MANUALE STORIA CONTEMPORANEA CAP 5-14
CAPITOLO 5 -> LA PRIMA GUERRA MONDIALE E LO SCONTRO TRA INTERNAZIONALISMO E
NAZIONALSMO
La sindrome della guerra in vista, 5.1 (CAUSE 1GM DI MEDIO-BREVE PERIODO)
1)RIARMO NAVALE TEDESC0-> Con l’uscita di scena di Bismarck, nel 1890, l’intera geopolitica
europea subì un imponente mutamento. Se l’approccio bismarckiano prevedeva l’isolamento
diplomatico francese, a favore di un equilibrio europeo che univa la Germania alle altre grandi
potenze, quello del suo successore, l’imperatore Guglielmo II, non fu altrettanto equilibrato. Egli
infatti procedette ad un importante riarmo navale, che richiamò inevitabilmente l’attenzione
della Gran Bretagna, fino a quel momento la potenza più forte e importante sul mare, e
accompagnò il tutto con una prospettiva di politica estera imperialista ed aggressiva, unendosi
alla competizione coloniale e sostenendo il progetto della ‘grande Germania’.
2)MUTAMENTO ALLEANZE-> Oltre alla novità dell’approccio tedesco, il clima europeo iniziava a
cambiare anche nell’aspetto prettamente politico. Il congresso di Vienna, nel 1814, aveva
infatti definito un quadro politico stabile e consensuale, che iniziava però a vacillare. Si
iniziavano a diffondere, infatti, intese segrete (triplice alleanza, triplice intesa) e alleanze
concerto europeo
bilaterali nuove e inaspettate. Il è ormai indebolito, e le alleanze
bismarckiane (Lega dei 3 imperatori e triplice alleanza) sono pronte a dissolversi. Nel 1873,
Bismarck, rappresentando la Germania, aveva infatti stretto un’alleanza con gli imperatori di
Russia e Austria-Ungheria finalizzata al mantenimento costante dell’equilibrio Europeo; l’unico
problema che costellava tale alleanza era la tensione austro-russa per quanto riguardava i
territori balcanici, auspicati da entrambe le parti. Con le 2 rivolte nei Balcani e il conseguente
Congresso di Berlino nel 1878, di fatto la Lega dovette sciogliersi, in quanto la Russia ritenne
eccessive le concessioni fatte all’Austria, che aveva conquistato l’amministrazione temporanea
Duplice Alleanza
di Bosnia ed Erzegovina. Proprio da queste tensioni nasce, nel 1879, la , che
unisce militarmente Germania e Austria-Ungheria in caso di attacco Russo. L’alleanza si
Triplice
trasformerà in nel 1882, quando ad Austria e Germania si unisce anche l’Italia. La
Triplice ha un carattere prettamente difensivo ed è progettata per entrare in gioco solamente in
caso di attacco da parte di un’altra grande potenza ad una delle contraenti. +benevola
neutralità e mani avanti con la GB.
TRIPLICE ALLEANZA -> GERMANIA, AUSTRIA-UNGHERIA, ITALIA.
Nel 1887 la Germania e la Russia firmano un patto di contro-assicurazione che assicurava la
neutralità dei 2 firmatari nel caso uno dei 2 si fosse trovato in guerra con una terza potenza;
tale patto non fu rinnovato a momento debito e perciò nel 1894 la Russia fu legittimata a
firmare una convenzione militare semi-segreta con la Francia. Intanto, la Francia si avvicinava
alla Gran Bretagna, firmando nel 1904 l’Entente Cordiale che stipulava l’appartenenza del
Marocco alla Francia e quella dell’Egitto alla GB. Quando anche Russia e Gran Bretagna
Triplice Intesa
giungono ad un accordo, nel 1907, nasce la .
TRIPLICE INTESA -> FRANCIA, RUSSIA, REGNO UNITO.
