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Il museo on-line

Nel corso degli ultimi decenni, con l’avvento dell’“Era Digitale”, i musei hanno visto ampliare notevolmente gli spazi e i mezzi per la diffusione della conoscenza delle proprie collezioni e progetti. Grazie al web, il museo moderno ha la possibilità di rapportarsi ad una società definita “globalizzata” e fortemente caratterizzata dalla presenza della tecnologia, in cui la rapidità di diffusione delle informazioni e la varietà di approcci alle stesse sono ormai fondamentali.

I musei hanno dimostrato un crescente interesse nei confronti del web, non più considerato solamente come spazio promozionale, ma come uno strumento di interazione e di coinvolgimento degli utenti. Se, infatti, in una prima fase i siti web dei musei sono stati progettati come delle semplici brochure digitali, oggi presentano applicazioni sempre più avanzate, studiate per rispondere alle esigenze delle diverse tipologie di visitatori.

Infatti, il museo on-line ha dato vita ad una nuova tipologia di visitatori, che interagiscono con l’ambiente virtuale in diversi modi. Questi sono i protagonisti di molteplici attività: dalla consultazione delle schede delle opere alle vere e proprie manipolazioni virtuali delle stesse, dall’accesso a specifici contenuti didattici alla partecipazione attiva nei blog e negli ambienti dei social network. È dunque compito della museologia moderna studiare questa nuova tipologia di utenti, per permettere ai musei di svolgere correttamente la propria missione culturale anche attraverso la Rete.

Il museo può essere affiancato dal suo corrispettivo on-line nello svolgimento delle proprie funzioni, partecipando alla diffusione della conoscenza del patrimonio, sia perché utilizza riproduzioni digitali delle opere custodite sia perché va oltre la fisicità degli spazi reali. Il web potrebbe diventare uno strumento al servizio della museologia moderna attraverso i sistemi di catalogazione, la diffusione di immagini ad alta definizione, la velocità con cui possono essere divulgati i contenuti e gli aggiornamenti delle ricerche, e gli specifici spazi offerti agli specialisti dalle tecnologie del web.

Inoltre, il museo on-line potrebbe contribuire alla migliore conservazione delle opere a rischio oltre che alla conoscenza di quelle custodite nei depositi, dando visibilità ad un patrimonio che spesso non trova spazio nelle sale espositive reali. Nell’analisi di Internet come nuovo spazio per lo sviluppo degli studi museologici, una particolare riflessione è stata riservata alla considerazione che questo strumento possa rappresentare la risposta al problema della carenza di fondi destinati alla ricerca.

Musei e tecnologie

La diffusione delle nuove tecnologie all’interno della società contemporanea ha portato ad un processo di trasformazione nel mondo dei musei, i quali ne hanno promosso l’uso. Le moderne tecnologie, infatti, offrono alle istituzioni museali innovative possibilità di gestione e organizzazione di strutture ed attività, e permettono lo sviluppo di nuove forme di comunicazione con gli utenti.

Per questo, nel corso degli ultimi decenni, l’opinione pubblica ha profondamente modificato la propria percezione dell’idea di museo, da sede di conservazione di oggetti e luogo di contemplazione passiva a luogo di produzione e diffusione culturale, nonché punto di riferimento per la società.

Un adeguamento dell’offerta museale alle diverse aspettative degli utenti, comporta ad integrare, alle collezioni esposte, tutti gli specifici supporti informativi che possono arricchire l’esperienza del visitatore; per questo, sono sempre più frequenti i supporti audio-visivi, animazioni, simulazioni ed accompagnamenti sonori, utilizzati sia per valorizzare l’ambiente espositivo che per presentare informazioni aggiuntive e di approfondimento dei contenuti.

Recentemente, la comunicazione e la didattica museale si sono arricchite di nuovi supporti, grazie alle tecnologie digitali. Le tradizionali didascalie testuali vengono sempre più frequentemente affiancate da un corrispettivo digitale su schermi di medio-piccole dimensioni, spesso touchscreen, in cui sono generalmente riprodotte le icone dei singoli oggetti, con la possibilità di visualizzare le informazioni relative.

