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GLOTTOLOGIA: (Sprachwissenschaft)

APPUNTI GLOTTOLOGIA MODULO A

La glottologia: uno degli insegnamenti che si occupa del linguaggio umano e i

suoi cambiamenti nel tempo

Conio di Isai Ascoli: goriziano, Professore 800, primo ad insegnare glottologia a

Milano,

disciplina sviluppata prim in Germania, quindi etichetta tedesca

Sprachwissenschaft-->glotto: lingua in greco_/_logia: studio: modello della

parola copiato in struttura e contenuto: calco strutturale

Ascoli: si era formato in ted Bernardino Bondelli: altro linguista italiano che

conosceva il tedesco

Grandi città 900<->università provincia

Glottologia: scienza del linguaggio

-Studio funzionamento del linguaggio umano che posso osservare solo nelle

lingue

-come le lingue cambiano nel tempo

Domanda fondamentale 800->come cambiano le lingue e funzionano

Prospettiva sincronica : senza considerare la lingua in + fasi storiche ma in un

DETERMINATO MOMENTO

Prospettiva diacronica: seguire l’evoluzione, mutamenti che nel tempo

cambiano l’aspetto di una lingua

Cos’è la linguistica

Studio scientifico del linguaggio umano

Scientifico:

1 formulazione di ipotesi generale che rendano conto del particolare (Di fronte

a due ipotesi che spiegano lo stesso fenomeno è preferibile quella più semplice

e di più generale applicazione)

2 formulazione di tali ipotesi in modo chiaro e controllabile (Le ipotesi

scientifiche devono essere falsificabili e basate su esperimenti ripetibili,

permettere cioè un controllo pubblico)

IL LINGUAGGIO UMANO:

-è un sistema semiotico: insieme di segni basati sulla facoltà di associare due

diversi ordini di entità: CONTENUTO (Realtà di ordine mentale) ed

ESPRESSIONE (realtà di ordine sensoriale) ES: SEMAFORO

Sistema semiotico: insieme di segni, accoppiamento tra realtà di ordine

mentale (acc con mente) e sensoriale (acc con sensi)

Nel caso del linguaggio principalmente UDITIVO

Qualcosa che impressiona i nostri sensi, viene associato ad un certo contenuto

di ordine mentale

Linguaggio: facoltà di associare il contenuto ad un’espressione fonica allo

scopo di manifestarlo

Esiste primariamente come associazione di suoni

- I linguaggi come sistemi semiotici sono molti (l. dei fiori, l. dei computer, l. degli

animali, l. dei gesti) alcuni implicano anche espressioni foniche (es. marmotte)

Dunque i linguaggi differenziano per la STRUTTURA

- il linguaggio umano ha una struttura largamente specifica (propria di una

sola specie), accessibile pienamente solo all’homo sapiens.

PRINCIPALI CARATTERISTICHE DEL LINGUAGGIO UMANO:

• dislocazione: un parlante può produrre enunciati che possono riguardare

fatti inaccessibili ai sensi, al contrario i segnali prodotti da un animale

riguardano situazioni presenti, non sono in grado di sviluppare enunciati su

cose lontane o già accadute.

• produttività: chiunque parli una lingua può produrre enunciati

potenzialmente infiniti.

Invece le cicale numero di segni finito a referenza fissa (indica un solo

contenuto e non sono combinati: ampiezza del loro linguaggio proporzionale

al numero di segni):

cicale: 4 segnali,

cercopitechi 36 richiami vocali fissi

le api non sanno dire “su” : api esploratrici sanno comunicare la distanza,

carattere di filtro maggiore, poiché sono a referenza fissa, sono poco o nulla

combinati

Parole del Linguaggio umano anche dal pov semantico si prestano a

molteplici usi: coniglio: animale, ma anche individuo parido. Non ha

referenza fissa, ma fatto di segni commutabili tra di loro

• doppia articolazione: La definizione è di André Martinet; il linguaggio

umano è doppiamente articolato

È cioè formato da

- unità dotate di significato ( 1a articolazione, morfemi, parole)

scomponibili ed analizzabili in:

unità prive di significato 2a articolazione

- ( ) ma combinabili per

produrre unità di prima articolazione

ES:LEGO: costruzione riconoscimento oggetto casa lego, presi uno per uno

non hanno significato

ES: Es: <tu non ricordi la casa dei doganieri

• 1 a articolazione tu non ricordi la casa dei doganieri (7 parole)

tu non ricord-i l-a cas-a de-i dogan-ier-i (13 morfemi)

