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Alto Medioevo: si immagina che fosse un’epoca di barbarie.

Firenze del Duecento: periodo storico che si associano ad una grande prosperità.

Il Decameron:

La raccolta nasce con l’intenzione di avere una struttura. Essa è articolata con molti intrecci e

sfumature. Le giornate hanno un tema.

I dieci giovani, per ripararsi dalla pestilenza, decidono di dedicarsi ad attività ricreative. Si sono

salvati in un giardino di piacevolezza. La prima giornata è a tema libero. Dioneo è l’ultimo dei

novellatori in ogni giornata. Tutti i novellatori maschi rappresentano diversi aspetti della

personalità di Boccaccio. In particolare, Dioneo rivendica la libertà di poter dire quello che vuole.

Panfilo, presente in altre opere di Boccaccio, è il protagonista dell’Elegia di Madonna

Fiammetta.

Panfilo= ha un nome parlante, significa tutto amore.

Ogni giornata ha un tema nuovo: la nona è indicata come giornata ricreativa, nella quale si

lascia maggiore libertà. Il nove è un numero importante, in perfetta continuità con le giornate

precedenti dedicate alle beffe.

Il centro è la giornata sesta. Boccaccio riprende Dante ma rovescia il significato del numero 9,

l’età che avevano Dante e Beatrice quando si sono conosciuti.

Novella di Alatiel: ella doveva sposare un principe, fa naufragio e giunge ad avere relazioni con

nove uomini.

De Sanctis: il Decameron è una commedia umana. Il titolo viene imposto alla tradizione da

Boccaccio.

Livio: nella sua opera storica c’è un riferimento alle Guerre Puniche.

Giornata sesta novella nona: uso accorto della parola. Lo immaginiamo come autore di novelle

divertenti ma spesso licenziose.

Racconta di come l’uomo si possa distinguere adoperando bene le parole, in modo raffinato ma

non necessariamente comprensibile.

Il concetto di Umanesimo è stato inteso in senso più ampio. Petrarca infatti è indicato spesso

come primo umanista.

Boccaccio era amico di Petrarca, si presentava come suo discepolo perché sapeva bene che

Petrarca era tanto geniale quanto vanitoso.

Uomo di lettere è al di sopra del volgo. Non è un’idea classista, ma è stata particolarmente

inflazione nel mondo passato.

All’inizio della giornata sesta è presente una famosa novella, quella di Madonna Oretta. Incontra

un cavaliere, che non sa esprimersi correttamente.

Tra i temi fondamentali di questa novella vi è il rovesciamento: laddove nella società Medievale

gli uomini erano superiori intellettualmente rispetto alle donne, qui una donna riesce ad avere

un impatto maggiore rispetto ad un uomo grazie alla parola. Anche in Dante, la sua guida

teologica sarà una donna, ovvero Beatrice.

Boccaccio, nella novella nona della giornata sesta, fa riferimento a Guido Cavalcanti.

Elissa, regina della giornata, dopo che Emilia aveva finito di raccontare la sua novella, dice che

mancherebbe soltanto Dioneo, che tuttavia aveva per privilegio il dir da sezzo (parlare per

ultimo). Nel passato, come racconta Cacciaguida, la città di Firenze non era preda della

corruzione (l’avarizia è l’avidità, il voler conquistare sempre di più).

Il verbo parere è usato sia per indicare sembrare ma anche per fare riferimento al parere nel

senso di opinione.

Riferimento alle contrade fiorentine, ovvero degli spazi interni alla città che hanno una loro

identità nobiliare e storica precisa.

Brigate= nell’italiano antico, un gruppo di persone che hanno una loro comunanza.

Gentili uomini= ovvero nobiluomini. Essere gentili originariamente significava essere nobili. In

seguito indicherà un inclinazione dell’animo.

Es. Tancredi è un paggio, che si innamora di Ghismonda, la quale è una principessa. Il padre

della ragazza non accetta questa unione, così uccide Tancredi e serve il suo cuore su un piatto

d’argento.

