Capitolo 1: Perché studiare i mercati e le istituzioni finanziarie?
I mercati finanziari
Nei mercati finanziari avvengono i trasferimenti di fondi da chi possiede disponibilità finanziarie in eccesso (operatori in surplus) a chi ha necessità di fondi (operatori in deficit). Sono di grande interesse perché convogliano i fondi da chi non li usa in modo produttivo a chi, invece, è in grado di servirsene con profitto. Un funzionamento efficace di questi mercati è un elemento chiave per una crescita economica elevata.
Mercati del debito
Un titolo (o strumento finanziario) rappresenta un diritto sui redditi futuri dell’emittente o sulle sue attività. Una obbligazione (o bond) è un titolo di debito che contiene la promessa di pagamenti periodici per un determinato periodo di tempo. I mercati del debito, chiamati anche mercati obbligazionari, permettono alle società e ai governi di finanziare con i prestiti la loro attività. Il tasso di interesse (interest rate) riproduce il costo del credito o la remunerazione corrisposta a fronte del prestito di fondi e viene normalmente espressa in percentuale. I tassi di interesse hanno effetto sulle condizioni dell’economia nel suo complesso, visto che condizionano anche le decisioni di investimento aziendali: tassi di interesse elevati, per esempio, potrebbero obbligare una società a posporre la costruzione di un nuovo impianto che potrebbe garantire nuovi posti di lavoro. Visto che i vari tassi di interesse hanno la tendenza a muoversi in modo univoco, spesso gli economisti considerano i tassi nel loro insieme e fanno riferimento a un tasso generico, chiamandolo “il” tasso di interesse. Tuttavia, i tassi di interesse su differenti tipi di obbligazione possono avere andamenti diversi.
Mercato azionario
Un’azione ordinaria (common stock), che generalmente prende semplicemente il nome di azione (stock), è uno strumento finanziario che rappresenta una quota di proprietà di una società: un diritto sui suoi redditi e sul suo patrimonio. L’emissione di azioni e la loro collocazione presso il pubblico è una delle tecniche tramite la quale le aziende raccolgono fondi per pagare le loro attività. Il mercato azionario è il mercato finanziario cui generalmente si fa affidamento. Gioca un ruolo importante anche nel processo decisionale degli investimenti aziendali, poiché il “quanto costa” un’azione grava sulla quantità di fondi che può essere raccolta disponendo titoli di nuova emissione presso gli investitori.
Mercato valutario
È necessario che i fondi che devono essere spostati da nazione a nazione siano convertiti dalla valuta del paese d’origine a quella del paese di destinazione. Questo processo ha luogo sul mercato valutario, che non è fondamentale soltanto ai fini del trasferimento di valuta tra stati, ma anche in quanto individua il tasso di cambio. Se prendiamo come esempio l’euro esso ha avuto nei confronti della valuta statunitense alterne vicende. A luglio 2008 c’era un rapporto di cambio superiore a 1,55 dollari. Una variazione nel tasso di cambio ha un effetto diretto sui consumatori perché agisce sul costo delle merci importate. Un euro forte consente di acquistare merci create all’estero a prezzi più convenienti. L’apprezzamento del valore dell’euro, però, può avere un effetto non positivo sui conti delle imprese europee che esportano all’estero la propria produzione e obbligarle a ridurre la forza lavoro. Quando il valore dell’euro, invece, scende nei confronti di altre valute, gli europei riducono i loro acquisti di merci estere aumentando il consumo di beni domestici.
Le istituzioni finanziarie (o intermediari finanziari)
Producono e offrono servizi finanziari e assicurano il funzionamento dei mercati finanziari. Il sistema finanziario è articolato e racchiude molti tipi di istituzioni di natura privata, tra cui banche, assicurazioni, fondi di investimento, società finanziarie e banche di investimento, le quali sono obbligate a essere sottoposto a una regolamentazione pubblica. Gli intermediari finanziari prendono a prestito i fondi dai risparmiatori e li concedono ad altri. A volte il sistema finanziario si “blocca” e genera delle crisi finanziarie, ovvero gravi sconvolgimenti nei mercati finanziari contraddistinte da brusche flessioni dei prezzi delle attività e fallimenti di imprese finanziarie e imprese che non sono finanziarie. L’istituzione più importante di ogni sistema finanziario è la banca centrale, in Europa tale ruolo è svolto dalla Banca Centrale Europea (BCE). Le banche sono imprese autorizzate all’esercizio dell’attività bancaria che consiste nella raccolta del risparmio e nell’esercizio del credito. Le banche sono i principali intermediari finanziari nell’economia europea, quelli con cui l’utente medio interagisce con maggiore frequenza.
