Reiterazione di filologia italiana II (UD2)
Sommario
- Note sulla bibliografia ........................................................................................................................... 1
- La filologia d’autore ............................................................................................................................... 1
- Un esempio da Petrarca ............................................................................................................................ 1
- C. Giunta, La filologia d’autore non andrebbe incoraggiata ..................................................................... 2
- C. Giunta, Kafka a Berlino .......................................................................................................................... 4
- C. Vela, Spazio e tempo della filologia d’autore ........................................................................................ 4
- Biografia di Gadda .................................................................................................................................... 5
- L’Adalgisa .................................................................................................................................................. 11
- Notte di luna ............................................................................................................................................ 13
- Quando il Girolamo ha smesso… ............................................................................................................. 15
- Un fulmine sul 220 .................................................................................................................................. 16
- Primo getto del fulmine ....................................................................................................................... 17
- Confronti ............................................................................................. Errore. Il segnalibro non è definito.
- Abbozzo del finale ................................................................................................................................... 21
- La moglie del Cavicchio ......................................................................................................................... 22
- La crisi domestica ................................................................................................................................... 23
- Pane al disoccupato ............................................................................................................................... 24
- Un’orchestra di 120 professori. Parte prima ................................................................................... 25
- Confronti.................................................................................................................................................. 28
- La lucidatura dei parquets ....................................................................................................................... 28
- Il trasloco ................................................................................................................................................. 29
- I parquets ................................................................................................................................................. 29
- Risorse ....................................................................................................................................................... 30
Note sulla bibliografia
- Un fulmine sul 220 è il punto di partenza dell’Adalgisa, pubblicato solo nel 2000: non è necessario avere la copia, le parti che ci interessano ce le dà su Moodle
- Monografia Gadda è da leggere
- Nei “Quaderni dell’ingegnere” (rivista su Gadda, diretta da Dante Isella), c’erano testi inediti di Gadda e altri scritti; la rivista è stata chiusa all’indomani della morte di Dante Isella
La filologia d’autore
Precoce nascita della filologia d’autore in Italia: già nel ‘500–'600 si studiano le varianti di Petrarca, che circolavano autografe, e le varianti di Ariosto, sulla base delle tre edizioni dell’Orlando Furioso.
Un esempio da Petrarca
1642 edizione a cura di Federico Ubaldini del RVF: cerca di rappresentare sulla pagina tipografica quanto era sulle carte del “Codice degli abbozzi”, usando caratteri di diverso tipo (tondo/corsivo) e di dimensione diversa.
Esempio: Almo sol quella fronde ch’io sola amo: nel Canzoniere è il frammento 188; tema: consapevolezza del fatto che la poesia non può rallentare o fermare il tempo.
Almo Sol, quella fronde ch’io sola amo, tu prima amasti, or sola al bel soggiorno verdeggia, et senza par poi che l’addorno suo male et nostro vide in prima Adamo. Stiamo a mirarla: i’ ti pur prego et chiamo, o Sole; et tu pur fuggi, et fai d’intorno ombrare i poggi, et te ne porti il giorno, et fuggendo mi toi quel ch’i’ piú bramo. L’ombra che cade da quell’humil colle, ove favilla il mio soave foco, ove ’l gran lauro fu picciola verga, crescendo mentr’io parlo, agli occhi tole la dolce vista del beato loco, ove ’l mio cor co la sua donna alberga.
La prima versione è in italico (= testo poi cassato); segue la seconda redazione, in carattere tondo; il corsivo nella seconda versione indica ancora parti cassate; le maniculae sono usate per segnalare il verso sostitutivo di quello cassato → è il primo esempio di edizione critica genetica (dà conto della vicenda elaborativa del testo).