2 a articolazione [tu non ri'kɔrdi la 'ka:za dei doga'nje:ri] (30 foni: sono i suoni di una

infinitamente combinabili

lingua,

I foni [p] [r] [t] [ɔ] [o] possono essere utilizzati per creare la parola ['pɔr.to]

Detto ancor più semplicemente: [bus] [sub] <-> [bau] NO: *[uab] :

 ANIMALI

segnali degli animali non sono doppiamente articolati rum. [ham] *[mah]

ungh. [vau] *[uav]ideofoni: tentativi di riprodurre suoni umani

• trasmissione culturale: patrimonio biologico, filogenetico

GATTO: Se nasce in Germania e viene allevato da una famiglia francese farà

sempre miao

BABY: Se nasce in Germania e viene allevato da una famiglia francese dirà

sucette, dodo e non Schnuller, Heia

La facoltà di linguaggio è FILOGENETICA: tale perché lui è homosapiens, sarà

basato sulla comunità in cui è cresciuto.

ES: DANZA: esistono diversi tipi, stili

Il linguaggio è sempre parlare una lingua, la lingua dei genitori. La

predisposizione al linguaggio è specifica, la varietà storico naturale in cui tale

predisposizione si esercita è culturalmente determinata.

• discretezza: il linguaggio umano è organizzato mediante la combinazione

di confini determinabili. Il linguaggio che si manifesta nelle lingue mediante

combinazioni discrete, confini det.

Il linguaggio è un codice DIGITALE, non analogico

Orologio analogico: tocca tutti i tempi, tutte le frazioni possibil del percorso

che fa

Codice digitale si basa su entità discrete

ES:

Pane in arabo: O/U due suoni concretamente di, ma dal pov funzionale sono

indistinguibili

Gli elementi sono diversi tra lingua a lingua

ES: sheep/ship: due entità diff

Linguaggio codice digitalr fatto da confini determinabili, che sono astratti,

mentali, poiché non uguali da lingua a lingua

• ricorsività: Possibilità di creare enunciati sempre nuovi e potenzialmente

infiniti coordinando e subordinando:

ES: :“so che la figlia di Paolo ha detto che mio zio sostiene che io penso che

Giovanni ritenga che Giorgio beva e invece penso che …”

- ciò è possibile nella competenza ma non avviene per lo più nell’esecuzione.

Inutile perché non si può sfruttare

Proprietà del linguaggio umano indipendenti dall’uso, che di per sé non si

usano

Genesi del linguaggio con uso e moduli del cervello nati non x la

comunicazione ma altre funzioni come le funzioni combinatorie.

Linguaggio connesso con sistema computazionale nato x altro ma poi sfruttate

x altro

Lingua e denti nate per mangiare non per parlare, ma evolutivamente una

struttura ma f

• dipendenza dalla struttura

- Le lingue storico-naturali, manifestazione della facoltà del linguaggio, non

sono semplici successioni di parole

- I rapporti non sono solo tra forme contigue (linguaggi dell’informatica)

Es. la macchina che avete detto che non può più essere venduta, perché è un

vecchio catorcio, è la mia

La selezione di un elemento è spesso vincolata da un altro elemento lontano, ci

sono regole complesse soggiacenti=

gli enunciati non sono collane di perle, ogni parola che noi inseriamo in un

enunciato non ha rel solo con la parola che precede e segue, ma per esempio

MIA selezionare con macchina

tra le parole di un enunciato collegano parole che si trovano a grande distanza

Il linguaggio: facoltà trasmessa dai geni

lingue: dip dal soggetto e dalle sue relazioni

- In alcune lingue la distinzione non emerge lessicalmente (ingl. human

language, German language, ted. menschliche Sprache, italienische Sprache)

Filogenesi linguaggio (facoltà universale) : dai geni dei genitori

Ontogenesi lingue (manifestazione storicamente determinata della facoltà

del linguaggio): crescita dell’individuo nelle sue relazioni, dentro una comunità

che fornisce il modello

Cos’è una lingua?

• Manifestazione storico naturale della facoltà del linguaggio, difficile però dare

una definizione.

• realtà strutturata su più livelli, conosciuta alla perfezione dai parlanti, ma

inconsapevolmente (sapere chiaro-confuso), ragioni cause strutture retrostanti

a quel sapere

• è un saper fare, è una competenza applicativa che si esplica nel saper dire

Leibniz: parlante sa ma non sa perché: sapere chiaro e confuso

Metalinguisticità riflessiva: spiegare la lingua con la lingua, l’oggetto si

confonde e coincide con l’oggetto che lo spiega

SINCRONIA VS DIACRONIA: Ferdinand de Saussure Cours de

• L’opposizione è ben discussa da nel

linguistique génerale (postumo 1916, compilato dagli allievi): attenzione

tentativo come funzionano le lingue, non l’ha scritto lui primi anni 900 a

Ginevra, mori 1913 senza aver scritto niente che facesse riferimento alle sue

BALLY e SECHEHAYE

lezioni, furono i suoi allievi a collezionare i suoi appunti e

cercarono di completare il pensiero di S.

