Estratto del documento

Il tema dell'interpretazione

Il tema dell’interpretazione, menzionato come secondo nel titolo del programma del C.N.R., dovrebbe in realtà tenere il primo posto. Invero esso è il tema preliminare fondamentale. Senza prima aver interpretato la sentenza non si può far nulla. Non si possono redigere le massime, repertori, gli indici e quindi offrire i mezzi di reperimento delle sentenze o dei precedenti giudiziali, né si possono stabilire i rapporti fra la sentenza oggetto di esame ed altre sentenze, non si può stabilire se v’è un precedente giudiziale, e in che senso, e quale efficacia esso ha avuto, e come i nostri giudici si comportano di fronte ad un precedente (stare decisis?).

Se poi, come pare, il valore di un precedente dipende dall’essere esso contenuto in una ratio decidendi o in un obiter dictum, solo l’interpretazione della sentenza può dirci, appunto, se si tratti di una ratio decidendi o di un obiter. Senza la interpretazione delle sentenze, non si può fare la sintesi della giurisprudenza su di esso, quella sintesi che altrove ho chiamato «interpretazione della giurisprudenza» o anche speculum (restatement nella terminologia anglosassone). Non si può commentare o criticare la sentenza. Né costruire sulla stessa, o su quella «giurisprudenza», dottrine o concetti giuridici, tutte cose che, senza quell’interpretazione.

Senza l’interpretazione delle sentenze come si fa a dire se la nostra giurisprudenza è progressiva o affetta da «immobilismo»? Infine, senza l’operazione preliminare dell’interpretazione della sentenza non si può passare a certi problemi concernenti l’organizzazione e l’amministrazione della giustizia, e cioè il problema della struttura della sentenza dei giudici italiani, il problema di una certa stabilità della giurisprudenza.

Interpretazione del precedente giudiziale

Il lettore avrà notato che nel titolo, invece di parlare di interpretazione della sentenza, si parla di interpretazione del precedente giudiziale. Di questo v’è una certa ragione. L’interpretazione di una sentenza, al fine di vedere quali questioni di diritto sono state risolte e come, si può fare per vari interessi:

  • Per l’interesse pratico che si ha rispetto ad una determinata sentenza, ad esempio, come giudici o avvocati ai fini della impugnativa della sentenza stessa.
  • Per l’interesse pratico che giudici e avvocati nutrono quando considerano la sentenza come un precedente rispetto al caso da decidere.
  • Per l’interesse pratico o teorico che si ha rispetto alla sentenza nel quadro dei precedenti giudiziali, e cioè rispetto ad altre sentenze anteriori o posteriori, e quindi per vedere il processo di formazione della giurisprudenza su un determinato problema giuridico e per conoscere tale giurisprudenza (il suo speculum e restatement).

Viene utilizzato l’inciso “interpretazione del precedente giudiziale” in quanto nei seguenti saggi è approfondito l’argomento dell’interpretazione al fine di soddisfare quest’ultimo interesse, “3)”. Va da sé che «interpretare un precedente giudiziale» significa anche ricercare e interpretare altre sentenze concernenti quel dato problema giuridico, anteriori o posteriori. Le prime, come precedenti rispetto ad una determinata sentenza; le seconde, come susseguenti, rispetto alle quali quella rappresenta o può rappresentare un precedente. In definitiva, si arriva a fare lo speculum o restatement della giurisprudenza su quel determinato problema. Ciò implica, un’altra volta, ai fini della ricerca dei precedenti e dei susseguenti, il problema della conoscenza della sentenza (o precedente giudiziale) e quindi conseguentemente dei mezzi di informazione sulla giurisprudenza.

A questo proposito debbo anche aggiungere che in un primo momento avevo pensato di dare alla raccolta il titolo «Saggi sull’interpretazione, sulla conoscenza e sul valore del precedente giudiziale in Italia». Ma poi mi sono convinto che le parole «sulla conoscenza», erano superflue. Un precedente giudiziale non è tale, cioè non è una decisione che valga come precedente, se non è conosciuto. In sostanza: interpretazione (per i motivi di cui al § 3), conoscenza (per il precedente motivo di cui al § 4) e valore del precedente giudiziale (per i seguenti motivi di cui al § 5 e 6) stanno in stretta connessione.

Riguardo ai mezzi di informazione in un ordinamento in civil law quale quello italiano, il problema del reperimento del precedente è strettamente ostacolato dalla funzionalità dei mezzi di informazione, i quali in molti casi considerati insufficienti, non congrui e incompleti. Si considerino, in proposito, le seguenti ipotesi:

  • Nei Massimari, nei Repertori, nelle Raccolte e relativi indici, il precedente (o, per meglio dire, la sentenza) per un errore del massimatore o per omissis può essere: travisato, mutilato, o presentato indifferentemente.
  • Se travisato, il precedente è ignorato.
  • Se mutilato, una parte della sentenza (come ratio decidendi o come obiter) è tralasciata, si ha ancora il precedente ignorato per difetto di apprezzamento o per un difetto di interpretazione.
  • Se il precedente è presentato con indifferenza sul se si tratti di ratio decidendi o di obiter, si facilita un equivoco circa il valore del precedente.
  • Il precedente può essere di difficile o quasi impossibile reperirlo.
  • La sentenza può non essere menzionata nei mezzi di informazione: sentenza inedita anche nella massima. Qui si ha, un’altra volta, il precedente ignorato.

Quando si verifica uno dei casi menzionati sopra, l’interpretazione ne risulta difettosa. Ora tutti quei casi sono abbastanza frequenti con i risultati che si possono immaginare sull’organizzazione e l’amministrazione della giustizia.

Valore del precedente giudiziale

Con l’espressione «valore in astratto» si vuole qui indicare il problema se in Italia il precedente giudiziale abbia valore vincolante, o se abbia valore persuasivo, o se non abbia nemmeno quest’ultimo valore. Con l’espressione «valore in concreto» si vogliono indicare quanto vale, di fatto, il precedente in Italia: se, quanto e come, di fatto, esso viene seguito nei Tribunali, quale è in Italia la situazione di fatto, da cui dipende il valore in astratto del precedente, il modo con cui son fatte le massime, in quanto rappresentano.

Anteprima
Vedrai una selezione di 3 pagine su 6
Riassunto esame Diritto privato, Prof. Bonini Roberta Serafina, libro consigliato Lo studio interno e comparativo della giurisprudenza e i suoi presupposti, le raccolte e le tecniche per la interpretazione delle sente, Gino Gorla Pag. 1 Riassunto esame Diritto privato, Prof. Bonini Roberta Serafina, libro consigliato Lo studio interno e comparativo della giurisprudenza e i suoi presupposti, le raccolte e le tecniche per la interpretazione delle sente, Gino Gorla Pag. 2
Anteprima di 3 pagg. su 6.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto esame Diritto privato, Prof. Bonini Roberta Serafina, libro consigliato Lo studio interno e comparativo della giurisprudenza e i suoi presupposti, le raccolte e le tecniche per la interpretazione delle sente, Gino Gorla Pag. 6
1 su 6
D/illustrazione/soddisfatti o rimborsati
Acquista con carta o PayPal
Scarica i documenti tutte le volte che vuoi
Dettagli
SSD
Scienze giuridiche IUS/01 Diritto privato

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher OmarScud di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto privato e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli studi "Carlo Bo" di Urbino o del prof Bonini Roberta Serafina.
Appunti correlati Invia appunti e guadagna

Domande e risposte

Hai bisogno di aiuto?
Chiedi alla community