Ruolo dell’Italia nella triplice alleanza e fine della stessa-> l’alleanza subisce modifiche
ad ogni rinnovo, trasformandosi da difensiva ad offensiva in età crispina e tornando ad essere
difensiva in seguito a lui. Nel 1902, l’Italia, risentita dall’annessione della BosniaErz all’Austria,
per la quale non era stata consultata, decide di aprire verso la Francia, preannunciando il futuro
dell’alleanza in guerra, che però viene ugualmente rinnovata nel 1912. Con lo scoppio della
guerra e la palese violazione dell’alleanza (l’Austria non aveva consultato Germania e Italia
prima di inviare l’ultimatum), l’Italia, la cui alleanza è contesa soprattutto a causa della sua
influenza nel Mediterraneo, è legitimizzata a firmare, nel 1915, il Patto di Londra e ad uscire
ufficialmente dalla Triplice.
3)CORSA AGLI ARMAMENTI-> da parte di tutte le potenze Europee, con conseguenti tensioni tra
essi.
La sindrome della guerra in vista, 5.1 (CAUSE 1GM DI LUNGO PERIODO)
1)COMPETIZIONE COLONIALE CRESCENTE-> negli ultimi decenni dell’800 e soprattutto nei
primi anni del ‘900 tutte le grandi potenze Europee rivolgono un occhio di riguardo alla
questione coloniale. In particolar modo, sono interessanti la situazione africana e quella
asiatica.
GERMANIA-> per quanto Bismarck detenne il potere, la Germania rimase pressoché estranea
alle questioni coloniali. Con l’avvento della nuova politica estera attuata dal nuovo imperatore,
Guglielmo II però, la questione si fece nuovamente importante. Secondo la nuova ottica, le
colonie non dovevano solamente servire ad accrescere l’impero tedesco, ma dovevano in egual
modo portare ad un avvicinamento con la Gran Bretagna. La conquista delle colonie da parte
dei tedeschi fu particolarmente crudele, ed ebbe scarsi risultati. Essi ottennero colonie con
pochi residenti (23000) e furono attaccati sul fronte morale per il genocidio compiuto in
Namibia, dove eliminarono la gran parte della popolazione degli Herero, che aveva opposto
resistenza alla conquista.
INGHILTERRA-> l’Inghilterra si tenne estranea, in quel periodo alle tensioni che venivano
alimentate nel resto dell’Europa, provava di fatto a tenere il controllo sulle colonie già acquisite
e a non entrare in conflitto con gli altri Paesi mentre cercava di acquisirne delle nuove.
Nonostante ciò, non sempre riuscì nel suo intento, entrando di fatto in conflitto con la Russia
per i territori dell’area ottomana e di quella indio persiana. Essa aveva colonie anche in Asia,
l’India, per esempio. Molto importante è, per la GB, l’incidente del suo contingente con quello
francese, nel 1898(incidente di Fashoda, Sudan); la GB vinse e, grazie ad accordi diplomatici
con la Francia, ottenne il territorio.
FRANCIA-> la Francia fu colpita in maniera realmente importante dalla corsa alla conquista
delle colonie. Di fatta, essa dovette combattere e farsi valere contro due diverse avversarie:
l’Italia, per la Tunisia, e la Germania, per il Marocco.
Francia vs. Italia -> la Francia conquistò la Tunisia, precedentemente italiana con il famoso
“schiaffo di Tunisi” e l’Italia si rese effettivamente conto dell’isolamento diplomatico di cui era
trappola, in quanto nessuna potenza l’aiutò.