Le postazioni multimediali presentano come caratteristica principale quella di essere duttili, perché consentono all’utente di selezionare, oltre la lingua, anche la durata della consultazione, il livello di approfondimento e la possibilità di allontanarsi dagli itinerari suggeriti per costruire un personale percorso conoscitivo. Tuttavia, hanno il limite di essere fisse, e dunque i contenuti mostrati, nella maggioranza dei casi, sono lontani dagli oggetti ai quali fanno riferimento.

A differenza di esse, le audio-guide hanno il vantaggio di immagazzinare notevoli quantità di testo che difficilmente potrebbero essere presentate in pannelli o didascalie. Infatti, una delle maggiori difficoltà che si presentano ai musei, deriva dalla necessità di fornire ai visitatori le informazioni necessarie per la comprensione delle opere esposte, che dovrebbero essere proposte in diverse lingue e con livelli di approfondimento differenziati. Le audio-guide digitali sembrano rappresentare la soluzione ideale a questo problema, in quanto permettono al visitatore di selezionare con facilità a quali informazioni accedere e quali invece ignorare, e inoltre, essendo mobili, consentono agli utenti di osservare l’oggetto a cui esse si riferiscono, ascoltando contemporaneamente le indicazioni registrate.

Recentemente si sono sviluppati i PDA (Personal Digital Assistant), ossia computer portatili che danno la possibilità agli utenti, in base alle loro esigenze e ai loro interessi, di accedere ad informazioni contestuali, ad un’opera in particolare, o a notizie del periodo di realizzazione di un manufatto. I PDA consentono, inoltre, di superare i limiti delle audio-guide tradizionali, arricchendo la visita tramite l’accesso simultaneo a diverse tipologie di dati.

La diffusione dei PDA, come tutte le nuove tecnologie, porta ad interrogarsi sulla loro efficacia, ponendo l’attenzione su dubbi in merito al costo, al rischio di isolamento dei visitatori, e soprattutto sul pericolo rappresentato dalla possibilità che gli utenti concentrino la propria attenzione sul dispositivo e non sulla visione reale delle collezioni.

La nuova tendenza vede i musei utilizzare il sistema di podcasting, consentendo agli utenti di scaricare la guida multimediale sul proprio cellulare o lettore mp3. Nel corso degli ultimi decenni, nel mondo dei musei, si segnala il notevole impegno nello sviluppo di supporti utilizzabili anche all’esterno delle strutture museali, come ad esempio le applicazioni multimediali interattive disponibili su CD-ROM oppure DVD-ROM, oggi essenzialmente destinate ad un pubblico di età scolare.

Attualmente lo sviluppo delle tecnologie informatiche applicate alle istituzioni museali è concentrato nei website di carattere informativo. I siti sono accessibili in qualunque luogo e non hanno costi di distribuzione. I siti web dei musei hanno ampliato progressivamente la quantità delle informazioni offerte: inizialmente proponevano semplicemente la presentazione l’istituzione (siti-vetrina); successivamente sono state pubblicate introduzioni dettagliate alle collezioni permanenti e descrizioni delle mostre ed eventi temporanei; attualmente l’offerta dei siti più evoluti è stata completata con giochi educativi ed applicazioni di vario genere.

L’introduzione delle nuove tecnologie ha dunque profondamente cambiato l’esperienza di visita nei musei e ha anche modificato il modo con cui le istituzioni museali si rapportano ai propri visitatori. Tuttavia, la velocità di aggiornamento dei new media, sembra essere in contrasto con la visione tradizionale del museo; è quindi necessario cercare il giusto equilibrio fra vecchie e nuove tecnologie, individuando tra queste quale sia la migliore per il contenuto che si intende comunicare e quale sia il linguaggio più adatto per descriverlo.

