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APPUNTI DI FONDAMENTI DI

ANALISI DI BILANCIO

Prof. Cifrodelli

Anno accademico: 2021/22

Testo di riferimento: il bilancio: analisi economiche per le decisioni e la

comunicazione della performance, XV edizione, McGraw-Hill. 1

CAPITOLO 1: LA NATURA E LO SCOPO DEL BILANCIO

BILANCIO CIVILISTICO O PURO “sporcato” nella dichiarazione dei redditi con variazioni

fiscali in aumento o diminuzione con le riprese a tassazione.

Incassi e pagamenti, rimanenze, debiti verso singoli fornitori/banche e altre attività del

core business.

Utili non distribuiti, TFR…Si tratta di info statiche (inizio e fine anno). 2

e scostamento rispetto ai valori programmati (nel budget). Si tratta di info contenute in

rendiconti interni.

Il fisco rettifica delle anomalie non rilevate nel bilancio civilistico. 3

Lo STATO PATRIMONIALE è un rendiconto di stato:

A=impieghi; P= fonti di finanziamento, debiti;

Capitale netto= A-P, se negativo non va bene.

Capitale sottoscritto ma non apportato va richiesto prima di chiedere prestiti alla banca.

La ricchezza generata e non distribuita è una fonte di finanziamento a costo 0 (no

interessi, no dividendi). 4

Cioè le regole della partita doppia.

Se parliamo di costi e ricavi (fatturato): Costo del venduto: costi

diretti dell’attività

caratteristica, es merci

c/acquisti, MOD…

Margine lordo= R-C, che

se >0 mi consente di

coprire altri costi

indiretti, come i costi

operativi (es.

amministrativi).

Risultato netto= utile

Al risultato prima delle imposte applico delle variazioni nella dichiarazione dei redditi

per trovare il reddito fiscale/imponibile sul quale calcolo le imposte.

L’utile può esere distribuito, impiegato come riserva o reinvestito in azienda, ad

esempio sottoforma di liquidità. 5

Alle società non quotate si applicano i principi contabili nazionali, emanati dall’OIC che

mira anche all’armonizzazione dei principi OIC con i principi contabili internazionali; a

quelle quotate i principi contabili internazionali. 6

Le ditte individuali e società di persone non devono necessariamente redigere il bilancio

per depositarlo in camera di commercio ma possono farlo internamente e sono

assoggettate a diverse regole fiscali; le società di capitali sono obbligate a redigerlo e

renderlo pubblico.

Le imprese no profit, oltre 250 mila di reddito, devono redigere il bilancio secondo la IV

direttiva CEE ma cambierà la nomenclatura dei conti e le finalità del bilancio. Gli enti

del 3° settore non possono distribuire utili, per il fine no profit e vengono reinvestiti

internamente.

Le cooperative redigono sempre il bilancio secondo la IV direttiva CEE.

Le imprese non obbligate possono comunque seguire queste regole per avere maggiore

chiarezza. 7

I criteri di misurazione, definiti dai principi contabili, ci dicono come trattare le poste di

bilancio. I 3 documenti contabili fondamentali sono: CE, SP, RF e nota integrativa.

Il bilancio riclassificato lo creiamo tramite alcuni aggregati di C e R che forniscono info

al management.

Tramite il bilancio, rispetto il principio di continuità aziendale, che l’azienda vada

avanti. Esso viene valutato anche dall’organo di controllo (revisore dei conti, organo

sindacale), il quale può ritenere che non vi sia continuità, ad esempio per gli eccessivi

debiti. 8

CAPITOLO 12: IL BILANCIO CIVILISTICO

Dall’art. 2423 (cc) comprendiamo come è fatto il bilancio, come si compone: SP, CE,

nota integrativa. Il bilancio necessariamente seguire lo schema rigido del cc. È corredato

da relazione sulla gestione redatta dagli amministratori. Inoltre, le società quotate

devono presentare anche il rendiconto finanziario, sui flussi di cassa.

Nel bilancio si indicano sempre i dati dell’esercizio precedente per fare un confronto,

ma le motivazioni delle variazioni sono scritte nella Nota integrativa.

STATO PATRIMONIALE

Lo Sp è un rendiconto di stato che descrive la composizione qualitativa (le singole

voci) e quantitativa (gli importi) di attività, passività e capitale netto in un certo

istante.

I conti vanno inseriti nello SP secondo le regole della IV direttiva CEE. La

riclassificazione fatta dal cc appare come un bilancio finanziario (attivo e passivo

circolante e non) ma in realtà questa distinzione non è netta e si è ovviato creando in

ciascun conto debiti e crediti entro e oltre i 12 mesi. Dunque, uno stesso conto si può

suddividere in base alle scadenze. Si tratta di un bilancio per natura, che guarda alla

natura dei conti.

