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Capitolo 1-Intro

Nascita psicologia 1879- primo laboratorio di psicologia sperimentale Università di Lipsia (Wilhem

Wundt)

Orientamenti

-Comportamentismo: focus analisi riguarda comportamento e sue modificazioni

-Neuroscienze cognitive: funzionamento della mente compreso solo su riferimento basi biologiche

-Psicoanalisi: parte fondamentale mente rappresentata da stati non consapevoli

-Psicologia Cognitiva: mette al centro processi e abilità cognitive della mente (centrale)

Comprensione apprendimento

Velocità di elaborazione→ Quanto mente è veloce nel compiere sue attività. Competenza unica

trasversale

Funzioni esecutive→ funzioni controllo mente che ne controllano e gestiscono funzionamento.

(lobi frontali)

Capitolo 2- Attenzione e Percezione

1. Attenzione

L’attenzione è quel processo che opera una selezione tra tutte quelle informazioni che in un dato

istante colpiscono i nostri organi di senso (stimoli esterni) e/o i nostri ricordi (stimoli interni)

consentendo soltanto ad alcuni di accedere ai successivi stadi di elaborazione.

3 processi coinvolti:

• attivazione generale del sistema di elaborazione volto a favorire l’intercettazione di

cambiamenti nell’ambiente. Ambientazione, cambia per poi diventare automatico.

• focalizzazione delle risorse di elaborazione verso informazioni oggetto del nostro interesse

• gestione delle risorse attentive. Ad una certa esauriscono le risorse attentive.

Attenzione divisa: suddivide risorse attentive su più compiti contemporaneamente; coinvolge

maggiormente il processo di gestione delle risorse attentive fra più fonti. Test omino che muove gli

occhi e numeri mancanti.

Attenzione selettiva: Operazione che seleziona informazioni che ci colpiscono in un dato istante.

Filtra e organizza informazioni. Evitare di dividere l’attenzione, coinvolge maggiormente il

processo di focalizzazione. Test dire colori e basta (niente conflitto), con scritte casuali colorate

(conflitto alto), con scritte nomi colori (super conflitto). Può causare: cecità da disattenzione

Attenzione mantenuta/sostenuta: mantenere attenzione per lungo tempo, ha una soglia precisa.

Coinvolge maggiormente il processo di attenzione. Può diminuire e trasformarsi in Abituazione→

diminuzione risorse attentive verso lo stimolo stesso. Per riavere attenzione basta Disabituare e

creare nuovi stimoli.

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1.1 Attenzione nel sistema cognitivo: attenzione come filtro

Si mettono dei filtri all’attenzione, ma dove vanno “messi” in maniera ottimale?

Teoria del filtro precoce (Broadbent 1958)

Informazione non rilevante non viene ulteriormente elaborata e decade passivamente entro pochi

secondi. Il filtro agisce come una sorta di “collo di bottiglia” tra l’input sensoriale o l’output

comportamentale, posizionato subito dopo i registri sensoriali. Non confermata come teoria, si può

stimolare una persona a recuperare stimoli che si credevano “dimenticati” o non appresi.

Teoria filtro attenuato (Treisman 1960)

Il filtro piuttosto che bloccare l’elaborazione di tutta l’informazione che non corrisponde ai criteri di

selezione, attenua o riduce la forza delle informazioni a cui non si presta attenzione. Anche questa

non confermata.

Teoria del filtro tardivo (Deutsch & Deutsch 1963; Duncan 1980)

Prevede che il sistema analizzi completamente tutta l’informazione e ne valuti in seguito la salienza.

Tutti gli stimoli vengono elaborati completamente e identificati, ma solo alcuni raggiungono il

livello di risposta.

Effetto Stroop (Stroop 1935) a sostegno della selezione tardiva.

1.2 Processi controllati vs automatici

Processi controllati

Si basano sulla consapevolezza e sull’intenzionalità di raggiungere uno scopo. Maggior tempo ed

eseguiti bene solo uno alla volta.

Processi automatici

I compiti eseguiti per molto tempo e quindi di cui si acquisisce pratica. Ricadono al di fuori della

consapevolezza e non richiedono sforzo attentivo o intenzioni precise.

I processi di controllo volontario e automatici possono talvolta entrare in conflitto e creare degli

“errori di attenzione”

2. Percezione

La percezione è quel processo attraverso il quale le informazioni raccolte dagli organi di senso sono

organizzate in oggetti, eventi o situazioni e vengono elaborate in unità dotate di significato per il

soggetto.

