Friday 13 February y
Ragioneria
Capitale e Reddito
Prima di dare una definizione dei concetti di capitale e reddito è
necessario approfondire cos’è un’azienda e qual’è il suo ruolo; essa è un
organismo destinato a perdurare, costituito da uomini e mezzi, ed avente
come ultima finalità quella del soddisfacimento dei bisogni umani.
L’organizzazione economica è in grado di portare a compimento il suo
obiettivo primario con delle azioni che costituiscono nel loro insieme
l’attività economica: acquisizione, produzione, scambio e consumo di
beni e servizi. Tali operazioni sono, ovviamente, tra loro coordinate e nel
loro complesso, costituiscono la gestione aziendale e si dividono in
operazioni di interna ed esterna gestione.
capitale,
Vi è una prima definizione del termine in accezione qualitativa,
che lo vede come espressione di condizioni di produzione eterogenee di
pertinenza dell’impresa; l’osservazione del capitale o patrimonio in
questa chiave, presuppone l’individuazione dei singoli elementi che lo
compongono e la loro considerazione secondo le caratteristiche fisiche e
funzionali, non secondo il valore. Analizzando con queste modalità il
patrimonio si possono individuare fattori produttivi generici (denaro),
fattori produttivi specifici (impianti, materie prime, ecc.) tra i quali si
distinguono quelli materiali e immateriali, questi ultimi non dotati del
requisito della tangibilità. Entrando nelle piaghe più specifiche delle
caratteristiche degli elementi del capitale è possibile differenziare i beni a
fecondità semplice (capitali circolanti) e i beni a fecondità ripetuta
(capitali fissi), con i primi destinati a partecipare ad un solo atto
produttivo, mentre i secondi possono essere impiegati più volte nello
sviluppo dei processi produttivi. I beni a fecondità ripetuta o capitali fissi
sono comunemente noti come immobilizzazioni il cui investimento
ritorna in forma monetaria in un periodo di tempo pluriennale, attraverso
il realizzo diretto o indiretto. Questa categoria di beni si biforca in tre
categorie:
- Materiali, dotate del requisito della tangibilità;
- Immateriali;
- Finanziarie, rappresentate da crediti a media-lunga scadenza ed altri
investimenti di natura finanziaria destinati a perdurare durevolmente
nel patrimonio aziendale.
NOTA: i beni a fecondità ripetuta, facenti parte della categoria del
capitale circolante, sono anch’essi investimenti ma destinati ad un ritorno
in forma monetaria convenzionalmente inferiore ai 12 mesi. Nell’ambito di
:
tale categoria si possono individuare -
Rimanenze (giacenze di magazzino), rappresentate da beni destinati ad
essere venduti o utilizzati nella produzione entro un periodo di tempo
;
breve -
Crediti a breve scadenza, cioè diritti ad incassare somme di denaro alla
;
scadenza convenuta -
;
Attività finanziarie non immobilizzate
1
- Liquidità immediate, rappresentate da somme di denaro disponibili per
le esigenze aziendali.
Il problema che concerne l’osservazione del capitale sotto l’aspetto
qualitativo è che, esso è costituito da elementi tra loro eterogenei espressi
in unità di misura differenti e, dunque, non sommabili tra loro. Se si vuole
dare una rappresentazione unitaria del capitale (o patrimonio), occorre
considerare l’aspetto quantitativo e ricercare un’unita di misurazione
comune dei singoli elementi patrimoniali; tale obbiettivo può essere
raggiunto esprimendoli in termini di valore monetario. La moneta è in
effetti un bene che consente di misurare il valore degli altri beni; il valore
monetario attribuibile alle condizioni produttive incarna la nozione di
capitale-valore. Da qui è possibile utilizzare una banale equazione
matematica che mette in relazione le attività, il complesso dei valori
relativi ai fattori produttivi di pertinenza dell’impresa, e le passività, debiti
ed altri valori passivi dell’impresa.
A-P=N capitale
A, ossia il valore monetario degli asset aziendali, rappresenta il
lordo dell’impresa mentre N, il patrimonio netto rappresenta la ricchezza
netta a disposizione dell’impresa in un dato momento, nonché il capitale
a pieno rischio di pertinenza del titolare o dei soci (capitale proprio).
Cercando un sunto più pratico e immediato possiamo dire che P
rappresenta la parte del capitale lordo aziendale “appartenente a terzi”,
ossia che l’impresa dovrà restituire con gli interessi, mentre N è il capitale
a pieno rischio, legato appunto al rischio generale di impresa che viene
remunerato in forma eventuale e variabile: eventuale perché prima,
attraverso l’attività economica, si deve generare nuova ricchezza,
variabile perché dipende proprio dalla misura della stessa. Lo stato
patrimoniale è il prospetto bilanciante che mette in evidenza il capitale
aziendale.
