Capitolo 1: Scenari della comunicazione d’impresa
“Times they are a changing”. Bob Dylan, 1964
Oggi il cambiamento è continuo. Il numero dei prodotti in circolazione raggiungere il milione e mezzo.
Segnali di “post comunicazione”
Nel 1980 gli spot trasmessi quotidianamente in Italiano erano 300, oggi sono circa 2600.
Trascorsi oltre 50 anni dalla prima réclame. Questi hanno creato nuove forme di comunicazione definite “ strategie di strada” o di
post-‐comunicazione. Potrebbero apparire come casi estremi. In realtà, casi sempre più frequenti da cui il marketing e la
comunicazione prendono spunto per la creazione di nuovi percorsi di visibilità per i prodotti.
Oltre alle “strategie di strada”, emergono nuove forme comunicative e nuovi approcci al consumo.
Forme di post-‐comunicazione
Black block: il movimento No global che nel testo No Logo della Klein ha trovato la propria Bibbia, sintetizzano il loro
• punto di vista: non odiare i media, diventa i media. Questo il suggerimento alla base del “ guerrilla kit”, un manuale di
autentica comunicazione stile antagonista. Contiene indicazioni su come realizzare manifesti e modificare quelli degli altri,
ideare una campagna pubblicitaria, fare un comunicato stampa, rendere un azione interessante per i media.
Guerrilla marketing: “fottere il sistema per entrarci” definizione data dal sito. Si tratta di “un insieme di tecniche di
• comunicazione non convenzionali che consentono di ottenere il massimo della visibilità con il minimo degli investimenti”;
“concorre allo sviluppo delle strategie di mercato attraverso la messa in scena di pseudo-‐eventi concepiti in integrazione
all’immagine dell’azienda. Sfrutta il bisogno di novità dei mezzi di comunicazione e la permeabilità dei suoi meccanismi per
promuovere idee, marchi o prodotti”.
BzzAgent: persuasori occulti, agenti del marketing virale basato sul passaparola, che dispensano consigli, dimostrando che
• il modo più facile di far circolare un messaggio è utilizzare una rete di persone reali.
Iperinformazione e Iperconsumo
Con la velocità di cambiamento e il sovraffollamento dei media che caratterizzano il mondo attuale, le possibilità di entrare in
contatto con i propri pubblici sono scarse e ristrette. Nata una nuova modalità per raggiungere i consumatori, fa leva sulle emozioni
e sul coinvolgimento sensoriale. Stimolare un consumatore in crisi per eccesso di consumo e d’informazione appare una necessità.
Comunicazione polisensoriale
Polisensorialità ed emozionalità sono le nuove frontiere della comunicazione d’impresa. Necessità di coinvolgere i cinque sensi per
una comunicazione più efficace. Comunicare con i sensi significa far leva sull’emotività, aumentando efficacia e potenza delle
comunicazione.
Come appare nella tabella, la comunicazione polisensoriale fa leva sull’inconscio e sull’intelligenza emotiva. Sollecita la sfera
emozionale, allo scopo di far emergere il proprio messaggio o prodotto/servizio.
L’utilizzo di un prodotto diventa sempre più legato a un preciso stile di vita.
Udito: stimolato attraverso la musica nei supermercati, boutique, ristornati. Ricerche hanno dimostrato come un appropriato
sottofondo musicale nei ristoranti sposti le scelte verso cibi più raffinati e più costosi. Anche le musiche di attesa dei centralini
telefonici sono state oggetto di un mapping emozionale per individuare quella più adatta alla propria immagine e prodotto.
Tatto: trova nella comunicazione di prodotto sempre nuovi stimoli e sollecita interessanti esperienze.
Una delle ultime sperimentazioni in materia di polisensorialità è costituita dal marketing e dalla comunicazione olfattiva. Lo
straordinario legame fra olfatto e memoria è in grado di scavalcare le difese della ragione e ciò ha già fatto sollevare allarmi sull’uso
non etica della comunicazione olfattiva.
Comunicazione armocromica
I manuali di Corporate Identity e la comunicazione di prodotto in pubblicità e nelle relazioni pubbliche sono una continua e
inequivocabile prova della sua efficacia e diffusione. L’uso del blu – autorevole e tranquillizzante – invade tutto. Gli ambienti di
lavoro sono i primi a ricevere beneficio da un uso appropriato dei colori.