Percezione ≠ Sensazione (mera interazione tra stimoli provenienti da mondo fisico)

Percezione è un processo costruttivo di strutturazione delle sensazioni che ha lo scopo di formare

una rappresentazione dotata di significato.

Distinzione tra processi:

Bottom up= guidato dagli stimoli e informazioni sensoriali

Top down= guidato dal controllo che esercitiamo.

Astrazione=esempio estremo processo top down. Processo di conversione delle informazioni

sensoriali acquisite tramite gli organi di senso in più ampie categorie già memorizzate.

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*Costanze percettive: oggetti rimangano percettivamente invariati.

*Stile Cognitivo: preferenza per un certo modo di elaborare l’informazione. Stile globale→guarda

forma complessiva; Stile analitico→ si fissa sui dettagli.

Processi di basso livello: di partenza; hanno limiti

Processi di alto livello: servono a superare i limiti

Attenzione e percezione: si può percepire tutto, ma l’attenzione è un filtro che fa selezionare su cosa

concentrarsi o meno. E’ un’automaticità funzionale.

Capitolo 3- Memoria

1. Funzioni della memoria ed elaborazione iniziale dell’informazione

Sistema attivo che ci permette continuamente di elaborare, conservare e recuperare informazioni

della nostra esperienza quotidiana. Composta da serie di sistemi interconnessi complessi. Ogni

sistema ha una funzione specifica, una capacità e una durata. Uso di strategie nell’elaborazione e

nel passaggio da un sistema all’altro. Tre principali funzioni della memoria:

Codifica: Input di ingresso→ sistema si attiva per elaborare info trasformandole in formato che

potrà essere conservato e riconosciuto.

Immagazzinamento e conservazione: mettere e mantenere in memoria l’input codificato e

conservato in attesa di utilizzo

Recupero: Info viene ritrovata per essere utilizzata.

Modello di Atkinson e Shiffrin (1968):

Info che viene prelevata da mondo esterno gestita da 3 sistemi di memoria:

-Memoria Sensoriale= sorta di fotografia istantanea che trattiene info per brevissimo tempo, quello

necessario a spostarle nella MBT. (Neath e Surprenant 2003)

Da sistema visivo→Memoria iconica. Da sistema uditivo→ memoria ecoica

-Memoria a Breve Termine (MBT)= Non solo archivio temporaneo ma anche sistema in cui si

effettua primo processo di controllo per elaborare le info.

>Memoria di Lavoro (ML)(Baddeley 2001, Baddeley e Hitch 1974): processi semplici MBT+

processi attivi compiuti su info ricevute MBT. Suddivisa in:

*ML verbale= permette di mantenere info linguistica

*ML visuo-spaziale=mantiene ed elabora temporaneamente stimoli come immagini e figure

*Buffer episodico=immagazzinamento temporaneo di info conservate in codice multimodale. Funge

da intermediario tra sottosistemi.

*Esecutivo centrate= coordina gli altri 3, integra info e seleziona strategie volontarie e coscienti.

Per misurare la capacità della ML si usano prove di SPAN= numero elementi presentati che la

persona riesce a ricordare nell’ordine esatto. (Test frasi e parole)

-Memoria a Lungo Termine (MLT)=Conserva info da minuti a tutta la vita. Magazzino duraturo

per la conoscenza.

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2. La memoria a lungo Termine (MLT)

La MLT è suddivisa in:

Memorizzazione a lungo termine favorita da codifica semantica basata su significato che può

avvenire per informazioni visive, acustiche e verbali. Funzione importante memoria è

Immagazzinamento. MLT ha anche la funzione di Recupero.

*Oblio= quando info immagazzinate vengono perse per sempre.

3. Strategie di Memoria e Metamemoria

La Memoria è un sistema modificabile. Strategie mnestiche=finalizzate a processare meglio il

materiale in codifica (Strategie di codifica) o a migliorare il loro grado di recupero (Strategie di

recupero).

Alcune Strategie di Codifica:

-Reiterazione meccanica: ripete più volte in maniera meccanica, a livello vocalico o subvocalico,

info da ricordare. (Ebbinghaus 1885).

-Ripetizione elaborativa: ripetere materiale cercando di comprenderlo e collegarlo alle info già in

possesso, creando collegamenti, nessi logici con conoscenze già in memoria

-Organizzazione del materiale: raggruppare o classificare stimoli in sistemi significativi più facili

da mantenere e per diminuire cose da ricordare. (Miller 1956)

-Associazione: collegare nuove info fra loro o a conoscenze pregresse.

-Mediazione: trasformazione di qualcosa di difficile da ricordare in qualcosa di più semplice

attraverso un 3 elemento (mediatore) che favorisce associazione fra i due elementi.