- Luce (Laura) → fronde, richiamo all’alloro (Laura); almo sol = Apollo, dio di poesia, sole e colui che s’era invaghito di Dafne; la variante aggiunge coerenza all’analogia fondamentale del RVF: chi ama Laura è il nuovo Apollo, dio della poesia
- L’inserimento di fronde porta alla variante verdeggia: le due varianti fanno sistema, perché concorrono a evidenziare l’analogia con Dafne e Apollo
- Crescendo a poco a poco → mentre io parlo: la prima variante sembra un riempitivo per arrivare alle 11 sillabe; mentre la seconda sottolinea l’impotenza della parola poetica; è la traduzione letterale di un famosissimo verso di Orazio dum loquor fugerit invida Aetas / carpe diem, quam minimum credula postero (Odi 1, 11, 8)
C. Giunta, La filologia d’autore non andrebbe incoraggiata
Giunta si chiede se questo tipo di ricerca sia utile allo studente di filologia; Giunta estremizza e sembra necessario dargli ragione, ma dobbiamo ricordare che la filologia d’autore non è pura trascrizione: è necessaria anche l’interpretazione e seriazione cronologica (la pura e semplice trascrizione fine a se stessa non è utile allo studente).
È vero che ultimamente c’è stata un’inflazione di edizioni critiche di filologia d’autore, di testi o autori meno rilevanti, e infatti non sono seguite riflessioni di critica delle varianti; è necessario passare dalla filologia d’autore alla critica delle varianti, anche se quest’ultima è più difficile; la filologia d’autore ha senso se si riesce a comprendere meglio l’opera (e si esercita quindi la critica delle varianti): come abbiamo fatto prima con Petrarca.
L’intervento di Giunta ha fatto discutere, anche negli anni seguenti, è un invito a non eccedere nella filologia (sottointesa preliminare critica del valore); Comboni ritiene che la critica delle varianti abbia un valore formativo, ma scegliendo bene l’oggetto di studio, scegliere significa fare un giudizio qualitativo a priori (e assumersene le responsabilità).
Giunta scrive che Wallace è diverso da Kafka: 1. Perché Kafka lasciato praticamente tutto inedito, tranne La metamorfosi, 2. È anche una questione di qualità (giudizio soggettivo).
Attenzione: Giunta mette insieme critica genetica italiana e critique génétique francese (che necessita di moltissimi volumi), ad es. quando cita l’edizione di Brecht. Esistono anche archivi e biblioteche d’autore, che contengono carte e libri dello scrittore: contengono tutto l’universo di quell’autore; nei libri ci possono essere tracce di lettura, sottolineature, postille, commenti: ma questo materiale, per quanto sia considerabile avanttexte dai genetisti francesi, non sarà mai considerato per un’edizione integrale dai filologi d’autore italiani.
Esempi di edizioni postume gaddiane
- Ci sono stanti inediti di Gadda: per un periodo non si poteva dedicare solo alla letteratura; molto è stato edito dopo la sua morte a cura di filologi; non è feticismo per gli autografi; le sue Meditazioni, per esempio, servono a comprendere meglio le sue scritture
- Milano non ha avuto una università statale a lungo (Pavia è di fondazione antichissima), ma c’era l’Accademia scientifico-letteraria; Gadda la frequenta, scrive la tesi su Leibniz però non la discute: la tesi è stata pubblicata nei “Quaderni dell’ingegnere” ed è uno strumento funzionale per gli studi di Gadda
- Nei “Quaderni” sono pubblicati anche carteggi con gli editori Garzanti ed Einaudi (Gadda non rispettava tempi di consegna e faceva un po’ di pasticci, promettendo lo stesso testo a più editori)
C’è differenza tra inventariare anche la lista della spesa e farne un’edizione critica: certo, se Gadda conservava tutto, lo dobbiamo conservare, ma nessuno ne vuole fare un’edizione critica.
Riguardo alla considerazione di Proust, valgono sempre le riflessioni di Stussi: avrebbe potuto bruciare/eliminare le carte; tra l’altro, Alla ricerca del tempo perduto è un’opera in sette volumi: Proust ne pubblica solo cinque, due sono pubblicati dal fratello e da un altro letterato (Comboni ci assicura che leggere almeno il primo volume ne vale la pena).
