONE, MACCHINA OTTICA X

SPETTACOLO E COMUNICAZIONE

●​ carattere ludico e magico dello strumento

●​ utile x fantasmagorie, immagini in movimento → promuovono la

percezione cinetica, che si sviluppa in seguito tramite la fotografia, fino

alla kinetoscope di Edison (1891) e la cinematographe di Lumière

(1895)

●​ ZAHN: camera oscura reflex, immagine proiettata su un piano

orizzontale tramite uno specchio inclinato a 45° nella scatola

●​ WOLLASTON: camera lucida, prisma di vetro applicato ad un'astina su

una tavoletta, su cui è appoggiato un foglio.

1.2 LE SOSTANZE FOTOSENSIBILI

●​ idea di una macchina per fissare la realtà subito e con precisione: IDEA

FOTOGRAFIA

●​ TORRENTIUS condannato per stregoneria x i suoi dipinti perfetti, quasi

fotografici (non ci sono prove): forse eseguiti con materiale fotosensibile

e camera oscura

●​ STUDI SULLA FOTOCHIMICA (es. pietre che sbiadiscono al sole):

○​ VITRUVIO: dipinti colpiti dalla luce

○​ PLINIO: variazione di colore dell'argento

○​ ALTRI: effetto di sbiancamento dalla luce nella lavorazione del

lino

●​ NESSUNO PENSÒ DI COLLEGARE LE RICERCHE CHIMICHE A

QUELLE DELLA CAMERA OSCURA!

●​ GEORGE FABRICIUS capì che i materiali contenenti cloruro d'argento

si alteravano se esposti al sole, nome: luna cornea

●​ SCHULZE utilizzò per primo il nitrato d'argento e spiegò gli effetti della

luce su di esso, offrendo la prima descrizione di come ottenere

un'immagine tramite gli effetti della luce sul carbonato d'argento

●​ SCHEELE ripropose l'argento corneo di Fabricius

●​ SENEBIER idem, ottenendo tracce di colore sulla carta impregnata di

cloruro dal violetto al rosso in base al tempo di esposizione alla luce

(luce rossa poco efficace, verde e gialla di più, blu e violetto migliori)

●​ IN ITALIA, BECCARIA e SCOPOLI, il quale rilevó gli effetti della luce

sul ferrocianuro di potassio e su alcune superfici colorate

●​ CHARLES a cui si deve la prima applicazione degli effetti della luce sui

sali d'argento → tramite un fascio di luce proiettò il profilo di un suo

allievo su un foglio di carta impregnato di cloruro d'argento: la

carta illuminata si scurí, la parte in ombra rimase bianca! Tolto il

soggetto dell'ombra però, l'intera carta diventò scura

●​ In questo modo CHARLES REALIZZÒ FOTOGRAFICAMENTE UNA

SILHOUETTE (immagini ottenute ritagliando su un cartoncino nero il

profilo di una persona, dal nome del ministro delle finanze che si

attribuiva a tutto ciò che è sottile e rimpicciolito, ridotto)

1.3 «SILHOUETTES» E «PROFILES»

↓ La silhouette di Charles sarebbe la prima immagine per effetto della luce,

senza l'intervento manuale: non abbiamo foto. Inoltre non vi sono prove che

abbia eseguito profili anche rapidi, perché allora non conosceva l'iposolfito di

sodio come agente fissatore + tra le sue carte non ci sono accenni all'utilizzo

di sostanze fotosensibili:

●​ per Lecuyer compì ricerche sulle sostanze fotosensibili oppure

utilizzava una macchina ottica da lui inventata, il megascopio solare

●​ PER IL MOMENTO SOPRATTUTTO IMMAGINI PER VIA

MECCANICA, senza sostanze fotosensibili!

●​ CHRÉTIEN inventa una macchina per disegnare (dopo quella di Durer

PHYSIONOTRACE, in

e il prospettografo di Leonardo): il

collaborazione con Quenedey, è una specie di pantografo con cui è

possibile rimpicciolire le immagini "a la silhouette" e incidere i tratti

fisionomici essenziali e i particolari su una lastra di metallo inchiostrata,

da cui possono essere ricavate diverse copie

●​ ↓ questo effetto "medaglia" è simbolo di rigidità fotografica, un timbro

fedele ottenuto con una posa lunga e non istantanea, ma più breve

rispetto ai disegni, grazie ad una macchina in cui nasce L'IDEA DI

FOTOGRAFIA E IL CONCETTO DI ISTANTANEITÀ

●​ Artisti e scienziati esercitavano queste tecniche di rappresentazione,

intanto DE LA ROCHE descrisse in un libro i procedimenti per ottenere

immagini all'istante, per impressione della luce riflessa degli oggetti su

una tela spalmata con una sostanza vischiosa.

