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La legge naturale e due trattati sul governo di Locke

Locke è uno dei massimi rappresentanti della corrente giusnaturalista (ius natura, diritto di natura), con un modello tripartito che presenta un'ipotesi di sviluppo dell'umanità dal punto di vista sia civile e sociale che politico. Locke è uno dei principali fondatori (insieme a Kant) del pensiero liberale. L'obiettivo è capire come Locke spiega l’origine del potere politico.

Il giusnaturalismo e la società civile

Locke, come gli altri giusnaturalisti, è contrattualista: la società civile nasce dal consenso di individui liberi e uguali che danno vita a un contratto per fini utilitaristici. Il potere politico per Locke deve essere organizzato in maniera tale che lo stato non diventi dispotismo, attraverso:

  • Divisione dei poteri
  • Rispetto delle libertà individuali
  • Diritto di resistenza: i cittadini rivendicano il proprio diritto a non obbedire a leggi contro i diritti fondamentali

L'obiettivo del giusnaturalismo è trovare uno stato giusto sulla base della natura umana. I contrattualisti confutano la teoria per cui l’origine del potere è divina, sostenendo invece che è umana ed è data dal contratto; polemica anche contro Aristotele, ritenendo che vivere in società sia un qualcosa di artificiale, l’uomo non è un animale sociale.

Lo stato di natura e il contratto sociale

Lo stato di natura non è regolato da nessuna legge, ognuno obbedisce alla propria ragione. Il contratto è il momento associativo, che porta alla società politica/civile e allo Stato. Un riferimento importante per Locke è Hobbes, un punto critico poiché quest’ultimo ha una visione di Stato diametralmente opposta: nel caso di Hobbes avremmo uno Stato pesante.

L'educazione e l'evoluzione del pensiero di Locke

L’educazione di Locke era inizialmente umanista (studiò a Oxford), ma poi lui matura interessi scientifici esercitando anche medicina e scienze naturali. In principio Locke era filomonarchico: nel 1662, quando c’è la restaurazione con Carlo II, Locke la accoglie con piacere. Partecipa addirittura alla ribellione verso Cromwell. Locke mette tutte le sue idee sulla legge di natura in Saggi sulla legge naturale, maturando posizioni non più hobbesiane.

Era diventato medico, e nel 1665 cura Lord Shaftesbury, una personalità politica importante (sarà anche ministro) con cui legherà una grande amicizia, e sarà primo punto di riferimento di quelli che poi saranno chiamati i Whig, i liberali, contrapposti ai conservatori Tories.

Il ruolo dello Stato e la tolleranza religiosa

I liberali erano tolleranti verso i dissidenti religiosi e favorevoli verso la laicità di Stato: lo Stato deve occuparsi di altri ambiti, che non devono essere quelli interiori all’uomo, quelli dell’animo e della fede. Lo Stato tollera tutte le confessioni purché rispettino le leggi.

Nel Saggio sull’Intelligenza umana del 1671, Locke sostiene che non ci sono idee innate, come diceva Cartesio, ma offre un’esposizione empirista: la mente umana alla nascita è una tabula rasa.

Nel 1672, Lord Shaftesbury divenne cancelliere, però viene arrestato per aver partecipato a una congiura contro Carlo II, e viene esiliato in Olanda, ma anche Locke qualche anno dopo lascerà l’Inghilterra.

Critica alla teoria del patriarcato

Locke legge di Robert Filmer, che sostiene che il potere monarchico derivi direttamente dal potere dei patriarchi della Bibbia (i capi delle tribù d’Israele), il quale a sua volta deriva da Dio. Locke, per criticare quest’opera, scriverà trattati politici.

Nel 1689, pubblica l'Epistola sulla tolleranza anonimamente in latino. Locke entra nell’entourage di Guglielmo d’Orange, che accetta un modello di monarchia parlamentare, andando dall’Olanda all’Inghilterra. Con questo nuovo regno, Locke pubblicherà le sue opere in maniera non anonima: scriverà i due Trattati sul governo civile.

Religione e ragione

Particolare è la sua posizione religiosa, la “ragionevolezza” del cristianesimo, con cui la religione di Cristo si presenta non come rivelata e vera ma come quella più ragionevole grazie alle sue norme etiche semplici e accettabili. Dopo aver avuto prestigiosi incarichi di governo, nel 1704 muore. Osservazioni di Locke sono anche sul valore-lavoro.

