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MEDICINA DELLO SPORT
ATTIVITA’ FISICA E SEDENTARIETA’
L’uomo nella preistoria (homo sapiens) per caratteristiche fisiche non era un velocista, ma dotato di grande
resistenza adatto a percorrere lunghe distanze nell’Africa per procurarsi il cibo con la raccolta e la caccia;
infatti, nel muscolo del polpaccio le fibre a contrazione lenta sono mediamente il 60% nell’uomo mentre
solo il 15-20% nel caso di macachi o scimpanzé.
Con l’evoluzione della specie e della tecnologia, le persone sono sempre meno attive, portando ad un
aumento della massa corporea, soprattutto quella grassa, aumentando così il rischio di malattie che
possono portare anche alla morte.
Il nostro organismo che è nato per correre, per muoversi e per fare attività fisica ha anche la caratteristica
di immagazzinare il cibo, sotto forma di grassi, perché si doveva far fronte al poco cibo a disposizione.
Con l’evoluzione la ridotta attività fisica effettuata (non si deve più cacciare) e l’elevato cibo a disposizione
ha portato ad un aumento del peso corporeo, che come effetto collaterale può portare a malattie
metaboliche.
La sedentarietà aumenta il rischio di malattie e vi è un aumento della mortalità fino al 40 % causata da
malattie per lo più croniche degenerative e metaboliche.
Le malattie croniche non trasmissibili sono manifestazioni patologiche non legate alla presenza di agenti
infettivi come virus o batteri, e sono caratterizzate da lunga durata e lenta progressione.
L’OMS (o WHO) ha definito quattro principali tipi di malattie non trasmissibili:
-le malattie cardiovascolari (CVD nella letteratura inglese),
-le patologie oncologiche,
-le malattie respiratorie croniche (come la bronco pneumopatia cronica ostruttiva)
-il diabete.
Le malattie cronico degenerative costituiscono la principale causa di morte nel mondo rappresentando il
63% di tutte le morti annuali con percentuali di incidenza in aumento soprattutto nei paesi in via di sviluppo.
I quattro principali tipi di malattie non trasmissibili definiti dall’OMS (cancro, diabete, malattie respiratorie e
cardiovascolari), dopo un lungo periodo, si concludono spesso con un esito fatale gravando sui costi della
sanità pubblica e incidendo drasticamente sulla qualità della vita.
Queste malattie hanno origine da uno stato infiammatorio cronico, per questo possono comprendere anche
malattie stile di vita dipendenti (esercizio dipendenti) come asma, celiachia, malattie autoimmuni, sindrome
metaboliche, allergie e malattie neurodegenerative (Alzheimer, Parkinson).
Il rischio di contrarre malattie croniche aumenta notevolmente con uno stile di vita scorretto (fumo e dieta),
con una scarsa attività fisica costante e con la sedentarietà.
Alcuni studi hanno dimostrato come soggetti con stile di vita scorretto vanno incontro a malattie croniche
degenerative circa 10 anni prima dei soggetti che seguono un corretto stile di vita.
Le morti annuali attribuite alla sedentarietà sono a livello delle morti attribuite al fumo, possiamo quindi
comparare il fumo alla sedentarietà.
che non è solo l’attività fisica ad essere salutare, ma è anche la sedentarietà ad
Bisogna chiarire il concetto
essere dannosa; infatti, l’attività fisica da sola non basta per vivere una vita salutare, ma deve essere
supportata da una bassa sedentarietà giornaliera. Anche chi fa tanta attività fisica, ma per molte ore rimane
seduto nell’arco del giorno aumenta il rischio di malattie cronico degenerative.
L’OMS ha stabilito che l’attività fisica settimanale di una persona adulta deve essere di almeno 150 minuti
ad una intensità media, inoltre è stato dimostrato che già stando in piedi di media 6 ore al giorno fa
La riduzione del rischio di mortalità associata con un’attività fisica medio-
dimagrire circa 2,5 kg ogni anno.
intensa è indipendente da come l’attività viene accumulata; quindi, non deve essere per forza svolta tutta
assieme, ma anche attività di pochi minuti ripetuti più volte nel giorno.