IL REDDITO è legato al concetto di capitale e risulta essere la variazione
che il patrimonio netto (N) subisce per effetto della operazioni di gestione
aziendale nel corso dell’esercizio; dunque, la ricchezza netta può crescere
o decresce in base alla “qualità” dell’attività economica. È necessario
escludere gli scambi di risorse tra l’impresa e i soci, nella forma degli
aumenti o decrementi di capitale (sociale) e della distribuzione di utili. Si
ha un utile se si evidenzia un incremento del capitale netto mentre si
.
manifesta una perdita in presenza di una riduzione dello stesso
Il reddito si determina dunque con un procedimento sintetico che pone a
confronto l’entità del capitale netto in due momenti diversi: se si guarda
all’intera vita dell’impresa e si confrontano il capitale netto di costituzione
e il capitale netto finale, si ottiene il reddito totale o globale. Il problema
del metodo sintetico è che non pone in evidenza le cause che hanno
portato alla produzione o al consumo del reddito totale. È meglio
utilizzare, invece, la determinazione analitica; si pone a confronto la
ricchezza impiegata per l’acquisto dei fattori produttivi e la realizzazione
dei processi e quella generata dalla produzione allestita tramite gli stessi,
.
determinando l’incremento o il decremento della ricchezza aziendale
-
Procedimento analitico= ricavi totali - costi totali
Quando si considera il reddito totale è bene asserire che, seppur le
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quantità misurate siano omogenee sotto il punto di vista dell’unità di
misura (denaro), sono eterogenee sotto il profilo del potere di acquisto.
Inoltre, il capitale iniziale può essere costituito non solo da denaro
contante ma anche da immobilizzazioni di apprezzamento soggettivo e,
soprattutto, poiché l’impresa è un entità economica destinata a perdurare
nel tempo, non si può attendere la sua liquidazione per misurale la
ricchezza generata o impiegata dalla gestione economica. Sono tanti i
soggetti interessati alle dinamiche patrimoniali, finanziarie ed
economiche aziendali, gli stakeholder, interni ed esterni, e pertanto con
questa premessa unita alle precedenti, è necessario ricorrere al reddito
di esercizio. Quest’ultimo è calcolato sulle operazioni di gestione relative
allo stesso periodo di tempo e permette di effettuare una segmentazione
dell’unitaria gestione in periodi amministrativi, generalmente di durata
.
annuale
Tale rilevazione porta con se alcuni accorgimenti da effettuare, come ad
esempio la ripartizione dei costi dei fattori produttivi a fecondità ripetuta
tra i diversi periodi amministrativi che hanno usufruito del bene. Questo
perché si devono attribuire a ciascun esercizio i costi e i ricavi che si
reputano di sua competenza, arrivando alla determinazione del reddito
d’esercizio ed il collegato capitale di funzionamento, cioè il capitale
riferito ad un’azienda che si trova ad operare in condizioni di normale
funzionamento e destinata a continuare la propria attività anche in futuro
(patrimonio aziendale durante la gestione). La scissione dell’unitaria
gestione aziendale in esercizi e la conseguente necessità di effettuare
stime e congetture, determinano la quantità astratta da riferire al reddito
.
d’esercizio
In sostanza, i valori da considerare per la determinazione del reddito di
esercizio (variazione subita dal patrimonio netto nel periodo
amministrativo) sono rappresentati dai costi e i ricavi riferiti ad
operazioni che hanno trovato la loro conclusione nel periodo
amministrativo, mentre i valori espressione delle operazioni in corso
(non ancora concluse) al termine dell’esercizio costituiscono nel loro
insieme, le attività e le passività del capitale di funzionamento, attraverso
la redazione dello stato patrimoniale: merci e prodotti da vendere,
.
impianti da utilizzare, crediti da incassare, debiti da pagare, ecc
L’aspetto finanziario e l’aspetto economico della gestione
Come già appurato nel capitolo precedente, il fine primario dell’impresa è
il soddisfacimento dei bisogni umani attraverso l’allestimento della
produzione, con il coordinamento di uomini e mezzi tecnici che permette
di attivare le operazioni dell’attività di gestione; queste ultime possono
essere osservate sotto due aspetti diversi ma complementari: l’aspetto
.
finanziario e l’aspetto economico
L’aspetto finanziario è collegato alle entrate ed uscite di denaro e ai
crediti e debiti che daranno luogo ad entrate ed uscite monetarie
future. A tale aspetto sono appunto collegati i valori finanziari, che
possono essere classificati in questo modo, sulla base del loro diverso
:
grado di certezza; valori numerari
;
Certi, come il denaro contante -
;
Assimilati, cioè i debiti e i crediti di regolamento -
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;
Presunti, come debiti e crediti in valuta estera -
Crediti e debiti di finanziamento, collegati con i finanziamenti concessi -
.
e con quelli ottenuti dall’impresa
Una delle differenze principali tra crediti-debiti di regolamento e di
finanziamento è che i primi hanno come oggetto uno scambio
commerciale mentre i secondi direttamente il denaro che viene concesso
.