Gli appartenenti ad una brigata avevano la stessa divisa. Vestivano insieme.

Riferimento a Cavalcante (padre di Guido), citato nel decimo canto dell’Inferno assieme a

Farinata.

Immagine del filosofo epicureo come colui che si distacca dagli altri uomini. Guido è colui che è

allineato con il pensiero di Epicuro.

Si diceva, tra le persone non istruite, che tutte le sue speculazioni filosofiche erano

volute a dimostrare che Dio non esiste.

Nella novella è presente una descrizione di Firenze così come era al tempo di Boccaccio.

Riferimento a delle sepoltura di marmo, come erano all’epoca. Le persone ragguardevoli erano

anticamente sepolte nel marmo. Il termine briga deriva da brigata, che sollecita le persone a

fare gruppo. Sollazzo significa piacere, oggi usato in senso comico.

Assalto sollazzevole= interpretato come opporsi al branco. Un gruppo che ti spinge a fare

qualcosa che non vuoi fare. Questa novella, secondo Calvino, è indice di uno dei valori che la

letteratura può esprimere, ovvero la leggerezza. Essa è null’altro che la libertà di pensiero, che

permette a Cavalcanti di superare la barriera delle sepolture e librarsi in un salto. Alla fine

messer Betto apostrofa la brigata dicendo che le sepolture sono le case dei morti, le quali egli

dice che sono la loro casa, per dimostrarci che loro a confronto con gli uomini “scienziati” sono

peggio che uomini morti. Perciò un uomo senza cultura è a casa in un cimitero.

D’ora in poi gli amici di Guido lo lasciarono in pace.

Idea strutturale al pensiero umanistico: dev’esserci qualcuno per spiegare la cultura.

Nella Commedia: nel X canto dell’Inferno vi è un riferimento a Cavalcante, padre di Guido

Cavalcanti, che cade nel sepolcro.

Federico II e suo figlio Manfredi, protagonista del III canto del Purgatorio, erano epicurei.

Tuttavia Manfredi fu “perdonato” da Dante e messo in Purgatorio. La decima novella della

giornata sesta è raccontata da Dioneo, che ha il privilegio del dir da sezzo (libertà di parola). In

questo caso, Dioneo decide di raccontare una novella che non si distacca dal tema scelto dalla

regina. Afferma che dovrà dilungarsi, tuttavia siccome le altre novelle erano state brevi, avevano

più tempo del solito.

Giornata sesta novella decima: La parola d’esordio di questa novella è Certaldo, paese della

Valdelsa nel cuore della Toscana, dove nacque Boccaccio. La cittadina era famosa per le sue

cipolle.

Frate Cipolla, protagonista della novella, vi andava una volta l’anno. Era basso, dai capelli rossi

e in ciò somigliava a Boccaccio. Sebbene Frate Cipolla fosse ignorante, possedeva una retorica

tale che qualcuno sosteneva che fosse Cicerone o Quintiliano rinato. Si diceva che Boccaccio

fosse ignorante, e tuttavia loquace. In realtà, questo era il mondo in cui lui si presentava

all’amico Petrarca, che era vanitoso e difficilmente avrebbe accettato di avere un amico alla

pari.

Boccaccio scrive La vita di Francesco Petrarca, all’ indomani della sua incoronazione come

poeta in Campidoglio, sebbene ancora non si conoscessero direttamente. In questa vita,

Boccaccio lo descrive come più tardi descrisse Cavalcanti.

Boccaccio esalta e paragona Petrarca a Cavalcanti, non a Dante. Infatti, egli nutriva un

complesso nei confronti del grande poeta, credendo di poter fare meglio di lui.

La maschera di Boccaccio è quella di un uomo ignorante ma arguto, che si riflette in Frate

Cipolla. Allo stesso modo quella di Petrarca è la maschera di un uomo serio e coltissimo, tale

era Guido Cavalcanti.