Lo SP si divide in 4 livelli:

1. Lettere maiuscole: gruppi omogenei non modificabili;

2. Numeri romani: sottogruppi delle lettere maiuscole;

3. Numeri arabi: ulteriori sottogruppi;

4. Lettere minuscole che si possono modificare in base alle esigenze.

La flessibilità si ha solo al 4 livello o eventualmente al 3.

ATTIVO

I

II I

II

III 9

I decimi (A) dovrebbero essere versati, soprattutto se di importi ridotti.

B) Immobilizzazioni, asset: Investimenti che esauriscono la loro utilità in più esercizi,

che consentono di portare avanti il core business.

Spesso quelle immateriali (come i brevetti, le licenze…) vanno ammortizzate in conto,

quelle materiali sempre nell’apposito fondo ammortamento.

Le immobilizzazioni avranno utilità in più esercizi dunque il costo va diviso in più

esercizi, per tutta la sua vita utile secondo il processo di ammortamento.

Tuttavia, il fisco impone dei limiti (TABELLE) per ogni categoria di beni, indicando la

percentuale di ammortamento annuale per ogni tipologia di bene che si può dedurre e

apportando delle rettifiche nella dichiarazione dei redditi. Ad esempio, il costo del

telefono è deducibile solo per l’80% perché il fisco ritiene che venga usato anche per

scopi personali.

Quelle materiali sono tangibili, come attrezzature, macchinari, edifici e immobili

(caratteristici e non, perché si tiene conto della natura!), impianti… Le attività

produttive richiedono molte immobilizzazioni materiali, ad esempio una società di

servizi di trasporto avrà camion, macchine ecc…

Dal 2020 una legge fiscale dello Stato prevede che puoi non ammortizzare i beni per il

2020-2021 perché, a causa della pandemia, molte aziende hanno avuto un utile ridotto o

sono state chiuse per molti mesi e in molti casi hanno sfruttato poco tali

immobilizzazioni, dunque dovrebbero ammortizzare meno i beni. Sarà necessario

spiegare la motivazione del ridotto ammortamento nella Nota Integrativa e avere una

riduzione dei ricavi di almeno il 30%.

Immobilizzazioni finanziarie: ad esempio utili non distribuiti che investo in borsa o

comprando fondi comuni. Si tratta di operazioni che potrebbero anche essere di breve

termine ma siccome si tratta di partecipazioni (=possiedo quote di partecipazione

sociale di una società) o di crediti a lungo termine le inserisco tra le immobilizzazioni.

Se la società ha delle perdite da anni posso svalutare il valore della partecipazione ma

non è necessario farlo annualmente.

Le imprese controllate e collegate vengono distinte in base alla % di quota di

partecipazione che possiedo:

- per le controllate è almeno del 50%;

- nelle imprese collegate ho un’influenza sull’assemblea ma non possiedo oltre il

20% di quote di partecipazione, ad esempio posso avere una certa influenza sul

mio fornitore.

I crediti finanziari sono crediti a lungo termine che ho nei confronti di società

controllate, collegate o altre (titoli acquistati e che ho in portafoglio ma non influenzo

tali società (es. in Telecom) e investimenti in borsa) o finanziamenti-soci fruttiferi o

meno.

C) Attivo circolante: crediti a breve termine, rimanenze…

A-P circolante= capitale circolante per far fronte a passività a breve. 10

Nel bilancio civilistico non vi è una suddivisione finanziaria in base alla scadenza ma per

natura.

I. Rimanenze: capitale circolante a breve che utilizzo per la produzione o

vendita.

Esse vengono rilevate a fine anno con l’inventario di magazzino, sia per valore

(inventario per valore, in base al costo d’acquisto) che per quantità (inventario fisico).

Ci sono magazzini sottoposti a revisione da società di revisione, magari perché vi sono

rimanenze senza valore perché obsolete.

Il magazzino ha una grande importanza in quanto mi dice il valore di costo che ribalto

nell’esercizio successivo e molte volte l’imprenditore lo raggira per avere un utile

maggiore o minore, in base alle esigenze.

II. Crediti: a breve termine, come quelli verso i clienti.

A fine anno vanno valutati: devo domandarmi se il cliente pagherà il credito e se riuscirò

ad incassarlo, se no devo svalutarli.

Se devo mettere in mora il mio debitore devo sollecitarlo per iscritto ed eventualmente

con l’ausilio di un avvocato per avere le prove che mi sono attivato per chiedere

l’incasso del credito e non posso svalutarli per “sentito dire”.

