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Storia contemporanea

Effetto domino e rivoluzione

Effetto domino = a partire da un evento si producono effetti a catena, l'area geopolitica interessata è molto ampia, non riguarda solo la Francia.

Rivoluzione = il termine viene applicato inizialmente all'astronomia e indicava il movimento di un corpo celeste che parte da un punto e ritorna allo stesso. A metà del 700 gli intellettuali iniziano a usarla per spiegare cosa stava succedendo nelle campagne inglesi, dove si sta verificando la rivoluzione industriale. Viene usata quindi anche per cambiamenti profondi di tipo economico. Nel corso dell'800 viene usata per indicare i cambiamenti di tipo politico. Il significato di rivoluzione è diverso da quello di rivolta; la prima intende un atto per abbattere il regime politico presente in un territorio e sostituirlo con un altro, quando il potere non è riconosciuto come tale e attraverso la forza e la violenza si attuano insurrezioni. Il luogo principale nel quale avvengono le rivoluzioni sono le città, vengono assaltati i grandi palazzi di potere, le campagne ne fanno da confine con delle rivolte e proteste.

Perché proprio nel 1848?

In Europa durante l'inverno del 1847 i raccolti vanno male, la gente ha fame (crisi agricola). C'è anche un senso di insoddisfazione nelle classi sociali più consapevoli che si sentono tradite dal potere e vorrebbero un cambiamento; gli intellettuali più acuti capiscono che c'è aria di tempesta. Alexis de Tocqueville, politico e intellettuale francese, il 27 gennaio del 1848 prende la parola dal suo seggio in parlamento e dice che la società francese stava dormendo su un vulcano apparentemente tranquillo ma che stava per esplodere (la società stava per esplodere).

9-10 gennaio 1848 Pavia, come tutto il Veneto e la Lombardia, è sotto gli Asburgo; i giovani studenti universitari fanno da guardia e vengono messi a spalare la neve. Passano le truppe asburgiche e avviene una specie di lotta con anche dei feriti.

12 gennaio a Palermo c'è un'insurrezione, si chiede la costituzione al sovrano che stava a Napoli. Dall'inverno a Milano c'era lo sciopero del tabacco, il boicottaggio dell'uso del tabacco, un monopolio dell'Austria, proprio per danneggiare le loro finanze. I milanesi non fumano più niente mentre i soldati provocatori passano con grandi sigari, c'era molta tensione.

La situazione in Francia e le rivolte del 1848

Dopo una precedente rivoluzione, dal 1830 la Francia monarchica ha sul trono un sovrano non Borbone, Filippo d'Orleans. Questa monarchia in 18 anni finì per scontentare molti settori, soprattutto i liberali e i socialisti, i gruppi di sinistra che si erano fatti carico di difendere i diritti del proletariato, come gli operai e gli artigiani. Il governo non è più in grado di tenere a freno questo vulcano.

Il grafico rappresenta la nascita e la morte della rivoluzione francese del 1848. L'andamento è quello di una parabola con una fase ascendente, di escalation della tensione e della violenza tra il popolo e il potere; ha un picco cioè il cambiamento istituzionale; poi inizia la fase discendente, del riflusso e reazione, in cui la rivoluzione fa marcia indietro, al punto che la Francia, che si era trasformata da monarchia a repubblica, in circa 4 anni si troverà al comando di nuovo un uomo solo, Napoleone III.

22 febbraio a Parigi viene proibito dal governo un banchetto cioè una forma di incontro politico mascherata da banchetto, luogo in cui si parla di cambiamenti, per sfuggire da polizia e controlli. Ciò fa partire la protesta tra chi vuole il cambiamento, cioè il proletariato, e la città si prepara a difendersi dalla repressione con le barricate per ostruire e per evitare di essere distrutti dai soldati.

23-24 febbraio i parigini si imposero e la guardia nazionale solidarizza con i rivoluzionari, il sovrano perde il consenso e fugge. Si forma un governo rivoluzionario o provvisorio e la Francia si proclama repubblica il 25 febbraio (la seconda repubblica, la prima fu quella del 1792 durante la rivoluzione francese). Il governo provvisorio attua dei provvedimenti per farsi vedere dalla parte del popolo. Viene attuato il suffragio universale maschile (si arriva a 9 milioni di elettori), viene abolita la pena di morte per reati politici, viene ridotto l'orario di lavoro (10 ore a Parigi e 11 nelle province), si creano delle manifatture di stato che creano posti di lavoro. Riforme molto inclusive e progressiste.

