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IL MUSEO MACRO DI ROMA

Quello che oggi chiamiamo “MACRO” ha in parte origine da una collezione precedente, raccolta

sotto il nome di Galleria Comunale d’Arte Moderna e Contemporanea. La Galleria inizia a prendere

forma più di un secolo fa, nel 1883, quando il Comune acquista alcune opere all’Esposizione

Internazionale di Belle Arti. Nel tentativo di trovare una sede definitiva alla Galleria, il comune di

Roma avendo ricevuto nel 1883 la proprietà di parte (lotto C) dell’ex stabilimento Peroni decide di

restaurare gli immobili. Fra il 1996 e il 1999 fa un primo intervento di recupero di parte dell’ex

Birrificio Peroni, (l’ex portineria, la retrostante corte coperta e dei due edifici simmetrici già

utilizzati come scuderia e magazzini circa 1900 mq). Per il secondo intervento, invece, si decide di

fare qualcosa di diverso. Non semplicemente recuperare l’edificio, ma reinventarlo, dargli una

nuova immagine tramite il tocco artistico di un architetto. La prima opera d’arte esposta nel

museo, quindi, dovrà essere il museo stesso.

A questo fine il Comune stanzia 23 miliardi di lire, per coprire una superficie di 3850 mq. Si decide

di affidare i lavori tramite un concorso in due parti: alla prima parte partecipano anonimamente

120 gruppi di progettazione. Un’apposita giuria seleziona 5 progetti finalisti, Dopo 3 giorni di

presentazioni e dibattiti la Giuria dichiara vincitore lo studio francese di Odile Decq e Benoît

Cornette. Questa la motivazione:

“Il progetto si presenta attento al legame con il quartiere e la città, proponendo uno spazio aperto

e percorribile al pubblico anche nelle ore di chiusura della Galleria. Il progetto, permeabile e

fluido, crea uno spazio di relazione riuscendo a rendere dinamico il rapporto con i servizi e le

presentazioni museali offerte. Inoltre, il progetto ribadendo il rapporto con la preesistente Galleria

conferma la relazione di continuità tra il vecchio e il nuovo edificio. Congiuntamente è apprezzata

la soluzione di forte ambiguità dell’intera concezione progettuale dell’edificio, che si mostra, di

volta in volta, preludendo alla scoperta e all’esplorazione dell’esperienza artistica. Il progetto

inoltre sottolinea il consumo e la funzione dell’arte come esperienza quotidiana. L’impianto

architettonico risponde in modo adeguato e con una forte carica sperimentale alle più attuali

esigenze espositive e di comunicazione richieste nel bando. Il progetto nella sua articolazione di

spazi, percorsi, piazza, giardino fa sì che la Galleria diventi luogo di esperienza e non solo

contenitore statico”.

Il progetto di ampliamento della Decq, in effetti, rivoluzionerà la “archeologia industriale” dello

stabilimento Peroni, trasformandolo in qualcosa di completamente diverso.

Per quanto riguarda la destinazione finale dell’edificio, però, qualcosa cambia. Già un anno dopo la

conclusione del concorso, non si parla più di assegnare l’ex-stabilimento Peroni alla Galleria

Comunale d’Arte Moderna e Contemporanea, ma ad una nuova creatura: il MACRO, Museo d’Arte

Contemporanea di Roma. Si assiste così ad uno scisma della collezione romana: le opere datate

fino al 1945 rimangono alla Galleria d’Arte Moderna di Roma Capitale; le opere più recenti

vengono invece assegnate a via Nizza, sotto il nome di MACRO e sotto la direzione di Danilo

Eccher.

La zona su cui insiste

L'urbanizzazione del quartiere Salario-Nomentano, ha origine negli anni immediatamente successivi

l'approvazione del Piano Regolatore del 1883 che portò alla realizzazione di una enorme quantità di

metri cubi di nuova edificazione nelle zone di espansione. Nel suo complesso l'impianto del quartiere,

completato nei primi anni del 900, conserva ancora oggi largamente riconoscibili i caratteri tipo-

morfologici originari, non avendo il tessuto edilizio subito sostituzioni o trasformazioni di rilevante

entità. La sua struttura è infatti il risultato della sovrapposizione di un impianto a maglia ortogonale, al

quale fu sovrapposto uno schema radiale centrato sull’attuale piazza Alessandria. La presenza dell

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Ingegneria civile e Architettura ICAR/18 Storia dell'architettura

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher martina55555_ di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia dell'architettura e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Roma Tor Vergata o del prof Graziani Grazia.
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