Giusnaturalismo è un pensiero sul diritto naturale. È un pensiero che ha le sue correnti con proposte diverse: Hobbes, Locke e Rousseau hanno tre concezioni di Stato diverse, ma hanno gli stessi elementi giusnaturalisti. Il giusnaturalismo è una filosofia di diritto ma anche filosofia della storia: ci permette di capire il cammino dell’umanità, partita da un semplice e barbarico stato di natura in cui gli uomini vivevano come barbari. Questi uomini poi, tramite dei patti, hanno formato società complesse dotate di potere costitutivo e leggi scritte.

Società civile = inerente alla civitas (Stato), società politica, ma anche come stato civilizzato. Esempi di stati di natura erano gli Indiani d’America, che sono nomadi e sono sotto società di sangue e tribali. I giusnaturalisti affermano l’esistenza di una legge (la legge naturale) precedente e antecedente alla legge dello Stato (la legge positiva), una precedenza non solo temporale ma anche valoriale.

Doppio ordine di leggi

Esiste quindi un doppio ordine di leggi: le leggi naturali sono le leggi della natura dell’essere umano (le leggi positive sono poste da un’autorità legittima, la fonte è lo Stato, e sono leggi chiare e che troviamo scritte), le leggi della ragione che rappresentano i criteri di comportamento, sono i dettami universali della ragione (sono leggi che ciascuno trova dentro sé stesso, che si trovano nella propria coscienza e nel proprio cuore). Proprio perché la legge positiva è emessa da una volontà non contiene solo la norma, ma anche la sanzione, in modo da far rispettare quella legge in maniera anche violenta, ciò la contraddistingue dalla legge naturale.

Il difetto della legge naturale è che nel momento in cui viene infranta non esiste un giudice equo: ognuno si fa legge da sé, creando un meccanismo di vendette e faide. C’è il rischio che si crei uno stato di guerra.

Ugo Grozio e il diritto naturale

Ugo Grozio, filosofo del diritto, giurista, olandese, coinvolto nelle guerre di religione. È arminiano (calvinista moderato, razionalista), conflitto con i fanatici; costretto a fuggire in esilio e si trasferisce a Parigi. Mare libero → teorizza gli spazi territoriali, fino a un certo numero di km dalla costa confini del paese, successivamente aperto a tutti; sente la necessità di trovare una pacificazione al di là dei conflitti religiosi.

Per rendere possibile una tolleranza religiosa è necessario il riconoscimento. Prolegomeni - 1625 → norme universali per regolare il comportamento degli esseri umani.

Metodi per individuare le leggi naturali

  • Via a posteriori: prendere in esame i sistemi di diritto in vigore prima e ora, da cui si nota il ritorno di determinati elementi, in particolare la legge naturale (via abbandonata dopo Hobbes); due tipi di intesa del diritto → oggettivo (insieme delle leggi) e soggettivo (facoltà, libertà).
  • Via a priori: individuare un principio universale (ragione) da cui si fanno derivare tutte le leggi naturali. Non bisogna fare una casistica empirica, ma individuare un principio a priori alla base di ogni esperienza empirica.

La legge naturale → legge che ci indica un comportamento che è congruo e coerente con un principio di razionalità, proprio per questo, è obbligatorio, quando invece è incoerente con esso, la ragione ci dice di non farlo. Il diritto di natura è un dettame della retta ragione, la quale ci indica che una certa azione è moralmente necessaria, perché conformi alla natura razionale dell’essere umano, e dunque va perseguita, o meno e va quindi evitata.

Grozio afferma inoltre che le leggi naturali sarebbero valide anche nella lontana ipotesi che Dio non esistesse → padre del giusnaturalismo, anche San Tommaso sottolinea l’importanza della ragione, ma questa è derivante dalla razionalità divina; al contrario Grozio afferma che le leggi non sono legate a Dio, ma solo alla ragione, visione laica e secolarizzata del diritto.

Le leggi devono corrispondere a un principio di giustizia, la legge è tale per il contenuto di giustizia che contiene; il giurista si deve interrogare non solo su ciò che è legale, ma su ciò che è giusto, definito dalle leggi naturali forma mentis dominante. Impostazione a-storica, la storia non serve, non fanno capo ad un’autorità, messa in crisi della (universalismo religioso). Leggi naturali che appartengono agli esseri umani, ciascun individuo anche in momenti di guerra ha dentro di sé delle leggi.

Con il protestantesimo la religione non è più simbolo di unione, la popolazione dopo le guerre si era ridotta di un terzo. Il giusnaturalismo ha un'impronta antirelativistica, reazione al relativismo, allo scetticismo di fine ‘500 e inizio ‘600, i giusnaturalisti costruiscono l’unione sulla ragione.

