Storia dell'Italia repubblicana
Il consiglio dei ministri
Il Consiglio dei ministri nasce con la presenza di re che attribuiscono i portafogli ai ministri. Nel corso della storia ci sono stati quattro re:
- Vittorio Emanuele II (1861-1878): capitale prima a Torino poi a Firenze, che causò molti tumulti, e nel 1870 a Roma. Il ministro non è citato nello statuto.
- Umberto I (1861-1900): re che presiede il consiglio dei ministri.
- Vittorio Emanuele III (dal 1900): re soldato che regna effettivamente fino al 1944.
- Umberto II (1946): luogotenente di Vittorio Emanuele III dal 1944.
Il Consiglio dei ministri è una riunione senza una data fissa in cui si riunisce, in generale una volta a settimana (tranne nei momenti di crisi, quando si riunisce più spesso), ed è composto da:
- Ministri e ministri senza portafoglio
- Presidente del consiglio, che coordina i ministeri (non è un premier) e si elegge in media tra i 50/60 anni, eccezione fatta per Renzi a 39 anni
- La mozione di sfiducia di un ministro viene fatta in Parlamento per farlo dimettere
Strumenti del consiglio dei ministri
- Disegno di legge (DDL): strumento più semplice
- Decreto legge: in caso di emergenza, viene convertito in legge entro 60 giorni
Il governo in Italia nasce al momento del giuramento, a differenza di altri paesi che hanno bisogno della fiducia (art. 93). Il Consiglio dei ministri si riuniva circa una volta a settimana, ma anche a sessioni ravvicinate e ogni sessione era sempre preceduta da un'attività di mediazione, dove il presidente riuniva prima un partito poi i suoi membri e infine c'erano le riunioni interministeriali.
Articoli della costituzione
Art. 92: Il Governo della Repubblica è composto dal Presidente del Consiglio e dai ministri, che costituiscono insieme il Consiglio dei ministri. Il Presidente della Repubblica nomina il Presidente del Consiglio dei ministri e, su proposta di questo, i ministri.
Art. 93: Il Presidente del Consiglio dei ministri e i ministri, prima di assumere le funzioni, prestano giuramento nelle mani del Presidente della Repubblica.
Art. 94: Il Governo deve avere la fiducia delle due Camere. Ciascuna Camera accorda o revoca la fiducia mediante mozione motivata e votata per appello nominale. Entro dieci giorni dalla sua formazione il Governo si presenta alle Camere per ottenerne la fiducia. Il voto contrario di una o entrambe le Camere su una proposta del Governo non importa obbligo di dimissioni. La mozione di sfiducia deve essere firmata da almeno un decimo dei componenti della Camera e non può essere messa in discussione prima di tre giorni dalla sua presentazione.
Art. 95: Il Presidente del Consiglio dei ministri dirige la politica generale del Governo e ne è responsabile. Mantiene l'unità di indirizzo politico e amministrativo, promuovendo e coordinando l'attività dei ministri. I ministri sono responsabili collegialmente degli atti del Consiglio dei ministri e individualmente degli atti dei loro dicasteri. La legge provvede all'ordinamento della Presidenza del Consiglio e determina il numero, le attribuzioni e l'organizzazione dei ministeri.
Art. 96: Il Presidente del Consiglio dei ministri e i ministri, anche se cessati dalla carica, sono sottoposti, per i reati commessi nell'esercizio delle loro funzioni, alla giurisdizione ordinaria, previa autorizzazione del Senato della Repubblica o della Camera dei deputati, secondo le norme stabilite con legge costituzionale.
Il processo dei partiti
I partiti seguono un processo complicato, funzionano su quattro livelli:
- Il congresso nazionale è una sorta di parlamento di tutti i partiti per prendere decisioni sotto votazione
- La direzione che si forma sotto la votazione delle liste che crea appunto una maggioranza (ha meno membri del congresso)
- Partiti che vengono eletti
- Gruppo parlamentare formato dagli eletti del partito (eventualmente anche indirettivi che sono formati dai maggiori esponenti del Senato o Camera)
I gruppi si riuniscono per votare il capo dello stato.
Presidente della Repubblica
Art. 87: Il Presidente della Repubblica è il capo dello stato e rappresentante dell'unità italiana. Inoltre, ha il potere di messaggio e facoltà di esternazione.
La seconda guerra mondiale e il governo Badoglio
Durante la seconda guerra mondiale, il Governo Badoglio non era riconosciuto dal CLN, comitato di liberazione nazionale (antifascismo), e il re non legittimò i partiti che non seguivano il governo. I partiti in quel periodo erano quelli socialista, comunista, liberale, repubblicano e di azione.
