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L’Avventura del Cinematografo

1. IL CINEMA PRIMA DEL CINEMA: IL MONDO COME SPETTACOLO

Nel XXI secolo non sapremmo immaginare un mondo senza immagini. La città contemporanea è

una creazione recente, della fine dell’Ottocento. E’ difficile immaginare una città in mancanza di

segnali comunicativi e informativi. Quadri e ritratti erano privilegi delle persone molto ricche, le

case comuni erano spoglie, le pareti nude. Fu l’invenzione della stampa a iniziare la diffusione

delle immagini. I primi libri stampati erano molto costosi ed ebbero diffusione in una cerchia

ristretta.

Solamente delle rare feste o fiere di bestiami gli attori erano un evento, come anche il passaggio

degli eserciti. Queste erano le novità che scuotevano la vita quotidiana perché tutto faceva

spettacolo. Tutto ciò che poteva attirare l’attenzione era mostrato a pagamento, spesso in modo

spettacoli ottici Lanterna

crudele. Fra le novità, gli cominciarono a comparire già nel Seicento. La

Magica era la più misteriosa: derivava dai giochi di ombre cinesi, che sono i veri antenati del

cinema. Era una scatola con una candela dentro e una lente anteriore, che proiettava sulle pareti

di una sala buia delle figure disegnate su un vetro.

La lanterna magica: cultura e attrazioni

La lanterna magica viene descritta per la prima volta nel 1646 da Kircher. Essa si diffuse con diverse applicazioni: uno

fantastico didattico, cultura attrazioni,

era quello e uno quello ovvero e che potevano anche andare insieme volendo.

L’uso didattico consisteva nel far vedere luoghi, monumenti, ma anche oggetti, piante, animali che nessuno aveva mai

avuto occasione di vedere. Poteva essere anche uno strumento fantastico, utilissimo per sussidio alle conferenze e alle

prediche. Vediamo già le caratteristiche che definiscono il cinema in tutta la sua storia: strumento di attrazione, di

sviluppo dell’immaginazione, ma anche canale d’informazione e diffusione culturale.

Inizialmente la lanterna magica proiettava una sola immagine fissa, ma poco a poco una serie di

invenzioni consentì di moltiplicare le immagine e di muoverle, facendo scorrere due o più lastre

una sopra l’alto si poteva dare l’illusione di un cavaliere (mobile) che si avvicinava ad un castello

(fisso), ad esempio. Ebbe molto successo come strumento di suggestione spiritica.

La lanterna magica veniva usata anche per insegnare ai ragazzi la storia.

Mondo Nuovo,

L’altra macchina ottica, diffusa fin dalla fine del Seicento, era il che funzionava nel

senso contrario alla lanterna magica. Invece di proiettare sul muro, si guardava dentro la scatola.

Era una cassa di grandi dimensioni con alcune aperture attraverso cui si potevano guardare

alcune figure che erano all’interno e che potevano anche essere animate. Il Mondo Nuovo

raccontava o descriveva più o meno le stesse cose della lanterna magica, ma in maniera meno

fantastica. La lanterna magica funzionava al buio, e dava a tutte le scena un aspetto fantastico, il

Mondo Nuovo era completamente diurno e solare, serviva soprattutto per mostrare paesaggi,

luoghi, città lontane, per diffondere le notizie (fu il Mondo Nuovo anche rese famosi gli eventi della

Rivoluzione Francese, la decapitazione di Maria Antonietta si trasformò in spettacolo perché chi

non poteva vederla dal vivo si accontentava delle riproduzioni).

Sia la lanterna magica che il Mondo Nuovo richiedevano spiegazioni; da sole quelle figure erano

imbonitore,

incomprensibili o quasi, per questo era accompagnate dalla spiegazione di un o

narratore, che spiegava le scene mostrate. Le immagini erano sempre parte di una

rappresentazione più ampia, che includeva il discorso, in quanto la comunicazione fra persone in

carne ed ossa era fondamentale.

Lumière

Cinematografo

Il dei avrebbe proiettato immagini in una sala buia, come la lanterna

Edison

Kinetoscopio

magica, mentre il di avrebbe funzionato come il Mondo Nuovo, guardandoci

dentro. Niepce

Una forte spinta venne anche dall’invenzione della fotografia. sperimentò per primo nel

1826 la permanenza di impressioni luminose sopra una lastra di gelatina, brevettando la scoperta

della fotografia. Le prime fotografie utilizzavano lastre con gelatine poco sensibili alla luce,

richiedevano tempi di posa estenuanti ed erano immagini molto rozze, sgranate e confuse.

