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Economia degli intermediari finanziari

Il mercato è il luogo in cui avviene l'incontro tra la domanda e l'offerta di un determinato bene. La sua funzione è quella di mettere in contatto compratori e venditori, rendendo possibile lo scambio e quindi il luogo dove si forma il prezzo del bene.

Macro-categorie di mercato

  • Monetario
  • Obbligazionario: un’obbligazione è un titolo emesso dallo Stato o da un’azienda per raccogliere del capitale, che prevede il pagamento di interessi e una data di scadenza in cui verrà restituito il denaro.
  • Azionario: un’azione è un titolo emesso dalle aziende per raccogliere del capitale, rappresenta un’azione verso il capitale sociale. Se viene acquistata un’azione, si diventa soci. Un’azione è più rischiosa dell’obbligazione. Entrambi sono valori mobiliari, per questo motivo, tutti e tre appartengono al mercato mobiliare.
  • Valutario: non appartiene al mercato mobiliare.

Numero di banche nel 2020: 392, nel 2021: 375, diminuzione dovuta a fusioni e acquisizioni.

Sistema finanziario

Il Sistema finanziario è l'insieme organizzato di tre componenti:

  • I mercati: un luogo fisico e telematico su cui si scambiano beni.
  • Gli strumenti: dei contratti aventi ad oggetto diritti e doveri finanziari, come lo scambio di denaro.
  • Gli intermediari: soggetti che producono e scambiano gli strumenti finanziari.

Le funzioni essenzialmente sono tre:

  1. Regolamentare gli scambi di beni e servizi (funzione monetaria).
  2. Trasferimento di fondi da soggetti in avanzo finanziario (in surplus) a soggetti in disavanzo finanziario (in deficit).
  3. Gestione del rischio finanziario (può avere sia riscontri positivi che negativi, ad esempio il rischio di tasso o di cambio, possono essere coperti con gli strumenti finanziari derivati) oppure puro (può avere solo riscontri negativi ma può essere coperto con polizze assicurative).

Storia della moneta

Il punto di partenza è rappresentato dal baratto, il problema in questa epoca storica era legato al valore dei beni scambiati. Spesso era difficile attribuire ad un determinato bene un valore in beni. Successivamente si passò alla moneta merce (ad esempio il sale, le monete d’oro, d’argento o di rame, il valore intrinseco coincideva con quello estrinseco, uguaglianza non sempre corrispondente poiché il contenuto poteva essere alterato). La storia muta così come le problematiche da affrontare, ora il problema è legato al trasporto, non era sicuro girare portando con sé queste monete merce.

Il problema si risolse nel momento in cui si passò alle monete segno, nacquero i cambiavalute che potevano scambiare le monete merce con pezzi di carta chiamati certificati di deposito, con un’importante caratteristica: sono nominativi e per pagare era necessario riconvertire i certificati in moneta.

I primi certificati emessi venivano chiamati regolari poiché le monete depositate venivano messe sotto chiave. Successivamente, i cambiavalute iniziano a prestare le monete e i certificati divengono irregolari (tutti i cambiavalute potevano emettere i certificati). Con il passare del tempo i certificati di deposito mutano la loro funzione e vengono chiamati certificati di deposito al portatore e così facendo era possibile pagare direttamente consegnando il certificato.

Con il passare del tempo viene introdotto il corso forzoso che impedisce la convertibilità delle banconote in oro, una volta temporaneo.

Legge del 1874

Prevede che l’azione di emettere banconote sia riservata a 6 banche:

  • Banca Nazionale del Regno d’Italia
  • Banca di Napoli
  • Banca Nazionale Toscana
  • Banca di Roma
  • Banco di Sicilia
  • Banca Toscana di credito

Nel 1893 la Banca Nazionale del Regno d’Italia, la Banca Nazionale Toscana e la Banca Toscana di credito si fondono e nasce così la Banca d’Italia (istituita formalmente il primo gennaio del 1894) e le viene affidato inizialmente l’incarico di liquidare la Banca di Roma. Questo perché nel 1870 Roma divenne capitale d’Italia, nella maggioranza dei cittadini italiani nasce il desiderio di trasferirsi nella capitale e si assiste dunque a un boom edilizio. Le imprese edili però falliscono e con loro anche la Banca.

Nel 1926 Banca d’Italia divenne l’unico istituto di emissione. Oggi il ruolo è ricoperto dalla BCE ma la stampa è ancora eseguita dalle Banche centrali nazionali.