Francia vs. Germania:
I e II CRISI MAROCCHINE -> Dall’inizio del secolo lo Stato nordafricano era oggetto di rivalità
tra Francia e Germania, che ambivano a esercitarvi la propria influenza. Le mire
espansionistiche di entrambe le potenze europee trovavano un motivo di competizione anche
nella lotta per aggiudicarsi la realizzazione dello sviluppo della rete ferroviaria marocchina. Nel
gennaio 1905 il ministro degli Esteri francese, Théophile Delcassé, inviò una missione
diplomatica a Fez, per rafforzare il controllo sul Marocco indebolito da una grave crisi finanziaria
e da una serie di rivolte interne contro il potere del sultano. I tedeschi, sia per sostegno al
sultano che per provocazione nei confronti di Parigi, decisero di inviare il Kaiser a Tangeri. Il
gesto spettacolare del Kaiser condusse alla convocazione di una conferenza internazionale ad
Algeciras in Spagna, dove, però, la posizione tedesca, volta a richiedere un controllo
internazionale sul Marocco e appoggiata solo da Vienna, fu sconfitta dalla convergenza di Gran
Bretagna, Spagna, Italia e Russia a sostegno degli interessi francesi. Nel febbraio del 1909 fu
raggiunto un accordo tra Germania e Francia secondo il quale Berlino rinunciava a ogni azione
politica in Marocco, dove invece era riconosciuto il principio della cooperazione economica tra i
due paesi. I termini dell’intesa furono però rotti dall’iniziativa francese che culminò nell’invio di
un contingente militare a Fez, nell’aprile del 1911, per reprimere un’insurrezione contro il
sultano. L’azione militare provocò la reazione degli spagnoli che dalla metà dell’Ottocento
avevano occupato una striscia costiera sul Mediterraneo e sull’Atlantico e schierarono le loro
truppe, mentre un incrociatore tedesco gettò le ancore al largo di Agadir sulle coste del
Marocco. La tensione salì alle stelle e la crisi sembrò scivolare in un conflitto. Nel novembre del
1911 fu raggiunto un accordo franco-tedesco, per il quale il Marocco diventava un protettorato
francese (riconosciuto dal sultano nel marzo 1912), mentre la Germania, anche questa volta
rimasta isolata senza appoggi internazionali, riceveva in compenso alcuni territori nel Congo
francese. Sfaldamento impero ottomano, prima e seconda
2)TENSIONI NELL’AREA BALCANICA,
guerra balcanica. Nei primi anni del nuovo secolo, l’impero ottomano, che controllava la
maggior parte delle minoranze etniche che popolavano l’area balcanica, era immerso in una
profonda crisi che minava le sue capacità di controllo e di gestione dell’intera area. In un
contesto di tale fragilità, l’impero ottomano non riuscì, nel 1908 a impedire l’annessione
naturale della Bosnia Erzegovina da parte dell’Austria. Quest’ultima aveva di fatto approfittato
della debolezza ideale dell’impero ottomano, in quel momento concentrato sulla rivolta di un
nuovo gruppo di ufficiali pro alla modernizzazione, i Giovani Turchi, che sostituiva il sultano
corrente con uno nuovo, suo fratello Maometto V, più favorevole all’evoluzione. Nel 1911-12
l’Italia invase quella che sarebbe diventata la Libia, prendendola all’impero. Nel 1912 la LEGA
BALCANICA (Serbia, Bulgaria, Grecia e Montenegro) attacca la Turchia, sconfiggendola in pochi
mesi e ottenendo la Macedonia. La vittoria è sancita con la PACE DI LONDRA nel 1913. Tuttavia,
la spartizione dei territori conquistati tra gli stati vincitori, non soddisfece la Bulgaria, che
attaccò nello stesso 1913 la Grecia e la Serbia, a loro volta affiancate da Romania e,
inaspettatamente, Turchia. La Bulgaria venne sconfitta e dovette restituire parte dei suoi
territori alla Turchia e alla Romania, mentre la Macedonia venne spartita tra Serbia e Grecia.
Tutto ciò è sancito dal trattato di Bucarest dell’agosto, 1913.
