LETTERATURA ITALIANA
Legenda: appunti, libro
1. RETROTERRA OTTOCENTESCO
Domanda d’esame: Quali sono gli eventi principali che a fine 800 segnano il passaggio al 900?
Unità d’Italia (1861) che però aveva determinato dei problemi ossia lingua, differenza sociale ed
economica, divario tra nord e sud che genera brigantaggio e emigrazione. Divario sociale bc Unità
d’Italia era stata mossa dalla classe sociale della borghesia e c’è anche la 2^ rivoluzione industriale
(triangolo industriale di Torino, Genova e Milano).
Problema del brigantaggio del sud porta all’emigrazione e gli italiani quindi vanno in Nordamerica,
Argentina, Canada o nel Nord Italia.
Pasquale Villa: affronta il caos del Meridione.
Si crea il proletariato urbano con lo sviluppo dell’industria ma la 2^ rivoluzione industriale porta
un’altra conseguenza ossia il reperimento delle materie prime genera imperialismo (appropriazione
con la forza) e colonialismo (appropriazione in maniera umanitaria).
Nasce anche la figura del colonizzatore esploratore (es. Ardito Desio, i Marinelli, Piaggia, i Brazzà,
Feruglio, Gentili, Stanley).
Creazione della ferrovia.
Letteratura di viaggio utilizza la tecnica di descrivere la realtà come verismo o rappresenta la realtà
un po’ fantasticando (es. De Amicis con il libro Cuore).
“fotografare” la realtà così com’è. Il movimento derivava dal naturalismo
Verismo (es. Verga):
francese quindi dal positivismo. Essere oggettivi, senza commentare. Poi questa tecnica nel 900
diventa neorealismo (es. Pasolini).
Autori a fine 800 che sono pietre miliari: De Amicis, Stoppani, Collodi, Salgari (genere fantastico).
Borghesia inizia ad interrogarsi sul fatto che ci siano delle falle e contraddizioni sociali (esiste il
urbano, nasce il partito socialista. L’uomo inizia a entrare in crisi all’inizio del 900 cioè
proletariato
chi sono? Qual è lo scopo della vita e della società? Che fare?
Nel campo letterario ci sono diverse spinte che portano ad evadere dalla realtà (es. Bodeleaur) che in
Italia porta al Decadentismo (es. Pirandello, Svevo), Simbolismo (riprende dalla Francia), Estetismo,
Ermetismo (in poche parole esprimevano le emozioni es. Ungaretti, Quasimodo), Scapigliatura,
Futurismo (es. Marinetti), Crepuscolarismo (coloro che notano le piccole cose anche di pessimo gusto
es. Gozzano che ha scritto La signorina felicita), Vitalismo. Poi importanti sono Pascoli e Saba. Tra
D’Annunzio c’era un’affinità cioè atteggiamento decadente: D’Annunzio
Pascoli e rappresenta il
vitalismo con esaltazione dell’uomo mentre Pascoli si racchiude in sé stesso e a cui attribuito il
concetto del fanciullino (c’è un fanciullo dentro di noi che rimane tale mentre cresciamo) e del nido
(rappresenta la famiglia).
D’Annunzio
Estetismo eccessivo di che lo porta alla teoria del superuomo.
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Superomismo di Nietzsche
La sua filosofia si inserisce nel movimento di reazione antipositivistica e di polemica contro la
tirannia della ragione scientifica, esalta forza, vitalismo e volontà di partenza (componenti dello
spirito dionisiaco che si realizzerà nel superuomo).
Nichilismo: era in cui viviamo che si caratterizza per il venir meno di ogni valore capace di orientare
nell’illusione che il progresso
la vita (individui dominati da istanze edonistiche e utilitaristiche
scientifico, industriale e tecnico possa corrispondere a tutti i bisogni e aspirazioni umane + questo
progresso materiale diffonde un universale conformismo di gusti e costumi che determina la nascita
dell’uomo di massa).
Componenti e aspetti del decadentismo
Estetismo
ricerca di nuove vie che nasce dall’insoddisfazione per la poesia accademica tradizionale e
1870-80
dalla rinuncia al culto del dato oggettivo che, teorizzato dal positivismo, era diventato anche
l’atteggiamento mentale della classe borghese volta all’ordine, concretezza e fruttuosa operosità: ne
deriva una produzione artistica e comportamenti di vita antiborghese. nell’agire
Queste manifestazioni caratterizzane da un cupo senso di stanchezza, tristezza, sfiducia
umano: definiti decadenti.