●​ Ciò conferma che l'idea di fotografia si stava affermando sempre di più

ed era prossima ad una definizione → era in atto la rivoluzione

industriale e la fotografia né sarà figlia, la quale si materializza al

termine del secolo dei lumi (700) ma non ne abbiamo prove

●​ WEDGWOOD e DAVY: descrizione di un procedimento per copiare

disegni su vetro e ottenere silhouette tramite l'azione della luce sul

nitrato d'argento. Non utilizzarono la camera oscura ma ottennero

disegni fotogenici su carta e pelle bianca imbevuta di nitrato d'argento.

●​ I due continuarono l'esperienza di Scheele e Senebier (cloruro

d'argento, da violetto a rosso su carta imbevuta) ma non riuscirono a

conservare queste immagini labili

●​ Per primi osservarono la creazione di disegni ottenuti senza l'intervento

manuale, ma solo per diretta impresa della luce solare,

fotograficamente

ANTOLOGIA

:

​per copiare le pitture su vetro bisogna applicare la soluzione su una

pelle bianca (l'effetto è migliore che sulla carta)

​tinta permanente

​si è cercato inutilmente di coprire la parte chiara con vernice per

eliminare la suscettibilità alla luce

●​ ALTRE APPLICAZIONI:

​disegni di oggetti con tessuti in parte opaco e in parte trasparente;

​mediocremente le stampe comuni;

​senza successo copiare i paesaggi;

​SOLUZIONE: 1 parte di nitrato d'argento in 10 parti d'acqua (sale

sufficiente alla suscettibilità solare)

​tra muriato e nitrato d'argento, il primo è più suscettibile. meglio umidi

che secchi

​tutti i sali con ossido d'argento tingono la pelle di nero

permanentemente

CAPITOLO 2 - INVENZIONI E PERFEZIONAMENTI

2.1 DALLA LITOGRAFIA ALLA ELIOGRAFIA

●​ Forse il termine "FOTOGRAFIA" fu utilizzato per la prima volta da

Schulze nel 1727, ma a Wedgwood e Davy il termine era ancora

sconosciuto

●​ Loro due utilizzano il termine "PROFILES", ossia silhouettes

●​ passano alcuni decenni prima che "photography" venne utilizzato (da

HERSCHEL nel 1839) ed entrò nel vocabolario comune, sostituendo

termini come eliografia, dagherrotipia, calotipia.

●​ lo stesso anno (1839) anche MADLER usò la parola "fotografie"

●​ nel 1832 invece HERCULES FLORENCE inventò un procedimento di

stampa fotografica che chiamò photographie (ignorata fino al 1977)

●​ Wedgwood e Davy furono i primi a considerare le possibilità grafiche

della luce anche con l'uso del microscopio solare e la camera oscura

●​ È incerto se abbiano eseguito prove soddisfacenti (le loro immagini

svanivano a causa della luce → successo forse per la fama di

scienziato di Davy)

●​ WEDGWOOD E DAVY: PROBLEMA DI CONSERVAZIONE

●​ 1796: ALOIS SENEFELDER ideò la litografia, subito più apprezzata

rispetto alla xilografia e all'acquaforte

●​ LITOGRAFIA: riprodurre delicatamente anche i mezzi toni, ottenendo le

sfumature di grigio e chiaroscuri, avvicinandosi all'idea di fotografia

●​ anche NIÉPCE si rifà alla tecnica della litografia (realizzatore delle più

antiche immagini, la visuale di Le Gras dalla finestra della sua casa,

1816-1822)

2.2 JOSEPH NICÉPHORE NIÉPCE

●​ Niépce, avviato alla carriera ecclesiastica col fratello Claude, lavorò a

molte invenzioni, tra cui l'eliografia!

●​ Con Claude realizzò anche il Pyréolophore, uno dei primi motori a

combustione

●​ Siamo al tempo della Rivoluzione, quando Nicèphore aveva 24 anni e

intraprendeva la carriera militare nell'esercito napoleonico

●​ Dopo il matrimonio, a Gras, iniziò diversi esperimenti sull'eliografia

●​ idea di migliorare e/o semplificare la tecnica litografica: i due fratelli

cercarono di usare il metallo, più economico rispetto alla pietra;

speravano di ottenere anche con la luce l'impronta di un disegno posta

a contatto della lastra metallica (all'inizio era di stagno, peltro) giovando

dei sali d'argento

●​ Niépce usò anche vetro e carta impregnata di cloruro d'argento e acido

nitrico, ma ancora una volta c'era l'impossibilità di fissare e conservare

l'immagine.