Musei e internet

I primi siti dei musei sono apparsi online a partire dal 1994, anno in cui, a seguito della diffusione di Mosaic, il primo browser grafico di navigazione, si è registrato un notevole incremento dei server e delle istituzioni presenti sul web. Inizialmente, Internet sembrò essere incompatibile con l’identità del museo: esso raccoglie, conserva, espone e studia oggetti reali, mentre la Rete afferisce ad una sfera totalmente virtuale. Tuttavia, a seguito dello sviluppo delle applicazioni web, è apparso evidente come Internet potesse diventare un valido strumento per amplificare la visibilità dei progetti culturali realizzati dai musei.

Tra i musei che per primi puntarono su Internet figurarono il Louvre, il Prado, il MoMA e il San Francisco Museum of Modern Art. In ambito italiano, nel 1995 si registrò sul web la prima presenza del dominio beniculturali.it. Dal 1997 tale dominio fu raccolto in gestione dal Ministero, che pubblicò online un sito caratterizzato da pagine che davano informazioni generali (caratteristiche delle esposizioni, indirizzi, orari, prezzi).

I primi website dedicati ai musei, infatti, erano piuttosto elementari sia nella struttura che per le sintetiche informazioni offerte agli utenti, nella maggior parte dei casi limitate ad indicazioni su indirizzi, orari e poche notizie di carattere generale sulle collezioni e i materiali in mostra. Tuttavia, in poco tempo, grazie all’interesse sviluppato dalla società moderna per il web, il numero dei siti museali è notevolmente aumentato, così come le caratteristiche inerenti alla qualità e alla quantità delle informazioni reperibili attraverso la consultazione.

La presenza in Rete di un museo costituisce un’occasione promozionale straordinaria che, se sfruttata adeguatamente, può determinare non soltanto l’aumento del numero dei visitatori reali ma anche fruttare ritorni economici. Aprire una finestra sul web consente, infatti, ai musei di rispondere al fenomeno definito dai sociologi francesi dell’appétit cuturel, offrendo una nuova tipologia di consumo dell’arte.

Rivolgersi al web, permette ai musei di raccontare la propria storia e di descrivere le collezioni, proiettandosi oltre la fisicità delle sale, aprendosi al pubblico degli utenti virtuali, potenzialmente illimitato. Le nuove tecnologie sono:

  • A base visiva, perché mettono al centro della comunicazione e della elaborazione l’immagine anziché il testo;
  • Interattive, perché l’utente ha la libertà di agire, scegliere e rispondere a ogni passo della comunicazione;
  • Connesse, in modo da permettere che un numero illimitato di informazioni sia accessibile in tempo reale e in forma interattiva.

L’apprendimento può avvenire in due modi:

  1. Simbolico-ricostruttivo: consiste nella lettura di un testo contenente l’informazione conoscitiva, seguita dalla decodificazione del messaggio di quanto vi è scritto, dalla ricostruzione nella mente di ciò cui il testo fa riferimento e dalla sua elaborazione intellettuale;
  2. Sensomotorio: si basa sull’osservazione di un oggetto, che viene percepito con i sensi, una percezione che il soggetto prova a variare, ad esempio spostando il proprio punto di vista o l’oggetto stesso, intervenendo con una azione motoria.

Tra i due, il metodo senso-motorio appare più potente, più efficace e più naturale. Le nuove tecnologie grazie alla multimedialità, permettono una contestualizzazione non descrittiva ma ostensiva: possono cioè mostrare e non solo raccontare, proponendo così uno studio delle opere differente rispetto a quello prodotto dalla ricerca storico-critica tradizionale.

Infine, le tecnologie multimediali ed interattive sono protagoniste di una tendenza che oggi si riscontra sia nei musei reali che nelle loro versioni online: un progetto di rinnovamento all’insegna del cosiddetto edutainment, neologismo nato dalla sintesi tra i termini inglesi education e entertainment, che indica le attività educative in cui non è trascurato l’aspetto dell’intrattenimento.

In linee generali si tratta, infatti, di attività didattico-divulgative che offrono agli utenti un’innovativa offerta per l’apprendimento, utilizzando a seconda dei casi tecnologie più o meno sofisticate, ma sempre emotivamente coinvolgenti e miranti a suscitare la curiosità ed a stimolare la creatività dei visitatori sia reali che virtuali.