Armocromia e ambiente di lavoro
I colori sono in grado di agire sul nostro equilibrio psicofisico influenzando il nostro umore. È importante il colore degli
ambienti dove le persone passano molte ore delle giornata. D.Lgs 626/94 prescrive l’utilizzo di pareti di tonalità chiara in
modo da non affaticare gli occhi, migliorare il comfort e la vivibilità di fabbriche, uffici, ospedali e in generale aree di
contatto con il pubblico. L’uso dei colori può determinare maggiore produttività e influire sulla diminuzione degli incentivi.
La diversificazione tra gli ambienti e il miglioramento della visibilità dei percorsi è stato ottenuto con colori come:
Verde: evoca l’idea di natura, tranquillizza e conferisce accoglienza;
§ Turchese e grigio cielo: il turchese alleggerisce lo stress, il grigio cielo rimanda all’esterno. Questa soluzione spinge
§ all’ottimismo;
Arancione: stimola l’attività respiratoria e oculare, è defaticante e anti-‐claustrofobico;
§ Indaco rosato: diminuisce la percezione del dolore e offre la sensazione di purificazione dell’aria;
§ Giallo: sollecita l’attenzione, aumenta l’efficienza. Conferisce luminosità.
§
Humour e fumetto nella comunicazione d’impresa
La ricerca di nuovi percorsi e strumenti d’espressione del marketing emozionale ha individuato nello humour e nel fumetto due
modalità che consentono una comprensione immediata e simpatica. Emergono numerose tendenze di applicazione dello humour a
contesti lavorativi più frequentemente le riviste parlano del “ manager ludens”. Nascono corsi di gelotologia (riso) e società di
consulenza in humour di impresa/clown power.
Comunicazione emozionale
La marca è diventata oggi la sintesi dei valori materiali e immateriali che differenziano un prodotto dagli altri, rendendo l’offerta
unica. Interessante è la mappa emozionale della Psicolinguistica, messa a punto dal Centro Lexis Ricerche di Milano.
Comunicazione emozionale e politica
Il mondo della politica è stato analizzato con il filtro della psicolinguistica, sulla base delle associazioni emozionali dei cittadini.
Berlusconi ha compreso l’importanza di una comunicazione emozionale utilizzandola nelle elezioni del 2001. In occasioni delle
elezioni è riuscito a staccarsi dal quadrante negativo riuscendo a posizionarsi sul versate euforico e positivo della mappa
emozionale. Tremonti occupa una posizione tra il pathos e l’aggressività; Fassino si colloca nel versante rilassato-‐depresso.
Pubblica Amministrazione ed emozioni
Nei processi di comunicazione pubblica la comunicazione emozionale trova esperienze interessanti.
Inghilterra: campagna contro l’analfabetismo emotivo delle istituzioni
I testi di Goleman hanno ispirato un movimento interno al
New Labour Party che ha proposto una campagna contro l’analfabetismo
emotivo delle istituzioni. La campagna, condotta dal gruppo Antidote, ha chiesto al Governo l’adozione di un indice nazionale che
tenga conto dell’emozioni, ovvero una specie di sistema di misurazione della capacità emozionale delle istituzioni britanniche. Scopo
della campagna è mettere in grado i cittadini e le istituzioni di comprendere i propri sentimenti, in modo che non interferiscano con
le scelte razionali.
Il valore delle emozioni. Urp Regione Emilia-‐Romagna
Il 23 febbraio 2005 si è tenuto a Bologna l’incontro annuale con gli operatori degli URP e della comunicazione pubblica della Regione
Emilia-‐Romagna. Le emozioni sono state il tema portante della giornata. Al “cuore” della comunicazione ci sono le emozioni che
dovremmo conoscere per capirci e per capire coloro che ci parlano, che ci ascoltano, che ci guardano. Le emozioni non sono solo un
aspetto della comunicazione interpersonale, ma possono rappresentare anche variabili di gestione delle organizzazioni e costituire
una precisa scelta strategica della comunicazione mediata.
Comunicazione e globalizzazione
Forte componente emozionale legata alla scelta del marchio. Una ricerca del 2004 sulla popolarità del marchio ha rilevato, durante
un conflitto iracheno, un netto peggioramento della considerazione dei brand USA più legati all’ “ american way of life” come: Coca-‐
Cola, Mc Donald’s, Nike, Microsoft. Secondo quanto risulta dalle risposte al sondaggio, ad appanare l’immagine degli Stati Uniti e dei
suoi brand è stao il discusso intervento militare americano in Iraq e il prolungarsi della crisi irachena. Anche la mancata firma
americana &
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