-Formazione si immagini mentali: generazione di un tipo di rappresentazione usata per facilitare

codifica info sia visive che vocali.

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*Metamemoria= è la conoscenza e il controllo dei processi di memoria, comprende tutte le

competenze e le abilità che il soggetto sa e crede, le strategie che usa, le motivazioni che lo

spingono riguardo la memoria.

4. Lo sviluppo dei sistemi di memoria, delle strategie di memoria e delle metamemoria

L’integrazione tra memoria episodica e semantica è favorita dalla capacità di organizzare fatti ed

eventi della propria vita in scrip ovvero rappresentazioni generali di una tipica sequenza di eventi.

Usata soprattutto per aiutare bambini piccoli (2 anni) a organizzare e interpretare le loro esperienze.

Una capacità di base molto importante della memoria è la velocità di elaborazione delle

informazioni, che migliora progressivamente con l’età.

Un altro fattore dello sviluppo della memoria è il livello di expertise in un determinato ambito.

Questo può migliorare il ricordo delle info conosciute e nuove.

E’ possibile che un soggetto conosca una certa strategia ma non siano grado di utilizzarla

spontaneamente perché richiede troppo sforzo. Questo viene denominato deficit di produzione.

Può anche avvenire che il soggetto non sia in grado di tratte beneficio da una strategia già utilizzata

in passato. Questo viene denominato deficit di uso.

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Capitolo 4-Pensiero

1. Strutture del pensiero, Immagini mentali e Concetti

Il pensiero è dato da un insieme di processi che rendono disponibili le informazioni su cui lavorare

e permette di costruire rappresentazioni mentali di un problema o di una situazione, che possono

assumere forma Proposizionale (parole affermazioni) o basarsi su Immagini.

1.1 Le immagini Mentali

Le Immagini Mentali aiutano non solo a figurare il problema nella nostra mente ma anche a

pianificare una serie di azioni per risolverlo. Oltre a poter permettere una maggiore memorizzazione

delle informazioni, possono anche aiutare il pensiero a rappresentare una situazione, pianificare una

serie di azioni, prendere una decisione e risolvere un problema. Molte immagini mentali hanno la

caratteristica di essere colorate, tridimensionali, olistiche e analogiche rispetto alle proprietà del

mondo fisico. E’ un’abilità soggetta a notevoli differenze individuali. Le abilità immaginative

possono essere migliorate con istruzioni e specifici interventi finalizzati a sviluppare abitudini,

processi e strategie.

1.2 I Concetti

Il concetto è un insieme di caratteristiche che accomunano potenzialmente una serie di esemplari.

Quando un concetto raccoglie una serie di concetti più specifici si parla di categoria.

Concetti e Categorie si formano attraverso la categorizzazione, ovvero il processo di classificazione

delle info in categorie dotate di significato.

Per classificare si imparano delle regole o ci si avvale di Inferenze, che possono essere di:

• Tipo Induttivo: si attivano info del concetto che si attribuisce all’esemplare

• Tipo Deduttivo: quando attributo di esemplare viene generalizzato

*Prototipo: insieme di caratteristiche migliori esemplari del concetto o modelli ideali per

identificare i concetti.

Attività del pensiero e acquisizione di nuovi concetti quasi sempre attraverso le parole, scritte o

dette.

Immagini mentali e concetti sono modi in cui si esprime il pensiero e il loro uso permette di

comprendere altre forme di pensiero come il Ragionamento e la Risoluzione dei Problemi.

2. Ragionamento

Concetti e immagini mentali sono un modo di esprimere il pensiero, e il loro uso permette di

comprendere altre forme di pensiero come il ragionamento e la soluzione dei problemi. Il

Ragionamento si divide in due tipi.

2.1 Ragionamento Deduttivo:processo in cui la conclusione è necessariamente vera, qualora le

premesse siano vere o viceversa. Si basa su Sillogismo che si può risolvere grazie a Modelli Mentali

in cui si elaborano rappresentazioni generali delle premesse per produrre conclusione (Johnson-

Laird e Bryne 1991). Rag.Ded. Si articola su 4 fasi:

• Comprensione delle premesse: si creano modelli mentali del significato di ogni premessa.

• Integrazione delle premesse: costruisce modello mentale dell’intero problema

• Estrazioni conclusioni: da modelli mentali Si individuano relazioni tra premesse per

possibile risoluzione.

• Ricerca contro-esempi: si valuta modello alternativo del problema per produrre soluzione

alternativa.