Daguerre, dagherrotipo

pochi anni dopo, con il diede inizio al genere del ritratto umano. Le foto

calotipista

erano brutte, per questo si vene a creare la figura del cioè colui che ritoccava le

immagini stampate con il pennello.

In altre parole l’invenzione della fotografia era l’invenzione della realtà. Nel 1827 il governo

francese comprò il brevetto da Niepce e liberò l’invenzione dai diritti in modo che tutti potessero

usarla e perfezionarla. Ciò permise una sua rapida diffusione molti si misero a sperimentare nuovi

tipi di emulsioni sensibili, così il tempo di esposizione scesa a 1/25 di secondo. La fotografia

contribuì a far nascere una confusione fra il reale e l’immaginario perché poteva essere usata sia

per catturare immagini del mondo reale sia per far apparire cose non vere.

Si scoprì che l’illusione del movimento poteva essere prodotta con la successione velocissima di

Plateau

Fenachistoscopio

immagini fisse; il di era un cerchio di carta che conteneva molte

diverse pose di una persona, facendolo girare velocemente davanti ad uno specchio sembrava

che la persona si muovesse a scatti. Inseguito questo cerchio si trasformò in una striscia di carta.

Muybridge usò la fotografia per studiare il movimenti degli animali: collocò diverse macchina

fotografiche lungo un percorso e scompose la corsa di un cavallo o la camminata di un uomo

nudo. Era difficile unificare le varie posizioni in un unico flusso continuo.

magica fotografia

Combinando queste macchine (lanterna per la proiezione, per le immagini dal

finachistoscopio

vero e per il movimento) si giunse all’animazione di immagini fotografiche.

Marey

L’Onda di è il più antico movimento di cui possiamo disporre.

Sarebbe ingiusto considerare queste macchine come fasi provvisorie, appartenenti alla preistoria

del cinema: i nostri antenati sono vissuti prima di noi, ma non avevano certo lo scopo di preparare

la nostra venuta.

Per un periodo il contatto diretto e fisico è il principale strumento di comunicazione e

informazione. Il cinema renderà il contatto fra le persone sempre più inutile. città-

Nel corso dell’Ottocento la città cambiava radicalmente aspetto: si stava trasformando nella

spettacolo attuale, piena di immagini, popolata da gente sempre più sola. Parigi si stava

trasformando in un salotto pieno di spettacoli. Si andava al caffè per guardare ed essere guardati.

Il Positivismo era la filosofia dominate. Le Grandi Esposizione erano dei veri e propri spettacoli

scientifici. La prima Esposizione fu a Londra del 1851 e dipinse tutte le ultime scoperte in una

serie d’immense serre fatte costruire appositamente: erano stati inglobati interi vieni, alberi

compresi, l’esterno poteva confondersi con l’interno. panorami.

Un altro evento che trasformava lo spazi urbano in spettacolo era la costruzione dei Il

Barker

primo fu costruito a Londra da nel 1792, in una sala di forma circolare con le pareti

coperte da una veduta panoramica di Londra a 360°.

In mezzo a tutte queste novità nasce una figura di passate-spettatore del tutto nuova nel

panorama cittadino, una figura parigina ma destinata a diffondersi in tutto il mondo: quella del

Poe

flaneur, L’uomo della

osservatore solitario e distratto. Fu descritto per la prima volta da in

folla: seduto in un caffè, il narratore vede una figura buffa e misteriosa che passa e ripassa lungo il

buolevard, e decide di seguirla per vedere qual è la sua meta, ma lui non ha una destinazione, il

passante vaga tra le persone e i luoghi senza mai avere un attimo di sonno o di vita privata.

L’uomo della folla è colui che non dorme mai ma non è mai desto. E’ una creatura metropolitana,

sola e allo stesso tempo odia la solitudine. Cammina trascinato dalla propria immaginazione.

Baudelaire

Anche lo descrive con lo spleen parigino, ovvero la solitudine tra la folla e la strana

mescolanza di noia e di inquietudine che si attacca all’ambiente della metropoli moderna.

flaneur

Il è colui che cammina per la città distratto, guarda tutto senza attenzione. La città è

divenuta per lui solo un grande spettacolo, un’offera di immagini.

Se la lanterna magica era istruttiva ma anche fantastica, la fotografia non era da meno, e con

Lumière,

Cinematografo

qualche trucco mostrare gli spiriti. Altrettanto farà il dei fratelli sospeso

fra il reale e l’immaginazione.

Lumière erano due industriali di Lione, fabbricanti di pellicole fotografiche che nel 1895

Cinematografo.

presentarono il Riguardava un tipo di fotografia in movimento che non era affatto

sconosciuta all’epoca perché tante altre erano state le ricerche e tanti erano gli inventori di

macchine di questo tipo (in Inghilterra si registrarono 350 brevetti di questo tipo).

