Winckelmann nacque a Stendal nel 1717 e morì a Trieste nel 1768.
Studiò teologia, scienze naturali e filologia.
Nel 1754 si convertì al cattolicesimo.
Winckelmann è riconosciuto come il fondatore di una nuova archeologia
scientifica e il suo pensiero costituisce un’importante punto di riferimento per
l’età classica tedesca.
Le sue opere più importanti sono:
- „Gedanken über die Nachahmung griechischer Werke in der Malerei und
Bildhauerkunst“;
- „Anmerkungen ueber di Baukunst der Alten“;
- „Abhandlung von der Faehigkeit der Empfindung des Schoenen“;
- „Geschichte der Kunst des Altertums“.
Pietra miliare per l’interpretazione dell’antichità è “Gedanken über die
Nachahmung griechischer Werke in der Malerei und Bildhauerkunst“
(1755).
Quest’opera costituisce un ponte per la vera conoscenza del mondo antico e il
suo celebre motto „edle Einfalt und stille Größe” diventerà il leitmotiv della
Weimarer Klassik e vuole proporre una nuova visione dell’arte antica come
espressione di un “Lebensgefühl” e di una “Welterfahrung” antica.
Ciò che è rivoluzionario per l’epoca è la consapevolezza della “Einheit und
Ganzheit” dell’antichità, ovvero la volontà di una visione sintentica di bellezza
interiore ed esteriore, definita altrimenti come la ricerca dell’armonia di “Geist
und Körper”.
Nella seconda parte del frammento qui riportato Winckelmann descrive
ampiamente il Laocoonte, opera in grado, secondo lui, di esemplificare “la
nobile semplicità e la pacata grandezza” dell’arte greca: “la generale ed
eccellente caratteristica dei capolavori greci è una nobile semplicità e una
pacata grandezza, sia nella posizione che nell'espressione. Così come la
profondità del mare che resta sempre immobile per quanto agitata ne sia la
superficie, l'espressione delle figure greche, per quanto agitata da passioni,
mostra sempre un'anima grande e posata. Quest'anima, nonostante le più
atroci sofferenze, si palesa nel volto del Laocoonte, e non nel volto solo. Il
dolore che si mostra in ogni muscolo e in ogni tendine del corpo (…) non si
esprime affatto con segni di rabbia nel volto o nell'atteggiamento.
Il Laocoonte non grida orribilmente come nel canto di Virgilio: il modo con cui la
bocca è aperta, non lo permette; piuttosto ne può uscire un sospiro angoscioso
ed oppresso. Il dolore del corpo e la grandezza dell'anima sembrano
tenersi in equilibrio (…)”.
JOHANN GOTTFRIED HERDER
Herder nasce a Mohrungen, nella Prussia orientale, nel 1744 e muore a Weimar
nel 1803.
Si occupa di teologia e il suo pensiero è influenzato dalla filosofia di Kant e di
Hamanns.
Tra le sue opere filosofiche di maggiore rilievo vanno ricordati il “Trattato
sull'origine del linguaggio” (1772), “Ancora una filosofia della storia per
l'educazione dell'umanità” (1774) e, il suo grande capolavoro, “Ideen zur
Philosophie der Geschichte der Menschheit” (1784-91), rimasto però
incompleto.
Di quest’ultimo leggiamo la quarta parte intitolata ”Zur Humanität und
Religion ist der Mensch gebildet”.
In quest’opera, ciò che emerge è la concezione di storia e di umanità di Herder.
Egli rappresenta l’umanità come qualcosa che è cresciuto organicamente,
anche in funzione delle condizioni climatiche e geografiche e che è in cammino
lungo un percorso che la porterà ad una sempre maggiore perfezione.
Anche la storia è quindi un grandioso processo unitario, in cui l'umanità realizza
progressivamente se stessa, con i propri valori, le proprie manifestazioni ed
istituzioni.
Herder afferma inoltre che la caratteristica distintiva dell’uomo è il fatto di
sapere stare eretto, ma egli ha anche numerose altre qualità, come il senso di
giustizia e l’amore per la verità, che lo rendono il portatore della cultura.
Grazie a tutte queste sue qualità, l’uomo è la creatura più forte di tutto il
creato, che riesce a sopraffare tutte le altre creature (esempio dell’uomo
africano che riesce a vincere sui leoni, utilizzando la propria capacità, astuzia e
cautela).
Altra caratteristica dell’uomo è il fatto di fare parte di una società: mentre nel
regno animale infatti, l’amore materno si vede solamente nella protezione dei
piccoli e nello sfamarli (esempio dello struzzo che sotterra le uova nella sabbia,
in modo che queste non vengano danneggiate da altri animali), presso gli
uomini invece esso è qualcosa di più importante.
Tra gli uomini si vengono infatti a creare legami forti, di amore e
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