COMUNICAZIONE DELLE EMERGENZE AMBIENTALI
COMUNICARE LA SCIENZA
6. L’ISTITUZIONE CHE COMUNICA E GLI EVENTI
6.1 L’UFFICIO STAMPA
Un ufficio stampa è il settore di un ente che si occupa di gestirne l’immagine, di coordinarne i rapporti con i media e,
in genere, di curarne le attività di comunicazione al pubblico. Compie un lavoro strategico, che viene pensato e
prodotto nel tempo, di cura dei rapporti con il resto della società.
Se si tratta di un ente pubblico, esso è sostenuto dai cittadini attraverso le tasse, pertanto, è tenuto a comunicare al
pubblico le proprie ricerche e i relativi risultati. In più, oggi, un’istruzione che non si apra alla società è destinata a
godere di scarso credito e a scomparire dal dibattito sulla scienza. Comunicare è sia doveroso sia indispensabile: il
favore di cui un ente gode presso il pubblico ha un’influenza anche sull’attenzione da parte della politica e sui
finanziamenti che esso riceve.
Alcune istituzioni scientifiche hanno inoltre necessità di curare la propria immagine anche per essere attraenti agli
occhi dei giovani alle prese con la scelta universitaria.
Per altre istituzioni, l’esigenza è più legata alla reputazione della disciplina (es. fisica, che dopo la seconda guerra
mondiale doveva lasciarsi alle spalle la memoria della bomba atomica), oppure alla costruzione di un’immagine che
ancora non c’è (es. biologia molecolare degli esordi).
Nel nostro paese non sempre la comunicazione istituzionale è curata come dovrebbe.
Alcuni istituti, soprattutto i più piccoli, si affidano a service esterni. Si tratta di squadre di validi professionisti,
à che rinunciando a competenze interne, difficilmente riescono a comunicare un’immagine fedele e appropriata
dell’ente e a studiare strategie a lungo termine in consonanza con i propri obiettivi. Molto spesso, di
conseguenza, la cosa si esaurisce con la produzione e l’emissione di materiale stampa di limitata efficacia.
In altri casi, invece, gli istituti, anche grandi, hanno uffici stampa molto piccoli oppure confusi con le segreterie
à (la qual cosa non aiuta a costruire un’immagine consona alla propria rilevanza scientifica).
Di grande aiuto può essere il confronto con il settore privato, in genere molto ben attrezzato sotto il profilo
à della comunicazione esterna. Nei casi più virtuosi, l’ufficio stampa è all’interno dell’istituto e partecipa alla sua
vita.
Che cosa fa un ufficio stampa?
Parla con i giornalisti e produce per loro il materiale che serve a capire e raccontare la notizia proveniente
dall’istituzione: il risultato di una ricerca scientifica, una presa di posizione, un cambio al vertice.
Si tratta soprattutto di testi scritti, i comunicati stampa, che hanno una forma standard e vengono prima spediti a un
indirizzario di giornalisti potenzialmente interessati, poi conservati in archivi (online) per la consultazione.
Insieme ai comunicati, gli uffici più grandi preparano anche materiali audio o video, da mettere a disposizione dei
giornalisti, ma anche da impiegare per comunicare direttamente al pubblico (es. pagina internet o social network).
L’intenzione è quella di far uscire una notizia il più possibile e al meglio.
Scrivere un comunicato e diffonderlo non basta: occorrono telefonate ai giornalisti giusti, per spiegare, proporre,
cercare di capire se la notizia interessa e che cosa manca per farla uscire nel modo appropriato. Ogni giornalista
riceve migliaia di comunicati al giorno, ragion per cui un buon ufficio stampa deve curare il proprio per giorni e
operare alcune scelte tattiche (es. può contattare telefonicamente solo gli hubs, ovvero quei giornalisti che a loro
volta vengono letti da altri giornalisti, in primo luogo quanti lavorano nelle agenzie di stampa).
Anche molti giornali online sono centrali per la diffusione di alcune notizie.
L’ufficio stampa è parte dell’ente e deve operare in consonanza con le strategie della direzione ed essere
messo nelle condizioni di capire quale notizia debba avere più rilievo.
Ogni notizia, infatti, ha la propria struttura e storia e l’ufficio stampa deve conoscerla, usarla come meglio si può e
conviene (es. può promuovere un ricercatore, inquadrare una notizia di una serie più ampia, affidarsi alle agenzie di
stampa, ecc.).
Per questioni di più immediato interesse e di respiro meno ampio, l’ufficio stampa è invece chiamato a
à muoversi in fretta e con precisione su elementi che non hanno a che fare con la scienza, come l’agenda
politica del paese.
Infine, se si tratta di una faccenda di interesse locale, è inutile perdere tempo ed energie per far uscire la
à notizia sui giornali nazionali, mentre è necessario curare bene i rapporti con i telegiornali e la stampa locale.