Brigante= chi fa parte della brigata, ovvero un furfante ma anche un compagnone.

Retorica dell’ipocrisia, in stile teatrale.

L’ora nona sono le tre di pomeriggio. Frate Cipolla afferma che in quel momento egli porterà ai

fedeli la reliquia dell’angelo Gabriele, una penna che egli perse a Nazaret durante

l’annunciazione.

Poiché sapevano che Frate Cipolla la mattina desinava nel castello con un suo amico Biagio e

Giovanni vanno nell’albergo con un’intenzione specifica. Giovanni va a cercare la penna tra gli

oggetti del frate. Frate Cipolla aveva un servitore, chiamato Guccio Balena, Imbratta o Porco. Si

diceva che nemmeno Lippo Topo (persona che non esiste e indica la peggiore delle persone

possibili) fosse così brutto. Si dice che se una sola delle qualità di Guccio si trovasse in

Salomone, Aristotele e Seneca rovinerebbe la loro saggezza, virtù e santità. Sceglie “tre saggi”:

riguardo a Salomone non si sa se sia stato assunto in cielo oppure no a causa della sua

presunta lussuria in tarda età. Aristotele e Seneca erano stati messi da Dante nel limbo. Guccio

è un personaggio che ha solo difetti (come Ser Ciappelletto), tuttavia nel suo caso si tratta di un

personaggio comico. Riferimento a Margutte (mezzo gigante del poema eroicomico Morgante,

di Luigi Pulci) che cambiò idea prima di trasformarsi del tutto in gigante.

Guccio in ogni dove voleva trovare una moglie. Aveva una barba nera, sporca e unta ed era

convinto del fatto che tutte le donne si innamorassero di lui. Così come l’usignuolo voleva stare

sul ramo, Guccio voleva stare in cucina (parodia della tradizione nenciale= Nencia da

Barberino, di Lorenzo il Magnifico, anche in Guido Guinizzelli= al cor gentil rempaira sempre

amore come l’ausello alla verdura).

È descritta una fantesca (cuoca) con un seno gigantesco che sembravano due cesti da letame,

riferimento ai Baronci (una delle più antiche famiglie di Firenze, perciò Boccaccio dice che

erano stati creati brutti da Dio, quando era ancora inesperto). La donna, che si chiamava Nuta,

era sudata, unta e affumicata. Subito Guccio si avvicinò a lei dicendo di avere millanta

(millantare) nove fiorini. Riferimento ai tempi passati di Firenze, e al lusso e alle mollezze

dell’Oriente (Egitto). Si dice che i Certaldesi non avessero mai visto un pappagallo. Infatti, in

quella città regnava ancora la rozza onestà degli antichi, disposti a credere che una penna di

pappagallo sia in realtà una penna dell’angelo Gabriele.

La religione è vista come qualcosa che ha una funzione politica (idea ripresa da Machiavelli).

Riferimento a Numa Pompilio, secondo re di Roma, che fece finta di andare di notte sulle rive

del Tevere dove incontrò una ninfa che gli dettò leggi da insegnare ai Romani (ripresa nel

Principe= ulteriore riferimento a Mosè). Questi episodi sono ritenuti invenzioni da Machiavelli,

poiché hanno come interlocutore un popolo rozzo e onesto. Nella società Medievale erano già

presenti quelle problematiche che poi verranno riprese da Lutero portando ad una spaccatura

tra protestanti e cattolici.

Firenze è il luogo in cui attecchì la predicazione di Savonarola, il quale diceva di parlare con

Dio.

Poiché c’erano dei carboni in un angolo della camera riempiono con essi la cassettina. Guccio

afferma di aver avuto una serie di reliquie da parte di personaggi immaginari (es. Borgo dei

Greci, che è in realtà a Firenze).

