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01. L’ATTIVITÀ ECONOMICA

Il bisogno è la questione fondamentale che muove l’attività economica. Rappresenta uno stato di

insoddisfazione, malessere, inquietudine, in cui si sente la necessità di cambiare la propria

situazione … divisi tra bisogni primari (respirare, mangiare, dormire, salute, relazioni interpersonali)

e bisogni quali cati (posizionali, legati alla volontà di avere una certa posizione nell’organizzazione

sociale, bisogni di giustizia…)

Il problema è che i bisogni sono tendenzialmente illimitati, le persone sono continuamente

soggette a stati di insoddisfazione e bisogni (banalmente per i bisogni primari)

Lo stato di desiderio diventa bisogno che si colma con l’utilizzo di certi beni = risorse materiali o

immateriali utili a soddisfare i bisogni umani che sono scarsi in natura

-> la relazione critica che fa nascere l’economia è l’esigenza di collegare bisogni in niti con beni

niti, fa muovere tutto il sistema economico … il pensiero economico evolve attorno a questo

problema, collegamento tra bisogni e beni

Economia diventa una scienza, che studia le soluzioni perseguite per trovare la migliore

allocazione dei beni per il soddisfacimento dei bisogni … scienza umana, non esiste meglio in

assoluto

Il pensiero economico (o la scienza economica) si è sviluppato per coordinare al meglio, per

trovare la migliore soluzione a questa relazione tra bisogni e beni. Ha sviluppato teorie modelli e

strumenti basate su elementi il più possibili oggettivi o oggettivatili (informazioni documentabili,

misurazioni dimostrabili, ipotesi verosimili) necessari a risolvere al meglio questo problema, non

eliminabile

-> il mercato è un modello ideale dove il bisogno può incontrare la disponibilità di beni per trovare

una soluzione ai problemi dei soggetti che manifestano il bisogno

NOTARE all’origine del pensiero economico c’è la ricerca di una soluzione non solo “scienti ca”

(e ciente, che permette di arrivare al risultato) ma anche sociale, etica, equa

PROBLEMI DI CONVENIENZA ECONOMICA

I problemi dell’umanità sono quasi tutti economici … non nel senso stretto di soldi, ma di

soddisfacimento di bisogni umani, risolti tramite l’utilizzo di certi beni

Primi due problemi nell’Agenda 2030, obiettivi per lo sviluppo sostenibile dell’ONU, sono risolvere

la povertà e la fame … problemi strettamente economici di distribuzione di ricchezza e beni

alimentari

Talvolta il bisogno non viene soddisfatto dall’utilizzo del bene in sé, ma dagli e etti che può

portare (esempio distribuzione dei vaccini, il bisogno nale è quello della salute)

M. Pantaloni

I motivi, le sfumature dei bisogno sono diverse, ma accomunate dal fatto che dietro al bisogno,

anche se di natura etica o solidaristica, spesso poi trova un problema di natura economica, che si

risolve facendo attività economica

ATTIVITÀ ECONOMICA

Le attività economiche = azione che si fanno per coordinare beni e bisogni, possono essere di

- PRODUZIONE prendere dei beni in uno stato non idoneo a risolvere il bisogno e trasformarli

per renderli più idonei a soddisfare il bisogno

- DISTRIBUZIONE/DONO cessione a titolo gratuito di beni a soggetti terzi

- SCAMBIO cessione controbilanciati da una cessione di un altro bene a cui viene riconosciuto lo

stesso valore

Tutte queste azioni e loro combinazioni (con possibili consumi strumentali) portano al consumo

nale da parte di un soggetto che percepisce un certo bisogno

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Gli atti di scambio sono attività economiche con reciprocità condizionale = A cede a B un bene al

ne che B dia a A un bene di valore pari, uno dei due beni nelle economie evolute è denaro

Si ha lo scambio tra un bene materiale o immateriale e un bene-moneta a cui viene attribuito un

valore uguale, inteso come valore di scambio, che si esplicita sul mercato (luogo dove gli scambi

avvengono) con il sistema dei prezzi

Ogni scambio genera una uguaglianza tra il valore di input e di output … se il prezzo richiesto non

si allinea con il valore che gli attribuisco non comprerei, non farei lo scambio

Si ha invi una disuguaglianza sul valore d’uso, valore soggettivo attribuito dal soggetto al bene in

questione … nessuno scambio si muove se non perché potenzialmente capace di trovare un bene

più idoneo a soddisfare il bisogno (scambio una cosa che ho doppia o in eccesso per una che mi

manca, come negli scambi di gurine da bambini … valori oggettivi uguali ma valori soggettivi

diversi)