Tuttavia, il cc permette di fare una svalutazione omnicomprensiva (svalutazione crediti

e apposito fondo). Se il credito è inesigibile (ad esempio perché la società di capitali non

esiste più), non potrò mai incassarlo posso stralciarlo, ma prima posso provare ad

insinuarmi nel passivo, nel caso di procedura concorsuale.

III. Immobilizzazioni finanziarie che non costituiscono immobilizzazioni: i titoli

che avranno utilità in un solo esercizio, magari perché li rivendo dopo un

mese.

Essi vengono valutati diversamente rispetto alle immobilizzazioni finanziarie in B perché

l’operazione si conclude a seguito della vendita e quindi ho certezza dei valori.

IV. Diponibilità liquide: cassa e banca (estratto-conto con entrate e uscite in D e

A);

Confronto il valore che ho in conto e l’estratto-conto facendo la “quadratura” ed

eventualmente correggo gli errori.

È opportuno usare per fare la quadratura l’estratto-conto ufficiale (mensile o

trimestrale) e non l’elenco movimenti periodico, che però può essere usato per

registrare i movimenti periodicamente.

Per la cassa, conto il numerario disponibile. Prima in cassa vi erano anche i valori bollati

(marche da bollo), ora non più. La cassa negativa, in A, non può esistere, se non

giornalmente!

La “quadratura della cassa” si fa confrontando il denaro che ho materialmente e i conti.

Oggi, i sistemi informatici consentono di misurare la cassa giornalmente. 11

D) Ratei e risconti attivi:

Per redigere il bilancio applichiamo il principio di competenza grazie alle scritture di

assestamento (di fine esercizio), il problema nasce per quei costi o ricavi che producono

effetti anche nell’anno successivo, ossia quei ricavi/costi a cavallo su più esercizi, in

questo caso devo ribaltare una parte di quel costo sostenuto monetariamente nell’anno

n nell’anno n+1.

Facendo questo ne determino la competenza, perché il costo non è interamente di

competenza dell’anno in cui si è verificato. Classico esempio è l’assicurazione, io pago

oggi 15/03/22 per avere una copertura annuale fino al 14/03/23 questo costo va oltre il

31/12/22 quindi una parte devo ribaltarla all’anno 23, tramite scritture di rettifica.

Con pagamento anticipato siamo in presenza di un risconto.

 Con pagamento posticipato siamo in presenza di un rateo.

Es: interessi passivi cc, la manifestazione generalmente si verifica nell’anno n+1. Al

31/12 non ho ancora pagato gli interessi, ma quest’ultimi sono comunque di competenza

e quindi devo determinare la competenza dell’anno e la addebito tramite il rateo. Che

riaprirò nell’anno successivo perché si tratta di un conto finanziario.

PASSIVO

A) Patrimonio Netto:

I. Capitale; capitale di rischio apportato dai soci. Deve essere apportato anche

nelle società con un unico socio (con particolari requisiti). La mia

partecipazione si fonda sulla parte di capitale che ho apportato.

II. Riserve; ve ne sono di diverso titolo:

Riserva legale; il codice civile ci obbliga ad accantonarla fino al 20% del capitale

 sociale, dopo possiamo continuare ad accantonare ma è una decisione nostra.

Riserva di rivalutazione; sono quelle valutazioni che lo Stato mi permette di fare

 con pagamento di imposte agevolate.

Riserva sopraprezzo azioni; quando la società acquista azioni ad un prezzo

 maggiore del valore nominale. (Differenza tra valore reale e nominale delle

azioni) 12

Riserva statutaria; se prevista dallo statuto, e si stabiliscono sempre nello statuto

 le modalità di cessione (importo da versare ecc) di questa riserva.

Riserva di utili; sono gli utili che si decide di non distribuire e vengono utilizzati

 per fare degli investimenti.

III. Utili/perdite portati a nuovo: si decide di mantenerlo in società, divenendo

una fonte di finanziamento, e non distribuirlo come dividendo ai soci

IV. Utile/perdita di esercizio: la differenza tra ricavi-costi

B) Fondi per Rischi e Oneri:

Fondi che accantoniamo nell’incertezza di eventi che si possono verificare, incertezza

sia nell’an che nel quantum. Nell’incertezza della causa posso istituire il fondo che mi

permette di coprire eventuali perdite generate da quella causa. Es: rischio legato alle

condizioni atmosferiche, creo fondo rischio per condizioni atmosferiche e se ho perdite

dovute a questa causa, posso coprire eventuali perdite con tale fondo. Quindi si tratta di

fondi per specifiche cause.

