Preparazione Esame Deutsche Literatur, Prof.ssa Schininà Alessandra e Prof.ssa Pestarino MariaCristina, libro
consigliato "La letteratura tedesca del secondo dopoguerra"
MODULO PROF.SSA SCHININÀ
Lezione 1 01/03/2021
- La letteratura tedesca contemporanea inizia dal 1945 e si snoda in quattro letterature:
• Letteratura della Bundes Deutsche Republik (BDR), ovvero la letteratura della Repubblica Federale Tedesca;
• Letteratura della Deutsche Democratische Republik (DDR), ovvero la letteratura della Germania Est*;
• Letteratura austriaca;
• Letteratura svizzera.
*Essa poi confluirà nella letteratura della BDR.
Tra queste quattro letterature, in alcuni casi vi sono delle intersezioni poiché il centro dell’editoria era la Germania e
anche gli scrittori austriaci e svizzeri vanno a vivere in Germania e iniziano a pubblicare lì. Tuttavia, ad oggi questa
distinzione tra le quattro letterature viene meno a causa delle tematiche affini di esse ma, al contrario, alcune
caratteristiche linguistiche e alcuni temi ricorrenti contribuiscono alla distinzione tra le quattro letterature.
Tradizionalmente, all’interno dei testi riguardanti la letteratura tedesca contemporanea si tende a evidenziare il punto di
vista tedesco, ovvero della Repubblica Federale Tedesca, e sono eventualmente ad agganciarsi al punto di vista della
Repubblica Democratica. Da un lato si parla di letteratura contemporanea, quasi comparata, e non si fa più la
distinzione tra BDR, DDR, Austria e Svizzera; dall’altro lato, ci sono delle caratteristiche più specifiche tra letteratura
dell’Est, dell’Ovest, austriaca e svizzera.
- Nel secondo dopoguerra, sia in Germania che in Austria vi fu una situazione molto pesante dal punto di vista culturale
e letterario, ovvero un’ulteriore divisione del paese in zone di occupazione, tranne che per la Svizzera che era rimasta
neutrale durante la guerra. In Germania fino al 1949 e in Austria fino al 1955, sul territorio erano presenti l’esercito e
delle autorità straniere che avevano il compito di gestire la transizione e formare una nuova entità politica. Berlino come
capitale dell’ex Terzo Reich di Hitler si trova al centro della zona di occupazione sovietica – quindi a Est – ed è a sua
volta divisa in quattro parti. Le forze occupanti sono quattro, ovvero USA, Inghilterra, Francia a Ovest mentre Unione
Sovietica a Est. Questa visione della Germania in due zone portò un problema di collegamento tra Berlino Est e tutto il
resto della Germania Occidentale. In Austria, invece, il paese era diviso in quattro zone. Da qui, poi, si avrà la
costruzione del muro di Berlino e uno sviluppo politico differente tra la Germania Est e la Germania Ovest. Tutta questa
situazione, quindi, costituiva un peso, che viene tematizzato all’interno della letteratura tedesca.
Un altro importante Leitmotiv della letteratura tedesca, soprattutto nella prima fase, era il trauma dell’olocausto, della
distruzione della guerra, delle barbarie inflitte dai tedeschi alla popolazione che gravò anche sulle generazioni successive
attraverso i sensi di colpa. Vi sono anche dei traumi che, invece, sono stati subiti dai tedeschi, ad esempio i
bombardamenti durante la guerra che distrussero le città (adesso ormai ricostruite) e il cacciare i profughi dalle zone di
occupazione tedesca nell’Europa dell’Est (in cui vi erano comunità in lingua tedesca, come in Cechia=Repubblica Ceca,
→
in Cecoslovacchia, in Romania ne sono un esempio i Sudeti, di lingua tedesca, che vivevano nei territori orientali.
Essi, all’arrivo di Hitler e dell’inglobare del Terzo Reich, subirono un forte trauma, in quanto furono costretti a fuggire
come profughi, tranne che per alcuni che decisero volontariamente di andarsene). Ciò viene considerato come il
dramma dei profughi. [olocausto – bombardamenti – situazione dei profughi – senso di colpa] a
Questo “peso” durò a lungo e, in realtà, continua a esser presente tutt’oggi, nonostante si sia già arrivati alla 4
generazione. Un altro topos, invece, riguarda i “displaced” e il disorientamento generale della popolazione dinnanzi ad
una nuova realtà.
Dal punto di vista storico, si individuano tre date che fanno da cesura, a causa dei grandi eventi accaduti:
• 1945: capitolazione totale della Germania, con la sconfitta definitiva del Terzo Reich di Hitler;
• 1961: costruzione del muro di Berlino, la quale mostra concretamente e fisicamente la divisione della Germania in due
parti;
• 1989: crollo del muro di Berlino e l’anno della riunificazione tedesca.