Decreti luogotenenziali
Atti aventi forza di legge adottati dal Consiglio dei ministri e promulgati dal Luogotenente del Regno durante il Regno:
- N. 151 del 25 giugno 1944
- N. 98 del 16 marzo 1946 "seconda costituzione provvisoria" che descrive il referendum tra monarchia e repubblica
Dichiarazione di Umberto II di Savoia del 15 giugno del 1946: riconosce la sconfitta della Monarchia a favore della Repubblica.
Situazione politica durante la formazione del governo De Gasperi
Enrico De Nicola come capo provvisorio dello Stato e poi per poco come primo presidente della Repubblica. Umberto II di Savoia nomina il primo governo di De Gasperi, di fatto ultimo governo di nomina regia, del Regno d'Italia e primo repubblicano 1945-46. Einaudi (presidente della Repubblica) dal 1948 ha rotto il rapporto verticale verso i cittadini imposto dal fascismo e introdusse una prospettiva orizzontale in cui la figura del capo dello stato era garante e co-partecipante del benessere collettivo. I primi discorsi politici dell'epoca mettevano i cittadini come base di uno scambio circolare di riconoscimento politico e civico.
Il 22 dicembre viene approvata la carta costituzionale e il 1 gennaio 1948 entra in vigore la costituzione italiana firmata da De Nicola, De Gasperi e Umberto Terracini (presidente dell'assemblea costituente dopo Saragat).
Elezioni del 1946 e il referendum istituzionale
Clima di accesa contrapposizione durante le elezioni: scontro radicalizzato, non solo un bipolarismo virtuoso ma una contrapposizione politica che coinvolge molte forme di radicalizzazione. I partiti per quanto contrapposti avevano obiettivi comuni, evitando così rivolte e guerre civili. Vinse la democrazia (cattolici) contro le sinistre comuniste che presero circa il 30%. La lunga campagna elettorale portò l'Italia e De Gasperi verso le potenze occidentali per finanziare la ricostruzione e il riassetto dell'economia.
I governi De Gasperi 1946-1953
- Governo del CLN dal 1946-1947
- Governo del centrismo dal 1947-1953
- Governo della DC luglio-agosto 1953
De Gasperi cambiò nazionalità nel 1918, fu fautore del partito cattolico e segretario del Partito Popolare Italiano (PPI). Dopo l'assassinio di Matteotti nel 1924, fu in esilio in Vaticano dal 1928 al 1943, dove divenne bibliotecario. Nel 1942 fu tra i fondatori della Democrazia Cristiana (DC).
Alle elezioni della Costituente il 28 giugno 1946, la Democrazia Cristiana ottenne il 34% con De Gasperi, che cercò un'alleanza. Il Partito Socialista ottenne il 20%, superando l'ultima volta i comunisti, che presero il 19% con Togliatti. Il primo presidente della costituente fu Saragat, presidente del PSI.
II governo De Gasperi e il ruolo di Enrico De Nicola
De Nicola consultò i capigruppo dei partiti, insieme al presidente della costituente (repubblica), e avviò la prassi della consultazione per formare un governo. De Nicola, il 1 luglio 1946, affidò a De Gasperi il compito di creare il governo, e i tre partiti del CLN mantennero l'accordo. La coalizione antifascista si indebolì durante questo periodo. Il 19 luglio 1946, si tenne la conferenza di pace a Parigi dove De Gasperi difese la dignità dell'Italia. Il 16 settembre nacque Alitalia. Nel 1947, la ricostruzione italiana fu resa possibile grazie agli aiuti americani, ottenuti da De Gasperi.
Il 1 maggio 1947, avvenne l'eccidio a Palermo, con Giuliano e la sua banda che aprirono la rivolta. La nomina del ministro della pubblica istruzione fu affidata a un democristiano per la prima volta nella storia. De Nicola si ritrovò per 15 giorni nel 1946 come capo dello stato, presidente della Repubblica, ministro degli interni, degli esteri e delle colonie. In questo periodo, molte norme importanti furono approvate, come la prerogativa della costituente con il compito di fiducia e approvazione del bilancio e la norma riguardante i trattati internazionali come quello di pace. Tuttavia, fu necessario attendere il 1948 per il monopolio delle leggi al parlamento, dato che fino ad allora era lo stesso governo che scriveva le leggi.
Nell'autunno del 1946, ci furono manifestazioni contro l'inflazione: mancava il grano e i soldi per pagare la guerra, quindi i prezzi aumentavano. Il ministro del tesoro Corbino diede le dimissioni. Il partito comunista e socialista si scontrarono e sfilacciarono la solidarietà tra i partiti. A gennaio 1947, si riunì il congresso del partito socialista dove discutevano sulla possibile alleanza con i comunisti, ma arrivarono a una scissione che creò due effetti: la sostituzione di Saragat (presidente dell'assemblea costituente) con Terracini e alla caduta del governo De Gasperi, che si dimise il 13 maggio.