Effetto domino fuori dalla Francia

  • Avviene l'insurrezione a Vienna il 13 marzo, cade il governo.
  • I veneziani e i milanesi insorgono il 17 e 18 marzo.
  • In Prussia a Berlino insurrezione il 17 marzo.

Alcuni francesi però capiscono che non tutte le riforme erano positive, nasce la paura, denominata "il pericolo rosso" dei socialisti (1848 esce il manifesto del partito comunista). La parte moderata dei francesi si preoccupa e, quando il 23 aprile devono scegliere l'assemblea costituente per creare la costituzione, vengono eletti degli uomini molto prudenti, si capisce che la rivoluzione del 1848 sta frenando. L'assemblea decide addirittura di abolire gli atelier nationaux, una misura che era piaciuta alla popolazione operaia francese, il 15 maggio c'è una protesta a Parigi e interviene la guardia nazionale. Il 23 giugno (punto di non ritorno) la protesta popolare provoca l'intervento delle truppe e la rivolta viene soppressa nel sangue con migliaia di morti e feriti. Da qui avviene la separazione tra il liberal-socialismo che voleva la rivoluzione. Il 30 dicembre avviene l'elezione per il presidente della repubblica in maniera diretta, affidando alle persone la scelta del capo dello stato. I candidati erano: il generale Cavaignac, un altro candidato e il vincitore cioè Luigi Napoleone Bonaparte. Egli raccoglie i voti di: borghesia urbana spaventata dalle rivoluzioni, dei cattolici perché fa un programma a loro favore, i piccoli e medi proprietari terrieri spaventati dal pericolo rosso. Lui voleva riportare l'ordine. La sua presidenza sarebbe dovuta durare 4 anni, ma, tre anni dopo dichiara che la presidenza doveva durare 10 anni e nel 1852 proclama il ritorno dell'impero diventando di fatto un sovrano, con un suo successore.

Le rivolte espandono dall'Italia

Dalla Francia le rivolte si espandono. Vienna controlla un territorio molto esteso quasi tutta la penisola balcanica e il nord Italia, va in crisi il potere centrale e insorgono i territori come Venezia, Milano, Budapest, gli slavi, Berlino (capitale del regno della Prussia). Ci sono però due realtà che non vengono toccate: l'Inghilterra, nel mezzo dell'età vittoriana con la regina Vittoria, e nell'impero zarista. L'Inghilterra perché agiva attraverso le riforme sociali per andare incontro alla popolazione, aveva anche già una costituzione. L'impero zarista per il motivo opposto perché era molto arretrato dal punto di vista politico, non c'era la borghesia, non era industrializzata.

In Austria nasce un nuovo governo moderato e verrà messo sul trono un ragazzo di 18 anni, Francesco Giuseppe, conservatore e si affida a dei ministri che ripristinano il sistema precedente. A Berlino in Prussia il sovrano Federico Guglielmo IV promette la costituzione.

Gli stati della terza Germania (ciò che non è né Austria né Prussia, la Baviera, il Baden...) vengono assieme chiamati "confederazione germanica" e da qui partiranno tutti i problemi che porteranno allo scontro tra Austria e Prussia, dove quest’ultima ne uscirà vittoriosa e potrà aggregare l'area tedesca trasformandola in un impero nel 1870. Uno dei problemi principali dell'area era di unificare la Germania. Nell'estate del 1848 a Francoforte nella chiesa di San Paolo si discute del futuro della Germania unita e ogni stato manda dei delegati. C'è un'assemblea dei rappresentanti di tutti gli stati e vengono proposte due soluzioni (questione tedesca dell'800):

  • La grande Germania (grob deutsch): con tutto l'impero dentro, con anche la penisola balcanica e parte dell'Italia, con circa 70 milioni di abitanti con il rischio però di portarsi dentro tutti i problemi dell'impero asburgico.
  • La piccola Germania (klein deutsche): senza l'Austria solo gli stati della terza Germania, con un grande esercito.

Alla fine però non riescono a mettersi d'accordo e vengono fuori le differenze tra protestanti, cattolici, slavi, i più liberali e i più tradizionalisti. La Germania non nasce così.

La situazione in Italia

In Italia, il disegno realizzato in tempo reale raffigura un momento di lotta del 18 marzo 1848 in piazza San Marco a Venezia. La rivoluzione a Venezia scatta il 17 marzo dopo aver scoperto della caduta del governo a Vienna, il 18 è il secondo giorno lo stesso di quando a Milano iniziano le cinque giornate. Nell'immagine sono tutti maschi, non ci sono donne, alcuni hanno il vestito tipico del borghese nobile dell'800 come il cappello cilindro, il pantalone attillato a righe, altri sono vestiti come gli arsenalotti quindi con la camicia, la blusa, il cappello da lavoro e dei pantaloni a righe. Poi ci sono bambini e ragazzi. Le persone sono molto attive e arrabbiate. A lato ci sono i membri delle truppe austriache con i moschetti. La differenza tra le due parti sono le armi, gli insorti non le hanno, gli unici strumenti che hanno sono delle pietre spaccate per lanciarle contro i soldati.