Questi atteggiamenti fa sì che l’artista si senta uno sradicato, estraneo al mondo che lo circonda e ai
valori che lo dominano (attività, produzione e profitto) e che si volga per superare il disgusto per la
borghese verso un mondo dove c’è posto per ciò che si oppone all’ovvietà quotidiana:
mediocrità
fuga verso un mondo insolito anziché routinesco e monotono, raffinato a prezioso anziché mediocre
e ovvio ed è in questo che consiste l’estetismo decadente cioè un atteggiamento di fuga dalla realtà.
L’esteta e la società borghese
L’anticonformismo dai decadenti è di origine romantica: la ribellione romantica interpretava un
momento di ascesa della borghesia che lottava per le sue conquiste contro la Restaurazione e l’artista
romantico legava la sua ribellione e la sua poesia a concrete battaglie politiche, ora invece quella
classe inorridiva al ricordo della Comune parigina ed era una situazione di difesa dell’ordine e
normalità. l’artista decadente non ha più un retroterra sociale né d’altra
Non solidale con questo atteggiamento,
parte trova legami con i movimenti e ideologia che attaccano quella classe: il poeta decadente si isola
dalla società educandosi alla disciplina dell’indifferenza.
Marxismo ed estetismo
in Francia, Inghilterra, Germania e Italia c’è sviluppo industriale: aspetti antiumani, logica
La società
del profitto, alienazione di tale società erano stati messi in luce sul piano filosofico-politico da Marx
lotta per il ribaltamento e l’edificazione di una
ed Engels che avevano formulato la necessità di una
nuova società (Marx ed Engels rifiutano la società borghese-capitalistica per motivazioni politico-
sociali, attaccano lo sfruttamento e la riduzione dell’uomo a cosa VS gli artisti per motivazioni
estetiche, attaccano la volgarità, cattivo gusto del borghese, angusti orizzonti che vedono solo il
guadagno). Pag. 2 di 43
Decadentismo
Per definire questo clima culturale di cui l’estetismo fa parte: termine caricato di un significato
che nella sua polemica contro l’irrazionalismo
negativo e di una connotazione spregiativa da Croce
e nella sua sostanziale sordità di fronte alla letteratura novecentesca ha parlato di decadentismo come
complesso di autori, opere, atteggiamenti inficiati da fiacchezza morale e da insincerità e artificiosità
artistiche.
Poi il termine ha perso questa connotazione di giudizio morale negativo e viene usato in senso
storiografico cioè per definire un’età, la sua produzione artistico-letteraria, la sua ideologia.
Anche per questa definizione storiografica si pongono gli stessi problemi che per le altre: stabilire
quale periodo viene compresa nella definizione, identificare con sufficiente approssimazione le
specificità, atteggiamenti di pensiero e le modalità artistiche che caratterizzano e danno peculiare
fisionomia a questa fase della civiltà europea.
Fino a quando si può parlare di decadentismo? Per alcuni si conclude allo scoppio della IGM VS per
altri va oltre contaminandosi con apporti filosofici del 900 (es. esistenzialismo fra le 2 guerre).
Nasce da delusione fortissima verso uomo e società: borghesia aveva deluso bc non aveva raggiunto
gli obiettivi prefissati. Questa fase di confusione che vive l’uomo si esplica nella ricerca di
qualcos’altro che va in varie direzioni cioè decadentismo dignifica andare alla ricerca in varie
direzioni e in vari modi.
Tutta la lingua del 900 nasce da Pascoli (es. ricerca assonanze e metafore): ripiegamento dentro di
sé, un movimento introspettivo. L’ultimo classicista dell’800 è Nasce l’eroe decadente sui
Carducci.
L’ultima sigaretta.
modelli di Dorian Gray di Wilde e Des Esseintes di Huysmans.
Nelle novelle di Pirandello, nella Carriola: attraverso i suoi personaggi e la loro dissoluzione (ognuno
di noi è costretto in una gabbia nella società e se esce viene escluso e ricorda Verga con i Malavoglia).
Ermetismo esprime la solitudine e l’angoscia attraverso
Marinetti, Boboni. una parola ermetica cioè
che vale x quello che trasmette, è importante cogliere l’essenziale.
Dal dato reale alle suggestioni musicali
La crisi della mentalità positivistica orienta verso un’arte non vincolata alla realtà, lontana da ogni
lotta teorizzata per una conoscenza non della realtà ma dell’anima della realtà e si
intento scientifico:
attribuisce alla poesia il valore di strumento di conoscenza e si crea così un canone fondamentale del
decadentismo ossia arte = conoscenza.