Due cassette uguali= carboni dove fu arrostito San Lorenzo e penna dell’arcangelo Gabriele.

8 agosto (prima era San Lorenzo). Mentre cantava una lode, mostrò alla stolta moltitudine i

carboni. Tutti pregavano di essere toccati dai carboni di San Lorenzo, frate Cipolla rispose alla

beffa sporcando il vestito di chi veniva da lui a farsi benedire. I carboni via via si consumavano,

e sadicamente Cipolla iniziò a riempire di croci i vestiti di chi gli passava davanti.

Idea presente nella religione romana: Santi intercessori tra uomo e Dio. A questa concezione si

ribelleranno i luterani. Questo tema, tuttavia, è molto presente nel Medioevo, anche in Dante,

che lo esprime per bocca di Beatrice e Tommaso. Boccaccio ritiene il fatto che la reliquia di

Frate Cipolla possa portare beneficio ai fedeli sia cosa da sciocchi. Molti libri che potevano

scontrarsi con l’ortodossia romana erano messi all’Indice. Negli anni Sessanta si decise di

“sospendere” l’ indice, ma non di abrogarlo.

Giornata decima novella decima: Boccaccio vuole trasmettere dei messaggi particolarmente

rilevanti, posizionandoli all’inizio, al centro e alla fine. Nel finale l’autore lascia un messaggio

con il quale si congeda. Il significato del messaggio che Boccaccio vuole lasciare alla fine

dell’opera lo pone nella giornata 10, dedicata al tema della grandezza d’animo e della

magnanimità. Questa giornata si proietta su racconti virtuosi, che dovrebbero generare la

massima virtù umana. Nella Commedia umana c’è un ingresso infernale, con un’alternanza di

situazioni diverse, tragiche e non, che riguardano le varie sfumature dell’amore e in cui vi è un

finale felice ma anche tragico; ci sono situazioni in cui ruota tutto intorno alla fortuna, capace

anche di portare il protagonista in rovina; c’è una visione umanistica; situazioni che riguardano

l’uso corretto della parola; eventi comici; situazioni in cui si parte dal semplice detto e in cui il

protagonista astutamente risolve la situazione con una battuta di spirito; è presente molta ironia

ed episodi scherzosi (come quello riguardante l’uomo invisibile), in cui la beffa diventa amara

(novella dello scolaro e vedova), novelle in cui prevale la cattiveria e in cui prevale l’erotismo

(racconto della donna e del suo amante con il vaso). Tutte queste vicende terrene non sono

raccontate in maniera lineare, ma nel finale dà un’ immagine di risalita e positività, di grandezza

d’animo che si presenta come equivalente terreno del rapporto con Dio. L’ultima novella, di

Dioneo, va fuori tema, come sappiamo in maniera parziale, e il suo discostarsi è profondo:

dichiara di restare sulla linea delle novelle precedenti, ma in questo caso è una dichiarazione

solo a parole, infatti si limita solo al fatto che il protagonista della novella è un marchese,

persona altolocata. Questa novella è una contro-novella polisemica che rovescia il

Decamerone: è provocatoria e paradossale, usata da Boccaccio per sfregiare intenzionalmente

l’ordine della sua opera, vicina al compimento della perfezione e della vicinanza con Dio. L’ idea

di perfezione è rovesciata perché l’ultima novella è la negazione di tutto quello che è stato detto

prima. È importante e scandalosa perché susciterà l’indignazione di Petrarca, che la vorrà

modificare, per lui inaccettabile (il modello di Griselda moralizzata è respinto da Petrarca).

La Griselda originale è scandalosa e folle, come il marito Gualtieri.

Trama:

Il marchese di Sanluzzo non vorrebbe sposarsi ma è costretto dai sudditi. Lui sceglie la donna

più umile suscitando stupore. Mentre opera questa scelta fa scattare dei meccanismi di pazzia

che si traducono in violenze. Il p

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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-FIL-LET/10 Letteratura italiana

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