Capitolo 2: Sistema finanziario, uno sguardo d’insieme
Funzione dei mercati finanziari
I mercati finanziari svolgono la funzione economica fondamentale di trasferire le risorse finanziarie dalle famiglie, dalle aziende e dai governi che hanno un surplus di fondi, dal momento in cui spendono meno del loro reddito, verso quelli che ne presentano una carenza (o deficit), perché sperperano più di quanto guadagnano. Nel circuito diretto le unità in deficit prendono a prestito i fondi direttamente dai risparmiatori nei mercati finanziari tramite l’emissione di titoli (chiamati anche strumenti finanziari). I titoli sono attività per chi li sottoscrive (o acquista) ma passività (o debiti) per il soggetto o l’impresa che li emette. Spesso le persone che risparmiano non sono le stesse che hanno a disposizione opportunità di investimento favorevoli, in altre parole gli imprenditori. Senza mercati finanziari è complicato spostare le risorse finanziarie da un soggetto che non ha nessuna opportunità di investimento a uno che invece ne ha; entrambi rimarreste bloccati nella vostra condizione e nessuno di voi trarrebbe alcun beneficio. I mercati finanziari sono quindi essenziali per promuovere l’efficienza economica e per realizzare un’efficiente allocazione del capitale (ricchezza finanziaria o fisica, impiegata per produrre nuova ricchezza), che contribuisce ad ampliare la produzione e l’efficienza nell’intera economia.
Struttura dei mercati finanziari
Mercato dei titoli di debito e dei titoli azionari
Ci sono due vie attraverso cui un’azienda può raccogliere i fondi sul mercato finanziario. La prima, e anche quella più comune è l’emissione di uno strumento di debito, per esempio un’obbligazione o un prestito ipotecario. La scadenza di uno strumento di debito è il numero di anni che mancano alla sua estinzione: breve termine < 1 anno, medio termine se è compresa tra 1 e 10 anni e lungo termine se > di 10 anni. La seconda via attraverso cui è possibile raccogliere fondi risulta essere l’emissione di azioni. Queste sono diritti su una quota dell’utile netto e su una quota delle attività di un’impresa. Se si è titolari di un’azione ordinaria di un’impresa che ne ha emesse 1 milione, si ha quindi diritto alla milionesima parte dell’utile netto dell’impresa e alla milionesima parte del suo patrimonio. Sovente le azioni ordinarie corrispondono a coloro che le possiedono dei dividendi, ovvero dei pagamenti periodici, e sono considerate titoli a lungo termine perché non hanno scadenza. Il privilegio derivante dal possesso di azioni è che i loro titolari beneficiano apertamente degli incrementi di redditività della società o del valore delle sue attività; mentre ai detentori di titoli di debito non spetta questo beneficio.
Mercati creditizi e mercati mobiliari
Gli strumenti negoziati nel mercato dei titoli di debito possono essere di due specie, a seconda che siano o meno trasferibili. Un’obbligazione è un titolo trasferibile; il mutuo e il deposito bancario sono esempi di titoli di debito non trasferibili. Gli strumenti non trasferibili sono contraddistinti da un notevole grado di personalizzazione. I mercati finanziari in cui si negoziano strumenti non trasferibili sono detti mercati creditizi, mentre quelli in cui si negoziano strumenti trasferibili sono chiamati mercati mobiliari.