C) TFR: quando il lavoratore si dimette o viene licenziato il datore di lavoro deve

corrispondere il TFR, che generalmente coincide con uno stipendio mensile annuo

(importo annuo/13,5) per ogni lavoratore dipendente.

La quota che calcolo annualmente la imputo al fondo TFR così che quando il soggetto va

via non devo sostenere tutto il costo, ma lo sostengo anno dopo anno (secondo il

principio di competenza) e poi avrò l’esborso monetario solo dopo la fine del rapporto di

lavoro.

D) Debiti: distinti in debiti entro/oltre 12 mesi (a breve/medio-lungo termine),

come per i crediti. Essi solitamente determinano movimentazioni finanziarie che

incidono sulla liquidità ma non sull’utile/perdita.

I. Obbligazioni che possono essere emesse solo dalle SpA e che sono dei titoli di

debito emessi per far fronte a delle necessità e offerte ai soci e poi nel

mercato.

Si tratta di un prestito che la società riceve, che dovrà restituire pagando gli interessi

passivi. Esse differiscono dalle azioni che non vanno restituite ma va corrisposto un

dividendo in base ai risultati e alle decisioni relative all’utile.

II. Obbligazioni convertibili in azioni, sotto determinati requisiti.

III. Debiti verso soci per finanziamenti: La società può chiedere un prestito anche

ai soci, ma vige la postergazione del finanziamento dei soci: prima di restituire

i debiti ai soci, devo pagare gli altri debiti.

IV. Debiti verso banche: Tra i diversi modi di finanziare l’impresa (capitale

apportato o riserve di utili), vi è la possibilità di ottenere prestiti onerosi ad

esempio dalla banca, che possono essere a lungo (nel caso in cui devo fare

grossi investimenti es. mutuo o leasing mobiliare e immobiliare) o breve

termine (anticipo su c/c bancario) 13

Periodicamente, l’impresa sostiene un esborso costituito da quota capitale (riduzione

del debito) e interessi passivi (costo di competenza).

Nel caso del leasing, l’impresa utilizza un bene che non è di sua proprietà pagando il

canone di leasing (come un canone di locazione) e avendo la possibilità di riscattare

(acquistare) il bene al termine del contratto con il pagamento di un ulteriore prezzo.

Prima di acquistarlo, il bene non comparirà tra le immobilizzazioni poiché non vi è stato

l’atto traslativo della proprietà ma devo precisare in Nota integrativa che ho un bene in

leasing, secondo i principi OIC.

I principi contabili internazionali (IFRS 16) dicono l’opposto: tra le immobilizzazioni in

leasing devo inserire il valore dei beni che possiedo in leasing, poiché questi beni

apportano valore all’impresa nonostante non siano di sua proprietà.

V. Debiti verso altri finanziatori

VI. Acconti: da parte dei clienti vanno tra i debiti perché si tratta di una

prestazione anticipata: il cliente mi paga prima della prestazione quindi ho un

debito nei suoi confronti perché non ho ancora erogato la prestazione, prima

che adempio l’obbligazione, non ho consegnato la merce.

L’acconto va stornato e va a ridurre il debito che il cliente mi deve secondo la fattura,

emessa alla consegna.

VII. Debiti verso fornitori: sono delle fonti di finanziamento che ho quando il

fornitore mi concede la dilazione di pagamento, cioè mi concede di pagare

successivamente, quindi rilevo un debito verso fornitori a seguito della

fattura.

VIII. Debiti rappresentati da titoli di credito

IX. Debiti verso imprese controllate

X. Debiti verso imprese collegate

Debiti (entro/oltre i 12 mesi) nei confronti di imprese in cui ho partecipazione al

capitale sociale. In Dare SP segno le partecipazioni e in Nota integrativa le specifico.

XI. Debiti verso imprese controllanti

XII. Debiti verso imprese sottoposte al controllo delle controllanti

XIII. Debiti tributari, verso l’erario: nella dichiarazione dei redditi apporto delle

variazioni al risultato civilistico sulla base della normativa fiscale nella per

trovare il reddito imponibile sul quale calcolo le imposte di competenza

dell’esercizio.

Imputo il costo dell’imposta in Dare nell’anno n. A giugno 22 (n+1) pago il debito

costituito dalle imposte maturate nel 21 (il cui costo è rilevato nel CE del 21,n), tuttavia

spesso il Fisco richiede un acconto per l’anno 22 (in due rate), che mi fa sorgere un

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Scienze economiche e statistiche SECS-P/07 Economia aziendale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher giorgia2000.9 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Fondamenti di analisi di bilancio e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Catania o del prof Cifrodelli Rodolfo.
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