Apolloni è menzionato perché ha lasciato le sue carte al centro di Pavia; Giunta fa sua un’idea diffusa: certi studiano la letteratura per capire il mondo, non per studiare l’opera in sé; però, senza essere democristiani, le due cose si possono unire.
Negli Stati Uniti la filologia d’autore è impensabile, a causa della cancel culture, molti dipartimenti di letteratura classica (latina e greca) sono chiusi.
Perché si fa poca critica delle varianti? Finché Contini era vivo, poteva esserci un po’ di timore, ma poi non è una mancanza giustificabile; Giunta dice che il problema è che al centro della critica non c’è più la critica stilistica.
Leo Spitzer è stato un critico letterario della prima metà del XX secolo: critica stilistica: attento al modo in cui l’autore usa la lingua; misura differenza tra la lingua comune del tempo e gli scarti della lingua dell’autore. Isella, parlando di Contini, osserva che nella critica di Spitzer il confronto è tra due unità disomogenee (autore e lingua media), mentre nella critica delle varianti di autore di Contini il confronto avviene all’interno della stessa entità: si confrontano le lingue delle varie stesure (stesso autore; la lingua media è invece sempre approssimativa).
Contini dice che le varianti oggi non interessano più al grande pubblico, ma è mai interessata? La variantistica non deve essere sport di massa (così come lo sono le ricerche dei fisici nucleari); certo Contini ha pubblicato Come lavorava l’Ariosto sul “Meridiano di Roma”, un semiquotidiano, non una rivista specialistica; eppure, quanti lettori si interessarono davvero?
Gadda toglie “a delinquere”: autocensura (è testo antimussoliniano), minuta ma importantissima.
Dal saggio, sembra che la filologia d’autore spadroneggi in ogni università, ma non è vero; allo stesso modo, nemmeno Comboni fa corsi di filologia d’autore ogni anno.
Avalle ha contribuito a fondare “Strumenti critici”, rivista di letteratura con Dante Isella.
C. Giunta, Kafka a Berlino
Il processo è la storia di Joseph K., rinchiuso e sotto processo senza conoscere il capo d’accusa e poi condannato a morte (in realtà resta sulle posizioni dell’articolo di prima): si rimangia dei pezzettini, anche nell’altro articolo concede che per qualche autore ne vale la pena.
C. Vela, Spazio e tempo della filologia d’autore
Claudio Vela ha studiato le Rime di Bembo (di cui ci sono autografi, correzioni, ecc.) e Gadda; leggere il suo articolo in risposta a Giunta: diplomatico, elegante, smonta Giunta ehehe 5 anni dopo il primo articolo di Giunta; discorso alla Società dei Filologi della Letteratura Italiana (composta da 55 filologi) del 20 dicembre 2016, poi trascritto e pubblicato.
Vela ha un punto di vista diverso rispetto a Giunta: Vela ha studiato Bembo e Gadda, Giunta è uno studioso di Dante e della letteratura del Duecento → Vela è interno alla disciplina della filologia d’autore, Giunta non lo può essere (i suoi oggetti di studio sono tramandati da copie).
“Filologia d’autore” è un’espressione di Dante Isella, ripresa da Stussi nel manuale del 1994 e poi da Italia e Raboni nel 2010, le quali scrivono il primo manuale di questa disciplina (recentemente è stato tradotto in inglese, nella speranza che altri Paesi importino la disciplina; autorial philology).
C’è stato un tentativo di cambiare il nome in “filologia DEI TESTI d’autore”: ma è una questione “spaccacapello”, che ha alle spalle una polemica con Dante Isella contro Bettarini (entrambi parte della scuola di Contini): la questione riguardava l’autenticità del Diario postumo di Montale; i due studiosi erano su posizioni diametralmente opposte: Bettarini lo riteneva autentico, Isella lo riteneva un falso; l’espressione della Bettarini, comunque, non ebbe successo, se non negli atti del SFLI del 2007.