La distribuzione funziona senza una logica di reciprocità condizionale ma con reciprocità

relazionale, si dona un bene che serve all’altro, mossi da una relazione pre-esistente tra i soggetti,

non guardando il singolo evento ma l’intera relazione

PROTOPOSTULATI DELL’ECONOMIA

Economia aziendale , scienza giovane formulata in Italia nel 1926 da Gino Zappa, professore

alla regia scuola di commercio di Venezia (oggi Ca’ Foscari) … aprendo l’anno 1926-27 ha voluto

uni care gli studi dell’azienda in una scienza unica

All’economia aziendale (agli studi dei management accounting) le scienze economiche passano

due protopostulati = a ermazioni date di fatto, che non vengono discusse

1. Scarsità dei beni in natura, il che genera problemi di convenienza economica, di allocazione

dei beni (scegliere come utilizzare i beni scarsi per soddisfare solo una parte dei bisogni)

2. Razionalità dell’agire umano in campo economico, quando la persona sceglie lo fa in modo

pragmatico, cercando di raggiugnere una certa utilità, nell’a rontare problemi di convenienza

economica la persona agisce cercando di massimizzare il ritorno di questi beni

ATTENZIONE utilità intesa come capacità di rispondere al bisogno, relativa al bisogno che ci

siamo dati, non per forza di generare un vantaggio economico o razionale … la razionalità è

- Soggettiva (collocata nel contesto dei ni stabiliti dal soggetto, sceglie come allocare le

proprie risorse sulla base dei propri ni personali)

- Relativa (si sceglie la migliore opzione tra quelle e ettivamente disponibili)

- Limitata (alle informazioni di cui il soggetto decisone dispone)

-> l’economia deve assumere che dovendo scegliere tra due opzioni, i soggetti con le

informazioni che dispongono scelgano quella più e ciente e e cace

- E ciente = massimizza l’output dato un certo input / minimizza l’input dato un certo output

- E cace = capace di risolvere il bisogno

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02. L’IMPRESA E IL MERCATO

L’impresa è la tipica forma organizzativa/azienda/attività economica organizzata

pro t

-> nalità (generare pro tto, bene cio economicamente apprezzabile per se stessa … il suo

obiettivo è soddisfare i bisogni dei soggetti che la istituiscono e governano)

mercato

-> opera sistematicamente nel e per il = sistema di attività economiche di scambio sia a

monte che a valle … nel mercato (luogo ideale di incontro tra domanda e o erta) l’impresa trova i

fattori produttivi di cui ha bisogno (si rivolge ai mercati di approvvigionamento per trovare i beni

che le servono a sostenere la produzione) e cede i prodotti niti (mercati di sbocco, dove cede i

beni tramite azioni di scambio)

Questo fa si che l’impresa abbia un sistema di scambi sia a monte che a valle che fa si che tutto

ciò che entra e esce sia quanti cabile da valori di scambio

Acquisisce materie prime INPUT (quantità di moneta che cede ai fornitori)

Trasforma, fa trasformazioni di diversi tipi

Cede il prodotto nito sul mercato OUTPUT (quantità di moneta che ottiene dai clienti)

Il sistema viene mosso con il ne di ottenere un output maggiore dell’input, in una misura tale da

soddisfare la governance

GLI SCAMBI NEL MERCATO

Base delle rilevazioni contabili, processo da cui scaturiscono i dati signi cati per la vita

dell’impresa

A cede beni e servizi che B paga con una somma di denaro che si ritiene congrua, secondo le

regole di quel mercato, in quel giorno, in quell’occasione

Uguaglianza estrinseca, esplicita, tra valore dei beni/servizi e quantità di denaro ceduta determina

il valore di scambio, permette l’oggettivazione di input e output dell’impresa tramite la

determinazione del prezzo (=misura del valore di un bene o servizio espressa in termini di quantità

di denaro che il contraente B deve cedere per ottenerlo)

Utile per determinare tutte le operazioni in entrata e uscita dell’attività aziendale

L’IMPRESA NEL MERCATO

L'impresa che acquisisce input (fattori produttivi, che alimentano il processo produttivo) e cede i

beni prodotti a altre imprese o consumatori nali (frutto della propria produzione).

