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Manuale di pedagogia speciale

Lo scopo principale di questo manuale è quello di dare una conoscenza il più possibile ampia sugli aspetti accolti dalla pedagogia speciale.

Modulo 1: Storia della disabilità

È uno studio in continuo sviluppo, poiché le analisi, le osservazioni e le sperimentazioni pratiche portano con sé continue modificazioni. Alla pedagogia speciale si devono molte conseguenze positive, a livello di inclusione, non solo nelle diverse agenzie educative e formative, ma principalmente sul piano della marginalità sociale e soprattutto nell’advocacy a favore del riconoscimento dei diritti delle persone con disabilità. Il modo in cui i bambini sono educati ed istruiti è una dimostrazione importante del modo in cui vengono percepiti e trattati in una determinata società. La collocazione, in un determinato periodo storico, di programmi, risorse e pratiche che riguardano i cittadini con disabilità è un riflesso del clima sociale.

Domande storiche sulla disabilità

Alcune domande che ci si può porre, che ci sono state tramandate sono ad esempio sulla scuola, ci si interrogava sul se fosse possibile integrare una persona con disabilità nelle scuole. Ci si interroga sulla crescita e sull’educazione.

Excursus storico sulla disabilità

  • Grecia classica: Ippocrate, infanticidio praticato, sperimenta trattamento medico di alcune condizioni, Aristotele usa parole sprezzanti su persone con disabilità.
  • Roma imperiale: Governo imperiale di Augusto, viene insegnata la pittura.
  • 4° secolo: Ospizi per non vedenti.
  • 1348-1350 la morte nera: Molti sopravvivono con disabilità.
  • Jean Pablo Bonet 17° secolo: Scrive il primo libro sull’educazione speciale.
  • La Royal Society: Dal 1662 al 1826 di Londra scrive una Carta, filosoficamente ispirata, sulla natura del linguaggio e sull’insegnamento per le persone sorde e non vedenti.
  • Valentin Haüy 1784: Istituisce una scuola per bambini non vedenti a Parigi.
  • 1791: Prima scuola britannica per non vedenti.
  • Jean Marc Gaspard Itard 1800: Inizia a lavorare con il ragazzo selvaggio Victor.
  • G.M.A. Ferrus 1826: Apre a Bicêtre una scuola per le persone mentalmente ritardate.

È difficile stimare l’enorme numero di persone disabili dell’antichità. Peste, guerre, incursioni, malattie come vaiolo e tifo, malnutrizione, complicazione durante il parto, decimavano i ranghi ma creavano anche schiere di invalidi e disabili. Coloro che sopravvivevano all’infanzia portavano tracce di problemi fisici e a volte mentali irreparabili.

Greci e Romani

Per i Greci, i bambini non erano proprietà dei loro genitori, ma della comunità. A Sparta, secondo le leggi di Licurgo, il neonato veniva regolarmente portato davanti agli anziani per essere esaminato sull’idoneità alla cittadinanza. I neonati che non superavano l’esame erano abbandonati in una gola del monte Taigeto o nel deserto, oppure gettati nel fiume Eurota. Seguendo le leggi di Solone, gli Ateniesi uccidevano i loro figli più deboli o li lasciavano a morire sul ciglio della strada.

Cicerone approva che Roma avesse prontamente adottato l’atteggiamento greco verso i bambini disabili. Il “pater familias”, come unico membro della famiglia considerato cittadino romano possedeva il potere di vita e di morte sui membri della famiglia. Molti dei bambini che sopravvivevano alle misure draconiane grazie alla tolleranza o alle attenzioni affettuose dei genitori, per acquistare “valore sociale”, venivano addestrati a diventare mendicanti o venduti come latori o per il divertimento di qualcuno. Le ragazze cieche diventavano prostitute. Nel secondo secolo a Roma venne istituito un mercato speciale in cui un acquirente poteva acquistare individui con una gamba di meno, senza braccia, uomini con tre occhi, giganti, nani, o ermafroditi.

Sia la Grecia che Roma hanno cominciato a porre restrizioni sull’infanticidio, pur non abolendolo. Alcune città limitarono infanticidio, alcune hanno reso necessario l’approvazione di 5 vicini, a Tebe era fuori legge. A Roma i neonati indesiderati venivano lasciati per strada e lo stato forniva balie a quelli che trovavano.