Ed ancora, si distinguono tre periodi:
• 1945 – 1949: Età delle macerie e della ricostruzione – Il termine tedesco per indicare la letteratura di questo periodo è
“Trümmerliteratur”;
• 1950 - 1960: Rinascita e ricostruzione – definita in letteratura tedesca “Wiederaufbau”; →
• 1961 - 1989: Miracolo economico – definito in letteratura tedesca “Wirtschaftswunder” età della Germania divisa;
• 1989 – oggi: età della Riunificazione tedesca, definita in letteratura tedesca “Wiedervereinigung”.
A seguito delle devastazioni causate dalla guerra, gli intellettuali e gli scrittori tedeschi sentono il bisogno di una
rinascita morale, spirituale e di una rifondazione culturale. Si tratta di scrittori e di intellettuali di diverso tipo e vi sono:
1. quelli che tornano dall’esilio (dal 1933 tanti autori tedeschi andarono via dalla Germania perché erano ebrei, perché
→
erano perseguitati, per motivi politici, perché non volevano vivere sotto il nazismo Exilliteratur, ovvero la
letteratura dell’esilio in lingua tedesca, la quale era molto ricca), come Brecht – il quale ritorna nella Germania Est – e T.
→
Mann – il quale non voleva ritornare in Germani e quindi ritorna in Svizzera tornando, questi autori dimostrarono la
loro voglia di ricominciare;
2. quelli della “emigrazione interna”, ovvero scrittori e intellettuali non-nazisti e che, se ebrei, erano oggetto di
persecuzione i quali non vollero andare in esilio ma vivevano nell’ombra e scrivevano per un pubblico ristretto (→
limitazione della loro produzione letteraria) e che adesso potevano finalmente uscire fuori allo scoperto e partecipare
alla “ricostruzione”;
3. i giovani, ovvero coloro che a 18/20 anni furono mandati in guerra, tornarono e che, “grazie” all’esperienza della
guerra, agli orrori che hanno visto e alle letture e riflessioni che hanno fatto, hanno sviluppato una nuova coscienza
democratica. Si sentì, dunque, il bisogno di creare una letteratura che fosse portavoce di valori pacifisti e democratici,
dopo che vi era stata, durante il nazismo, un tipo di letteratura “basata sul sangue e sul suolo”, sul razzismo,
sull’arianesimo, quindi su una serie di motivi antidemocratici; si sentì il bisogno di una letteratura che fosse espressione
di una nuova società più pacifica, più giusta, più eguale, quindi, democratica. Tali scrittori sentivano molto il loro ruolo,
perché credevano nel potere della scrittura di creare un messaggio che contribuisca nello stile e nelle parole impiegate a
→
cambiare il modo di scrivere, a ricostruire fisicamente e moralmente il paese. il popolo tedesco non solo era stato
distrutto dalle guerre ma veniva anche additato come un “mostro”, come coloro che fecero l’olocausto, che iniziarono la
guerra e che sostenevano Hitler.
- Il primo problema che si affrontò fu il modo attraverso cui poter scardinare il pensiero dell’ideologia nazista, poiché
essa ancora risiedeva nelle menti di alcune persone. Allo stesso tempo, la Germania diventò il luogo della Guerra Fredda,
ovvero dello scontro tra Stati Uniti e Unione Sovietica. Da un lato vi è la pesante eredità del nazismo (in cui invece di
diffondere delle idee di umanesimo, come fu fatto dalla grande tradizione classico-romantica tedesca, vennero diffuse
idee razziste creando un periodo di chiusura, di nazionalismo), difficile da cancellare, dall’altro la Germania Est e la
Germania Ovest si trovano a essere vittime della propaganda americana a Ovest (consumismo occidentale) e della
→
propaganda sovietica e Est (della società comunista, dello statalismo) scontro tra diverse ideologie.
A causa di ciò, è difficile per gli scrittori trovare una propria strada e hanno anche problemi con il potere politico in
Germania. A differenza dei precedenti tempi, ora i maggiori scrittori si mettono di proposito apertamente in contrasto,
in polemica con il regime democratico/comunista (es. Böll per la Germania Ovest, Wolf per la Germania Est).
