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Individuo e comunità

Esistono regole permanenti, eterne ed immutabili, ossia naturali?

Per diritto naturale si intende un insieme di regole derivanti dalla

natura, ovvero fondate nella natura stessa dell’uomo, e perciò sottratte

alla volontà degli uomini, sulle quali fondare la valutazione del giusto e

dell’ingiusto —> parametro trascendente sul quale valutare il diritto

positivo

Ex: un tempo potevano essere non uccidere, risarcire i danni, assicurare

la sepoltura ai morti

Ex: nell’Antigone di Sofocle sia parlava di contrasto tra natura e legge

Invece il diritto positivo si distingue in quanto la sua fonte di

produzione è il legislatore, il giudice o la comunità —> il diritto vigente in

una data società in un determinato periodo storico

Il giusnaturalismo è la corrente filosofico-giuridica che afferma che il

diritto naturale abbia un carattere superiore al diritto positivo, anzi, il

diritto vigente deve rappresentare la positivizzazione del diritto naturale

—> dualismo

Tale corrente ha due orientamenti principali: ex:

Teologico o organicistico, legato ai principi religiosi cristiani(

San Tommaso)

Razionalistico e individualistico, fondato sul ricorso alla

ragione(ex: Hobbes e Locke)

—> a tale corrente si sono, però, ispirate le dittature più feroci

Invece, si definisce positivismo giuridico quella dottrina che negando

l’esistenza del diritto naturale, ritiene che il diritto sia esclusivamente

quello positivo, o meglio, quello naturale sia totalmente privo del

carattere della giuridicità —> monismo

Tale corrente nasce dalla Rivoluzione francese e dall’emanazione del

primo Codice civile(1804).

Ex: Kelsen e Bobbio

Il diritto naturale viene criticato in quanto, come dice Bentham, non

esiste un ‘codice di leggi naturali’, esse vengono inventate da una

determinata cultura in un determinato momento storico.

Al contrario bisogna anche criticare l’assolutismo giuridico, termine

coniato da Paolo Grossi per indicare l’ordinamento giuridico nato dopo la

Rivoluzione francese, un ordinamento nel quale il diritto si identifica con

“sradicato dalla complessa ricchezza del sociale

la legge venendo così ”.

—> quindi, per i giuristi, la natura è un’invenzione: il principio di

uguaglianza fu rinvenuto in uno ‘stato di natura’ del tutto teorico e

artificiale —> l natura fu inventata per modificare la realtà esistente

“Ciò che è razionale è reale; e ciò che è reale è razionale” cit Hegel

Organicismo e individualismo

Alle due nozioni, di comunità e individuo corrisponde la grande

dicotomia(cit. Bobbio) tra dottrine: la questione di fondo è quella di

stabilire se ogni elemento di un insieme debba essere considerato

separatamente o unitamente ai molti altri componenti di quell’insieme:

Organicismo —> ‘il tutto’ è un esito diverso e superiore

 l’appetitus societatis,

—> teniamo sempre a mente ovvero il desiderio di

entrare in società dell’essere umano in quanto tale

Individualismo

L’avvento del Cristianesimo contribuì all’affermazione di entrambe le

teorie, in quanto si ha anche una prima e significativa valorizzazione

dell’individuo.

La famiglia, proprio come lo Stato, è un elemento naturale ed è la sede

della prima acculturazione giuridica dell’individuo.

Il conformismo diviene il fattore identitario principale contro chi non è

conforme a ciò che viene considerato ‘naturale’ —> strumento di

controllo

La cultura individualistica diviene uno degli aspetti salienti della

modernità, la nozione di individuo è una invenzione culturale —>

l’atomizzazione delle comunità(= compromesso) comportò l’elaborazione

di teorie poste a fondamento della società, del potere e del diritto

Individualismo

“tendenza a far prevalere gli interessi o le esigenze

L’individualismo è la

personali sugli interessi o le esigenze della collettività”.

Il principio individualistico deve molto alla riflessione degli economisti del

dell’homo oeconomicus

Settecento e Ottocento, che posero la teoria :

l’analisi dei fenomeni sociali non avrebbe più privilegiato la società nel

suo insieme, ma il singolo e le sue scelte individuali.

Il termine ‘individualismo’ fu coniato in Francia nel primo Ottocento(da

Francois-Auguste Frénilly, scrittore e uomo politico monarchico e

conservatore), negli anni della Restaurazione, con una connotazione

fortemente negativa e polemica nei confronti delle ideologie

illuministiche —> avrebbero portato all’insorgere di un diffuso egoismo

Anti-individualismo hegeliano(statalismo)

Hegel teorizzò la supremazia dello Stato(Stato-etico), fino a ispirare gli

ordinamento autoritari e totalitari del Novecento.