●​ Niépce passò all'utilizzo di un altro materiale fotosensibile, il bitume di

utilizzato ai tempi nella composizione di vernici per la stampa

Giudea,

(alterabilità alla luce, sbiadimento e insolubilità in proporzione

dell'influenza luminosa)

●​ Nel 1827 ottennero con la camera ottica "Una Veduta Della Casa Del

Giardino di Gras" e negli anni diverse lastre, soprattutto per impressione

a contatto

●​ Questo procedimento risolse il problema del fissaggio dell'immagine

●​ Niépce però non conosceva la scoperta di Herschel, che dal 1819

aveva reso nota la proprietà dell'iposolfito di sodio come solvente dei

sali d'argento. Il bitume (indurisce se esposto per molto alla luce), è

solubile nelle parti non esposte alla luce, se immerso in petrolio, olio di

lavanda o di dippelio (grasso animale). Inoltre tende a schiarire,

determinando con lo sfondo della lastra un chiaroscuro.

●​ L'immagine poteva essere ottenuta da un disegno su di una matrice di

carta resa più trasparente con olio o cera e posta a contatto con la

lastra bitumata; oppure tramite l'uso della camera ottica che però

durava parecchie ore (8/10 per i points de vue di Niépce)

●​ Nicèphore stringe un rapporto d'interesse e di amicizia con lo scienziato

Bauer;

●​ dopo un rapporto lavorativo, d'interesse e di amicizia con Daguerre fino

alla morte nel 1833

●​ DAGHERROTIPO: contributo di Niépce fondamentale, perché da

tempo usava piastre di rame placcato d'argento, sottoposte ai vapori

di solfuro di potassio o di iodio

●​ queste premesse e suggerimenti furono ceduto a Daguerre

●​ Niépce fino ad allora aveva usato tre diversi supporti:

○​ RAME: una matrice che inchiostrata produceva più copie;

○​ ARGENTO: un'unica copia positiva mediante l'annerimento del

metallo con i vapori dello iodio

○​ VETRO: esaminato in trasparenza. Esso fu poi abbandonato ma

sarebbe stato decisivo se Niépce si fosse reso conto che le lastre

negativo, l'elemento costitutivo

trasparenti avevano inventato il

della fotografia, intuito più tardi da TALBOT

2.3 LOUIS-JACQUES-MANDÉ DAGUERRE

●​ Daguerre, pittore e scenografo, iniziò a fare ricerche sulle sostanze

fotosensibili dal 1825 e collaborò con PREVOST, pittore di panorami.

●​ con l'amico BOUTON realizzò nel 1822 uno spettacolo simile, che

diorama: allestimento di gigantesche scenografie trompe l'oeil

chiamò

(pittura naturalistica), realizzate con tele semitrasparenti raffiguranti

luoghi ed edifici famosi, ricostruendo le suggestioni di spazi reali, con

artifizi di luce ed effetti ottici

●​ Venne utilizzata la camera ottica, conosciuta da entrambi, i quali

speravamo di poter ottenere con essa immagini nitide mediante un

procedimento fotochimico, per migliorare il diorama

●​ I diorami diedero grande notorietà e fama a Daguerre e si diffusero in

tutta Europa. Nel 1839 però, il diorama parigino si incendiò, intimando a

Daguerre di rendere pubblico il procedimento del dagherrotipo, i cui

dettagli non erano ancora conosciuti pubblicamente.

●​ intanto Daguerre fece ricerche sulle sostanze fotosensibili, in

corrispondenza con Niépce

●​ nel 1831 fece alcune prove con i vapori di mercurio che usava con

l'argento

●​ nel 1837 ottenne il primo dagherrotipo, sviluppando l'immagine col

mercurio riscaldato

●​ nel 1835 scoprì che esiste sulla lastra di rame argentato

un'immagine latente che si rivela se sottoposta ai vapori di

mercurio in posa di un'ora o mezz'ora.

●​ QUESTA SCOPERTA FU FONDAMENTALE PER PRECISARE IL

CONCETTO DI FOTOGRAFIA

●​ Niépce la chiamó eliografia, Daguerre dagherrotipia !