Funzioni e caratteristiche del webmuseum

La funzione principale di un webmuseum è stata in primo luogo quella di fornire agli utenti informazioni di varia natura e successivamente quella di agevolare la partecipazione dei visitatori. Esistono varie tipologie di servizi e contenuti che vengono offerti agli utenti con approfondimenti in misura più o meno dettagliata:

  • Informazioni di carattere generale riguardanti sede, orari, biglietti, divieti, mappa e direzioni per raggiungere il museo;
  • Informazioni specifiche sul museo, quali storia e architettura, descrizione delle sale, illustrazione dello staff;
  • Informazioni sulle collezioni ed esposizioni permanenti, che comprendono indicazioni generali, storia delle collezioni, cataloghi tematici delle opere e dei reperti;
  • Informazioni sulle mostre temporanee, in cui sono incluse le indicazioni generali su eventi passati, in corso e in programma, e le note relative agli scopi culturali e didattici ed ai fondamenti teorici dei progetti;
  • Database delle collezioni;
  • Visita virtuale;
  • Informazioni relative ai servizi offerti dal museo come biblioteca, archivio, laboratori, bookshop, ristorante/bar, sale convegni;
  • Informazioni sulle pubblicazioni del museo quali libri, riviste, cataloghi, e strumenti didattici;
  • Informazioni relative ai programmi educativi dedicati agli utenti distinti per tipologie: scuole, famiglie, bambini, ragazzi, adulti, anziani, gruppi;
  • Calendario degli eventi e attività programmate dal museo come incontri, letture, convegni, conferenze, concerti, film;
  • News sulle nuove acquisizioni, aggiornamenti;
  • Link che permettono la connessione ai siti di altri musei o liste di musei;
  • Questionari e gruppi di discussione;
  • Statistiche delle presenze di visitatori nel museo;

Difficilmente un sito contiene tutte le informazioni elencate. È più probabile, invece, che soltanto alcune vengano approfondite in modo particolare, mentre altri argomenti vengano solamente accennati. Le indicazioni presenti nella maggioranza dei casi sono quelle di carattere generale e quelle relative alle collezioni e al calendario degli eventi.

Indagini svolte sui webmuseums hanno permesso di individuare e classificare diverse tipologie di siti in base alla quantità di informazioni contenuta al loro interno:

  • Siti che offrono informazioni generali: localizzazione, ingresso e orari. Le indicazioni sono generalmente proposte in forma schematica, con una breve descrizione delle collezioni, qualche immagine degli oggetti esposti, un elenco delle mostre, degli eventi e delle attività collegate alle esposizioni;
  • Siti che trattano in modo approfondito le voci riguardanti sede, orari, biglietti, divieti, mappa, direzioni per raggiungere il museo e informazioni attinenti ai servizi offerti agli utenti come archivio, biblioteca, laboratori, pubblicazioni e bookshop;
  • Siti nei quali le informazioni riguardanti il museo, le collezioni, le mostre, gli eventi, le attività educative, i servizi, e le pubblicazioni appaiono sviluppate e documentate in maniera esaustiva. Questi webmuseums offrono ai visitatori giochi interattivi, quiz, questionari e richieste di commenti e di suggerimenti per il miglioramento del sito.

Un webmuseum non può essere giudicato solamente in base alla valutazione dei contenuti che offre ai visitatori, ma anche in funzione della capacità di trasmetterli in forma ipertestuale. Secondo questo principio, i siti museali possono essere classificati in quattro tipologie:

  • Pieghevole elettronico, che presenta semplicemente una pagina informativo-pubblicitaria;
  • Guida digitale, ossia la sintesi del museo reale, con mappe, fotografie, e una selezione di notizie sulle collezioni e sulle esposizioni;
  • Catalogo elettronico, cioè una descrizione completa della collezione museale, che ha il valore aggiunto di essere un database interrogabile.
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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-ART/04 Museologia e critica artistica e del restauro

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher silvy-1996 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Museologia e storia del collezionismo e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Palermo o del prof Bonacasa Nicoletta.
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