Quest’attribuzione di nuovi fini alla poesia comporta la sperimentazione di nuovi mezzi: crollano la
rima e l’eloquenza e la poesia coglie suggestioni dalle altre arti (soprattutto dalla musica) + mentre
un’attività per iniziati
assume un ruolo incantatorio, magico e mistico insieme, diventa sempre più
che danno un senso diverso e più puro alle parole della tribù.
A proposito della musica Wagner (1813-83) realizzava il supremo ideale perseguito dai poeti nuovi
cioè della fusione delle arti in una realtà superiore che di tutte raccolga i pregi e i conglobi in una
nuova manifestazione, ritrovamento felice di un’antica unità perduta dove parola e suono nascono
nell’ambito di un solo creatore.
Decadenza e morte manca all’eroe
Sensibilità, cultura e protesta dei decadenti approdano ad un senso di disperazione:
decadente un retroterra, quel rapporto che l’eroe romantico aveva con la borghesia in ascesa, quel
battagliero antagonismo che da ciò derivava e ciò determina tristezza perché l’eroe di tanti testi è un
personaggio che dal ripiegamento su sé stesso, rifiuto della società e conseguente auscultazione del
proprio io approda la coscienza della propria incapacità di vivere normalmente, della propria
Pag. 3 di 43 D’Annunzio)
diversità, che in certi casi viene ostentata come privilegio (Wilde, e in altre come una
condanna (Mann).
Si collega a ciò la predilezione dei decadenti per le epoche storiche di decadenza, di crisi di valori.
Al fondo della produzione c’è in realtà un’ossessiva contemplazione della morte inoltre il
vagheggiamento della decadenza, del disfacimento, implica altre tematiche ossia stanchezza dei sensi
e complicazioni lussuriose, femminilità perditrice e satanica, Bisanzio, Salomè, Eodiade, tutte le
donne dannunziani, la bellezza ambigua teorizzata da Pater, componente sadica.
La difesa e quindi la fuga dalla banalità giornaliera approda in un mondo di artificio, carico di cultura
e di complicazioni.
L’esteta armato
Altra versione del decadentismo è da collegare all’influenza di Nietzsche: celebrazione del vitalismo,
teorizzazione del dominio spregiudicato del superuomo sui mediocri e sulla plebe aprono un’ampia
gamma di sviluppi alla sensibilità e agli atteggiamenti dei decadenti.
Estetismo e disprezzo per gli altri ora si possono calare nella realtà politica e diventare
antidemocrazia, esaltazione dell’avventura e violenza nella politica interna e internazionale, aumento
della guerra per la sperimentazione del rischio, del gesto al di là del bene e del male.
Alla disperazione di fondo, il sentore di morte, le suggestioni nietzschiane offrivano lo sbocco
dell’avventura e del rischio come illusione di un autentico rapporto con la vita: 2 direzioni di
decadentismo che in comune hanno la frattura fra artista e società perché l’artista o disprezzando gli
si incupisce nella contemplazione della morte oppure ora si esalta nel sogno dell’avventura
altri
irripetibile ed eccezionale.
D’Annunzio: testimonia entrambe le fasi del decadentismo (es. Andrea Sperelli del Piacere del 1889
raffinato esteta e amatore diventa il Claudio Cantelmo delle Vergini delle rocce del 1896 che
trasferisce la sua eccezionalità dal piano delle sensazioni a quello dell’esperienza politica +
D’Annunzio da mondano diventa comandante e uomo d’armi).
Barrès (1862-1923): parte da posizioni di esasperato individualismo si fa decadentisticamente
celebratore di sensazioni rare che gli uomini comuni non saprebbero intendere ma dagli anni 90
proietta il suo egotismo decadente in direzione nazionalistica e poi si fa sostenitore
dell’antiparlamentarismo.
Quasi una conclusione: a gamma dei temi del decadentismo è vastissima e le modalità espressive
sono aperte a sviluppi molteplici + partecipi di tematiche del decadentismo anche autori oltre il primo
quindicennio del 900 quindi questa data non si può considerare conclusiva del movimento + forse la
definizione deve essere intesa oltre che quella di un periodo e clima culturale ma anche come una
categoria, un particolare modo di rapportarsi alla realtà, un insieme di atteggiamenti e di sensibilità
che non si esaurisce nella sua storicità ma si estrinseca in una dimensione di perennità.
