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APPUNTI GLOTTOLOGIA MODULO B:

Articolo in latino: non esisteva, succ in bulgaro, rumeno,->posposto

Lingue indoeuropee: area molto vasta, dal turkestan cinese, fino all’islanda,

prima della conquista di ulteriori territori fuori dall’area indoasiatica: dal

medioevo antico fino al basso medioevo: ricondubili a un origine comune: data

una lingua comune che ricostruiamo Iv mill s.c

LINGUE INDOARIE / LINGUE IRANICHE = indoiranica lunga storia

comune

LINGUE ANATOLICHE

TOCARIO

LINGUE SLAVE

LINGUE BALTICHE

LINGUE GERMANICHE

LINGUE CELTICHE

LINGUE ROMANZE

Isolate:

GRECO

ALBANESE

ARMENO

Queste aree sono nata su comunità che hanno sviluppato gran numero di

innovazioni tanto da distinguerle da altre presenti nella stessa zona

Lingue anatoliche: attestate nel secondo millennio a.c, oggi estinte, erano

diffuse nell’attuale territorio della Turchia asiatica; la più importante è l’ittito.:

regno ittito fiorisce nel XVII secolo e decade verso la fine del XIII sec a.c.

L’ambiente fu eroso dalla cultura e dalla lingue greca. Lingue anatoliche minori:

lidio, licio, luvio: a sud, sopravvive tavolette trovate nella capitale dellìimpero

hittito BOGAZKOY : sede della caipitale HATTUSA, c’eranoa rchivi dove si

conservavano gran numero di tsti pratici, tesi di antura letteraria, storica,

religiosa, giuridica Ittito decifrato 1917 da BEDRICH HROZNY Anche altre lingue

attestate LUVIO, è ben attestato e sopravvive alla fine regno hittito. la lingua

Ittita

Le lingue indoeuropee di più antica attestazione sono le lingue anatoliche:

attestate a partire dal II millennio aC, soprattutto l’ittito; gli ittiti hanno dato

luogo ad un regno vasto e potente dal XVII secolo fino al XIII secolo aC. 400

anni di impero sull’altopiano anatolico.

A partire dal XVI secolo aC, abbiamo un gran numero di documenti ittiti, si

tratta di iscrizioni e in gran parte di tavolette trovate negli archivi del palazzo

reale della capitale (Ḫattuša, l’attuale Boğazköy, Turchia), sede di un grande

scavo archeologico. Negli archivi si conservavano tavolette di argilla con testi

pratici (conti, elenchi), letteraria, religiosa, storica, amministrativa, giuridica

(leggi, decreti, ecc). Tutte queste tipologie testuali ci forniscono una

conoscenza abbastanza completa dell’ittito, che è stato decifrato nel 1917 da

Bedřich Hrozný, un ceco, e per questo la lingua non è stata mai presa in

considerazione nell’800 da coloro che hanno riconosciuto la parentela tra le

lingue indoeuropee.

In area anatolica, ci sono anche altre lingue attestate, tra cui (più a sud), il

Luvio (area luvia), che inizia la sua attestazione più o meno insieme all’ittito e

sopravvive alla fine del regno ittito. Le iscrizioni in luvio sono in luvio geroglifico

e cuneiforme, mentre le ittite sono quasi sempre in sistema cuneiforme

importato dalla Mesopotamia.

Altre lingue anatoliche sono: palaico e licio, sopraffatte dal greco.

*l’area si è completamente grecizzata.

-

Lingue tocarie: oggi estinte, erano proprie di una popolazione stanziata

nell’attuale Turkestan cinese. Ci sono giunte da documenti basso-medievali e

da trattati di medicina a stampo buddhista. Sono distinte in due varietà:

tocario a e b, Attestato nel VI-VIII secolo nel Turkestan cinese, i testi del

tocario sono tutti testi buddisti noti; pertanto, la decifrazione e interpr non è

stata troppo difficile, documenti quasi esclusivamente di carattere religioso e

documenti ammistrtivi, tutta questa zona è stata turchezzizata

Tutto a oriente, c’è una macchiolina, quella del Tocario (diviso in 2 dialetti,

Tocario A e B), una lingua di cui non ci sono continuatori attuali, ed è attestata

tra il VI e VIII sec dC nel Turkestan cinese.

Si tratta della lingua indoeuropea che si è spinta più a oriente. I testi del tocario

sono tutti testi buddisti. La scrittura era già nota e si trattava di testi letterari di

natura religiosa, buddisti, noti in antico indiano o in pali, e ciò ha permesso

facilmente di comprendere lessico e grammatica. Esiste anche qualche

documento amministrativo, ma ben poco. La lingua è stata completamente

sommersa dall’espansione delle lingue turche dell’asia centrale.

