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Riassunto esame Letteratura Italiana Contemporanea, prof. Allegra, libro consigliato Novecento, Baricco

Riassunto per l'esame di Letteratura Italiana Contemporanea, basato su appunti personali e studio autonomo del testo Novecento di Baricco consigliato dal docente Allegra. Gli argomenti trattati sono i seguenti: il racconto della trama, la nave con i migranti, la figura di Jelly, la figura di Novecento, il ruolo degli strumenti musicali.

Esame di Letteratura italiana contemporanea docente Prof. M. Allegra

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ESTRATTO DOCUMENTO

Il Virginian era un piroscafo. Negli anni tra le due guerre faceva la spola tra Europa e America con il suo carico

di miliardari, di emigranti e di gente qualsiasi. Dicono che sul Virginian si esibisse un pianista straordinario, dalla

tecnica strabiliante. Dicono che la sua storia fosse pazzesca, che fosse nato su quella nave e che da lì non

fosse mai sceso. Dicono che nessuno sapesse il perchè. Questa che vi racconterò di seguito è la sua storia.

!

Succedeva sempre che ad un certo punto uno alzava la testa e la vedeva. Eravamo in piu di mille su quella

nave, tra ricconi, emigranti, gente strana e noi. Eppure c'era sempre chi la vedeva per primo, e si girava verso di

noi dicendo lentamente: "L'America". E non si può pensare sia un caso. Era scritto nel loro destino. Quella è

gente che da sempre c'aveva quell'istante stampato nella vita. Questo me l'ha insegnato Danny Boodmann T.D

Lemon Novecento, il piu grande pianista che abbia mai suonato sull'Oceano. Negli occhi della gente si vede

quello che vedranno, non quello che hanno già visto. Io ne ho viste tante di Americhe su quelle navi. Quando

c'ero salito per la prima volta avevo diciassette anni. E di una cosa mi importava nella vita: suonare la tromba.

Venne fuori che cercavano gente per il piroscafo, il Virginian. Giu al porto io mi misi in coda: io e la tromba. Mi

dissero che avevano già suonatori nella compagnia.. Lo so, e mi misi a suonare. Lui se ne stette lì fermo senza

muovere un muscolo e mi chiese:"Cos'era?". "Non lo so" risposi. Gli si illuminarono gli occhi. "Quando non sai

che cos'è allora è Jazz. Ci vanno matti per quella musica lassu" ribattè. Quel suo sorrisone mi fece capire che

mi avevano preso. Suonavamo tre o quattro volte al giorno. Prima per la gente di lusso, poi per quelli di seconda

classe, ogni tanto si andava da quei poveracci degli emigranti e si suonava per loro, ma senza divisa, così come

veniva. Suonavamo perchè l'oceano è grande e fa paura, perchè la gente non sentisse lo scorrere del tempo e

si dimenticasse chi era, dov'era. Salutammo e dammo il benvenuto ai presenti sulla nave chiedendo

ironicamente loro cosa gli avesse spinti a prendere parte ad un così lungo viaggio. Mancavano ancora sei giorni,

due ore e quarantasette minuti e si arrivava a New York. Presentammo i componenti dello staff: Paul Siezinskj,

timoniere, ex sacerdote, polacco, sensitivo, purtroppo cieco. Bill Joung, marconista, grande giocatore di scacchi,

mancino, balbuziente. Il medico di bordo e soprattutto Monsieur Pardin, lo chef da Parigi e Monsieur Camembert

che oggi si è lamentato per aver trovato il lavabo pieno di maionese.. Cosa strana perchè lì di solito si tengono

gli affettati.. questo per via dell'inesistenza su questa nave di un vero cuoco quale certamente era Monsieur

Pardin che si illuse di trovare una cucina su questa nave. Cucina che mancava a causa di una dimenticanza da

parte dell'ingegnere che progettò la nave.. L'ingegner Camilleri, anoressico di fama mondiale a cui chiedo di

indirizzare il vostro piu caloroso applauso. Credetemi non vi capiterà mai piu di trovare una nave come questa.