Ascesa del cristianesimo

Con l’avvento del cristianesimo purtroppo arriva ben presto la credenza che il diavolo, Satana, sia il primo sospettato delle condizioni di un disabile. La superstizione dilagante nel medioevo, per esempio, colloca le persone sorde e cieche e altri disabili sotto la punizione divina, secondo il concetto di “maledizione sociale di Dio”. Benedetto introduce i monasteri. La chiusura dei portatori di handicap nei monasteri sembra una naturale conseguenza e si dimostra vantaggiosa, in quanto protegge i più indifesi dai pericoli con cui si confrontavano nella società in generale.

Dal pensiero medievale all’illuminismo

La maggior parte delle persone con disabilità nell’Europa medievale sembrano aver condotto un’esistenza insicura e precaria, solo a pochi sono stati concessi aiuti: è il caso di Luigi IX che fonda l’Hospice des Quinz-Vingts per la cura dei soldati accecati. A poco a poco la figura del folle si sovrappone a quella del povero e del criminale. Viene vissuta come una minaccia alla tranquillità ed all’ordine pubblico. Nello stesso periodo le città, attraverso i poteri amministrativi si stanno predisponendo per raggiungere le forme proprie della società moderna: prime istituzioni come carceri e istituti di segregazione denominati “ospedali”. Non è questa la vera origine del “manicomio”, ma ne rappresenta sicuramente la prima forma tragica e dolorosa.

A metà del XVIII secolo in Gran Bretagna e in Europa l’atteggiamento si trasforma e per la prima volta, in ambito illuminista si affronta l’idea dell’istruzione sistematica dei disabili, anche se lontana dall’applicazione concreta. La crescita del fenomeno dell’educazione speciale nella seconda metà del XVIII secolo fa parte del movimento più ampio che ha coinvolto l’abolizione delle classi sociali, la creazione di una società unica, e l’adesione ai pieni diritti umani di tutti i membri di quella società. Entro la fine del XVIII secolo, l’educazione speciale è accettata come un ramo dell’istruzione, anche se spesso la carità, non l’istruzione, è il vero motivo di fondo.

Nonostante ciò, il manicomio inteso come la struttura pensata e creata da Philippe Pinel (in Francia durante la Rivoluzione) diventa lo spazio di cura dei malati mentali. Uno dei primi tentativi documentati di un’educazione speciale sono stati gli sforzi del medico francese Jean-Marc Gaspard Itard (1774-1838) volti a educare Victor (12 anni), il cosiddetto “ragazzo selvaggio dell’Aveyron”. Secondo la tradizione, Victor è stato scoperto da un gruppo di cacciatori in una foresta vicino alla città di Aveyron. Una volta trovato, era svestito, non sapeva parlare né camminare e manifestava un comportamento animalesco. Un altro pioniere influente fu l’allievo di Itard, Édouard Séguin (1812-1880). Egli sviluppò programmi didattici per giovani che molti dei suoi colleghi professionisti credevano incapaci di apprendere. Come il suo mentore Itard, Séguin era convinto dell’importanza delle attività sensomotorie come ausilio per l’apprendimento.

Nella prima metà del ‘900

Non ci sono modificazioni importanti nell’ambito istituzionale. I manicomi si perfezionano: si identificano nel ruolo sociale di “contenitore” della malattia mentale e della diversità, ma questo “sviluppo” li isola sempre più dal resto delle istituzioni e della comunità medico-scientifica. Verso la fine degli anni Trenta si divulgano trattamenti di shock basati sull’ipotesi che traumi di tipo elettrico, termico, ipoglicemico ecc..., se indotti correttamente, potessero avere proprietà curative. La terapia più diffusa e tristemente conosciuta è l’elettroshock. Con l’inizio del XX° secolo, si avvia la più ampia rivoluzione storica nell’ambito della psicologia. Il nome più importante da menzionare, è quello di Freud. Gli studi antropologici e le riflessioni fenomenologiche confluiscono e trovano riscontro nelle nuove tendenze. Il concetto di “identità della persona” viene rivisto così come l’importanza attribuita al rapporto fra individuo e ambiente (contesto sociale). Anche i limiti tra salute e malattia mentale vengono rivalutati.