Mercati primari e secondari
Un mercato primario è un mercato finanziario in cui l’impresa o amministrazione pubblica che prende a prestito le risorse finanziarie emette nuovi titoli, obbligazioni o azioni, che sono venduti, o meglio collocati, presso gli investitori iniziali. Un mercato secondario è un mercato finanziario in cui possono essere rivenduti o acquistati titoli già in circolazione. Un’istituzione finanziaria importante che contribuisce al collocamento iniziale dei titoli sul mercato primario è la banca di investimento, che si impegna al loro underwriting (sottoscrizione). Ai fini del buon funzionamento di un mercato secondario è essenziale la presenza di intermediari quali i dealer e i broker. Gli intermediari finanziari operano come agenti degli investitori e hanno l’obiettivo di agevolare l’incrocio fra compratori e venditori di titoli; i dealer facilitano l’incontro fra venditori e compratori acquistando i titoli dai primi e vendendoli ai secondi. I broker non effettuano alcuna operazione di compravendita, ma mettono in contatto potenziali acquirenti e venditori di titoli. Quando si acquistano titoli sul mercato secondario, chi li vende riceve in cambio denaro, ma la società che li ha emessi non ottiene nuove risorse finanziarie. Un’impresa ricava nuovi fondi soltanto quando i suoi titoli vengono collocati la prima volta nel mercato primario. Ciononostante, i mercati secondari rendono più agevole la vendita degli strumenti finanziari e definiscono il prezzo a cui la società emittente può collocare i titoli sul mercato primario. Quanto più elevato sarà il prezzo dei titoli nel mercato secondario, tanto più alto sarà il pagamento che l’impresa emittente riceverà per i nuovi titoli nel mercato primario.
Mercati regolamentati e mercati over-the-counter
I mercati secondari possono essere organizzati in due modi. Uno di questi consiste nelle borse valori, dove acquirenti e venditori di titoli si incontrano in una sede che può essere fisica o virtuale per realizzare gli scambi. L’altra modalità per organizzare il mercato secondario è predisporre un cosiddetto mercato OTC (over the counter) in cui operatori in sedi differenti hanno un magazzino di titoli che sono pronti ad acquistare e vendere a chiunque si faccia avanti e sia disposto ad accettare i loro prezzi. Il mercato OTC è molto competitivo. La maggior parte delle azioni delle società più importanti viene scambiata nelle borse valori.
Mercato monetario e mercato dei capitali
Un altro criterio di classificazione dei mercati finanziari fa riferimento alla scadenza dei titoli scambiati. Nel mercato monetario sono negoziati titoli di debito a breve termine (scadenza < 1 anno), mentre nel mercato dei capitali sono scambiati titoli di debito a scadenza più lunga (> o = 1 anno) e titoli di capitale.
Internazionalizzazione dei mercati finanziari
La crescente internazionalizzazione dei mercati finanziari è diventata un trend importante. Negli anni più recenti il dominio dei mercati statunitensi ha cominciato ad affievolirsi. Gli strumenti tradizionali nel mercato internazionale delle obbligazioni sono noti come obbligazioni estere, vendute all’estero e denominate nella valuta di quel paese. Per esempio, se Enel emettesse negli Stati Uniti obbligazioni denominate in dollari USA, queste sarebbero classificate come obbligazioni estere. Una innovazione nel mercato delle obbligazioni internazionali è l’eurobbligazione, denominata in una valuta diversa da quella del paese di emissione. Oltre l’80% delle nuove emissioni è costituito da eurobbligazioni. Una variante delle eurobbligazioni è rappresentata dalle eurovalute, ossia denaro che viene depositato in banche fuori dal paese d’origine. L’eurovaluta più importante è l’eurodollaro: dollari USA depositati in banche estere al di fuori degli Stati Uniti. Attenzione a non fare confusione: un’obbligazione denominata in euro è un’eurobbligazione solo se è emessa fuori dei paesi che hanno adottato l’euro.
Funzione degli intermediari finanziari: circuito indiretto
Le risorse finanziarie possono essere trasferite dai datori ai prenditori di fondo attraverso un ulteriore circuito, il circuito indiretto. Coinvolge un intermediario finanziario che si frappone tra datore e prenditore di fondi, agevolando il trasferimento delle risorse dagli uni agli altri (una banca, ad esempio). Il processo di finanziamento indiretto che si avvale dell’intervento degli intermediari finanziari, chiamato intermediazione finanziaria, è il percorso primario per le risorse finanziarie che si muovono dai datori ai prenditori di fondi. Perché gli intermediari finanziari e i circuiti indiretti sono così importanti nei sistemi finanziari? Per rispondere a questa domanda è necessario comprendere il ruolo dei costi di transazione e l’importanza dell’informazione in questi mercati.