“L’individuo ha oggettività, verità e eticità solo in quanto è un membro

dello Stato” —> l’individuo non esiste se non grazie allo Stato —> lo

Stato non è più un mezzo ma un fine

—> ciò contribuì ad alimentare la polemica anti-individualistica

dell’Ottocento

Anti-individualismo socialista

Nello stesso periodo la cultura del socialismo utopistico avviò

un’analoga campagna di critica all’individualismo liberale, svolto da un

gruppo di intellettuali francesi seguaci di Henri de Saint-Simon: diedero

vita a una campagna polemica nei confronti della esagerazione dell’idea

di libertà individuale —> l’individualismo era considerato come il

prodotto di un egoismo antitetico alla politica, ossia alla capacità di

considerare l’insieme degli interessi della realtà sociale

—> proseguito da Marx ed Engels

Evoluzione della nozione

Tale evoluzione si ebbe grazie a Tocqueville: osservando la società

americana, società egualitaria dove veniva esaltato l’individualismo,

affermò che esso fosse una degenerazione del principio di libertà, ma,

proponeva come rimedio la condivisione delle decisioni pubbliche —> il

nesso tra l’individualismo e la ricerca dell’interesse comune risiede nella

libertà politica

Individualismo romantico

Il Romanticismo esaltò l’individuo ed ispirò un individualismo ‘elitario’ e

della diversità, quindi aristocratico, irrazionale e pessimista —>

l’individuo lontano dalla massa

—> giunse a volte ad esiti nichilisti e anarchici

Individualismo anarchico

Radicale negazione della legittimità dello Stato, della società, della

religione e di qualunque ideologia.

L’unico riferimento dell’agire umano divenne l’egoismo.

Ex: Kierkegaard, Nietzsche

Individualismo metodologico

Venne teorizzato partendo dall’idea che tutti i fenomeni collettivi

andassero studiati attraverso teorie dell’azione individuale.

Filosofi come Popper distinsero:

Individualismo ontologico, secondo il quale a esistere sono soltanto

gli individui

Individualismo assiologico, che ritiene che solo agli individui debba

essere attribuito un valore intrinseco

Esiste il bene comune, ossia un interesse generale oggettivo al

quale dovrebbero essere ispirate le regole giuridiche?

Se ai singoli individui si riconosce una inevitabile diversità e unicità,

diviene allora impossibile far riferimento a un interesse generale comune

a tutti —> gli individualisti sono indotti a negare l’esistenza di un bene

comune —> le decisioni dei governanti non appaiono altro che atti di

volontà dei detentori del potere

Ideologie dell’individualismo del XIX secolo

Nella prima metà del XIX secolo, in estrema sintesi, le principali

ideologie furono:

Liberalismo politico, che poneva l’individualismo a fondamento

dei diritto dell’uomo

Liberalismo economico, con il famoso laàissez-faire

antistatualista

Romanticismo, fondato sul mito aristocratico dell’individuo,

superiore e libero dalla massa e dai suoi condizionamenti

Anarchismo, inteso come insofferenza nei confronti delle regole

sociali e giuridiche

Individualismo giuridico

—> quest’ultimo fu il prodotto della modernità giuridica —> Guido Fassò

“secondo il quale gli individui hanno valore primario ed originario

disse

rispetto alla società, ed elemento essenziale e fine ultimo della realtà

sociale è l’individuo”

—> si affermò soprattutto dopo le due grandi Rivoluzioni settecentesche

Medioevo

Organicismo medievale

l’epoca medievale fu caratterizzata da un forte antindividualismo —>

dalla fine dell’unità politica dell’Impero romano, ci fu una

frammentazione particolaristica degli ordinamenti —> la situazione era

caotica e particolarista degli ordinamenti giuridici medievali: divenne

sempre più complesso a causa della sovrapposizione degli ordinamenti

—> si faceva grande ricorso alla metafora del corpo umano per

descrivere la società civile:

John of Salisbury(nel Policraticus) scrisse che al re spettavano le

funzioni della testa, al senato quella del cuore, ai giudici quelle degli

occhi e delle orecchie e della lingua, ai militari quelle delle mani e ai

contadini quelle dei piedi

Marsilio da Padova riprende la dottrina aristotelica secondo la quale

l’ordinamento giuridico costituisce una sorta di animale, i cui organi lo

mantengono armoniosamente in vita e ritiene che il governo della

società politica ne costituisca il cuore —> l’idea centrale è quella della

ricerca della pace s

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Scienze giuridiche IUS/19 Storia del diritto medievale e moderno

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher cami.sirianni di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia del Diritto Medievale e Moderno e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi Roma Tre o del prof Alvazzi del Frate Paolo.
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