Sillogismi si dividono in (pag 68-69):

6 • Categorici: premessa maggiore(relazione predicato con termine medio); premessa minore

(relazione tra soggetto con termine medio); conclusione (relazione tra soggetto e predicato

eliminando termine medio)

• Lineari: conclusione raggiunta collegando prima premessa con seconda premessa con

termine medio che c’è in entrambe.

• Condizionale: premessa ipotetica + premessa categorica che ha affermazione che esprime la

proposizione di un dato in forma affermativa o negativa.

2.2 Ragionamento Induttivo:regola (o principio generale) viene infierita da serie di esempi

specifici o osservazioni. Conclusione plausibile, probabile. Probabilità alla base di questo

ragionamento. Spesso però si compiono errori, basati sulle Euristiche, ovvero scorciatoie di

pensiero. Tipi di Euristiche:

• Euristica della rappresentatività: quando si da maggiore peso all’ipotesi che appare

maggiormente rappresentativa della sua categoria.

• Euristica della disponibilità: porta a stimare la probabilità di un determinato evento sulla

base della facilità con cui vengono alla mente esempi di quell’evento.

• Euristica dell’ancoraggio-aggiustamento(accomodamento):Il giudizio è influenzato dalle

info fornite inizialmente che tengono a essere confermate anche successivamente rispetto a

tutto ciò che le contraddice o le mette in discussione.

3. Il Problem Solving

Il Problem Solving ha 3 componenti principali:

• Rilevazione del problema: è necessario rendersi conto che una certa situazione implica un

problema. Identificazione del problema.

• Rappresentazione del problema: è necessario definire e rappresentare il problema in modo

adeguato.

• Ricerca della soluzione: si controlla ciascuna delle ipotesi precedentemente formulate e sono

pianificati i processi di soluzione. Si possono usare procedure semplificate come:

➢ Analisi mezzi-fini: identificare le differenze tra lo stato delle di cose attuali e l’obiettivo

desiderato; individuare le azioni in grado di ridurre la differenza

➢ Generazione e verifica: generare una strategia, metterla in atto, valutarne i risultati e- se non

coincidono con l’obiettivo-, generare un’altra strategia. Seguire fino a risoluzione problema.

➢ Ricerca per astrazione: rappresentare il problema con grafici, diagrammi o analogia.

➢ Ricerca in salita: selezionare lo stato successivo solo se si migliora la condizione attuale.

I problemi possono dividersi in:

• Problemi ben strutturati: per la loro soluzione richiedono una serie preordinata di mosse.

(Compito della torre di Hanoi)

• Problemi poco strutturati: non si risolvono seguendo una serie di passaggi. Il punto di arrivo

va trovato o inventato. Serve pensiero produttivo o basato sull’”insight” per riorganizzare gli

elementi, ristrutturarli e arrivare a soluzione. Problema per questi è Fissità funzionale,

ovvero fissarsi sulla funzione usuale di un oggetto che limita soluzioni alternative e

l’individuazione di nuovi usi dell’oggetto.

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4. Il pensiero Creativo

L’Insight è relazionato al Pensiero creativo o Divergente (Guilford 1971) che è caratterizzato dal

fatto che viene prodotto qualcosa di originale e che ha un valore riconosciuto. Al contrario il

Pensiero Convergente è attivato in situazioni in cui esiste un’unica risposta pertinente.

5. Lo sviluppo del Pensiero

Il pensiero si sviluppa quando il bambino sa rappresentare internamente eventi e situazioni (a partire

dai 2 anni). Il bambino può affrontare precocemente categorizzazioni, ragionamenti e situazioni di

problema.

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Capitolo 5- Intelligenza e differenze individuali nei processi cognitivi

1. Definire l’Intelligenza

Intelligenza non ha una vera e propria definizione. Si possono individuare due tipi di accezioni:

• Accezione Generale: pone accento su ciò che è comune agli esseri viventi. In generale

intelligenza è l’attività della mente umana o per illustrare operazioni mentali di livello

elevato o per sottolineare la possibilità della mente di raggiungere elevati traguardi.

• Accezione Differenziale: si pone accento su ciò che differenzia gli individui nella capacità di

affrontare i compiti cognitivi.

2. Teorie e Forme dell’Intelligenza

Vi sono varie teorie in questo contesto e possono essere classificate principalmente in 5 classi:

2.1 Teorie Unitarie: Lo sviluppo del pensiero, inteso come ragionamento, è un elemento che

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-PSI/04 Psicologia dello sviluppo e psicologia dell'educazione

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher chry_25 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Psicologia dell'educazione e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Firenze o del prof Tarchi Christian.
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