●​ Daguerre risolse il problema del fissaggio inizialmente col cloruro di

sodio sciolto in acqua calda, poi conobbe la scoperta di HERSCHEL e

utilizzò l'iposolfito di sodio

●​ Dopo l'incendio Daguerre cedette la "sua" invenzione allo stato:

●​ il 6 GENNAIO 1839 fu pubblicata l'invenzione sulla Gazzetta di Francia

●​ il 7 GENNAIO 1839 È LA DATA CONSIDERATA UFFICIALE PER

L'INVENZIONE DELLA FOTOGRAFIA

●​ il rapporto Niépce-Daguerre si invertì in Daguerre-Niépce e il primo

ottenne tutto il successo, nonostante venga riconosciuto qualche merito

al defunto.

2.4 LA DAGHERROTIPIA SI DIFFONDE

●​ Daguerre diffuse un manuale di 79 pagine ed entro la fine del 1939

furono pubblicate 5 edizioni.

●​ La seconda edizione fu stampata dal cognato di Daguerre, GIROUX, il

quale si occupò anche della costruzione degli apparecchi per il

dagherrotipo.

●​ Molti esemplari furono esportati anche in Italia; la prima edizione del

manuale uscì a Genova nel 1839

●​ Sempre in Italia la notizia dell'invenzione della dagherrotipia venne

diffusa immediatamente e ripetutamente

●​ La più antica trascrizione di dagherrotipo ricopiato manualmente in

litografia è stata eseguita a Napoli

●​ PROCEDIMENTO IN 5 FASI:

1.​ LUCIDATURA con acido nitrico della lastrina di rame placcato

d'argento

2.​ la lastra viene collocata in una cassetta di legno dove riceve i

vapori di iodio

3.​ si introduce la lastrina al buio in uno chassis, nell'apparecchio di

ripresa, dove è esposta per un periodo di tempo di 15 minuti o

pochi minuti

4.​ la lastra viene inserita, al buio, in una boite a mercure di legno,

inclinata di 45°

5.​ FISSAGGIO in acqua e iposolfito di sodio, LAVAGGIO in acqua

distillata.

●​ Mentre si diffondeva il dagherrotipo, venne presentata anche un'altra

tecnica per eseguire più facilmente ed economicamente delle immagini

"senza saper disegnare", un procedimento molto diffuso perché più

povero, in quanto il supporto era di carta e non il rame placcato argento.

●​ l'inventore della FOTOGRAFIA SU CARTA / DISEGNO FOTOGENICO

TALBOT

fu l'inglese

2.5 WILLIAM HENRY FOX TALBOT

●​ Talbot configurò meglio degli altri inventori l'idea della fotografia,

caratterizzandola non solo come mezzo di rappresentazione ma

strumento di

anche come diffusione delle immagini, cioè moderno

comunicazione visiva, tramite l'invenzione del negativo !

●​ Dedicatondosi alle scienze, gli strumenti ottici erano d'uso quotidiano

per Talbot, soprattutto il microscopio.

●​ Nel 1822 chiese all'amico ottico Giambattista Amici un esemplare del

suo microscopio ad immersione ed iniziò con lui un rapporto epistolare

●​ Nei vari viaggi usò la camera lucida di Wollaston, perché poter

schizzare facilmente scorci e vedute

●​ La sua opera The Pencil of Nature è il primo "fotolibro" della storia, con

immagini originali incollate su supporti di cartone

●​ Talbot definì la camera lucida troppo difficile, perché richiedeva una

conoscenza del disegno che non possedeva…provò la camera oscura,

che considerò altrettanto difficile perché la pressione delle mani e della

matita sulla carta spostava lo strumento

●​ Per risolvere il problema rispolverò le nozioni chimiche, soprattutto

quelle delle esperienze di Wedgwood e Davy con il nitrato d'argento.

Continuò i suoi esperimenti anche con cloruro e ioduro d'argento,

ottenendo risultati soddisfacenti

●​ Anche per Talbot però fu un problema fissare le immagini in modo

permanente: all'inizio le lavó con lo ioduro di potassio, poi l'amico

Herschel gli propose l'iposolfito di sodio, autorizzandolo a divulgare la

scoperta (1839)

●​ Talbot comunicó immediatamente le notizie per ottenere il primato e le

priorità delle sue invenzioni: non sapeva che la dagherrotipia era un

procedimento diverso dal suo e nemmeno che quelli di NIÉPCE furono i

più antichi disegni fotogenici

2.6 DAL DISEGNO FOTOGENICO ALLA CALOTIPIA

●​ Il procedimento di Talbot fu pubblicato anche su "The Globe" nel

febbraio del 1839 con ulteriori indicazioni tecniche ma comunque

insufficienti per capire il segreto di Talbot

●​ Nacque una polemica sul primato dell'invenzione della fotografia,

considerando che lui e Daguerre ottennero pressoché gli stessi risultati:

●​ Talbot ne fu stimolato e velocemente migliorò il suo procedimento

negativo-positivo, che aveva sul dagherrotipo il vantaggio di poter

stampare molte copie (rendendo trasparente con cera o glicerina la

carta su cui veniva impressa l'immagine negativa con la camera oscura)

●​ NELL'OTTOBRE 1840 TALBOT ERA GIÀ IN GRADO DI

REALIZZARE FOTOGRAFIE CON UNA POSA DI POCHI SECONDI,

CALOTYPE

chiamò questo metodo

●​ Talbot brevettó molte sue invenzioni e ne proibì l'uso senza il suo

consenso, tuttavia vista la facilità della sua tecnica, essa si diffuse

velocemente in America ed Europa, nonostante la preferenza per il

dagherrotipo, più nitido nei dettagli!

●​ PROCEDURA CALOTIPIA (o TALBOTIPIA):

Talbot stendeva una soluzione di nitrato d'argento sulla carta e, dopo

averla fatta asciugare, la immergeva in una soluzione di ioduro di

potassio; così la carta poteva essere fatta riposare al buio per un

periodo abbastanza lungo e quando era poi essiccata si utilizzava al

momento opportuno, dopo averla imbevuta in un liquido composto da

due soluzioni A e B:

A.​ la prima prevedeva nitrato d'argento in cristalli acqua distillata e

un'aggiunta di acido acetico

B.​ la seconda era costituita da acido gallico diluito in acqua distillata

-​ Successivamente le due soluzioni erano mescolate in parti uguali.

-​ Così la carta trattata consentiva di eseguire delle calotopie in

brevissimo tempo di esposizione.

-​ Il FISSAGGIO era poi ottenuto con un bromuro di potassio o

iposolfito di sodio.

-​ Erano poi incerate per renderle più trasparenti e ottenere da questi

negativi molte copie positive!

●​ Talbot fece molti esperimenti, con diverse camere oscure e

fotografando soggetti vari.

●​ Collegò la sua invenzione ad ogni possibile applicazione: illustrazione

di libri, fotografia a colori, luce artificiale con scintille elettriche,

microfotografia ecc… Osservò anche l'aspetto commerciale e la sua

invenzione garantiva una maggiore economia rispetto al dagherrotipo

●​ CONFRONTO: DAGHERROTIPO PIÙ NITIDO, CALOTIPIA PIÙ

GRANULOSA…prevale il primo (incomparabile soprattutto nei ritratti)

●​ 1839 ANNO DI GRAZIA DELLA FOTOGRAFIA

2.7 JOHN HERSCHEL e HIPPOLYTE BAYARD

●​ HERSCHEL è una figura particolare: come sappiamo a lui è dovuta la

scoperta dell'iposolfito di sodio come agente fissatore!

●​ REINVENTÒ IL PROCEDIMENTO FOTOGRAFICO

●​ 9 settembre 1839: eseguì un'immagine negativa su una lastrina di

vetro di forma circolare… fu la più antica lastra fotogenica su vetro,

escludendo le esperienze di Niépce ('22)

●​ Intanto a Parigi si inseriva tra i grandi inventori della fotografia

HIPPOLYTE BAYARD, un impiegato del ministero delle Finanze che

non riceverà particolari riconoscimenti

●​ Dopo l'annuncio dell'invenzione della dagherrotipia, fu spronato a

continuare i suoi vecchi studi sulle sostanze fotosensibili, ottenendo

buoni risultati pur non conoscendo i procedimenti di Daguerre e Talbot

●​ il 5 febbraio 1839 nostro già alcuni dessins photogenes o images

photogenees, carta sensibilizzata con ioduro d'argento, direttamente

positive

●​ il 24 GIUGNO 1839 espose una quarantina di immagini: È LA PRIMA

ESPOSIZIONE PUBBLICA DI FOTOGRAFIA

●​ Dopo le ricerche che tendevano ad ottenere immagini positive su carta,

Bayard comprese (forse indirettamente da Talbot) che il negativo

consentiva di ottenere più copie: realizzò un nuovo procedimento che fu

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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-ART/06 Cinema, fotografia e televisione

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher chiaxph di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia della fotografia 1 e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Accademia di Belle Arti di Napoli - Accademianapoli o del prof Rossetti Carla.
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