Non vi capiterà piu, potete giurarci di stare seduti col culo su dieci centimentri di poltrona e centinaia di metri

d'acqua davanti ai vostri occhi.. Il miracolo nelle orecchie e la meraviglia nel cuore.. Il sound della musica

dell'Atlantic Jazz Band!! Poi si passa alla presentazione degli strumenti: al clarinetto Sam "Sleepy" Washington,

al banjo Oscar Delaguerra, allla tromba Tim Tooney, al trombone Jim "Breath" Gallup, alla chitarra Samuel

Hockins, al piano Danny Boodmann T.D Lemon Novecento. Il piu grande. L'ultima volta che lo vidi era seduto su

una dinamite. Che lunga storia.. lui diceva:"Non sei fregato veramente finchè hai da parte una buona storia e

qualcuno a cui raccontarla". E lui una buona storia ce l'aveva. E quel giorno seduto su quella dinamite me l'ha

regalata. Ero il suo piu grande amico e per me la sua storia era unica. A trovarlo era stato un marinaio di mare,

Danny Boodmann. Lo trovò un mattino quando tutti erano scesi a Boston, in uno scatolone. Avrà avuto dieci

giorni. Se ne stava lì silenzioso in quello scatolone. Lo avevano lasciato nella sala da ballo della prima classe sul

pianoforte. Ma non aveva l'aria di un neonato di prima classe. Quelle cose le facevano generalmente i migranti

di portare di nascosto per poi lasciare lì i bambini nella loro miseria. I migranti lo lasciarono lì convinti che

qualche riccone lo avrebbe preso con sè ma non andò esattamente così. Non diventò ricco, ma pianista sì. Il

migliore giuro. Il vecchio Boodmann lo trovo lì con una scritta sul cartone scritta con un inchiostro blu:"T.D

Limoni". Danny lo prese in braccio e gli disse:"Hello Lemon!". E gli scattò qualcosa dentro.. come se fosse

diventato padre. Per tutta la vita continuò a sostenere che quel T.D significasse:"Thanks Danny". Grazie Danny.

Era assurdo ma lui ci credeva davvero. Decise di chiamarlo Danny Boodmann T.D Lemon e ci aggiunse anche

Novecento perchè quella era l'epoca in cui lo trovarono là su quella nave. Danny Boodmann faceva ancora il

marinaio all'epoca. Durante una burrasca in pieno oceano rimase ferito. Ci mise tre giorni a morire. Danny

Boodmann T.D Lemon Novecento si sedette vicino al suo letto e da lì non si mosse piu. Aveva una pila di

giornali vecchi. Sapeva che Danny Boodmann era appassionato di corse di cavalli e dei nomi dei cavalli. Lesse

al vecchio Danny tutti i risultati delle cose. Leggeva lentamente ma leggeva. Il vecchio Danny Boodmann morì

sulla senta corsa di Chicago vinta da Acqua Potabile. Rise talmente tanto al suono di quel nome che ridendo ci

lasciò la pelle. Lo avvolsero in un telone e lo restituirono all'oceano. Sul telone il capitano scrisse:"Thanks

Danny". Così Danny Boodmann T.D Lemon Novecento rimase orfano per la seconda volta. Aveva solo otto anni.

Si era fatto avanti e indietro l'America e l'Europa per una cinquantina di volte ma non era mai sceso a terra. La

terra ferma l'aveva vista solo dai porti. E non c'era parrocchia, ospedale o città che avesse scritto da qualche

parte il suo nome. Per il mondo lui non esisteva. Ogni tanto dicevano a Danny che quella storia non avrebbe

potuto continuare a lungo e che prima o poi dovrà fare i conti con la legge. "In culo alla legge" rispondeva lui che


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Irene84

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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in conservazione e restauro dei beni culturali (Facoltà di Lettere e Filosofia e di Scienze Matematiche, Fisiche e Naturali) (VENARIA REALE)
SSD:
Università: Torino - Unito
A.A.: 2014-2015

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Irene84 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Letteratura italiana contemporanea e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Torino - Unito o del prof Allegra Marco.

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