- Lingue celtiche: nel I millennio a.C. erano parlate dalla penisola iberica

all’Anatolia e dall’Europa centrale fino all’Italia centrale.

Il celtico continentale è un ramo oggi estinto (gallico, celtiberico, lepontico,

galatico).

Il celtico insulare (irlandese, scozzese, bretone, gallese, cornico, mannese) è

attestato da lingue diffuse nelle isole britanniche; si dividono ulteriormente in

goidelico / gaelico, con scozzese e irlandese, mannese, e

britonnico/britannico, con gallese, bretone, cornico ecc.

Le lingue celtiche si dividono in tre momenti: uno che va dall’anno 1000 al

1547 (Enrico VIII Tudor provvedimenti repressivi nei confronti dei parlanti

celtici);

1547-1707 involuzione dei sistemi celtici;

dal 1707 vi è una progressiva ripresa e una rivitalizzazione del loro uso. Oggi

solo l’irlandese ha dignità di prima lingua nazionale.

- Lingue italiche: sono le lingue attestate nell’Italia antica, ovvero latino,

osco-umbro, venetico, retico, messapico. Solo il latino ha dato poi origine

alle lingue romanze. Il latino si è diffuso sia grazie alla potenza di Roma

sia diventando la lingua della cristianizzazione.

Le lingue romanze statuarie in ambito ibero-romanzo sono il portoghese, il

gallego, lo spagnolo e il catalano. Spa e porto:funzione lingue coloniali, spa:

centro e sud america e porto: brasile e alc zone africa

In ambito gallo-romanzo abbiamo il francese, lingua coloniale. Basato sulla

varietà dialettale Ile de France attestato nel ix sec e impostosi come lingua

lett nel xii

In ambito italo-romanzo, l’italiano sviluppatosi in modo nazionale solo dopo

il secondo dopoguerra. Varietà italo-romanza di firenze

In ambito balcano-romanzo c’è il romeno, articolato in vari dialetti il + imp

dacoromeno (una varietà dacoromena è il moldavo).

Le lingue romanze non statuarie sono :

- nella penisola ibérica: l’asturiano e l’aragonese;

- in Francia: l’occitanico e il franco-provenzale;

- in ambito italo-romanzo: il còrso, il sardo, il friulano, il romancio, il ladino-

dolomitico; il giudeo-spagnolo è una varietà di spagnolo arcaico com

ebraiche sefardite

Tra le lingue romanze estinte sono importanti il dalmatico e il

mozarabico.viii-xv sec

- Lingue germaniche: si dividono in orientali, settentrionali e occidentali

le lingue germaniche orientali (gotico, vandalo e burgundo) sono oggi estinte.

Gotico lingua più antica attestazione nota x trad bibbia Wulfila vescovo iv sec

d.c

Il germanico settentrionale (danese, norvegese, svedese, feringio,

islandese) è attestato dal II secolo d.C. e hanno tutte un continuum linguistico

molto forte.

Il germanico occidentale comprende il tedesco e l’inglese.

- Il tedesco si divide in ALTO TEDESCO su cui si basa il tedesco standard

e lo yiddish: lingua degli ebrei viii sec dc

- basso tedesco, su cui si basano l’olandese (cui varietà è l’afrikaans), il

frisone : olanda sett e oldenburg e il fiammingo. Ix sec dialetti

settentrionali della Germania : plattdeutsch

L’inglese antico ha attestazioni risalenti al VIII-IX secolo ed è poi stato

influenzato dal francese antico e dal danese. Si è formata poi una varietà

incentrata sul dialetto di Londra. L’inglese è poi diventata una lingua

coloniale parlata in tutto il mondo grz fortune coloniali, varietà + diff:

angloamericana

- Lingue baltiche: ne fanno parte il lituano e il lettone; sono attestate in

una fase relativamente recente, dal XVI secolo. Fra quelle estinte la più

importante è il prussiano.

- Lingue slave: si dividono in slavo occidentale, orientale e meridionale.

Alla loro base sta il paleoslavo, lingua inventata per la cristianizzazione degli

slavi. Ix sec, dai 2 apostoli cirillo e Metodio.

Allo slavo occidentale appartengono il polacco (parte del gruppo lechitico),

ceco (più antiche lingue slave letterarie), slovacco (lingua letteraria solo dal

XVIII secolo). Nella repubblica di Germania vi sono due varietà: i serbo-lusaziani

superiori (Bautzen) e inferiori (Cottbus). Una varietà estinta è invece il polabo.

Le lingue dello slavo orientale sono il russo (dipendeva dall’antico slavo

ecclesiastico – quello moderno risale all’azione di Pietro il Grande), l’ucraino

(autonoma rispetto al russo solo nel XVIII) e il bielorusso (caratteristiche

fonologiche slavo-orientali fortemente marcate con lessico influenzato dal

polacco).