- Nel 1949 furono fondate, nel territorio tedesco, la Bundes Deutsche Republik (BDR) e la Deutsche Democratische
Republik (DDR). Si dice che la Germania nel 1945 si trovò in una situazione di “punto zero” (in tedesco nullpunkt) e una
delle immagini più note di tale situazione è rappresentata da un film di Rossellini dal titolo “Germania Anno Zero”. Si
tratta di un film molto forte, terribile addirittura, che tratta di un ragazzo che vaga per una Berlino rasa al suolo, fatta di
macerie e di rovine, e che subisce ancora l’influsso della propaganda nazista di un suo cattivo maestro. Quest’ultimo
accusa tutti coloro colpevoli della sconfitta della Germania, tra cui il padre del ragazzo protagonista del film, il quale
→
verrà ucciso proprio dal figlio che, a sua volta, si suiciderà gettandosi da un palazzo. visione della “Germania anno
zero” da un punto di vista materiale e morale. È come se ci fosse una tabula rasa da cui ripartire e si parla di
Kahlschlagliteratur, cioè la “letteratura di tabula rasa”. In realtà, oggi si tende a relativizzare l’idea dell’“anno zero”
perché i residui del passato restavano nel bene e nel male: nel bene in riferimento alla tradizione; nel male in
→
riferimento all’ideologia nazista che continuava a persistere. il concetto di Tabula Rasa, tuttavia, rimane un concetto
perché la si vuole attuare, si vuole resettare tutto il passato maligno ma non si riesce a farlo facilmente perché spesso
vengono ripresi degli elementi del passato.
Particolare è la situazione di Berlino, divisa in due grandi sezioni: la facilità del passaggio tra la sezione Est (improntata
all’ideologia sovietica, del comunismo sovietico) e la sezione Ovest (realtà occidentale) – definite come “due mondi” –,
quindi la coesistenza in una stessa città di due mondi diversi, che si scontrarono, finirà con la costruzione del muro nel
1961. Paradossalmente, dopo la costruzione del muro inizia un processo di distensione, di dialogo tra Germania Est e
Germania per mano della Ostpolitik, ovvero la politica di riavvicinamento con l’Unione Sovietica intrapresa da Willy
Brandt. Negli anni Settanta i rapporti tra le due sezioni della Germania iniziarono a migliorare fino poi ad arrivare alla
caduta del Muro di Berlino nel 1989 e alla Germania riunificata.
- Ritornando indietro, nel 1945 la Germania era un cumulo di macerie a causa dei bombardamenti di guerra degli alleati
(inglesi, americani) e della “terra bruciata” fatta volutamente dai nazisti in ritirata. Si ha una popolazione che soffre per
i crimini di guerra e piena di profughi, di reduci di guerra, di ebrei sopravvissuti all’olocausto, di esiliati che tornavano
→
(displaced, coloro che, tornando, non trovano più il mondo per come lo ricordavano) disorientamento generale.
Politicamente, inizia anche un processo di denazificazione (= condanna dei crimini nazisti) che, però, rimase
incompiuto. Il riferimento è quello dei Processi di Norimberga (ottobre 1945 – ottobre1946), in cui furono processati i
rappresentati/maggiori esponenti della SS, della SA (truppe special di Hitler) e della Gestapo (polizia di stato). Questi
processi furono molto importanti per far vedere all’opinione pubblica tedesca e mondiale, attraverso le testimonianze
dei sopravvissuti e i filmati raccolti, gli orrori dell’olocausto. Molti criminali di guerra nazisti furono condannati a morte
mentre altri riuscirono a fuggire in Sud-America; i criminali minori per un breve periodo subirono dell’ostracismo,
venendo esclusi dal lavoro, ma col tempo furono reintegrati.
- Il Processo di Norimberga da un lato fu positivo perché mise allo scoperto tutti i crimini di guerra nazisti e dimostrò
che chiunque commettesse un crimine contro l’umanità sarebbe stato punito, dall’altro invece alcune persone pensavano
che tutto sarebbe finito con la conclusione del processo, considerandolo un processo di rimozione. Tuttavia, i residui del
“rimosso” potevano riaffiorare.
Uno dei problemi degli scrittori dell’epoca nel riuscire a scrivere qualcosa che facesse rinascere un nuovo spirito
democratico, dopo anni di propaganda e di indottrinamento, fu la questione della lingua tedesca. La propaganda nazista,
i discorsi di Hitler, dei gerarchi rappresentavano una lingua aggressiva, violenta, piena di odio e di morte e aveva reso
→
agli occhi del mondo la lingua tedesca come la lingua maledetta (a causa del suo forte suono), la lingua dei carnefici
Die Sprache der Henker. Da ciò ne consegue che uno dei principali obiettivi degli scrittori e degli intellettuali tedeschi
fosse quello di liberare la lingua tedesca dalla pesante eredità della retorica nazista – perché, in loro opinione, la lingua
tedesca era stata violentata e abusata, trasformandola in un linguaggio di ordini, di odio, di morte – rifondando il
linguaggio, scoprendo nuove strade, riscoprendo le parole e dando ad esse delle responsabilità.