Alunni partendo dai loro appunti cercarono di compilare un’opera che rendesse

conto del pensiero di Saussure Cours de

Volume in cui cercano di presentare i temi che s. trattava:

linguistique génerale

• non riguarda l’oggetto lingua, bensì modalità di studiarlo

• Non sono mancati eccessi nello strutturalismo del secolo scorso secondo cui

la lingua aveva una natura duplice sincronica e diacronica

• Per tali errori E. Coseriu parla di un transitus ab intellectu ad rem

Ragionando per coppie di concetti… Alcune caratteristiche del linguaggio e

delle lingue si comprendono meglio mediante coppie di concetti:

Coppie di concetti:

scrittura vs parlato

la scrittura: non è altro che una tecnologia: potenzia facoltà presente nell’uomo

al di là di quella che realmente è. -consente di trasmettere un enunciato a

distanza molto superiore di quella che posso. È una mera tecnologia, rendere

disponibili contenuti linguistici al di la TARDA AD AGGIORNARSI, TENDE A

DIVENTARE NORMATIVA, SISTEMA DI RAPPR LONTANA DALL’ORALITà, grafie non

si aggiornano o poco lentamente per ESEMPIO : francese grafia classica,

pronuncia mutata

il parlato va incontro ad alcuni limiti fisici che la scrittura può spostare +

lontano

se non avessi facoltà del linguaggio non potrei scrivere una lettera

il parlato è naturale e primario

è prioritario sin dalla nascita,

POV SINCRONICO: nello stesso tempo

POV DIACRONICO: attraverso il tempo

Studio diacronico

• Studio diacronico della lingua: studio di una lingua lungo l’asse della variabile

tempo con focus sui cambiamenti

es. 1) espressione dell’oggetto diretto:

latino caso accusativo

italiano ordine delle parole

es. 2) espressione della determinatezza:

latino classico manca l’articolo

latino volgare con il pronome ille (illus), illa, illud

 il vino

lingue romanze il continuatore è sempre un articolo preposto o

 vinul)

posposto (rumeno

è espressa attr una strategia comune, unione a sost abbia perso il valore di

quello e abbia tenuta il valore di determinatezza: dal non esserci all’esserci

Studio sincronico

• Studio sincronico della lingua: studio di una lingua a tempo 0, cioè studio dei

rapporti tra elementi simultanei nella lingua, studio ES portoghese 2020

Es. sistemi vocalici:

latino: a,ā e,ē i,ī o,ō u,ū

it. standard a ε e i o ɔ u,

it. sett. a e (oppure ε ) i o ɔ u

arabo classico a,ā i,ī u,ū

descrivere funzionamento sistema vocalico, dal sistema 10 voc del latino ne

stabilisce uno a 7

Sincronia, diacronia e lingua: approcci nel linguaggio, sono indispensaili x lo

studio e comprensione di una lingua

• Lo studio diacronico ci mostra che le lingue cambiano e ci spinge a chiederci

come e perché

• La sincronia ci mostra che le lingue funzionano in virtù di rapporti strutturali

tra elementi

• In ogni caso però le lingue sia cambiano sia funzionano, per conoscere il

fenomeno lingua servono entrambi gli approcci.

-astratto VS concreto

Cosa si intende? Se io pronuncio 10 volte la parola vinti e la registro con

strumenti sofisticati mi accorgeròò̀ che le 10 I sono tutte diverse, ma se davanti

a me avevo un parlante italiano le percepisce identiche. A livello mentale il

parlante le percepisce uguali sebbene siano diverse. Un inglese le sentirebbe

giustamente diverse.

Se io abbasso la lingua otterrò venti, vènti, vanti.

Se io passo da I a E spesso i parlanti arabofoni non si accorgono della

differenza, al contrario di noi italiani a cui sembrano molto diverse.

La dimensione concreta ci dice che questi suoni sono diversi, molto o poco ma

la diversitàò̀ non è percepibile da alcuni parlanti. I suoni che sento dipenderanno

da un filtro fonologico imposto dalla mia lingua.

A livello astratto ne percepiamo un numero limitato dal nostro sistema

linguistico.