3)TENSIONI TRA AUSTRIA-UNGHERIA E SERBIA
L’attentato a Sarajevo-> Il quadro geopolitico era quindi, nel 1914, particolarmente instabile e
vacillante. La situazione precipitò il 28 GIUGNO 1914 quando, a Sarajevo, il nazionalista serbo-
bosniaco Gavrilo Princip uccise l’arciduca Francesco Ferdinando, erede al trono austroungarico.
reazione dell’impero asburgico
La fu inaspettata, quando decise di risolvere una volta per tutte
il conflitto con la Serbia. Nonostante nessuna potenza in quel momento cercasse palesemente
una guerra, nessuna si tirò indietro dinanzi ad una tale eventualità. La Germania appoggiò
l’Austria, assicurandogli il suo aiuto, la Francia appoggiò la Russia, assicurandogli di non essere
sola nella difesa degli stati slavi.
Dichiarazione di guerra-> l’Austria inviò un ultimatum alla Serbia, in cui avanzava pretese
assurde, il 23 LUGLIO 1914. La Serbia rispose mobilitando le forze armate. Il 28 LUGLIO 1914
L’AUSTRIA DICHIARA GUERRA ALLA SERBIA. Scatta immediatamente il sistema delle alleanze:
da una parte, si schierano l’Austria-Ungheria e la Germania, dall’altra la Russia (in difesa della
Serbia), la Francia (a cui la Germania aveva dichiarato guerra il 3 AGOSTO), l’Inghilterra (che
entra in guerra in quanto garante dell’indipendenza del Belgio, attaccato a sorpresa insieme al
Lussemburgo dalla Germania per arrivare in Francia) e il Giappone. Nei mesi e anni successivi si
sarebbero gradualmente aggiunti altri Paesi, cosa che portò alla definizione della guerra come
‘mondiale’.
1914-> Turchia scende al fianco dell’alleanza; GENOCIDIO ARMENO-> gli armeni erano una
popolazione cristiana stabilitasi nel territorio turco al confine con la Russia e definita quindi
potenzialmente pericolosa. Per questa ragione inizia, nel 1915 il progetto di deportazione
armena nei territori della Siria. Il tutto ha inizio come un processo di pulizia etica e fine come
genocidio in quanto la popolazione veniva obbligata tramite violenze e soprusi a spostarsi a
piedi, lungo un’immensa marcia che causò numerosi morti. Gli armeni morivano anche per
fame e per attacchi paramilitari.
1915-> Bulgaria scende al fianco dell’alleanza;
1916-> Portogallo e Romania scendono al fianco dell’intesa;
1917-> Grecia e Stati Uniti scendono al fianco dell’intesa;
VICENDA ITALIANA -> Nel 1914 a capo del governo italiano era Antonio Salandra, che decise,
a causa della debolezza sociale ed economica del Paese di non prendere parte alla guerra. La
sua decisione era appoggiata dalla maggior parte delle forze politiche, tra cui cattolici,
socialisti, liberali giolittiani, ma soprattutto era appoggiata dall’essenza puramente difensiva
della Triplice Alleanza (inoltre Vienna non si era consultata con Roma prima di inviare il suo
ultimatum alla Serbia, mentre aveva cercato il parere di Berlino). Nonostante la dichiarata
neutralità italiana, una porzione di cittadini e rappresentanti politici, sosteneva la guerra e
sollecitava l’Italia a prenderne parte. Si delinearono così due schieramenti opposti: quello dei
NEUTRALISTI e quello degli INTERVENTISTI. Se i neutralisti erano poco organizzati e
internamente divisi, gli interventisti erano uniti a favore di un obbiettivo comune, quale lo
schierarsi al fianco dell’intesa e contro l’alleanza, dimostrare la forza dell’Italia e completare
l’unificazione; si raggruppavano quindi intellettuali, schieramenti antiaustriaci, nazionalisti,
alcuni democratici (repubblicani in primis) e pochi socialriformisti. Personaggi di spicco dello
schieramento interventista erano lo stesso SALANDRA e il ministro degli esteri Sonnino, che
temevano nella perdita di prestigio da parte dell’Italia.