III governo De Gasperi
Ministro Scelba agli interni fino al 1952, era reticente rispetto alle condizioni del trattato di pace insieme ad altri ministri perché voleva un governo solidale e agli esteri Carlo Sforza. Il 10 febbraio 1947 è considerata una data di rinascita dell'Italia repubblicana e uscita di Saragat. A maggio 1947 cessano i rapporti di governo con le sinistre e nasce un governo monocolore cristiano con nuovo ministro di bilancio Einaudi, esponente del liberismo italiano, rispettato per essere stato il professore di molti altri ministri e oltre che ministro era contemporaneamente governatore della banca centrale. Dal 1953 in poi i ministri sono stati scelti direttamente dai partiti. A giugno il III governo cade a causa della rottura politica tra DC e socialcomunisti: DC partito molto diviso sia nel centro che nella sinistra a causa della politica economica. A fine 1947 la coalizione del centro-destra si apre al partito repubblicano e nasce il centrismo (rimpasto di governo ma senza cambiare il governo).
IV e V governo De Gasperi
Dal 1 giugno 1947 a maggio 1948 e da gennaio 1950. Nel 1948 (anno determinante), il 31 maggio De Gasperi forma il IV governo, dove vengono esclusi i partiti di sinistra (scelta autonoma che viene poi portata avanti). Governo importante per l'immensa campagna elettorale: votano alle elezioni il 92% del popolo. Nasce il fronte popolare sotto Garibaldi. Si vota con sistema proporzionale. Trionfo della DC con 48% dei voti: maggioranza assoluta per la camera ma non anche al senato a causa di ex senatori esclusi durante il fascismo che non appoggiarono la DC. Solo il 2% votano la monarchia, a differenza di due anni prima. Il 14 luglio 1948 attentato a Togliatti: segretario del PC viene sparato fuori dal Montecitorio, da qui iniziano delle rivolte popolari comuniste.
Nel 1949 viene firmato il Patto Atlantico: trattato difensivo agli attacchi armati che porta poi anche l'adesione alla NATO (De Gasperi scettico perché avrebbe preferito un'integrazione europea). Trattato che serve all'Italia per decidere da che parte stare ma fa aprire un dibattito interno: molti si oppongono e altri vorrebbero rimanere neutrali. Elezione diretta dei senatori a vita: prassi che viene consolidata da Einaudi (presidente della Repubblica) ma che rompe i rapporti con De Gasperi perché lui avrebbe voluto una consulta con il governo (eletto Castelnuovo e Toscanini che però rifiutò).
Monopolio delle ricerche della pianura padana: si crea una legge sul monopolio dell'AGIP sul petrolio (compagnia petrolifera) per delle ricerche che fallirono perché si trovò solo del metano (1953 ENI). Nel gennaio del 1950 crisi del V governo De Gasperi a causa di scontri tra polizia e manifestanti.
VI governo De Gasperi
Gennaio 1950-luglio 1951, governo di centrismo, nato dall'eccidio di Modena, composto da cristiani, democristiani e repubblicani che fissano delle riforme (dura circa un anno):
- Legge agraria (legge stralcio): redistribuzione delle terre, colpiva chi aveva possedimenti
- Cassa del Mezzogiorno: opere pubbliche straordinarie per creare infrastrutture
- Adesione alle prime fasi della costruzione europea: l'Italia (Ministro Sforza) risponde ad un piano di una nuova organizzazione franco-tedesca (nel 1951 si firma la comunità del carbone e dell'acciaio = CECA).
De Gasperi è considerato come uno dei maggiori esponenti dell'europeismo. Nel 1951, ci fu uno scontro silenzioso di cui i giornali non parlarono tra Einaudi e De Gasperi sulla corte costituzionale:
- Congelamento costituzionale: legge attuativa della corte costituzionale ancora non attuata perché il parlamento la sta elaborando
- Emendamento Salis-Fumagalli: emendamento sulla scelta di 5 giudici della corte costituzionale, proposti dal capo dello stato, la maggioranza della corte sarebbe nominata dal partito in carica al governo, ma Einaudi non lo accetta (altro emendamento nel '53).