Pionieri dell'educazione speciale

  • Jacob Rodrigues Pereira (1715-1780): Insegna a comunicare alle persone sorde. Prima forma di linguaggio dei segni. Fu ispiratore di Itard e Seguin.
  • Philippe Pinel (1745-1826): Medico francese riformista. Sostenne i pazienti istituzionalizzati liberandoli dalle catene. Apri la strada al settore della terapia occupazionale. Fu il maestro di Itard.
  • Jean-Marc Gaspard Itard (1774-1838): Medico francese. Educatore adolescente con ritardo mentale. Importanza stimolazione sensoriale.
  • Thomas Hopkins Gallaudet (1787-1851): Insegnò ai bambini sordi sistema di segni e simboli manuali per comunicare. Fondò primo istituto per sordi negli USA.
  • Samuel Gridley Howe (1801-1876): Medico ed educatore americano. Fama internazionale. Insegnamento a persone sorde e ceche. Fondò prima struttura residenziale per cechi. Inaugurò l’assistenza istituzionale per bambini con ritardo mentale.
  • Dorothea Lynde Dix (1802-1887): Sosteneva trattamento migliore e più umano per malati mentali. Creò istituti per persone con disturbi mentali.
  • Louis Braille (1809-1852): Educatore francese. Lui stesso cieco. Sviluppò un sistema tattile di lettura e scrittura per le persone cieche. Suo sistema, basato su una cella di sei punti in rilievo, è usato ancora oggi (Braille).
  • Edouard Séguin (1812-1880): Medico francese. Allievo di Itard. Sviluppò di metodi di insegnamento per i bambini con ritardo mentale. Importanza attività sensomotorie. Anticipa l’associazione americana per la disabilità intellettiva dello sviluppo.
  • Francis Galton (1822-1911): Scienziato interessato alle differenze individuali. Il genio è solamente il risultato dell’ereditarietà.
  • Alexander Graham Bell (1847-1922): Educare i bambini con disabilità nelle scuole pubbliche. Promosse l’uso di apparecchi per sviluppare le capacità residue di parlare di studenti non udenti.
  • Alfred Binet (1857-1911): Psicologo francese. Costruì la prima scala standardizzata di valutazione dello sviluppo in grado di quantificare l’intelligenza. Maestro di Theodore Simon. Diede origine al concetto di età mentale.
  • Maria Montessori (1870-1952): Riconoscimento in tutto il mondo per il suo lavoro pionieristico con i bambini e ragazzi con ritardo mentale. Prima donna a guadagnare laurea in medicina in Italia. Esperta di educazione della prima infanzia. Bambini sono in grado di imparare in età molto precoce. Materiali manipolativi, ambiente ricco e stimolante. Bambini imparano meglio attraverso esperienza sensoriale diretta.
  • Jean-Ovide Decroly (1871-1932): Medico-pedagogista belga. Specializzato in psichiatria. Critica Montessori (con il materiale, spezza la continuità della conoscenza del bambino). Fonda scuola speciale per bambini disabili. Il primo approccio conoscitivo del bambino alla realtà è di tipo “sincretico” o “globale”. Teoria dei centri d’interesse (bisogni naturali, studio e schede individuali).
  • Édouard Claparède (1873-1940): Uno dei principali rappresentanti del funzionalismo psicologico europeo. Psicologo e poi pedagogista. Origini del funzionalismo derivano dalla scuola di Chicago. Tre concezioni di psicologia: strutturale, meccanicistica e funzionale. Attivismo fondato su bisogni e interessi.
  • Lewis Terman (1877-1956): Educatore e psicologo americano. Pubblicazione della Scala Stanford-Binet di Intelligenza nel 1916. Sviluppò il concetto di quoziente di intelligenza (QI). Studio della vita di individui dotati.
  • Lev Semënovič Vygotskij (1896 –1934): Psicologo sovietico. Padre della scuola storico-culturale. Due forme di funzionamento mentale: i processi mentali elementari (origine genetica) e i processi mentali superiori (si formano partendo dallo sviluppo simbolica e linguaggio). Sviluppo mentale come interiorizzazione di forme culturali, 4 stadi. Processo sociale avviene tra bambino e adulto, mediano dall’uso del linguaggio. Zona di sviluppo prossimale (livello di sviluppo effettivo e potenziale, discrepanza tra comprensione e produzione). Punta all’attenzione delle competenze che acquisirà in seguito alle esperienze sociali e culturali.
  • Viktor Frankl (1905-1997): Viennese, sopravvisse a 4 campi di concentramento. Scrisse “Uno psicologo nei lager”. Due idee fondamentali a 19 anni: senso della nostra esistenza e significato ultimo va oltre la nostra comprensione. Logoterapia riconosciuta come terza scuola viennese di psicoterapia, fondata da lui stesso. Logoterapia è metodo di superamento di conflitti umani che creano sofferenza. Ci permette di dare senso a situazioni difficili e dolorose. Tre pilastri fondamentali: libertà di volontà (ci dà libertà da istinti, eredità e ambiente), volontà di senso (non cerca di raggiungere il potere né la felicità; il suo obiettivo è l’incontro di un argomento, una ragione per essere felici) e senso della vita (trovando un valore e realizzandolo, si costituisce in se stesso).
  • Antoine Payen De La Garanderie (1920 – 2010): Filosofo e pedagogista francese. Teorie sulla “gestione mentale” nell’apprendimento (popone etica del sapere che mette in discussione la relazione educativa). Fenomenologia degli atti di conoscenza e didattica degli atti di conoscenza (rende il soggetto partecipe del suo apprendimento). Etica del sapere, diverse modalità di apprendimento. Evocazioni visive ed uditive (principali modalità di insegnamento). Tutte le pedagogie estremamente legate. Come promuovere l’attenzione: presentazione degli argomenti, responsabilizzazione e guida dell’alunno.
  • Theo Peeters (1943-2018): Neurolinguista belga specializzato nei disturbi dello spettro autistico. Incentrato i suoi studi sulla cultura dell’autismo e sull’empatia. Fondatore dell’Opleidingscentrum Autisme (Centro di Formazione per l’Autismo) a Anversa, in Belgio. TEACCH (metodo di comunicazione e lavoro con persone autistiche). Parte dall’idea che ci sono concezioni erronee diffuse nel senso comune. Identifica triade della patologia autistica: interazione sociale, la comunicazione e comportamento ripetitivo. Teoria dell’iceberg (noi vediamo la punta ma sotto l’acqua c’è una montagna da scoprire). Elabora strategie comportamentali: fare semplicemente per piacere, evitare l’insuccesso, imparare a modo proprio, mantenere un ambiente predetto, scappare da una situazione difficile, comunicare attraverso il proprio comportamento. Cosa comporta la sindrome autistica: prevalenza comunicazione visuale, manifestazioni pre-comunicative, comunicazione ecolalica. Tre specifici ambiti di lavoro per l’educatore: la comprensione, la comunicazione, l’immaginazione. Percorso formativo in vista della vita adulta.

