Economia aziendale – Attività economiche
29/09/22 Lezione 3
Comportamento economico dell’uomo
Il comportamento economico dell’uomo consiste nell’applicazione di lavoro in forma organizzata nell’attività di produzione e di consumo dei beni. B e A sono le motivazioni dell’agire economico dell’uomo. B e A hanno dinamiche diverse tra di loro in base al grado di soddisfazione. Una nuova attività economica fondamentale è lo scambio, che permette di separare l’attività di consumo e di produzione.
Scambio
Due soggetti si scambiano due beni in due epoche di scambio secondo determinate condizioni.
Utilità e valore
Due dimensioni particolari dei beni sono l'utilità e il valore.
- Utilità – riguarda il rapporto tra bene e B e A. L’utilità di un bene non dipende dal soggetto che percepisce un bisogno o un’aspirazione, ma dalla capacità di quel bene di soddisfare quel B o A. Dipende dalle funzioni d’uso che può svolgere quel determinato bene, e non dal soggetto (dimensione di tipo oggettivo).
- Valore – dipende dal rapporto tra il bene e il soggetto, esprime l’attitudine di un bene richiesto dal soggetto per soddisfare un B o A. (dimensione di tipo soggettivo – deriva dall’apprezzamento del soggetto che utilizza il bene). Il sacrificio è il prezzo che i soggetti sono disposti a sostenere per utilizzare un certo bene per soddisfare un bisogno o un’aspirazione.
Utilità e valore hanno tra di loro una relazione, ma non sono sinonimi.
Le variabili del valore
Il valore di un bene dipende da diverse variabili:
- Utilità
- Intensità del B e A (ad esempio, un collezionista e il valore del francobollo)
- Abbondanza e scarsità dei beni (come il gas oggi)
Altre variabili includono:
- Provenienza (in base alla sensibilità sociale che attribuisce valori diversi allo stesso bene, come lo sfruttamento minorile)
- Fonte (relazione emotiva che lega il bene al soggetto, come la casa in cui siamo cresciuti)
- Modo di ottenimento (se è stato donato o comprato)
- Destinazione (se viene direttamente consumato oppure entra in un processo produttivo)
- Combinazione con altri beni
Dunque, il valore è una dimensione di tipo soggettivo che dipende da come tutte queste variabili si combinano tra di loro, anche in un dato momento (valutazione soggettiva).
Prezzo come indicatore di valore
Il valore viene attribuito ad un bene da parte di un soggetto mediante l’apprezzamento, l’operazione mentale che associa al bene un indicatore che esprime il sacrificio sopportabile dal soggetto per ottenere o per privarsi del bene. Dunque, l’indicatore più semplice nello scambio monetario è il prezzo (ragione di scambio nello scambio monetario, perché fa comunque riferimento al sacrificio sopportato dal soggetto e indice di apprezzamento).
Altra differenza: mentre l’utilità è una dimensione di tipo qualitativo, il valore pur essendo soggettivo è una dimensione di tipo quantitativo (può essere misurato) e il suo indicatore è il prezzo. Un'ulteriore funzione della moneta, oltre alla funzione di intermediario nello scambio, è di essere unità di espressione dei valori. Siccome i prezzi sono espressi attraverso la moneta, essa ci permette di confrontare il valore dei beni (permette il confronto tra i diversi beni). Ovviamente la moneta non attribuisce valore ai beni e nemmeno lo misura, ma lo esprime come unità di misura.
Diverse tipologie di valore in relazione al rapporto tra soggetto e bene
- Primo tipo di valore: valore/costo di acquisizione. Il valore di acquisizione è il massimo prezzo che il soggetto è disposto a sostenere per acquisire il bene.
- Secondo tipo di valore: valore/ricavo di cessione. È il minimo prezzo che il soggetto cedente è disposto a ricevere per cedere il bene.
- Terzo: valore di scambio che rappresenta il prezzo per il quale avviene lo scambio, prende il nome di prezzo fatto.
Nessun soggetto razionale dovrebbe essere disposto a:
- Acquisire ad un prezzo fatto superiore al valore di acquisizione che egli attribuisce;
- Cedere ad un prezzo fatto inferiore al valore di cessione attribuito.
Lo scambio avviene quando il valore di acquisizione è maggiore del valore di cessione. Lo scambio del bene tra due soggetti può avvenire al prezzo fatto solo se il prezzo fatto è maggiore del valore di cessione e inferiore al costo di acquisizione (valore di acquisizione > prezzo fatto > ricavo di cessione).
Guadagno del compratore: la differenza tra il prezzo massimo di acquisizione e il prezzo fatto. Guadagno del venditore: differenza tra il prezzo fatto e il valore di cessione. Nel caso in cui colui che vende è anche il produttore, il guadagno prende il nome di profitto/utile.
Il valore d’uso di un bene corrisponde al prezzo che il soggetto che dispone di un bene sarebbe disposto a corrispondere per continuare ad utilizzare quel bene. Corrisponde al prezzo massimo che sarebbe disposto a pagare per disporre del bene o al prezzo minimo da ricevere per privarsi del bene.
Il valore di produzione è la somma dei valori dei fattori produttivi che entrano nella produzione di quel particolare bene (lavoro + altri beni).
La ricchezza
La ricchezza è uno stock di beni che siano dotati di valore e che sono a nostra disposizione (non solo hanno un’utilità, ma anche un valore per il soggetto che li apprezza).
Sviluppo dell’azienda
- Passaggio dalla autoproduzione alla specializzazione produttiva
- Passaggio di beni di quantità alla qualità
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Riassunto esame Economia aziendale, Prof. Moisello Annamaria, libro consigliato Azienda - Istituzioni di Economia A…
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