Allo slavo meridionale appartengono lo sloveno (lingua di transizione fra

occidentale e meridionale), serbo (orbita bizantina con alfabeto cirillico),

croato (influssi occidentali con alfabeto latino – ma unico sistema col serbo), il

bulgaro (il bulgaro moderno data ai primi decenni del XIX e coincide con il

movimento indipendentista della Bulgaria), il macedone (dignità letteraria solo

dal 1944 – macedone e bulgaro condividono la perdita del sistema flessivo

nominale e la presenza dell’articolo posposto al nome o aggettivo a cui si

riferiscono).

Diffusione due alfabeti: cirillico di derivazione greco-bizantina x il serbo

Latino di derivazione romana e romano-germanica x

croato

Lingue indo-iraniche: unità ulteriore dato dal modo in cui questi popoli chiamano sé stessi ARYA:

noi: Area indoiranica si trova più a es

t troviamo un altro gruppo di lingue di antica attestazione.

Le lingue indoeuropee dell’India si chiamano lingue indoarie e quelle dell’Iran si chiamano lingue iraniche.

La somiglianza tra le 2 è notevole, tanto che c’è chi propone di ricostruire un’unità genealogica

intermedia (indo-iranico, che poi si è scisso in indoario e iranico). Ciò non incontra più il successo che

incontrò nell’800, ma rimane il fatto che le due lingue sono estremamente simili.

Lingue indoarie Indo-arie, perché nei testi antichi, gli abitanti chiamano sé stessi “arya”, ossia nobili

(vincitori sulle popolazioni locali che vengono sottomesse); per l’Iran abbiamo la forma “arya” per indicare

gli antichi parlanti delle lingue, e lo stesso nome dell’Iran deriva da Aryan, ossia “terra degli Ary”.

Le chiamiamo anche “antico indiano” nella fase antica, “medio indiano” nella fase moderna e “neo

indiano”.

Antico indiano

si divide in 2 grandi tradizioni letterarie e linguistiche, il vedico e il sanscrito.

Vedico è lingua dei veda, dieci libri sacri dell’induismo composti oralmente verso la metà del II millennio

aC e fissati per iscritto intorno al 700 aC. Quando diciamo che i Veda, inni elogistici (inni alle divinità), si

sono fissati, significa che c’era la necessità di scriverli. Ancora oggi c’è chi non è mai passato a una

versione scritta dei Veda, trasmettendo oralmente tutti gli inni (migliaia) in una lingua che non

comprendono, imparandoli a memoria.

Dal V secolo al IV secolo aC si parla il Sanscrito, ossia una varietà letteraria molto stilizzata e

standardizzata, la lingua è normata, che verrà usata anche parlata (ancora oggi da alcuni bramani) per

secoli come unica lingua letteraria dell’India. In sanscrito sono composte la quasi totalità delle opere

letterarie dell’India antica e media. Il sanscrito non è troppo diverso dal Veda. Il termine “sanscrito” in

antico indiano significa “ben fatto / compiuto in ogni sua parte”.

Vedico e sanscrito hanno differenze cronologiche (oltre al corpus di testi), rappresentano due fasi diverse

dell’antico indiano, oltre che due dialetti diversi: vedico> riflette i dialetti dell’area della valle dell’indo;

sanscrito> dialetti dell’area del Gange. Dal III aC iniziamo ad aver delle varietà più vicine al parlato

(pracriti) e li abbiamo attestati.

Nel medio-indiano, alcuni di questi pracriti danno testi importanti, tra cui i testi scritti in pali che sono i

testi del canone buddista.

Nel neo-indiano c’è la romani, lingua dei rom e dei synth, alcuni dei quali sono in Italia a partire almeno

dalla fine XV-XVI secolo. Non è riconosciuta come lingua di minoranza in Italia.

lingue iranich

e è opportuno fare una divisione dell’Iran in 3 zone: orientale, sudoccidentale e nord-

occidentale.

AREA NORD OCCIDENTAL

E Per le lingue del nord-ovest, non ne sappiamo quasi nulla, sappiamo che si

parlava il MEDO (che avevano preceduto i persiani per la creazione dello stato potente), non ci resta quasi

nulla. Abbiamo delle glosse in opere greche, come in Erodoto, ma abbiamo poche parole.

serie di iscrizioni monumentali, tutte quante riconducibili alla famiglia reale degli Achemenidi, la famiglia

che dà luogo all’impero persiano antico dal VI secolo fino ad Alessandro Magno, fino al IV sec aC..

La famiglia reale in luoghi strategici della capitale fa redigere delle iscrizioni che celebrano le gesta dei re

persiani e ricordano come essi agiscano secondo giustizia e verità e secondo i precetti di Ahuramazda.