Moneta bancaria o scritturale

A tal proposito distinguiamo tra tre macro-categorie:

  • Moneta utilizzata sia da imprese che da privati (assegno bancario, circolare, RID, bonifico).
  • Moneta utilizzata solo da imprese (MAV e RIBA).
  • Moneta utilizzata solo da privati (carta di debito, credito o prepagate).

Prima categoria

Assegno bancario: un titolo di credito che assomiglia alla cambiale tratta, è un ordine di pagamento impartito da un correntista alla propria banca in favore di un beneficiario. Non vi è una scadenza, si tratta di uno strumento a vista. Prevede il soddisfacimento di determinati requisiti:

  • Bisogna essere in possesso di un conto corrente.
  • La banca deve aver rilasciato al cliente un carnet assegni.
  • Sul conto corrente devono essere presenti dei fondi, in caso contrario si tratterebbe di un assegno scoperto: un illecito amministrativo. La banca non paga e viene elevato atto di protesto nei confronti dell’emanatore seguito da revoca di sistema (non sarà più possibile emettere assegni), multa e infine, segnalazione alla CAI, istituto che mette in contatto le varie banche. In caso di pagamento tardivo (entro 60 gg) si può evitare ciò, il pagamento prevede, oltre al totale, una penale (il 10%), le spese di protesto e gli interessi legali.

La data riportata sull’assegno deve essere quella reale poiché il giorno stesso deve essere riportato in banca la quale accredita la somma dall’ottavo giorno se su piazza, 15 giorni se fuori piazza. Sul retro è riportata la scritta girata nonostante vi sia scritto non trasferibile.

Normativa dell’antiriciclaggio: pone un limite alla circolazione di contanti. Il primo limite, fissato a 5.000 euro nel 2007, subì numerose variazioni, l’anno seguente salì a 12.500 euro, nel 2010 si riabbassò a 5.000 euro per poi, nel 2011, abbassarsi a 2.500. Nel dicembre del primo anno si abbassò nuovamente a 1.000, nel 2015 si alzò a 3.000 e nel 2019 a 2.000, infine venne rifiutato il passaggio a 1.000 nel 2022 e restò a 2.000 euro.

Gli assegni devono essere non trasferibili per importi superiori o uguale a 1.000 euro. È possibile richiedere un libretto assegni senza la clausola prestampata ma è previsto un costo di 1,50 euro per assegno. Per l’assegno è necessario ricorrere alla girata, verso la propria banca, tipicamente effettuata in bianco, apporta solo la firma e si ha l’accredito su conto corrente con clausola salvo buon fine.

Assegno circolare: sono previste le medesime regole già viste per l'assegno bancario. Si tratta di un titolo di credito che assomiglia alla cambiale pagherò. Si tratta dunque di una promessa di pagamento effettuata da una banca in favore di un dato beneficiario. Sono previsti dei requisiti:

  • L’istituto emittente deve essere una banca ai sensi dell’articolo 10 del TUB.
  • La banca deve aver ottenuto l’approvazione della Banca d’Italia per il rilascio.
  • Devono essere presenti fondi sul conto corrente.

Riguardo l’incasso è previsto un termine di 30 giorni dall’emissione e anche in questo caso vi è il taglio dell’angolino.

Assegno digitale: utilizzato per lo scambio tra banche.

RID: un'operazione finanziaria basata su un'autorizzazione continuativa conferita dal debitore alla propria banca di accettare gli ordini di addebito provenienti da un determinato creditore (es. le banche che pagano direttamente le bollette per le famiglie).

Bonifico: può essere ordinario o urgente ma non ha un costo.

Seconda categoria

MAV: strumento che prevede la presenza di due soggetti:

  • Il creditore: va dalla propria banca (assuntrice), la quale si mette in contatto con il debitore il quale si recherà nella propria banca (esattrice) per pagare e la banca comunica al creditore l’esito positivo.
  • Il debitore: che deve pagare. Generalmente non ha una scadenza.

RIBA: strumento che prevede la presenza di due soggetti:

  • Il creditore: si reca dalla propria banca (assuntrice) la quale si mette in contatto direttamente con la banca del debitore (domiciliataria) che se paga entro scadenza riceve la RIBA e la banca domiciliataria comunica l’esito positivo alla banca assuntrice.
  • Il debitore: che deve pagare.