Quindi: i borghesi stanno con i cittadini e operai, ci sono vittime da entrambi le parti, tutti anche i bambini prendono parte alla rivolta, le truppe sono pronte a sparare, i corpi morti poi verranno portati sotto i portici per essere curati o protetti.

Nel resto d'Italia il clima è caotico, vengono fatte qualche timide riforme. Anche in Italia c'erano due soluzioni per unificare la penisola:

  • La repubblica, che poteva essere creata da Mazzini con la rivoluzione.
  • Un gruppo di moderati che parlano di riforme e di aggiustamenti non violenti.

Dopo una serie di riforme subentra un periodo di rivoluzione. 24 marzo 1848, il sovrano del Piemonte Carlo Alberto dichiara guerra all'Austria dopo che Milano si era liberata (prima guerra d'indipendenza). Gli austriaci sono più forti, occupano nell'estate Milano e l'esercito piemontese non riesce a contenere la sua forza. Milano e la Lombardia sono rioccupate e nell'agosto del 1848 l’esercito di Carlo Alberto fa l’armistizio di Salasco.

Intanto le riforme e le costituzioni partite da altri stati crearono delle aspettative a Venezia, diventata repubblica, e nello stato pontificio, dove il pontefice viene costretto alla fuga e a Roma nasce la repubblica romana. Essa non ha tanta vita perché Luigi Napoleone Bonaparte per ripagare il debito al suo elettorato cattolico decide di proteggere il pontefice ridandogli i suoi territori, la repubblica romana viene assediata dalle truppe francesi. Garibaldi la difenderà. Nell'agosto del 1849 cade assediata dagli austriaci, Venezia cerca di resistere ma rimane senza cibo e si diffonde la colera, i leader vanno in esilio.

La borghesia

Protagonista dell'800

Gruppo sociale protagonista dell'800 come motore politico, economico, intellettuale. Il libro di Hobsbawm "Il trionfo della borghesia" 1848 (=data delle rivoluzioni in cui la borghesia cerca di ottenere un cambiamento) 1875 (=data di sviluppo economico, di mercato e finanza). La copertina è un'opera di Degas (aveva uno zio d'America, partì per gli Stati Uniti cercando di imparare sul posto e dipinse questa scena) denominata "Il mercato del cotone a New Orleans" del 1873 (Cotton office). L'opera rappresenta degli uomini all'interno di un magazzino di cotone, essi stanno scegliendo la materia prima, infatti il signore seduto davanti sta proprio toccando un pezzo di cotone, altri lo controllano sul tavolo, l'abbigliamento è classico, la cravatta, il cappello, la bombetta. Il signore seduto sta leggendo il giornale (è proprio un borghese). Ci sono membri dell'alta, media e bassa borghesia, alcuni di essi vengono definiti notabili cioè non sono nobili ma con i talenti, con l'istruzione e l'impegno scalano la scala sociale.

Negli Stati Uniti l'aristocrazia non è di sangue ma è del denaro, grandi famiglie che hanno enormi patrimoni creati dai business, in Europa invece è più ereditaria e cerca di resistere al nuovo. La borghesia è istruita, legge, vuole sapere. Nell'800 in Europa nasce il "print capitalism" cioè capitalismo legato alla stampa, si sviluppano i giornali soprattutto in Inghilterra dove non c'è la stampa, in Europa si scrive e si pubblica anche con la censura religiosa e ideologica. Molti libri che la borghesia legge sono pubblicati in Inghilterra, Francia o in Svizzera. La borghesia è consumatrice di quadri (essi vogliono un ritratto proprio), di musica, ci sono dei luoghi in cui si va per divertirsi e parlare di politica, affari, economia. Sono luoghi di socialità che permettono di tessere reti e creare un gruppo con degli obiettivi comuni, spesso è scontento dell'operato del governo. Il borghese soffre per l'assenza di una costituzione, per dover chiedere un passaporto all'Austria e giustificare i propri spostamenti. Il ritmo dell'espansione economica e della crescita della borghesia aveva bisogno di regimi più elastici, senza barriere doganali (libero scambio), ecco perché è protagonista della rivoluzione del 48, con il proletariato che faceva da manodopera non condividendo però gli stessi obiettivi.

