La costruzione logica dell'architettura di Giorgio Grassi
Prefazione
Scritto a metà degli anni 60 del XX secolo, è dominato dalla tendenza alla frammentazione e alla sperimentazione più esasperata, dalla confusione e dal disorientamento. L'incontro per la consegna del materiale è avvenuto nel 1977 nell'anfiteatro romano di Arles, tra Milano e Barcellona. Oltre a rappresentare il superamento di ogni protocollo convenzionale, ci collocava in piena Provenza e pertanto nello scenario più adatto a introdursi all'architettura di Giorgio Grassi, fortemente marcata dall'impronta del mondo romano.
L'architettura sono le architetture; non c'è quindi teoria dell'architettura che non sia anche nell'esperienza dell'architettura. Il progetto non può essere che tautologia rispetto all'esperienza della storia. Tra il 1960 e il 1980, Grassi sembra concentrato su un impianto teorico e i suoi progetti appaiono come un mezzo per verificare sperimentalmente le sue ipotesi teoriche. Dal 1980 sono essi stessi il motore che alimenta e sostiene lo sviluppo e l'approfondimento del discorso teorico, fedelmente ai principi che da sempre sono alla base del suo lavoro, fedeltà che non presuppone in alcun modo una immobilità.
Capitolo 1
Il filone di pensiero a cui fa riferimento è quello del razionalismo come un determinato atteggiamento di pensiero, facendo riferimento agli architetti della ragione. Deve riferirsi a quella esperienza nel campo dell'architettura che ha avviato concretamente l'analisi e la costruzione dell'architettura in termini razionali, dove però il fatto straordinario è stata la messa in discussione stessa di quei principi e non il loro abbandono o la loro negazione, quindi la conquista più importante è stata proprio l'analisi spregiudicata di quei principi e quindi la loro relativizzazione.
Il razionalismo è un atteggiamento che precede e guida la scelta metodologica, percorrendo tutta la storia del pensiero e quindi anche dell'architettura, storia di un determinato orientamento delle scelte nel campo dell'architettura. Reichenbach nel suo “nascita della filosofia scientifica” esprime la ricerca del razionalismo parlando di ansia di certezza, quella costante ricerca di elementi certi e invariabili a cui dobbiamo ascrivere gran parte del nostro patrimonio con lo scopo di mettere in evidenza un indirizzo culturale cui il razionalismo appartiene come momento formale e metodologico.
Esigenza di certezza, generalità, elementi costanti, norme: queste sono appunto le esigenze teoriche del pensiero deduttivo a cui corrispondono conoscenza ordinata, classificazione manualistica e trattatistica. Scopo di questo è l'esame di alcuni sistemi teorici volti a una fondazione scientifica dell'architettura, punto di partenza e giustificazione di questo studio sono nozioni e metodi in senso generale sul piano della cultura e della storia, con una validità e un'attualità incontestabili proprio sul piano della razionalità realizzata.
Quelle opere che non rientravano in modo canonico nel quadro degli studi di critica storica o della storia dell'arte il più delle volte sono stati ignorati o tutt'al più relegati al rango di prontuari tecnica edilizia. Tuttavia, trattare tecniche e sistemi teorici del passato in termini di astoricità non significa non porre contemporaneamente il problema della storia o almeno della conoscenza che tende a spiegare l'architettura nel suo significato di opera umana nata da quelle esigenze che possiamo riconoscere oggi.
Razionalismo nel caso dell'architettura significa riferirsi alla fondazione scientifica dell'architettura stessa, una scienza che ha bisogno di unire in continuazione lo studio del passato e quello del presente. I principi metodologici fondamentali della ricerca sono rivolti all'aspetto sintattico, cioè al suo aspetto di costruzione motivi teorici stessi del pensiero deduttivo, in tal senso il problema della costruzione dell'architettura è visto nelle teorie come un processo di costruzione logica, nella sua caratteristica di costruzione cioè di procedimento secondo il suo carattere logico sintattico.
Con teoria formale non viene fatto riferimento al significato delle forme dell'architettura ma proprio ai tipi di queste e all'ordine con cui si presentano, una ricerca volta alla costruzione di una teoria formale delle forme architettoniche. Per quanto riguarda trattati e manuali, il primo rappresenta la costruzione di una teoria della progettazione mentre il secondo presuppone sempre distinzione che ha un solo senso se esistono norme fondate e riconosciute, ogni manuale dovrebbe essere contemporaneamente anche un trattato.