PARTITO SOCIALISTA ITALIANO-> appoggiava la neutralità italiana ma non aveva il potere per
sabotare il fronte interventista, per cui si limitò a ‘né aderire né sabotare’. Questa scelta servì
più che altro a tenere compatto il partito, che vedeva due schieramenti opposti al suo interno:
uno più adattabile alla guerra, l’altro ostinatamente contrario.
VITTORIO EMANUELE III-> si schierò a favore dell’intervento
Fu grazie all’appoggio del Re e alla lettura letterale dello statuto albertino, che attribuiva al Re
e al capo del governo le decisioni in campo internazionale che l’Italia, nel 1915, firmò il PATTO
DI LONDRA, schierandosi ufficialmente al fianco dell’intesa e impegnandosi ad scendere in
campo entro un mese dalla firma, in cambio, in caso di vittoria, delle terra irredente (Trentino,
Tirolo meridionale, la Venezia Giulia, una parte della Dalmazia, Valona, in Albania e la penisola
istriana ad eccezione di Fiume). I neutralisti, che avevano la maggioranza in parlamento, non
potettero opporsi, a maggior ragione dopo che i tumulti in piazza (ben organizzati e filo-bellici)
nei giorni di maggio (maggio radioso) sostennero l’intervento. Il 20 MAGGIO la camera approvò
l’entrata in guerra con la sola opposizione dei socialisti approvò i crediti di guerra, il 23 MAGGIO
l’Italia dichiarò guerra all’Austria e il 24 MAGGIO l’esercito iniziò la marcia sul Piave.
Internazionalismo versus nazionalismo, 5.2
SECONDA INTERNAZIONALE-> La seconda internazionale, sorta nel 1889, riunitasi nel 1891,
vide esclusi gli anarchici (che avevano portato al fallimento della prima int.) e di tutti coloro
contrari alla presenza dei socialisti nei Parlamenti. Essa si limitava, almeno inizialmente a
coordinare le attività di tutti i partiti di ispirazione socialista europei. Fin dal principio, tuttavia,
di particolare spicco fu il partito socialdemocratico tedesco, il quale animò importanti
discussioni, che a loro volta sfociarono nell’emergere di diverse tendenze socialiste, a partire
da quelle più rivoluzionarie, sostenute da rosa Luxemburg per continuare con quelle più
ortodosse, sostenute da Karl Kautsky0’’’’’’’’’ì e per finire con quelle più riformiste e revisioniste
sostenute da Bernstein. Le diverse tendenze andavano ad affettare il rapporto già di per sé
problematico tra internazionalismo e nazionalismo. I radicali, per esempio sostenevano la
superiorità del patriottismo nazionalista sulla tendenza internazionale, mentre altri sosteneva
la necessità vincolante dell’unione e della collaborazione tra i due per far emergere il
socialismo a livello continentale. Da quest’ultima opzione, nacque una nuova concezione di
patria, che prevedeva il conciliarsi di tutte le diversità nazionali e nella loro reciproca
accettazione per una ‘patria più grande’, di livello internazionale, nella quale il movimento
socialista avrebbe potuto operare nel rispetto delle peculiarità singole e a favore delle diversità
plurime. È così che il socialismo e la seconda internazionale rispondono al dilagare dei partiti e
delle tendenze nazionalisti in tutta Europa. Nel 1914, con lo scoppiare della guerra, il rapporto
tra patrie e internazionalismo entra in crisi e lo fa anche, di conseguenza, l’Internazionale. La
maggior parte dei partiti socialisti europei, di fatto, si era schierata con i rispettivi governi a
favore della guerra, dimostrando che, in fin dei conti, a prevalere era sempre l’istinto nazionale.
L’Internazionale si sciolse nel corso della Grande guerra.
La guerra pone le basi per la separazione del partito so
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