Vela è diplomatico, ma sta facendo notare che la filologia d’autore in Italia è diversa dalla filologia statunitense; in Italia la tradizione è solida, dunque meno incline alla degenerazione paventata da Giunta.
Particolarità del Montale edito da Contini-Bettarini è che è stato realizzato con l’autore ancora vivente; mentre Bettarini e Contini lavoravano Montale tirava fuori dal cassetto altre stesure, anche molto diverse; sembrava che il poeta si divertisse proprio a far spuntare nuovi autografi; nel Novecento la regola è pubblicazione su rivista → raccolta di poesie, con eventuali modifiche rispetto alla pubblicazione originale; ciò vale anche per i prosatori (es. Gadda)
n.b. distinguere storia privata (manoscritti e appunti, bozze, ecc) dalla storia pubblica dei testi (edizioni varie).
Vat Lat 3196: Petrarca decide di cambiare l’ordine dei componimenti pochi mesi prima di morire ed era deun testo, sostituendolo con una nuova poesia: Donna mi viene spesso nella mente / altra donna v’è sempre sottintendeva la presenza di un’altra donna oltre a Laura, dunque lui la erade e la sostituisce → perenne approssimazione, le varianti finiscono solo con la morte del poeta (in questo caso; altre volte perché lo scrittore smette di lavorare al testo).
L’aspetto originale di questa sezione è la riflessione relativa al tempo: ogni testo è prodotto nel corso di un determinato tempo (il tempo del testo); noi di solito consideriamo il testo-nel-tempo (tradizione e traduzione nelle copie), ossia come il testo è stato interpretato, ma l’autore è estraneo a questo processo.
Osservazione acuta: anche nei testi arrivati solo con copie, si può comunque tentare la ricostruzione del tempo del testo, esempio Commedia dantesca; attraverso il “Codice degli abbozzi” sappiamo che il primo dei sonetti è oggi il numero 34 (Petrarca si paragona ad Apollo): sappiamo anche che una raccolta poetica era stata progettata/pensata PRIMA della morte di Laura… → storia del processo di scrittura, il tempo del testo.
A Petrarca interessava la versione finale, ma a noi può interessare la storia del Canzoniere (è un autore che ne vale la pena) → bisogna aprire l’apparente sincronia (l’opera è frutto di un lavoro quarantennale); problema: quando ha deciso di dividere l’opera in due parti? Metà sonetti, metà canzoni (percorso ascensionale); in ogni caso è un punto d’arrivo, così come il numero dei sonetti (366); certo a Petrarca potrebbe dare fastidio (come a Proust) che si “ravani” nelle sue carte, ma per noi è utile per capire meglio il prodotto finale.
La filologia d’autore è sensibile ai tentativi e alle fatiche.
Biografia e opere di Gadda
Carlo Emilio Gadda nasce a Milano il 14 novembre 1893: avrà con la città natale un rapporto importante, contradditorio; scrittore nevrotico/nevrastenico (secondo solo a Manzoni).
La famiglia è parte della buona borghesia lombarda; nasce in via Manzoni (in centro, vicino alla Scala); il padre Francesco Ippolito è imprenditore tessile (seta); è al secondo matrimonio: la prima moglie muore nel 1866 di parto, aspetta di risposarsi dopo il matrimonio di questa figlia.
La madre è di origine ungherese e si chiama Adele Lehr, fa l’insegnante di francese nelle scuole magistrali, il padre di Adele era impiegato delle Poste; ha fatto la direttrice di scuola, ha scritto due libri, era molto severa come insegnante;
Gadda ricorderà spesso gli imprudenti investimenti del padre, le speculazioni avventate e il notevole sforzo economico per costruire la villa di campagna in Brianza, presso Longone al Segrino (CO); in famiglia si diceva che “se [Francesco Ippolito] si fosse messo a fare capelli, gli uomini non avrebbero avuto la testa”; altri parenti cambiano settore (industria elettrica), lui no e fa investimenti maggiori proprio durante la crisi della seta.
Per Gadda la villa (status symbol della borghesia milanese) è concentrato di...
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