Costi di transazione
Ossia il tempo e il denaro spesi per effettuare un’operazione finanziaria, rappresentano uno dei principali problemi per chi ha eccedenze di fondi da prestare. I piccoli risparmiatori o i potenziali prenditori di fondi potrebbero essere esclusi dai mercati finanziari senza poterne sfruttare i vantaggi, ad esempio per costi di transizioni legali troppo onerosi. Gli intermediari possono abbassare significativamente i costi di transazione, sia perché hanno una certa esperienza, sia perché possono trarre vantaggio dalle economie di scala, vale a dire dalla diminuzione dei costi di transazione per ogni euro che si ottiene via via che la dimensione dell’operazione finanziaria aumenta (es. costo per 1 transazione 500€, 1000 transazioni simili alla banca costano solo 2,50€ l’una).
Ridistribuzione del rischio
Un altro vantaggio dei bassi costi di transizione delle istituzioni finanziarie è che possono contribuire a ridurre l’esposizione degli investitori al rischio tramite un processo noto come ridistribuzione del rischio o trasformazione delle attività finanziarie: gli intermediari emettono e vendono strumenti finanziari con profili di rischio coerenti con le preferenze della clientela e usano poi le risorse ottenute per acquistare altre attività che possono presentare una rischiosità più alta. I bassi costi di transizione permettono agli intermediari di realizzare il processo di ridistribuzione del rischio a costi contenuti.
Asimmetria informativa
Un ulteriore motivo per cui gli intermediari finanziari sono importanti è che spesso un soggetto che partecipa allo scambio finanziario non dispone di adeguate informazioni sull’altra controparte, che gli consentano di prendere decisioni accurate. Tale condizione di disuguaglianza è detta asimmetria informativa. La selezione avversa è il problema originato dall’asimmetria informativa prima che avvenga la transazione. Nei mercati finanziari questo fenomeno si manifesta quando i prenditori di fondi che hanno maggiore probabilità di produrre un risultato avverso sono gli stessi che si attivano di più per richiedere un finanziamento e che per questo hanno maggiori probabilità di ottenerlo. Poiché tale selezione rende più probabile che vengano erogati finanziamenti in corrispondenza di prenditori di fondi più rischiosi, i datori potrebbero decidere di non concedere alcun finanziamento, anche se sul mercato vi sono opportunità di impiego a basso rischio di insolvenza. L’azzardo morale è il problema generato dall’asimmetria informativa dopo la conclusione della transazione. Nei mercati finanziari è il rischio che il prenditore di fondi possa compiere azioni che accrescono la sua probabilità di insolvenza e che pertanto non sarebbero gradite al datore. Poiché l’azzardo morale riduce la probabilità che il prestito venga rimborsato, i prestatori potrebbero decidere di non concederlo. La presenza degli intermediari finanziari nell’economia fa sì che i piccoli risparmiatori possano destinare i loro fondi ai mercati finanziari prestandoli a un intermediario di fiducia, il quale a sua volta impiegherà i fondi o concedendo prestiti oppure sottoscrivendo o acquistando titoli come obbligazioni. Gli intermediari offrono quindi servizi di liquidità, promuovono la trasformazione e la riduzione del rischio e risolvono o attenuano i problemi derivanti dall’asimmetria informativa.
Intermediari finanziari
- Intermediari creditizi:
- Banche: raccolgono fondi principalmente attraverso l’emissione di depositi in conto corrente, depositi a risparmio, certificati di deposito e obbligazioni. Le banche impiegano questi fondi per concedere finanziamenti alle imprese o agli individui e per acquistare titoli di stato e obbligazioni.
- Altri intermediari creditizi: a differenza delle banche non raccolgono le risorse finanziarie necessarie alla loro attività attraverso l’emissione di depositi, bensì si finanziano attraverso l’emissione di azioni e di obbligazioni. Es. società di credito al consumo, quelle di factoring e di leasing.
- Intermediari assicurativi:
- Imprese di assicurazione vita: queste imprese assicurano le persone offrendo prestazioni monetarie in un’unica soluzione – capitale – o attraverso pagamenti periodici – rendita – al verificarsi di eventi che riguardano la vita umana, quali la morte o la sopravvivenza a una certa data futura. I fondi sono ottenuti grazie ai premi che gli assicurati corrispondono.
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