Le iscrizioni sono scritte in un sistema cuneiforme, imitato dall’area mesopotamica> sistema sillabo

grafico (ogni segno rappresenta una sillaba), ha le forme della scrittura mesopotamica, ma i segni usati

sono in parte nuovi: stessa forma, ma con contenuto fonetico nuovo.

ORIENTALI

AVESTIC

O in epoca antica, le lingue iraniche orientali sono rappresentate dall’Avestico, la lingua

dell’avesta, il testo sacro dello zoroastrismo (religione tradizionale dei popoli dell’altopiano iranico, prima

dell’islamizzazione, divinità Ahuramazda, il cui profeta per eccellenza è Zaratustra, il cui nome greco è

Zoroastro).

Gli inni più antichi che compongono l’avestico possono anche essere stati composti intorno al 1000 aC,

altri sono più recenti. La vicinanza al Veda sia nelle formule poetiche, nelle strutture metriche e lessico è

impressionante.

L’avestico è stato tramandato oralmente fino all’età sasanide> regno dei sasanidi, impero di una famiglia

iranica che si svolge tra il III e il VII secolo dC, rinunciano al loro regno circa alla metà del VII secolo.

Vengono messi per iscritto gli inni dell’Avesta, recitati tutti a memoria, non compresi se non dai sacerdoti

che li conoscevano. Mettere per iscritto l’avesta fu uno sforzo notevole, specialmente per garantire

l’esattezza della pronuncia, perché nell’esecuzione dei riti, la pronuncia non esatta rischiava di minare la

riuscita del rito. Fu creato un alfabeto accuratissimo detto alfabeto Pazand.

AREA SUDOCCIDENTAL

E

Nel periodo antico abbiamo le testimonianze DELL’ANTICO PERSIANO, ossia la lingua di una serie di

iscrizioni monumentali, tutte quante riconducibili alla famiglia reale degli Achemenidi, la famiglia che dà

luogo all’impero persiano antico dal VI secolo fino ad Alessandro Magno, fino al IV sec aC..

La famiglia reale in luoghi strategici della capitale fa redigere delle iscrizioni che celebrano le gesta dei re

persiani e ricordano come essi agiscano secondo giustizia e verità e secondo i precetti di Ahuramazda.

Le iscrizioni sono scritte in un sistema cuneiforme, imitato dall’area mesopotamica> sistema sillabo

grafico (ogni segno rappresenta una sillaba), ha le forme della scrittura mesopotamica, ma i segni usati

sono in parte nuovi: stessa forma, ma con contenuto fonetico nuovo.

LINGUE IRANICHE DELLA FASE MEDI

A Se passiamo dalla fase antica alla fase media delle lingue iraniche

(primo millennio aC, ma caratteristica del 1° millennio dC)

ORIENTE: abbiamo lingue come il sogdiano e il kothanese, con testi religiosi manichei;

AREA SUD OCCIDENTALE abbiamo il medio persiano, con letteratura per lo più religiosa ma molto

abbondante, come il primo trattato esteso sul gioco degli scacchi > scacco matto, in persiano “il re è

morto”);

AREA NORDOCCIDENTALE abbiamo il partico.

LINGUE IRANICHE IN FASE MODERNA

area orientale abbiamo il pashto (afghanistan),

sud occ il farsì (o persiano moderno, IX / X secolo), una delle grandi lingue letterarie;

nord occ moderno il curdo, che si parla in Iran ma anche fuori dall’Iran (concetto linguistico ma non

geografico), in Siria, in Turchia (dove non è riconosciuto), in Armenia.

Queste hanno differenze dialettali, sappiamo che hanno determinate caratteristiche diverse tra loro,

abbastanza simili ma al loro interno hanno segmentazione dialettale.

Tra le lingue iraniche si cita il Baluchi, attualmente parlato principalmente in Pakistan e nell’estremo est

dell’Iran. È iranica e parlata molto a oriente rispetto alla geografia, ma come caratteristiche viene messa

con le lingue occidentali. Si tratta di un gruppo iranico nomade, che ha sviluppato le sue caratteristiche

nelle aree occidentali per poi trasferirsi a oriente in Pakistan, zona indoaria. Non abbiamo fonti storiche

sull’origine di queste lingue, ma l’esame delle caratteristiche delle lingue ci permettono di fare differenze

storiche. Lo stesso vale per i rom e i synth, che derivano dall’india centrosettentrionale.

Lingue indoarie:

-Antico indiano:

- Vedico v sec fino: riflette dialetto valle dell’indio

- Sanscrito: vuol dire perfetto dopo v sec a.c: quelli del Gange: pracrito: varietà

realmente parlata

: sono lingue altamente formalizzate, sono varietà letterarie particolarmente

raffinate

III se

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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-LIN/01 Glottologia e linguistica

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher giorgia.cammarata di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Glottologia per lingue e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Milano o del prof Scala Andrea.
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