Posizioni del decadentismo italiano
Ipotesi di classificazione
Posizioni che il decadentismo assume in Italia:
1) La produzione di Pascoli si lega ai motivi più autentici del decadentismo e, diversamente da
quella dannunziana nella quale c’è parecchio di dilettantesco, appare oggi come l’esperienza
poetica più profonda e fertile in Italia di tale movimento: smarrito di fronte al mistero del
cosmo, dolore dell’uomo, deluso nelle speranze laico-positivistiche (socialismo e progresso
scientifico), Pascoli tenta di carpire alle cose di ogni giorno il loro senso riposto.
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2) Posizione dannunziana che esplica in differenti atteggiamenti (con Il Piacere si inserisce nel
clima di A ritroso e Ritratto di Dorian Gray e crea col personaggio di Sperelli il Des Esseintes
italiano: pieno estetismo) ma poi diventa mito del superuomo, estetismo armato.
3) Gozzano e i crepuscolari: consapevole della sua solitudine, il poeta crepuscolare è incapace
di accogliere ed accettare i miti dannunziani e si rifugia nel vagheggiamento di un mondo di
piccole umili cose e sonnolente abitudini provinciali.
4) Pirandello e Svevo si richiamano più profondamente al decadentismo.
5) Avanguardie (movimenti che pur adottando poetiche diverse mirano alla sperimentazione di
nuove tecniche espressive che, muovendo da premesse irrazionalistiche, segnino una radicale
frattura col passato e siano voce e testimonianza della consapevolezza della crisi): dura fino
agli anni 30 e comprende le avanguardie storiche (futurismo, espressionismo, dadaismo,
surrealismo).
6) Ermetismo: riprende canoni delle poetiche decadenti ed è centrato sul motivo della solitudine,
dell’angoscia esistenziale.
Pascoli (1855-1912)
Con Myricae si spezza definitivamente la linea della lirica italiana le cui caratteristiche si possono
ravvisare nell’adozione di un certo lessico e nella coerenza logica con cui il discorso lirico si snoda:
i rapporti di Pascoli col decadentismo sono più profondi e la sua influenza sulla posteriore poesia
italiana sarà determinante.
Storia: 1867-8 suo padre viene assassinato e muoiono madre e sorella maggiore e in seguito fratello
+ 1873 si iscrive a Lettere + 1879 arrestato per aver partecipato a una dimostrazione anarchica +
insegna + 1891 inizia la sua attività di poeta in latino.
Myricae, 3 elementi:
1) I componenti sembrano inserirsi nella dimensione veristica + ispirati alla vita campestre colta
nelle varie stagioni, pullulano di particolari e aspetti quotidiani e dimessi (es. lavori dei campi,
nebbie autunnali) + con la scelta del titolo voleva sottolineare questa modestia e quotidianità
dei temi che si accompagnava con un atteggiamento linguistico del verismo ossia frequente
D’Annunzio c’è il trascolorare dei moduli e toni
ricorso del termine tecnico + come con
veristici + Myricae rappresentava lo scenario sul quale proiettare inquietudini e smarrimenti.
2) La rappresentazione più che veristica è impressionistica cioè manca di coordinazione nei
particolari + scopre rapporti inediti tra le cose + come nelle sue altre opere affascina per le
scoperte del misterioso parlare delle cose e per le suggestioni simboliche ma si avverte la
mancanza di una dimensione più vasta.
3) Forma poetica che è tutta tramata di echi e di rispondenze tra parole, lontana dalla
magniloquenza e dal sostenuto canto carducciano.
In Il fanciullino definì la sua poetica e i canoni fondamentali sono:
1) La poesia non è razionalità ma una perenne capacità di stupore infantile e irrazionale
nel fanciullino) che permangono dentro di noi anche quando dall’infanzia
(metaforizzata
siamo lontani.
Il fanciullino, sovvertendo le norme della razionalità e dell’angusto e realistico buonsenso che
2) regola la nostra vita, impicciolisce per poter vedere e ingrandisce per poter ammirare: così si
scoprono nelle cose le somiglianze e relazioni più ingegnose.
3) La poesia arreca beneficio per la comunione degli uomini e contribuisce ad abolire la lotta tra
classi e la guerra tra i popoli. Pag. 5 di 43
La scoperta dell’infanzia e delle umili cose:
L’infanzia è sentita come candore e bontà, innocenza e confidente e immaginoso rapporto col
mondo, è il nido non disfatto, la famiglia prima dell’uccisione di suo padre: visione di una
vita soffocata nell’ambito primordiale e istintivo dei rapporti di sangue con la negazione di
tutti i modi di contatto e di rapporto collegati con una più alta organizzazione della ragione
(rifiuto della storia).
Le umili cose del mondo campestre assolvono un
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