Beni-fattore e beni-prodotto hanno una misura, data dal prezzo pagato o incassato per il bene,

divisi in prezzi-ricavo ottenuti dalla cessione di beni e prezzi-costo ceduti per l’ottenimento di

fattori

L’impresa dura nel tempo se funziona la disuguaglianza tra le somme di prezzi-ricavo e di prezzi-

costi, ossia se l’impresa crea nuovo valore, ossia se il suo processo produttivo genera beni o

servizi ritenuti più idonei a soddisfare bisogni rispetto a materie prime e fattori produttivi originari

L’impresa crea valore con il suo processo produttivo, con innovazione e evoluzione tecnologica

ha trovato un nuovo prodotto, con un design migliore più leggero o resistente o apprezzabile …

tutto ciò subordinato a dover trovare qualcuno disponibile a comprarlo e pagarne il prezzo, il

prodotto deve incontrare il mercato e trovare una platea di acquirenti tale da reggere la

disuguaglianza

Prima crea valore potenziale, quando incontra il mercato manifesta il valore creato

Lo studio dell’impresa dal punto di vista dell’economia aziendale, è più semplice e lineare nella

metodologia, perché a di erenza di altre forme organizzative (es organizzazioni non pro t)

l’impresa ha la caratteristica fondamentale di operare sempre nel e per il mercato, di esplicitare

quindi tutte le sue operazioni con scambi con il mercato misurabili con prezzi, è possibile

oggettivare gli scambi, individuarli, misurarli, dare loro un valore numerico, universale, facilmente

leggibile indipendentemente dalla conoscenza approfondita della singola organizzazione …

l’impresa diventa una sorta di tipo ideale di organizzazione economica, proprio perché è un

esempio in cui tutto si esplicita attraverso scambi, più facilmente identi cabile, può essere

studiata meglio con gli strumenti dell’economia aziendale

fi fi fi ff fi fi fi fi fi fi fi fi ff fi 5

Laddove oltre a considerazioni economiche ne troviamo altre, es di tipo politico o sociale nelle

aziende pubbliche o non pro t, laddove non tutte le relazioni sono di scambio ma ne troviamo

anche di distribuzione gratuita (non misurabili con l’oggettività degli scambi), tutto questo rende lo

studio di queste organizzazioni meno puro dal punto di vista dell’economia aziendale, più

complesso … le imprese sono un’espressione economica e sociale fondamentale, anello

fondante della creazione del mercato

Gli strumenti dell’economia aziendale sono meglio applicabili laddove l’attività economica è

esclusiva o prevalente

-> impresa opera nel e per il mercato, input e output nel mercato attraverso scambi

-> obiettivi dei soggetti fondatori sono di natura prettamente economica

= capacita dell’impresa di “fare bene il proprio lavoro” si misura nella capacità di creare una

adeguata disuguaglianza tra i prezzi-ricavo e i prezzi-costi, di creare nuovo valore

Attitudine dell’impresa di creare valore è fortemente legato alla capacità produttiva, al fatto che il

prodotto fornito sia idoneo a soddisfare un certo bisogno, si possa

Il processo produttivo è il cuore della produzione di valore da parte dell’impresa (è qui che mette

la capacità tecnica, tecnologica, inventiva …) ma quel prodotto non vede riconosciuto il suo

valore nché non incontra il mercato e ci trova qualcuno interessato, disponibile a pagarne il

prezzo e comprarlo

La razionalità del secondo protopostulato, quando viene trasferita nel governo dell’impresa e nelle

sue decisioni, si concretizza in due principi di fondo, due binari sui quali deve correre il treno

dell’impresa

EFFICIENZA = minimizzazione dell’input per un output/massimizzazione di un output per un input

dato, principio prettamente economico, si occupa dell’utilizzo razionale delle risorse, nei mercati

di approvvigionamento e nel processo produttivo

EFFICACIA = capacità di soddisfare un bisogno-obiettivo, rivolto al mercato di riferimento,

all’attrarre nuova clientela e delizzare la clientela presente, la creazione di valore è immagine del

soddisfacimento di un bisogno

Il problema economico è dato da risorse e bisogni, le prime sono viste nell’e cienza

(ottimizzazione delle risorse), i secondi nell’e cacia (soddisfacimento dei bisogni)

LA MISSION DELL’IMPRESA

Questa tensione continua a e cienza e e cacia fa intendere che l’obiettivo di fondo dell’impresa

è quello di creare nuovo valore, individuando modi di produrre e distribuire i propri prodotti