PSD: la prima direttiva europea sui servizi di pagamento, anche nota come payment services directive, la quale definisce un quadro giuridico comunitario moderno e coerente per i servizi di pagamento elettronici. L’obiettivo era quello di omogeneizzare gli strumenti di pagamento in Europa, in particolare: l’assegno bancario, circolare, i bonifici, il MAV, la RIBA e il RID. Nel 2018 entra in vigore la seconda direttiva, indicata con il nome PSD2 e rappresenta il tentativo di espandere lo sforzo anche verso paesi extraeuropei, nasce così la SEPA, ovvero: single euro payments area, un’area in cui qualunque operatore economico può effettuare e ricevere pagamenti in euro secondo regole e procedure uniformi.

Terza categoria

Carte di debito: uno strumento mediante il quale è possibile effettuare acquisti presso esercizi commerciali dotati di POS e operazioni, come prelievi o ricariche, presso gli sportelli ATM aderenti ad un circuito, il più noto è Bancomat, il circuito a cui si allacciano le banche per far funzionare le carte. L’addebito sul conto corrente è immediato, è necessario, quindi, che al momento del pagamento ci sia una copertura sufficiente sul conto.

Carta di credito: permette al titolare di differire il momento dell’addebito in una data successiva e predeterminata. Il vantaggio è rappresentato dal fatto che permette un prestito a costo zero e senza interessi (vi sono solo in caso di pagamento rateale) e oltre a ciò l’accredito sul conto dell’esercizio commerciale è istantaneo. Lo svantaggio è rappresentato dalle commissioni. Possono essere bilaterali (utilizzabili presso tutti gli esercizi commerciali) o trilaterali (emessa da una data impresa e utilizzabile solo con essa). Esempi di circuiti: VISA e MasterCard.

Corporate cards: carte aziendali che si differenziano per il limite di utilizzo (una soglia di denaro) e per i tempi riguardo l’addebito. L’addebito può avvenire in modo posticipato.

Carte prepagate: il vantaggio per l'utilizzatore è la sicurezza in caso di furto. È possibile ricaricarla e quando effettuo la ricarica faccio uscire i soldi dal mio conto, un esempio è Postepay e il circuito più utilizzato è Visa electron.

Le cambiali

Le cambiali sono titoli di credito direttamente esigibili. Distinguiamo tra due tipologie:

  • Pagherò: promessa di pagamento con una scadenza, si ha un debito nei confronti di un beneficiario. Io che ho il debito sono l’emittente, ovvero, l’obbligato principale.
  • Tratta: ordine di pagamento, un soggetto che ha sia un debitore che un creditore. Il soggetto è il traente: dà l’ordine di pagare il beneficiario. Il beneficiario è il creditore ultimo che sarà pagato dal mio debitore. Il trattario: deve apporre una firma per l’accettazione, così da diventare accettante e così facendo sarà lui l’obbligato principale.

Obbligati di regresso: i cosiddetti avallanti, ciò avviene quando l’obbligato principale non adempie il suo dovere (pagare il credito) e il creditore ha il diritto, successivamente aver elevato atto di protesto, di richiedere il credito ai sottoscrittori precedenti. Quando si eleva atto di protesto, il nome del debitore inadempiente viene riportato all’interno del bollettino dei protesti, la conseguenza: le banche non prestano soldi.

Trasferimento della cambiale: avviene tramite un procedimento detto la girata, consideriamo due soggetti:

  • Il girante: il vecchio beneficiario.
  • Il giratario: il nuovo beneficiario.

La girata può essere:

  • In pieno: il girante firma e pone il nome del giratario.
  • In bianco: il girante si limita a firmare.

Satispay

Satispay è un sistema di pagamento che permette di acquistare nei negozi convenzionati, effettuare ricariche telefoniche e scambiare denaro con amici in modo smart e sicuro. Si tratta dunque di una moneta digitale legata al proprio conto corrente. Un vantaggio caratterizzante è la presenza del cashback, una pratica che permette agli utenti registrati di ricevere una percentuale degli importi spesi per i loro acquisti.

Altre monete digitali sono ad esempio Paypal, un conto collegato al proprio conto bancario, carta di credito o debito, che è possibile utilizzare per effettuare acquisti online sugli e-commerce che lo accettano. Il vantaggio riguarda il fatto che le commissioni per i commercianti sono ridotte rispetto alle carte. Infine, Apple Pay, uno strumento di pagamento che permette di effettuare pagamenti contactless tramite il sensore NFC integrato.