Il dovere dell’uomo e del cittadino

I doveri dell’uomo e del cittadino, manuali di Fufendorf, divulgatore e sistematizzatore → scarta anche lui la via a posteriori, l’esame della storia dell’uomo e il diritto presentano elementi contraddittori. Tema della bellezza femminile → diversi criteri per ogni popolo, stessa cosa per il diritto, non si possono ricavare le leggi di natura da rectio ratio una casistica, è importante quindi seguire la via a priori ponendo alla base la ragione.

Non bisogna fondare delle verità assolute, ma un diritto e un principio che si reputi inconfutabile; la ragione non ci mostrerà l’oggetto a realtà e assoluta, ci indica i mezzi, le strategie, per ottenere maggiori vantaggi, con l’obiettivo di porre fine ai conflitti non tramite la retorica per cercare di convincere, ma tramite i teoremi di geometria (Hobbes, ripresa di Euclide e del suo libro dei teoremi).

Kant e la resistenza non violenta

Kant → resistenza non violenta nel momento in cui lo Stato non rispetta le leggi naturali, il cittadino deve obbligatoriamente obbedire, altrimenti si negherebbe la base del concetto di Stato, però può intervenire sull’opinione pubblica e portare a modificare quella legge tramite il “diritto alla penna”.

Giusnaturalisti e disuguaglianza naturale

Idea della società come evoluzione e idea della disuguaglianza naturale (Aristotele) non accettata dai giusnaturalisti → no tradizione, no autorità, no corpo di leggi di Giustiniano.

Due impostazioni di legge

  • Impostazione volontaristica (giuspositivismo, diffuso a partire dall’‘800), fa riferimento alla legge in termini di comando di un’autorità che è stata autorizzata a comandare, la legge è tale in quanto proviene da un’autorità legittima, lo Stato.
  • Impostazione razionalistica, propria dei giusnaturalisti che definiscono una legge in base al principio di ragione a cui si conformano, alla giustizia.

Hobbes e la legge naturale

Hobbes → problema della legge naturale è l’interpretazione. Introduzione di un principio di autorizzazione (Hobbes paragona l’autorità dello Stato alla figura di un attore che rappresenta i cittadini); problema del metodo che tutti i pensatori si pongono, per giungere a conclusioni corrette bisogna utilizzare il giusto metodo, Grozio definisce il metodo a priori (non fa riferimento ad un’esperienza), o a posteriori.

De Cive, 1642 pubblicazione ad Amsterdam della prima edizione del 2 nel 1647 dove aggiunge un’introduzione dove tenta di risolvere il problema politico attuale di conflitto, e si schiera soprattutto contro le nuove tendenze dell’epoca, come quella monarcomaca (il potere è del popolo che lo offre al sovrano, che nel momento in cui non rispetta il volere o le necessità del popolo, questo può essere ucciso) → partendo da un confronto tra il campo delle scienze naturali e quello della politica: nel primo caso si sono ottenuti grandi risultati che hanno migliorato la vita degli individui, al contrario nel campo politico la situazione è degenerata, esorta dunque a portare lo stesso metodo delle scienze, dove si sono raggiunte conclusioni condivise da tutti grazie alle dimostrazioni, anche nella politica e morale, per elaborare la forma di Stato ideale che deve andare bene a tutti gli individui.

Due metodi scientifici secondo Hobbes

  • Metodo della dimostrazione, tipico della geometria, parte da metodi e definizioni e si evolve con un procedimento deduttivo che parte da una catena di deduzioni che portano a conclusioni, che avranno la stessa certezza delle premesse. Le premesse in questo caso riguarderanno la natura, le inclinazioni, gli istinti e le passioni degli esseri umani, e da queste si giungerà alla costruzione di una forma statale conforme. La forma migliore di Stato è quello assoluto, scrive Hobbes, non lascia spazio agli istinti degli esseri umani e limita la loro libertà.
  • Metodo galileiano e cartesiano, della scoperta, analitico sintetico, scompositivo e ricompositivo. Metodo che permette di fare la scoperta, che messa in ordine poi può essere presentata (con il metodo dimostrativo).

Lo Stato viene paragonato a un grande orologio, meccanismo, che va scomposto nelle sue parti compositive, gli esseri umani di cui bisogna studiare la natura e le interazioni, e successivamente bisogna rimontarlo in modo che tenga a freno gli istinti umani. I diritti naturali non possono essere ceduti, non si può rinunciare alla libertà o alla vita per l’una o per l’altra.