(business model) che siano in grado di creare nuovo valore, ossia di ottenere sul mercato un

riconoscimento che permetta all’impresa di ottenere più risorse di quelle utilizzare per realizzare i

prodotti. Quando si parla di obiettivo pro t dell’impresa, obiettivo dato dai soggetti che l’hanno

costituita (istituto sociale), si pensa che ad avere ricavi maggiori di costi, ma a nché non sia di

breve periodo questa creazione di valore è la sintesi del fatto che l’impresa ha organizzato

processi produttivi e cienti che si alimentano con procedure di approvvigionamento e cienti,

rapporti stabili con fornitori, lavoratori, collaboratori e capacità di far comprendere ai clienti l’utilità

del proprio prodotto

Questo obiettivo è sempre di realizzazione eventuale e residuale, cioè arriva alla ne del processo,

dopo aver apprezzato la capacità di vendere i prodotti e di pagare in modo giusto i fattori

produttivi … non si pensa al pro tto a tutti i costi (non pagando in modo corretto i lavoratori,

vendendo prodotti di bassa qualità), ma la missione dell’impresa o obiettivo di fondo, relativo alla

capacità di durare nel tempo, è di creare pro tto perché è ciò che residua dalla sidiguuaglianza di

costi e ricavi, sintesi numerica di una cosa molto più ampia, capita di stare sul mercato, di

soddisfare il bisogno, avere un processo produttivo creativo, d’innovativo, e ciente e di operare

in modo corretto sui mercati di approvogionkmetneo … tutte queste cose solo la gestione

dell’impresa e tendono alla creazione di nuovo valore, subordinato ad aver fatto tutto bene

Questo dice anche che la mission è molto economica perché si misura in una di erenza tra ricavi

e costi, ma ha anche una dimensione sociale, sintesi di una serie di reazioni che sono di scambio

ma contengono anche aspetti non strettamente economici (dimensione della ducia orienta sia

acquisti che vendite, rapporti duciari con fornitori e clienti) dimensione sociale

Mission = insieme degli obiettivi a medio-lungo termine che l’impresa si da = produzione di valore

fi ffi fi fi ffi fi fi fi ffi ffi

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L’IMPRESA E LE SUE RELAZIONI

L'impresa è immersa nel mercato, e nel mercato ha una serie di relazioni

L’impresa è un sistema di relazioni che si esplicitano in scambi

stakeholder

I diversi soggetti con i quali entra in relazione vengono de niti (portatori di interesse)

= soggetto, istituzioni, imprese che a vario titolo sono coinvolte nell’attività dell’impresa, con essa

scambiano direttamente o indirettamente, e hanno quindi un interesse a mantenere la relazione,

interesse non solo economico o patrimoniale ma proprio di stare in relazione con l’impresa

Sono tanti, diversi, con relazioni diverse

- Sistema istituzionale, reggono la comunità e il territorio in cui l’impresa si inserisce: Stato,

regioni, enti pubblici, enti regolatori (autorità che si occupano di regolare il mercato). Hanno

relazioni anche non soltanto economiche, regolano il sistema in cui opera, ma sono anche

interlocutori di scambi perché molto spesso alcuni di questi enti hanno potere impositivo

- Mercati di approvvigionamento, dove incontra i propri fornitori di beni o servizi, persone o

imprese che cedono a titolo oneroso beni o servizi necessari a alimentare il processo produttivo

- Mercati del lavoro, forniscono non beni o servizi ma il proprio lavoro, strettamente legati

all’impresa: lavoratori dipendenti (stakeholder interni) o autonomi

- Mercati di sbocco, nei quali l’impresa cede i propri prodotti: clienti, che possono essere il

consumatore nale (mercati di sbocco B-to-C, business to consumer) o altre imprese (mercati

di sbocco B-to-B, il prodotto sarà un fattore produttivo per l’altra impresa), mercati sici o

telematici, mercati di erenziati per target (mercati di massa o di nicchia)

- Mercati di capitali, gli stakeholder sono i nanziatori, nanziatori molto particolari che invece di

fornire beni o servizi, fattori produttivi direttamente collegati al processo produttivo, cedono a

titolo oneroso una somma di denaro, invece di dare beni o servizi danno una somma di denaro

in attesa di vederla restituita aumentata di un certo prezzo per il servizio: due tipi molto diversi

per la relazione che instaurano con l’impresa, nanziatori con vincolo di prestito (intermediari

nanziari, forniscono un bene particolare ma si comportano come gli altri fornitori, cedono un

fattore produttivo e concordano un certo prezzo, solo che lo scambio non è t

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Scienze economiche e statistiche SECS-P/07 Economia aziendale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher sebastianotronco di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Economia e contabilità d'impresa e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Verona o del prof Mion Giorgio.
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