Domitor, dominator,

Il Cinematografo Lumière doveva chiamarsi abbreviazione della parola latina

un nome che esprimeva molto bene i sogni e le fantasie di onnipotenza della scienza nel periodo

del Positivismo.

Fra gli innumerevoli apparecchi inventati per ottenere la fotografia in movimento ce n’era uno di

Edison: Kinetoscopio.

il Somigliava molto al Mondo Nuovo, era una scatola dentro la quale si

guardava, girando una manovella per far scorrere la pellicola. Era una visione singola e privata,

spesso riservato solo agli adulti. Il Cinematografo dei Lumière invece era una specie di lanterna

magica che proiettava immagini sulla parete, cioè proponeva una visione pubblica, collettiva. Era

tecnologicamente migliore, più piccolo e trasportabile del Kinetoscopio e di tutti gli altri.

I Lumière misero in vendita lo strumento e dopo la sua presentazione a Parigi il 28 dicembre 1895

Uscita dalle officine Lumière L’arrivo del treno ala stazione

tramite alcune “vedute” (scene) come o

della Ciotat profondità di campo

(da cui notiamo già la grazie alla locomotiva che sembra andare

addosso allo spettatore), molti lo acquistarono e cominciarono a fare riprese per conto loro.

cinematografisti ambulanti,

Nacquero i simili a quelli che andavano anche prima in giro per

l’Europa a vendere stampe.

Il Cinematografo delle origini ai nostri occhi apparirebbe brutto. La pellicola, in bianco e nero,

scorreva a mano con una manovella, e le immagini a 16 fotogrammi al secondo circa,

sfarfallavano molto, davano addirittura fastidio agli occhi. I luoghi avevano un aspetto strano e le

persone con i movimenti a scatti sembravano fantasmi.

Le vedute di altre città servivano per dare informazioni, mentre le vedute locali servivano ai

auto-rappresentazione.

cittadini per guardare se stessi:

Girare la manovella anche senza pellicola era un trucco per attirare l’attenzione dei passanti che,

sperando di essere entrati nel film, andavano poi la domenica a vedersi sullo schermo. Era una

vera e propria pubblicità (oltre ai foglietti per informare della proiezione).

Davanti al Cinematografo, le genti lontane, che nulla sapevano della tecnologia europea, spesso

si raccoglievano intorno all’operatore per curiosare, attirate dalla novità e dallo straniero.

Numerosi sono gli sguardi in camera. I primi film erano composti da un solo quadro, finito il quale

terminava il film. Poi arrivarono alcuni spettacoli composti da diversi quadri, uno dopo l’altro,

messi in serie ma proiettati separatamente, con le dovute spiegazioni a voce dell’imbonitore.

I personaggi entravano e uscivano dallo schermo, c’era sempre movimento: in Repas de bébé

l’attenzione degli spettatori era attirata non dal bambino che mangiava ma dal movimento degli

alberi sullo sfondo.

Il Cinematografo Lumière contribuisce in modo determinante a trasformare tutto il mondo in uno

spettacolo.

Il Cinematografo consentiva di viaggiare anche a chi non ne aveva i mezzi, era una specie di

Grand Tour

Grand Tour dei poveri. I era stato il viaggio attraverso l’Europa per gli aristocratici del

Sette e Ottocento, mentre i poveri “viaggiavano” con le immagini.

Kahn atlante geo-etno-antropologico

tentò di costruire il primo del mondo, costituito interamente

da fotografie e da riprese cinematografiche, che duravano circa un minuto. Anche in Italia si

Comerio Dal Polo all’Equatore,

ebbero documentaristi di grande valore come (fim-utopia la sua

spedizione al Polo Sud, scene della Prima Guerra Mondiale sull’Isonzo, il tutto guardato con

Omegna

l’occhio dominante e superiore dell’uomo bianco occidentale) e (il padre del

documentario scientifico).

Un’altro grande utopista fu Matuszewski che formulò il grande sogno di filmare tutti gli eventi della

storia umana e archiviarli per sempre: mettere tutta la storia in pellicola, un’utopia assoluta della

storia. L’ideologia nascosta nel Cinematografo Lumière era quella di dominare il mondo, sia

nell’insieme che nei dettagli.

La fruizione collettiva portò alla creazione di sale, soprattutto in America, fin dal 1906. Il cinema

allora diventerà un dispositivo disciplinare importantissimo nell’età dl consumo di massa: un

sistema per convincere ciascuno a rimanere volentieri al suo posto (come farà la TV).