Anche se per le opere più recenti questa distinzione non ha senso in quanto non offrono una norma certa ma solo alcuni enunciati generalizzabili che sono riferiti soltanto a determinate questioni. La differenza che assumiamo è quella che mette in evidenza due diverse scelte metodiche: una che costruisce un sistema di norme e quindi un canone certo, mentre l'altra che tende a costruire quel canone attraverso un continuo riferimento all'esperienza mediante l'uso di un procedimento sempre identico.
Quest'ultima osservazione fa riferimento all'oggetto che nella maggioranza dei casi è rappresentato dall'abitazione. La distinzione fra architettura e abitazione viene dal fatto che sarebbe sempre possibile occuparsi dell'una o dell'altra trattando di cose diverse e certamente gli elementi sono relativamente indipendenti dall'abitazione anche intesa come costruzione, fissati in una relazione reciproca che prescinde dalla storia dell'uomo intesa come evoluzione e progresso, e prescinde quindi anche dall'abitazione che di questa evoluzione è in gran parte lo specchio.
Capitolo 2
Il fine più generale nel pensiero razionalista è la realizzazione di una più ampia intellegibilità dell'architettura, esistono opere per le quali è evidente che il fine si identifica con l'oggetto stesso dell'indagine. La comparazione delle nozioni nel lavoro di analisi rappresenta l'attuazione del metodo critico, il tipo di elaborazione su cui il metodo si è costruito. Dalla comparazione si deducono gli elementi caratterizzati da una maggiore stabilità formale, rivelandosi la base su cui si costituiscono le classificazioni e le descrizioni sull'aspetto sintattico dell'architettura, cioè sulle parti e sugli elementi che la costituiscono, sui tipi e sull'ordine con cui si presentano.
Per indicare le motivazioni dell'osservazione storica e quindi il significato che assume nella ricerca del razionalismo, al quale corrisponde un certo tipo di lettura e di ricostruzione della storia stessa, mettiamo in primo piano l'opera legata alla vita e alla storia dell'uomo, le cadenze e la sua organizzazione, dal lato pratico più immediato fino al ruolo rappresentativo o simbolico acquisito dalle sue forme. Molto spesso vista come mezzo per spiegare i contenuti stessi dell'architettura in quanto momento di liberazione dalle condizioni, aspetto per il quale trova la sua legittimazione nel soddisfacimento sul piano intellettuale della conoscenza dei fatti inerenti la vicenda storica delle forme dell'architettura, facendo coincidere come il momento speculativo l'esperienza razionale della storia con la legittimità propriamente intellettuale dello studio storico.
Esaurienti documentazioni sono arrivate dal positivismo ottocentesco, costruite con la cura scrupolosa e la perizia delle copiature medievali, con valore dovuto proprio alla chiarezza e all'esemplarità rispetto all'oggetto dell'indagine e chiarite grazie anche ad esempi concreti e agli studi scientifici. Le descrizioni rivolte all'oggetto e alla comprensione più certa in cui gli elementi si dispongono mantenendo ed esibendo il loro carattere di parti e l'osservazione storica come momento di riflessione portano al loro frequente e chiaramente riconoscibile obiettivo di divulgazione, da una paziente e appassionata ricerca che viene dal desiderio di comprendere prima che di conoscere.
Le storie sono le risposte che spiegano il cammino percorso e l'elemento caratteristico chiamato da Bloch "idolo delle origini", origini intese come elemento più sicuro e generale per spiegare il presente. Le opere che rivelano una finalità didattica, e in quanti tali opere di divulgazione, sono le più degne di attenzione le più utili oggi sul piano conoscitivo sul piano metodico. L'apertura a diverse direzioni di indagine e l'attenzione al ruolo svolto dei più diversi elementi descrittivi raccolti nella definizione architettonica dell'abitazione sono quindi i due aspetti più significativi.
Capitolo 3
Una delle tecniche di indagine è certamente la classificazione, intesa come un tentativo di generalizzazione di tali elementi e della costruzione delle teorie dell'architettura su tali basi, diretta alla costruzione di possibili ordini seriali e il suo fine è rappresentato proprio da queste possibili co...
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