Modulo 2: Cambiamenti storici e deistituzionalizzazione

Questo capitolo vuole affrontare un momento storico di grande cambiamento, quello che parte dalle riflessioni di Franco Basaglia e che porteranno poi alla deistituzionalizzazione. Franco Basaglia, celebre psichiatra e neurologo veneziano, nacque l’11 marzo del 1924. È considerato il fondatore della moderna concezione della salute mentale. Basaglia evoluzione l’immagine pubblica e cambia quella che è l’immagine della follia per l’opinione pubblica. La disciplina psichiatrica con lui subì una vera e propria rivoluzione che ancora oggi ci influenza e spinge a migliorare. Nel ruolo educativo bisogna imparare a valorizzare la persona nonostante la sua malattia. La forza di Basaglia sta proprio che prima di essere paziente, educatore, psichiatra e malato si è uomo e bisogna riconoscerlo. Basaglia lavora molto con la moglie, lavoro 13 anni all’università di Padova. Nel 19961 vinse il concorso di Direttore Sanitario all’ospedale psichiatrico di Gorizia dove sperimentò l’apertura del manicomio. Questa esperienza diventò pubblica tramite due libri che ebbero impatto straordinario. 1970 diresse ospedale psichiatrico di Padova e l’anno successivo quello di Trieste dove chiuse il manicomio. Mori a Venezia a causa di un tumore al cervello.

Deistituzionalizzazione

Legge 13 maggio 1978 “legge Basaglia”:

  • Chiusura manicomi.
  • Considerata dai critici legge incompiuta, fu una legge quadro.
  • Critiche più aspre: pazienti psichiatrici lasciati alle famiglie.
  • Punti cruciali: Eliminazione del concetto di pericolosità per sé e per gli altri, rispetto dei diritti umani, chiusura ospedali psichiatrici.
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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-PED/03 Didattica e pedagogia speciale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Frabruelli99 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Didattica e pedagogia speciale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università telematica Niccolò Cusano di Roma o del prof Peluso cassese Francesco.
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