Bitcoin

L’unico strumento di disintermediazione, ovvero, l’unico strumento slegato dal conto bancario e quindi dalle banche è il Bitcoin (BTC), una criptovaluta utilizzabile esclusivamente online che permette la locazione e trasferimento di file avvalendosi delle cosiddette blockchain, delle catene di computer in grado di rielaborare i file e tradurli in moneta. I principali problemi legati a questa neo moneta digitale sono gli elevati costi e le alte temperature (inquinamento).

Vista la particolarità della moneta, il suo distacco dalle banche, è possibile effettuare trasferimenti illeciti, ma la guardia di finanza può intervenire e indagare. All’interno della blockchain tutto viene registrato.

Bitcoin nasce il 31 ottobre del 2008, Nakamoto è il nome dello sviluppatore. Nel 2009 è stato effettuato il primo acquisto con il bitcoin, il prodotto era una pizza, acquistata per 10 bitcoin, il cui valore oggi sarebbe di 200.000 euro. Il principale svantaggio di questa moneta digitale è la sua forte volatilità, che può tradursi in un vantaggio a seconda del punto di vista. I bitcoin sono contenuti all’interno di un wallet, una sorta di portafoglio digitale che può essere contenuto all’interno del proprio telefono o computer, oppure all’interno di una chiavetta USB, lo strumento più sicuro.

Nel 2017 in Giappone è stato legalizzato l’utilizzo dei bitcoin che possono essere convertiti nella moneta nazionale. Il mining è il sistema che Bitcoin utilizza per generare nuove monete e convalidare transazioni collegandole a quelle già esistenti. Per iniziare questa attività è necessario procurarsi un mining rig, una fonte di elettricità a buon mercato e un Wallet per criptovalute. Il bitcoin è una moneta inflazionabile.

Un modo diverso per ricavare bitcoin è acquistarli usando exchange specializzati (online) pagando con carta prepagata o utilizzando specifici ATM, in entrambi i casi ci si allaccia al conto corrente. I vantaggi legati all’uso di bitcoin sono:

  • Velocità delle transazioni
  • Economicità, non ci sono commissioni
  • Indipendenza

Svantaggio: la non tracciabilità delle operazioni.

Con il passare del tempo si sono sviluppate nuove criptovalute come Altcoin, Jesus Coin, Stable Coins o anche criptovalute di Stato (E-Krona, svedese o E-Yuan, cinese, Digital euro, della BCE ancora in perfezionamento), così facendo è stata introdotta una vigilanza su BTC. Nel 2019 Facebook ha lanciato la sua moneta digitale con il nome di Libra. Queste tre macro categorie (BTC, Stable coins, Cripto stato) sono monete virtuali ma diverse fra loro, ad esempio, l’obiettivo delle Stable coins è quello di raggiungere una stabilità dei valori.

Saldi finanziari

Le grandezze reali sono fonte dei soldi risparmiati in tasca. Consideriamo due ipotesi:

- SF > 0: si può investire in nuove attività finanziarie, ovvero modi per impiegare capitale, comprando azioni, trasferendo soldi sul conto corrente e si ha una variazione positiva dell’attività finanziaria estinguere vecchie passività finanziarie (∆AF > 0), oppure si possono (∆PF < 0).

- SF < 0: si può chiedere un prestito, così facendo si avrà un’accensione di nuove passività finanziarie (∆PF > 0) oppure disinvestire in attività finanziarie (∆AF < 0).

∆AF ∆PF, È possibile calcolare il saldo finanziario in questo modo: SF (o SF ) e S devono SF = - reali FIN dare lo stesso risultato.

Rendimento e rischio

Il rendimento è un fattore che dipende dal prezzo di acquisto (PA), da flussi di cassa periodici, dal valore di rimborso (VR) o dal prezzo di vendita (PV) e dal trattamento fiscale. Il rischio, a differenza, dipende dal rischio d’insolvenza della controparte, dal rischio di prezzo, dal rischio d’interesse, di cambio, di inflazione e di liquidità.

Lezione del 03 ottobre

Imperfezioni di mercato

L’informazione è un fattore importante nel processo decisionale di consumatori e imprenditori. L'informazione incompleta può portare a decisioni errate e a imperfezioni di mercato che influenzano l'efficienza complessiva delle transazioni economiche.

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Scienze economiche e statistiche SECS-P/11 Economia degli intermediari finanziari

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher matteomusso di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Economia degli intermediari finanziari e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli studi di Torino o del prof Rovera Cristina.
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