Rivoluzione americana e francese

Rivoluzione americana 1776 e francese 1789. Il diritto naturale indica che ci sono diritti individuali dell’individuo che nessuna legge di nessuno stato potrà mai cancellare o abolire. Idea di costruire una società organizzata che garantisca con la coazione una forza pubblica al di sopra delle leggi, che agisca contro chi non rispetta le leggi.

Saggi sulla legge naturale di Locke

Saggi sulla legge naturale di Locke, scritti in latino tra il 1660 e il 1664, uno dei primi lavori, scritti nella forma tradizionale della forma accademica → 8 saggi ciascuno dei quali pone un problema e lo discute in maniera tradizionale, che costituiscono una trattazione unitaria e abbastanza completa delle questioni inerenti il diritto naturale:

  • Esiste una legge naturale?
  • È conoscibile questa legge naturale attraverso il lume della morale (ragione)? → Locke contesta ogni posizione innatista (teoria delle idee innate) e l’abbozzo di una teoria empiristica della conoscenza.
  • È obbligatoria questa legge naturale?

I saggi non furono mai pubblicati, scritti per uso accademico, ma dopo la morte di Locke tutte le sue carte passano al cugino (Peter King) e rimasero presso la famiglia per diverso tempo, fin quando nel 1942 la famiglia li cede a una biblioteca. Problema di decifrazione degli scritti di Locke, il primo a pubblicare un’edizione con traduzione inglese fu Honleiden nel 1954.

Gli scritti testimoniano che il tema politico è sempre stato un tema centrale nella riflessione di Locke, e dimostrano inoltre che l’autore era sempre stato tendente al giusnaturalismo. Il secondo trattato e la sua concezione politica ha come fondamento l’esistenza di una legge naturale che fonda uno Stato limitato, la legge naturale viene prima da un punto di vista temporale ma soprattutto dal punto di vista assiologico, è sempre uguale e non muta a differenza delle leggi positive.

Concezione classica e moderna del diritto naturale

Concezione classica del diritto naturale che si lega al divino (San Tommaso, in Dio la razionalità è precedente al momento della volontà), ripresa da Grozio → opposizione nel ‘600 a una concezione volontaristica per cui Dio in quanto onnipotente può volere sia il razionale che l’irrazionale (dunque la potenza precede in questo caso la razionalità), ciò che fa diviene “razionale” perché lo vuole, e perché l’uomo lo individua come tale in quanto la sua ragione è limitata.

Grozio afferma che la ragione intuisce che un certo comportamento è congruente con un certo principio di razionalità e concreta così ciò che è morale, capacità di intuire delle verità assolute che riguardano la moralità; la concezione di Hobbes è invece opposta, riprende la legge naturale come dettame della ragione, ma per Hobbes la ragione non è la facoltà di intuire delle verità assolute, ma la capacità di fare dei calcoli (concezione metodologica e non ontologica), ci indica i mezzi e le strategie migliori per ottenere un obiettivo, non pone dei fini.

Il fine per Hobbes è mantenersi in vita che è posto dalla natura, l’essere umano non è altro che un corpo in movimento, è involontario come la maggior parte dei movimenti interni del corpo, il resto sono i moti animali (comandati, volontari); concezione strumentale della ragione, le leggi naturali dunque in quanto dettami della ragione sono lette nella stessa concezione. Principale motivo di guerra nello stato di natura è il diritto a tutto che porta inevitabilmente a scontri e conflitti, la seconda legge di naturale afferma infatti “cedi il diritto a tutto” a pactum condizione che gli altri facciano altrettanto → terza legge di natura afferma “stai ai patti”, si cede solo a condizione di un accordo.

Unionis virtù: qualsiasi comportamento finalizzato alla pace (a mantenerla o ristabilirla), al contrario i vizi. Lo stato di natura è governato da massima libertà e massima uguaglianza, il che porta a un continuo stato di guerra. Desiderio di potere (primo postulato) → ogni individuo desidera prendere per sé quello che è a disposizione anche degli altri, simbolo di un desiderio di potere sugli altri che termina solo con la morte (sentimenti aggressivi e competitivi, conflittuali + vanità).

Homo homini lupus: paura naturale (secondo postulato) → il massimo dei mali è la morte, paura della morte violenta identificata come maggiore dei mali. Hobbes contesta qualsiasi possibilità di una gerarchia naturale, anche il più forte non sarà mai sicuro del suo potere, in quanto potrà sempre essere sconfitto.

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-FIL/06 Storia della filosofia

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher alby0407 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia della filosofia e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Roma La Sapienza o del prof Schino Annalisa.
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