Le caratteristiche delle vedute in movimento del Cinematografo Lumière:

unica

1. Inquadratura —> ogni film aveva una solo inquadratura, senza alcun montaggio. Le

“Passioni” erano composte da parecchie inquadrature che però venivano proiettate

separatamente.

di campo

2. Profondità —> ogni vedute mette a fuoco figure vicine e lontane.

Molteplicità di centri e di soggetti dentro ciascuna inquadratura

3. —> la veduta era legata a una

storia o a un luogo, spesso coglieva nello stesso tempo molti passanti; ecco perché si dice

movimento centrifugo delle vedute, perché c’era molto movimento.

Tracce dell’operatore dentro le immagini

4. —> ci mostrano persone consapevoli di essere

riprese, si mettono in posa e spesso guardano in macchina magari anche salutando gli

spettatori.

Presenza di un imbonitore o narratore

5. —> durante le proiezioni spiegava agli spettatori le

scene e le eventuali storie. Spesso chi proiettava le vedute animate era anche quella che le

spiegava.

Il Cinematografo, il Kinetoscopio di Edison e gli altri apparecchi visivi non fanno parte del cinema.

Rientrano nei dispositivi ottici, nelle attrazioni da fiera. Erano solo macchine per fabbricare

immagini in movimento. Il Cinematografo Lumière era come uno sguardo sul mondo che

raccoglieva e portava a casa immagini da tutti i paesi. Era un tipo di spettacolo dell’Ottocento, in

cui la comunicazione fra esseri umani era fondamentale. Per trasformarsi in “cinema” avrebbe

dovuto eliminare il presentatore.

2. I TRUCCHI E LE PRIME ATTRAZIONI DEL CINEMATOGRAFO

Méliès

A viene attribuita l’invenzione del montaggio, il primo di tutti i trucchi. Aveva assistito alla

prima esibizione del Cinematografo a Parigi e ne aveva subito acquistato uno dai fratelli Lumière.

Durante una ripresa in esterni, la macchina s’inceppò e poco dopo ripartì, solo durante lo sviluppo

della pellicola si accorse che al posto di una carrozza appariva improvvisamente un carro funebre:

era una vera e propria metamorfosi, un gioco di prestigio fatto sul mondo reale. Il senso futuro del

montaggio, che sarà magia di sparizione, apparizione, trasformazione, salto da un luogo all’altro,

metamorfosi.

da un’epoca all’altra; in altre parole, la Méliès valorizza questa capacità del cinema.

I trucchi esistenti erano già molti, alcuni erano teatrali mentre altri già usati nella fotografia. Ne

Méliès de Chomòn:

furono inventati molti altri da e

- mascherino-contromascherino —> permetteva di unificare spazi diversi o di sdoppiare un

personaggio ( l’inquadratura veniva divisa in due parti, impressionandone prima una e poi

l’altra)

- arresto della ripresa —> con cui gli oggetti e le persone sparivano o riapparivano dal nulla

- scatto singolo —> faceva muovere le cose inanimate

- spostamento della cinepresa avanti o indietro —> usato per far ingrandire o rimpicciolire i corpi,

L’homme à le tete en caoutchou

come in di Méliès Escamotage d’une dame chez Robert-

La fortuna di Méliès fu enorme tra gli anni 1900 e 1912. In

Houdin, L’homme orchestre

Méliès interpreta un prestigiatore e mago; in si moltiplica con ben

Le bourreau turc

dieci immagini di se stesso (mascherino-contromascherino); in taglia una serie di

teste con un colpo solo e le mette sopra un tavolo ancora vive e parlanti, poi le riattacca ai loro

L’auberge du bon repos

corpi; in un povero cliente non riesce a dormire perché i mobili si

spostano continuamente e la stanza si riempie di fantasmi.

Il suo usa del montaggio come metamorfosi è l’apoteosi dell’arte della meraviglia, grazie al

realismo della fotografia i trucchi suscitavano uno stupore inaudito. Un nuovo mondo appariva

davanti agli occhi degli spettatori, un mondo in cui tutto era possibile: era nato il primo di quei

mondi virtuali diventati così comuni ai giorni nostri.

Tutto era possibile con il montaggio così Méliès cominciò a realizzare film di più inquadrature.

I viaggi impossibili di Méliès

Viaggio sulla Luna

In ci sono 26 inquadrature fisse in successione, per la durata complessiva di sette minuti circa. In

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-STO/04 Storia contemporanea

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher ilariabrandolini di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia culturale e sociale dell'età contemporanea e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Firenze o del prof Pierotti Federico.
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