Si può parlare a volte di esclusiva, che però sulle questioni scientifiche, per alcuni, non sarebbe etica. Un ufficio
stampa, cioè, può dare la notizia inizialmente ad un solo giornalista, cosicché questi possa parlarne per
primo, mentre gli altri seguiranno (→ il vantaggio per l’ente potrebbe esserci se, in cambio, il giornalista garantisse
una copertura ampia e dettagliata).
Più spesso si opta, invece, per una diffusione massima dell’informazione. Semmai, si stabilisce un embargo, cioè
una data precisa prima della quale si chiede di non pubblicare niente sulla questione. La data può dipendere da
fattori organizzativi o è subordinata alla pubblicazione di un articolo scientifico su una rivista di settore.
A volte sono i giornalisti a contattare l’istituzione per chiedere una risposta, un chiarimento, una dichiarazione,
un’intervista, del materiale. In questo caso, il compito dell’ufficio stampa è quello di interpretare la richiesta del
giornalista e identificare il soggetto più adatto a rispondergli.
Se si tratta di una questione delicata, è bene aver concordato con i vertici una linea coerente con gli obiettivi generali
dell’istituto ed efficace sotto il profilo comunicativo.
Quando si parla con uno, in realtà si parla con un milione: una dichiarazione resa alle agenzie può essere ripresa a
cascata da tanti articoli di giornale. In caso di emergenze, bisogna anche aver studiato un’adeguata strategia di
comunicazione dei rischi: se esistono dati scientifici affidabili e chiari, è necessario riflettere sull’opportunità di
trasferirli al pubblico e sulle modalità per farlo.
È un compito particolarmente difficile, per il quale ci vogliono professionisti di esperienza e un’adeguata valutazione di
mille fattori a contorno, oltre alla consapevolezza che può anche capitare di commettere degli errori, che possono
avere conseguenze più o meno gravi e alle quali si dovrà successivamente rimediare (es. fake news).
Per lavorare in un ufficio stampa, è necessaria un po’ di disposizione anche a imparare i fondamenti delle
ricerche che si svolgono nell’ente.
L’addetto stampa non deve necessariamente avere una formazione scientifica: la sua professionalità risiede nella
gestione degli strumenti di comunicazione.
Inoltre, gli uffici stampa delle grandi istituzioni a volte organizzano seminari di formazione: gli scienziati sono costretti
a fare uno sforzo comunicativo nel trovarsi davanti un giornalista in care ed ossa e gli addetti stampa prendono
dimestichezza con la materia, il suo lessico e la sua complessità.
Il comunicato stampa in pratica
Sono necessari:
a) Un titolo che chiarisca subito di che cosa si sta parlando;
b) Una struttura in capoversi distinti, di cui il primo contenga il concept e i successivi diano approfondimenti,
riepiloghi, dichiarazioni ed eventuali prospettive (non dare mai per scontato che i giornalisti si ricordino tutti i dettagli
;
della storia)
c) Alcune dichiarazioni virgolettate da parte di personaggi di rilievo per la questione (le affiliazioni devono essere
chiare e sintetiche; il rischio è che il tutto venga poi rimaneggiato dai giornalisti per renderlo più chiaro, con la possibile
;
introduzione di errori)
d) Tutti i contatti per rintracciare un referente scientifico e soprattutto l’addetto stampa di
(non sempre necessario)
riferimento.
6.2 FARSI CONOSCERE
Talvolta un’istituzione può scegliere di convocare una conferenza stampa, cioè un’occasione di incontro con i
giornalisti.
• Può succedere in caso di notizie davvero importanti (es, scoperte attese da molto, allarmi, prese di
posizione, chiarimenti).
• Si invitano i giornalisti che si ritengono interessati tramite mail, correlata di tutte le informazioni necessarie
e inviata qualche giorno prima.
• Le conferenze stampa si tengono quasi sempre in tarda mattinata, per dare il tempo ai giornalisti di tornare
in redazione per scrivere su quanto si è discusso,
• Durano circa un’ora e vi partecipano, oltre agli addetti stampa deputati alla gestione della notizia (che aprono
i lavori e moderano la discussione), gli scienziati più importanti tra quelli coinvolti.
• L’intenzione è confrontarsi direttamente con i giornalisti, mettersi a disposizione per le domande e
rilasciare dichiarazioni pubbliche in un momento preciso e in una situazione, tutto sommato, “sotto
controllo”.
Le conferenze stampa non sono diffuse in ambito scientifico quanto lo sono in quello politico, sportivo o economico.
Gli uffici stampa più grandi fanno di più, ma questo significa investire a lungo termine e in maniera più sostanziosa.
Mettono così in cantiere attività conosciute sotto il generico termine di outreach. Esse, per rivolgersi alla stampa,
hanno un fine educativo, didattico o divulgativo in senso proprio.
Tutto ciò è ideato in base alla notizia o alla storia, ma soprattutto, ancora una volta, in armonia con le strategie
dell’istituto.
Ad esempio, può diventare un modo per spiegare agli appassionati i dettagli di una ricerca o diventare la cor
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