I luoghi della borghesia

I luoghi dove questa classe sociale si riunisce sono tutti in città, vengono appunto chiamati "borghesi" da borgo per distinguerla da chi abitava in campagna o chi non aveva degli affari nel borgo, nel centro. Lui viene visto come cittadino e tutta la sua vita si svolge in città, i luoghi che frequenta sono il teatro (luogo dove si consuma cultura e dove si cospira, sui palchi succede di tutto, è al sicuro dalla polizia, agli studenti universitari era proibito di andare), i caffè (luogo di incontro, di scambio di idee, di chiacchiera, per leggere il giornale, si parla di affari e scontento politico), il circolo (il club, luogo a ingresso riservato dove alcune persone benestanti hanno i propri posti riservati, si fanno eventi culturali e si parla di politica). La borghesia aveva quindi una sete di conoscenza e confronto che non tutte le realtà politiche riescono a soddisfare. Soprattutto durante la cospirazione segreta questi luoghi hanno visto numerosi incontri e nascite di progetti.

Identità e sfide della borghesia

Il problema di questa classe intermedia è quello di trovare la propria identità tra chi sta sopra, cioè i nobili che hanno ancora un prestigio ma non più molto potere, e con un proletariato che sta crescendo e sta acquistando consapevolezza dei propri diritti. Nasceranno i sindacati che difendono i diritti dei lavoratori, nel 1892 nasce a Genova il partito socialista che lotta per i diritti della classe operaia.

La borghesia si riconosce per le pratiche, per i modi di vestire che copiano un po' quelli dell'aristocrazia, predominano le libere professionisti, ci sono molti avvocati, medici, ingegneri. È un gruppo sociale che vuole estendere il diritto di voto senza esagerare, cioè un allargamento della cittadinanza politica modernamente inclusiva, hanno presente il modello napoleonico che ha permesso l'ascesa sociale di molte persone solo grazie al loro merito e alle capacità, reclamano e difendono una meritocrazia. È proprio negli anni 60-70 si diffonde in Europa il self-help, l'autoaiuto, il farsi da sé, che prende spunto da un manuale svedese che parla di come migliorare se stessi. Ha un'impronta protestante e investe molto sulla capacità del singolo di dimostrare le proprie capacità nella società, ma prende piede ovunque per comunicare che non si è predestinati alla nascita ma che si può, come degli strumenti adatti, arrivare in alto. Ad esempio la carriera diplomatica considerata un'esclusiva di persone vicine al sovrano, diventa aperta al pubblico attraverso il sistema del concorso pubblico —> segni di un'elasticità che sta aumentando.

La borghesia sostiene il progresso, classe tendenzialmente intraprendente, con caratteristiche imprenditoriali, anche nel loro piccolo riescono a essere motori di cambiamento. Carlo Cattaneo andò a vedere che mestiere facevano i morti delle 5 giornate di Milano, la maggioranza erano artigiani e borghesi, quindi l'impregna fisico della lotta politica venne ricoperta da loro. I sovrani devono fare i conti con la borghesia progressista, alcuni negoziano e introducono riforme.

Sviluppo delle città

  • In Inghilterra Manchester aveva 80.000 abitanti —> 303.000 —> 600.000 (nel 900)
  • Liverpool anche
  • In Germania Monaco di Baviera 40.000 —> 400.000
  • Marsiglia da 110.000 —> 500.000
  • Londra raggiunge 6 milioni e mezzo
  • Parigi cresce fino a 2/3 milioni
  • Nel 1910 sono più di 25 le città europee che superano il mezzo milione di abitanti come Londra, Berlino, Parigi, Budapest, San Pietroburgo, Napoli, Milano, Torino.

Per città si intendeva infrastrutture, banche, ministeri, palazzi del governo, nasce l'idea di concentrare sotto un unico posto diversi tipi di merce e nascono i grandi magazzini (oggi i centri commerciali). Gli imprenditori che hanno questa idea hanno fortuna e gli strati della borghesia e chi risparmiava per comprarsi beni non necessari diventano i principali clienti. Cambia anche la fisionomia della città dal punto di vista urbanistico poiché esse hanno bisogno di spazio, di parchi per passeggiare nei giorni in cui non si lavora, vengono risanati i quartieri malsani e creati luoghi di insegnamento.

Il più grande architetto di Parigi, Haussman, ispira il nuovo design creando i Boulevard e i grandi viali sia per la bellezza ma anche per evitare disordini.

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-STO/04 Storia contemporanea

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher aurorafinotello03 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia contemporanea e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Pavia o del prof Ziglioli Bruno.
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