- Un celebre filologo, Klemperer, elaborò la “lingua del Terzo Reich”, denominandola “Lingua del terzo impero” (LT):
egli la studiò per vedere quali fossero le sue caratteristiche, ovvero essa era caratterizzata da abbreviazioni e tecnicismi
→
(parole tecniche e tecnologiche applicate alla sfera umana l’uomo visto come l’oggetto = reificazione dell’uomo,
paragonato ad un oggetto), da parole vuote, espressioni di un’ideologia totalizzante, totalitaria). Con ciò si vuole far
rinascere una lingua tedesca che sia umana e non espressione di un’ideologia fanatica.
I contributi al rinnovamento della lingua tedesca vennero da ex-autori stati in esilio durante il nazismo, tra cui Brecht e
T. Mann, e anche da autori più giovani: nell’ambio della prosa, gli scrittori che si distinsero maggiormente furono
Borchert e Böll; nell’ambito della lirica, della poesia (in cui viene molto sentito il tema del riuscire a creare delle poesie
dopo l’orrore dell’olocausto), si ricordano gli autori Celan e Bachmann (come poetessa lirica), che diedero dei motivi in
più per considerare l’esistenza della poesia tedesca, dopo l’orrore nazista. Accanto a questi autori, vi sono anche coloro
che vengono considerati le coscienze critiche della letteratura tedesca contemporanea e che vanno oltre la prima fase, a
cui sono molto legati Borchert e Böll, ovvero Grass (che vinse il Premio Nobel), Enzensberger e Christa Wolf. Grass ed
Enzensberger rappresentano la Germania occidentale mentre Christa Wolf rappresenta la Germania orientale e poi la
Germania riunificata.
- Per quanto riguarda il teatro del rinnovamento, gli autori che si distinsero furono Dürrenmatt e Frisch, provenienti
dalla Svizzera. I temi ricorrenti della Trümmerliteratur (1945 – 1949) sono la città in macerie, il disorientamento dei
reduci, le difficoltà della sopravvivenza delle grandi città, della fame, della miseria, del freddo. Dalla seconda metà degli
anni Cinquanta, invece, ci sarà la descrizione della società dei consumi, che si illude di dimenticare l’orrore causato dalla
→
guerra e gode dei consumi. società descritta da Böll: egli prima descrive da cronista la società delle macerie e dopo la
società della ricostruzione. Nella prosa, si ha una letteratura realista (non realismo magico) che predilige due generi
letterari: la Kurzgeschichte (racconto breve) e l’Hörspiel (radiodramma); non ci si concentra sulla bellezza, ma sulla
verità. Dal punto di vista della lirica, invece, si parla di sperimentalismo linguistico, in cui si riprende ciò che era stato
interrotto nell’espressionismo.
In Böll, invece, c’è più ironia, più fiducia in una possibile rinascita e umorismo.
Propagandava l’atto del guardare le cose direttamente coi propri occhi, senza farsi ingannare.
- Il film “Il tamburo di latta” è tratto dalla letteratura di Grass ed è ambientato a Danzica.
Testo su Studium, intervista di Böll sulla letteratura delle macerie
- Heinrich Boell nel 1952, in un’intervista sulla Trummerlitteratur affermò di aver aderito ad essa. «I primi tentativi di
scrittura della nostra generazione dopo il 1945, che vogliono farsi portavoce della loro generazione, sono stati designati
come “letteratura delle macerie” (Trummerlitteratur), ma ciò era un tentativo di denotarli in senso dispregiativo (come
per prenderli in giro). Non ci siamo ribellati contro questa denotazione, perché in effetti avevano ragione. In effetti, gli
uomini, le donne e i bambini da noi descritti vivevano nelle macerie, feriti fisicamente e psicologicamente e umiliati allo
stesso modo. In mia opinione, essi avevano uno sguardo cupo. Loro non vivevano per niente in pace in quel contesto,
erano in una situazione di disagio. Non c’era nulla di idillico intorno a loro e nel loro stato d’animo, a causa degli orrori
della guerra. E noi scrittori ci sentivamo così vicini a questa popolazione in miseria, che ci identificavamo con loro. Ci
sentivamo parte integrante di questa generazione distrutta alla quale cerchiamo di mediare come scrittori, in una
situazione su cui bisogna riflettere, ambigua e strana. Il ritorno alla normalità da parte d
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