o ottenuto in prestito
L’aspetto economico fa riferimento alla dinamica dei valori che incidono
sulla ricchezza aziendale. Le operazioni di gestione che modificano il
:
capitale netto (A-P=N) sono raggruppabili in due principali tipologie
;
operazioni che influenzano la formazione del reddito -
Aumenti e rimborsi di capitale e distribuzioni di dividendi, che -
.
scaturiscono da scambi di risorse tra l’azienda e il titolare o i soci
Nell’ambito di tale aspetto, dunque, si possono individuare in primo luogo
i valori economici che fanno riferimento ai costi ed ai ricavi, che
concorrono a vario titolo alla formazione del reddito, per tale motivo
valori economici di reddito
.
denominati
In seconda battuta è possibile individuare i cosiddetti valori economici
di capitale, utili e perdite, relativi ai suoi incrementi o decrementi per
.
effetto della gestione e il capitale conferito dal titolare o dai soci
Come detto prima, i due aspetti della gestione risultano strettamente
collegati; i valori finanziari sono per loro natura già espressi in termini
monetari e risultano di immediata percezione; per questo motivo
l’aspetto finanziario rappresenta l’aspetto originario di osservazione
delle diverse operazioni di gestione. Quelli economici, al contrario, non
sono espressi direttamente in termini monetari, ma la loro misurazione
avviene in via mediata attraverso i valori finanziari; per tale motivo
l’aspetto economico costituisce l’aspetto derivato ed esprime le cause
economiche che sono collegate con il manifestarsi dei movimenti
.
riguardanti il denaro
Un’impresa, per poter svolgere la propria gestione in modo
consapevole, necessita di informazioni; inoltre, per disposizione di legge
e vincoli contrattuali, deve fornire determinate informazioni agli
sistema informativo aziendale
stakeholder. Il è costituito dalle
informazioni che vengono prodotte ai vari livelli nell’ambito del sistema
aziendale, oltre alle procedure operative, i mezzi tecnici e le strutture
organizzative con cui le stesse vengono trasmesse, sia all’interno
.
dell’impresa sia all’esterno
In tale ambito, un ruolo centrale è attribuito al sistema di contabilità
generale, che utilizza lo strumento del conto; quest’ultimo può essere
definito come una rappresentazione di quantità riferite ad un dato
oggetto, avente come scopo quello di evidenziarne la consistenza e le
variazioni. Il sistema di contabilità generale si caratterizza per essere
rappresentato da un insieme di conti, collegati in sistema, il cui
obbiettivo è la determinazione del reddito d’esercizio e del collegato
capitale di funzionamento. L’insieme di regole che normano tale sistema
prende il nome di metodo contabile. Nello specifico, il metodo utilizzato
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è quello della partita doppia, avente la caratteristica di osservare ed
analizzare simultaneamente le operazioni da rilevare in contabilità sotto
un duplice aspetto: originario e derivato. Si utilizzano due serie di conti,
riferite ai due aspetti, che funzionano in maniera antitetica; ciò significa
che le variazioni di conto dello stesso segno verranno rilevate in sezioni
opposte nei conti riferiti alle due serie. Date le modalità di funzionamento
appena menzionate, il metodo della partita doppia ha la caratteristica di
essere bilanciante, quindi il totale degli importi iscritti in Dare deve
.
essere uguale al totale degli importi iscritti in Avere
Il piano dei conti è un elenco che viene redato soggettivamente da ogni
singola impresa; esso prevede un ordine logico e “individua” diverse
categorie, dove per ciascuna delle quali è poi possibile l’individuazione di
sottocategorie, all’interno delle quali si procede all’elencazione degli
specifici conti. Il mastro costituisce, invece, l’insieme dei conti che sono
.
stati effettivamente utilizzati nella contabilità generale
Con riferimento agli stessi conti, è possibile effettuare diverse
natura delle quantità
classificazione degli stessi; se si considera la che
:
trovano rappresentazione nei conti si possono avere
;
Conti a quantità fisiche -
Conti a valore, accolgono quantità espresse in moneta, cioè tutti quelli -
;
della contabilità generale
.
Conti a quantità fisiche e a valore -
dati rappresentati
:
Considerando i si possono avere
;
Conti sinottici -
.
Conti descrittivi -
estensione dell’oggetto
:
In base all’ si hanno
;
Conti sintetici -
.
Conti analitici -
funzionamento
:
In base al loro si possono distinguere
;
Conti unilaterali -
.
Conti bilaterali - espositiva
:
Secondo la forma si possono avere
;
Conti in forma scalare -
.
Conti a sezioni divise -
Vi sono alcune terminologie specifiche riferite ai conti; per esempio,
intestare un conto significa attribuire allo stesso l’oggetto di riferimento.
Aprire o accendere un conto significa effettuare la prima rilevazione;
ancora, tenere significa proseguire con le rilevazioni successive in modo
da seguire le variazioni che interessano il conto. Addebitare un conto
significa iscrivere un importo nella sezione Dare, accreditarlo iscrivere
un importo nella sez