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• Parlanti nativi = parlanti di una lingua che hanno imparato quella lingua nella

socializzazione primaria e quindi la possiedono come lingua materna

• Molte lingue, soprattutto in aree isolate e con pochi parlanti (Oceania,

Amazzonia, ecc.), si stanno peraltro estinguendo.

• Criteri per giudicare l’importanza delle lingue: numero di parlanti nativi; numero

di paesi e nazioni in cui sono lingue ufficiali o comunque parlate; uso nei

rapporti internazionali, nella scienza, nella tecnica, ecc.; importanza politica e

peso economico dei paesi in cui sono parlate; tradizione letteraria e culturale e

relativo prestigio di cui godono; insegnamento della lingua nella scuola come

lingue straniere; numero dei parlanti non nativi

• In Europa sono parlate lingue di 5 diverse famiglie linguistiche:

Lingue indoeuropee (predominanti)

o Lingue uraliche del ramo ugrofinnico (es. ungherese, finlandese)

o Lingue altaiche (es. turco)

o Lingue caucasiche (es. georgiano)

o Lingue semitiche (es. maltese)

o Una lingua isolata (basco)

o

Tipologia linguistica

• Tipologia linguistica: si occupa di individuare cosa c’è di uguale e cosa c’è di

diverso nel modo in cui, a partire dai principi generali che governano le lingue

possibili, le diverse lingue storico-naturali sono organizzate e strutturate

• Tipologia: strettamente connessa con lo studio degli universali linguistici =

proprietà ricorrenti nella struttura delle lingue sia sotto forma di invarianti

necessariamente possedute dalle lingue in quanto tali, sia di un repertorio di

possibilità a cui le lingue si rifanno in maniera diversa l’una dall’altra 

l’importante è che un universale linguistico non sia contraddetto dalle

caratteristiche di nessuna lingua

• Sulla base di tratti strutturali comuni si possono così classificare le lingue dal

punto di vista della loro appartenenza a tipi diversi e della somiglianza relativa

della loro organizzazione strutturale.

• Tipo linguistico = insieme di tratti strutturali correlati gli uni con gli altri 

equivale ad un raggruppamento di sistemi linguistici aventi molti caratteri

comuni

Tipologia morfologica

• Primo modo di individuare tipi linguistici diversi: basato sulla morfologia, più

precisamente sulla struttura della parola 4 tipi morfologici fondamentali di

lingua (di cui 2 con sottotipi):

Lingue isolanti:

o Struttura della parola più semplice possibile: ogni parola è

 tendenzialmente costituita da un solo morfema (radice lessicale) e

dunque l’indice di sintesi (= rapporto morfemi:parole) è

generalmente 1:1.

Indice di sintesi = rappresenta il numero dei morfemi per parola, si

 ottiene dividendo, in un dato testo, il numero dei morfemi per il

numero delle parole. Più è basso e più il numero dei morfemi tende

a coincidere con quello delle parole, più la lingue è detta analitica;

al contrario, più è alto l’indice, più la lingua è sintetica.

Non presentano morfologia flessionale e hanno poca o nulla

 morfologia derivazionale. I significati e i valori di varia natura sono

affidati al lessico o ad altri mezzi, come la sintassi.

Oltreché mono-morfematiche, le parole sono anche spesso

 monosillabiche.

Es. vietnamita, cinese, thailandese, hawaiano, etc. Anche l’inglese

 presenta alcuni caratteri di lingua isolate, grazie soprattutto alla

morfologia flessionale assai ridotta che possiede.

Lingue flessive (o fusive):

o Parole internamente abbastanza complesse, costituite

 tendenzialmente da una base lessicale semplice (radice) o derivata

e da uno o più affissi flessionali che spesso sono morfemi

cumulativi.

Indice di sintesi attorno a 2:1 o fra 2:1 e 3:1

 Vi sono molti fenomeni di allomorfia e fusione, che amalgamano

 spesso i singoli morfemi e li rendono non ben separabili e

identificabili con qualche difficoltà. Non sono rari fenomeni di

omonimia, sinonimia e polisemia di morfemi.

Es. lingue indoeuropee, greco, latino, russo, lingue romanze. Il

 francese, tuttavia, nella versione parlata, sensibilmente diversa

dallo standard scritto in quanto non marca alcune opposizioni di

flessione realizzate sono nella grafia, può presentare un indice di

sintesi inferiore a 2, che lo avvicina quasi alle lingue isolanti. Anche

l’inglese viene considerato fondamentalmente una lingua fusiva,

anche se la ridotta morfologia flessionale da esso posseduta può

rendere l’indice di un testo inglese simile a quello delle lingue

isolanti.

Sottotipo delle lingue introflessive: i fenomeni di flessione

 avvengono anche dentro la radice lessicale i morfemi flessionali

ed eventualmente derivazionali sono in parte dei transfissi vocalici

che si inseriscono all’interno di una base discontinua

triconsonantica, intercalandosi tra le consonanti di questa (es.

arabo)

Lingue agglutinanti:

o Le parole hanno una struttura complessa, sono formate dalla

 giustapposizione di più morfemi, che danno luogo ad una catena di

morfemi anche lunga; presentano quindi un alto indice di sintesi,

spesso attorno o superiore a 3:1.

I morfemi hanno di solito un valore univoco e una sola funzione

 (non vi sono, o sono rari, morfemi cumulativi).

All’interno della parola i morfemi sono facilmente individuabili, ben

 separabili l’uno dall’altro; sono anche relativamente rari i fenomeni

di allomorfia e di omonimia tra morfemi.

Le parole possono essere anche molto lunghe e sono costituite da

 una radice lessicale a cui sono attaccati più affissi il

corrispondente di quello che in una lingua agglutinante è una sola

parola, un nome o un verbo, in una lingua come l’italiano è spesso

un sintagma nominale o un verbo complesso.

Es. turco, basco, giapponese, lingue bantu, esperanto (più nota ed

 importante delle lingue ausiliarie inventate).

Lingue polisintetiche:

o Struttura della parola più complessa, formata da più morfemi

 attaccati insieme, ma presentano la peculiarità che in una stessa

parola compaiono 2 o più radici lessicali, morfemi pieni.

Realizzano nella morfologia valori semantici che di solito sono

 affidati al lessico. L’indice di sintesi medio è quindi 4:1 o superiore.


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DETTAGLI
Esame: Glottologia
Corso di laurea: Corso di laurea in lingue e letterature straniere
SSD:
Università: Milano - Unimi
A.A.: 2013-2014

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher eleonora.c93 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Glottologia e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Milano - Unimi o del prof Bonfadini Giovanni.

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