Nel 1950 nasce la CISL: confederazione italiana dei sindacati del lavoro. Il 1950 è un anno di povertà soprattutto per le campagne meridionali, inizia il periodo dell'emigrazione. Fine giugno al consiglio della DC si assiste ad un dibattito sulla sostituzione di Forzani sul piano economico siccome ha una vista più keynesiana. Piano Fanfani: ricostruzione di abitazioni popolari (prende spunto dal piano Marshall per la ricostruzione). Legge Vanoni: riforma tributaria che prevede la dichiarazione dei redditi per la prima volta, problema perché colpisce i lavoratori dipendenti. Il 16 luglio 1951 crisi perché si dimette Pella (ministro bilancio), sostituito poi da Fanfani.
VII governo De Gasperi
Luglio 1951-luglio 1953. Nel 1952 operazione Sturzo:
- Sturzo fondatore del partito popolare del 1919 e anti-fascista
- Durante le elezioni amministrative in Italia: campanello di allarme a Roma
- La DC ha paura di perdere le elezioni contro la sinistra
- Papa Pio XII chiede a Sturzo di fare un'alleanza verso destra tra monarchici e fascisti che però fallisce a causa di Andreotti: Andreotti scrive una lettera al papa per spiegare che questa operazione non fosse una buona soluzione e il papa così lascia questa operazione, fallisce così l'apertura della DC verso destra
- Alle elezioni del '52 vince il centrismo
- A Napoli vince come sindaco Achille Lauro (anarchico)
- "Legge truffa" (Legge Scelba) del 1952: firmata da De Gasperi
- Scelba (DC di destra) e De Gasperi iniziano a pensare a una legge elettorale maggioritaria per ottenere meno voti del '48 vincendo comunque
- Chiamata così dalle opposizioni
- Legge proporzionale con un premio di maggioranza= prevedeva che l'alleanza ottenesse automaticamente 50%+1 dei voti come se ne ricevesse il 65% (DC). Si rifà alla legge Acerbo del 1924, dove la lista che fosse arrivata prima avrebbe ottenuto i tre quarti dei seggi in automatico (non sarà però necessaria a quelle elezioni).
Nel 1952 De Nicola (presidente del Senato) viene sostituito da Giuseppe Paratore. L'8 marzo 1953 disordini al Senato per la legge truffa e Paratore si dimette per essere poi sostituito da Meuccio Ruini. Dal 26 al 29 marzo il Senato si riunisce in seduta continua con un clima di confusione e protesta. Si riunisce il governo e si crea un dibattito e alla fine Einaudi scioglie il Senato anticipatamente (prima volta) con un decreto di scioglimento, quindi invece che 6 anni è durato meno (poi succede anche nel '58). Nel 1953 legge costituzionale: Senato dura 5 anni.
VIII governo De Gasperi
Luglio 1953-agosto 1953. Democrazia cristiana = sfiducia. Prima donna al governo come sotto-segretaria Maria Cingolani: primo discorso parlamentare in consulta. Cambiamento parziale ma importante: Sforza (ministro esteri) lascia l'incarico perché malato e prende il suo posto De Gasperi lasciando a Sforza l'incarico di ministro senza portafoglio. Dossetti: corrente dei dossettiani, una minoranza di professorini che stavano in convento e seguivano la sua corrente ideologica sulla verità e la fede. Nel 1952 muore Sforza e Croce. Nel 1951 muore Bonomi (presidente del Senato) e viene sostituito da De Nicola. Coesistenza politica tra Pella (finanze) e Vanoni (bilancio).
Il 7 giugno 1953 elezioni parlamentari: fallimento di De Gasperi. Insuccesso della DC (40,2%) dove la coalizione DC + PSDI + PLI + PRI ottiene il 49,85% che non arriva comunque alla maggioranza. 1,5 milioni di schede annullate. Legge truffa non scatta per pochi voti. Ultimo governo De Gasperi, che giura per l'ultima volta il 16 luglio del '53 ma fallisce il suo tentativo e si dimette. Il 28 luglio la Camera non vota la fiducia: 263 sì, 282 no. Nel 1954 muore De Gasperi. Attilio Piccioni come successore di De Gasperi.
Governo Pella
(Liberista) agosto 1953-gennaio 1954. Ex fascista, ministro del bilancio durante il governo De Gasperi. Governo del Presidente:
- Assenza di consultazioni
- È una nomina autonoma del capo dello stato: vicinanza ideologica tra il presidente della Repubblica e l'incaricato (vicino a Einaudi)
- Esecutivo di breve durata, con programma e obiettivi limitati
Pella era piemontese, liberista, commercialista, deputato alla costituente e poi infine senatore (più di 30 anni di vita parlamentare). Governo monocolore: democristiano (ma i membri della DC non entusiasti). Continua la lotta contro l'inflazione attraverso la limitazione della stampa della moneta: arrivano fondi dall'European Recovery Program. Governo criticato da chi vorrebbe un ruolo più attivo.
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