Quindi la dimensione parlata dipende da una astrazione (scelta solo di alcune

parti per dare la dimostrazione del tutto) che ne fa la mente dei parlanti

condizionata dal filtro che la lingua dà al parlante.

p.e. /myro/ /muro/ per noi sono la stessa cosa

/mutta/ /mytta/ = mamma auf Deutsch: uno è singolare e l’altro è plurale

arabo:

Arabo

كلم'] malik]/['mεlik]/['mεlek]/['malek] “re”: sempre stessa parola

sʕ [رفص ifr]/[sʕ efr] “vuoto

in inglese tra ii e i in inglese imp differenza, in italiano no differenza

la nostra testa applica un filtro e li riconduce a suoni ce nella nostra lingua sono

separati da confine psicologico

- /sèfr/ = zèfiro, zero > vuoto italiano:

Immaginiamo due squadre di rugby: uno dalla maglia rossa e una dalla maglia

blu. Alla fine della partita lavano le magliette infangate, ma alcune magliette si

scoloriscono. Alla rivincita alcuni hanno la maglietta rosina, rossa, azzurro,

blu, ... Sapranno a chi passare la palla? SI! Ma hanno le magliette leggermente

diverse.

Per i suoni avviene la stessa cosa.

Quindi i suoni ammettono un margine di dispersione della loro pronuncia.

Questi suoni hanno un particolare valore funzionale > entitàò̀ puramente

astratte, sono chiamate fonemi.

Ci sono dei suoni che generano opposizioni e questi sono distinti da confini

psicologici: sono linguisticamente pertinenti.

A livello astratto sono realizzati in ‘n’ modi diversi.

Quando abbiamo imparato la parola cappotto è altamente improbabile che

l’abbiamo detta correttamente. Anche in inglese > le occlusive sorde aspirate

all’inizio di parola hanno, appunto un’aspirazione ma all’inizio facciamo fatica a

pronunciarla correttamente perchéò̀ la pronunciamo con il filtro fonologico della

nostra mente perchéé́ il cervello converte i suoni in suoni che conosce (i suoni

della propria lingua).

La lingua non si sente con le orecchie, bensìò̀ col cervello che ‘impone’ un filtro,

un velo.

È per questo che dopo i 12/13 anni non si riesce ad apprendere al meglio una

lingua. Se noi fossimo bambini la griglia interpretativa dei suoni non sarebbe

così focalizzata e quindi si farebbe meno fatica ad imparare. Stessa cosa vale

per un parlante bilingue. Semplicemente la pronuncia saràò̀ piùò̀ fedele a quella

corretta.

Le opposizioni valgono più degli elementi

-in italiano a, ε, e ed i generano opposizioni tra parole di significato diverso,

sono separate da confini psicologici, hanno valore funzionale, sono insomma

linguisticamente pertinenti

- a livello concreto ci sono infiniti suoni, a livello astratto ci sono solo alcuni

suoni realizzabili in n modi diversi

- tutti i linguisti distinguono un livello astratto e uno concreto ma li chiamano in

modo diverso

LANGUE VS PAROLE

Langue: ciò che i parlanti sanno, la conoscenza sovraindividuale della modalità

di parlare in una comunità storica, è un sapere sociale che preesiste e

sopravvive al parlante (es. opposizione i vs e)

Parole: ciò che i parlanti fanno, esecuzione concreta di atti linguistici (infinite

varietà di i ed e)

Saussure durante le sue lezioni chiariva che la Langue è la conoscenza

sovraindividuale della modalitàò̀ di parlare in una comunitàò̀ storica, è un

sapere sociale che preesiste e sopravvive al parlante. è un insieme di

conoscenze astratte.

La parole è ciòò̀ che i parlanti fanno, esecuzione concreta di atti linguistici.

Jakobson preferisce chiamarli codice e messaggio.

Rapporti sintagmatici e paradigmatici

• Rapporti sintagmatici: in praesentia, rapporti tra elementi compresenti in un

enunciato, orizzontali, appartenenti alla ‘parole’

• Rapporti paradigmatici: in absentia, rapporti intrattenuti tra elementi che

possono essere scelti alternativamente in base alla condivisione di qualche

caratteristica, verticali, appartenenti alla ‘langue’

Cosa voleva dire Saussure a lezione quando li introduceva?

I rapporti sintagmatici sono i rapporti in praesentia, che intercorrono tra

elementi simultaneamente presenti in una frase, parole che sono nella stessa

frase: un tipico rapporto che definiamo orizzontale. Emergono solo se procedo

ad un atto linguistico concreto. Fanno parte della parole.

I secondi sono rapporti in absentia , che sono oggetto di scelta alternativa (o

uno o

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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-LIN/01 Glottologia e linguistica

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher giorgia.cammarata di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Glottologia per lingue e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Milano o del prof Scala Andrea.
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