In conclusione, quindi la giusta indicazione da dare è muoversi di più e stare seduti il meno possibile 2
Attività fisica vs esercizio fisico
Si intende per attività fisica ogni movimento corporeo prodotto dai muscoli scheletrici che comporti un
dispendio energetico, incluse per esempio le attività effettuate: lavorando, giocando, viaggiando e
impegnandosi in attività ricreative.
L’esercizio fisico comprende i movimenti dell’attività fisica caratterizzata dall’essere pianificata,
strutturata, ripetitiva e volta a migliorare o a mantenere uno o più aspetti della forma fisica e della salute,
attività strutturata ed organizzata.
è un’attività fisica strutturata praticata secondo precise regole con altre persone.
Lo sport
MET: metabolic equivalenti of task
è
1 MET pari a 3,5 ml di O2/kg/min
una persona “media”, a riposo, seduta, consuma 3,5 millilitri di ossigeno o 1 chilocaloria
Cioè per
chilogrammo di peso corporeo per i minuti di attività̀ .
Pertanto, il consumo energetico di ogni attività può essere espresso come multiplo (intero o frazionario) del
metabolismo basale a riposo, ossia in MET.
Per classificare l’intensità dell’attività sportiva si possono utilizzare i met (multipli del consumo metabolico a
riposo, 1 met =consumo metabolico a riposo):
Sotto ai 3 met l’attività è molto bassa, quasi sedentarietà
- dai 3 ai 6 met l’attività motoria è moderata,
- sopra ai 6 met l’attività
- è intensa.
dell’intensità dell’attività sportiva viene effettuata grazie ai cardiofrequenzimetri,
La misura oggettiva
smartwatch, o altri accessori. dell’intensità, grazie a delle scale soggettive della
Molto accurata è anche la misura soggettiva fatica
come la scala di borg: →
-forma da 6 a 20: attività efficace da 12/13 RPE
→
-forma da 0 a 10: attività efficace da 4/6 CR10
L’attività efficace è quella che produce qualcosa di efficace e relativamente sicura, fra un’attività leggera ed
indice per misurare soggettivamente l’attività sportiva è il talk test, ovvero
una molto faticosa. Un altro
quanto è difficile parlare durante un’attività sportiva, l’attività efficace è quando si riesce a parlare, ma non
corrisponde all’incirca al 65/75% della frequenza cardiaca
con estrema semplicità. Questa attività efficace
massima, quindi ad un’attività aerobica.
Linee guida attività fisica
Per quanto riguarda i bambini e adolescenti (5-17):
devono raggiugere circa 60 minuti al giorno di attività fisica, soprattutto attività aerobica, includendo attività
intensa e almeno 3 volte a settimana includere attività che rafforzano i muscoli e la salute delle ossa,
l’avanzare
questo perché fino ai 25 anni circa si può incrementare il nostro patrimonio di calcio, che poi con
dell’età si perderà inevitabilmente.
L’attività fisica nei bambini include lo sport, il gioco, attività ricreative, l’attività fisica a scuola ecc…
Negli adulti (18-64)
almeno attività fisica moderata di 300 minuti a settimana oppure 150 minuti di intensità alta, o periodi di
circa 10 minuti combinati tra i due tipi.
Per avere benefici ulteriori si possono anche aggiungere esercizi di forza a intensità moderata o intensa
che coinvolga più gruppi muscolari 2 o più volte a settimana. 3
Negli adulti senior over 65
All’incirca 150/300 min di attività fisica aerobica di livello moderato oppure 75/150 min di attività fisica
intensa, devono praticare attività fisica in quanto possiede diverse raccomandazioni specifiche:
per migliorare l’equilibrio e
→ prevenire le cadute con almeno 3 sedute a settimana
→ fare attività fisica per rafforzamento muscolare almeno 2 volte a settimane per contrastare la sarcopenia.
→ essere fisicamente attivi in base alle proprie capacità e condizioni
Anche i bambini sotto ai 5 anni devono svolgere attività fisica:
bambini sotto ad 1 anno: stare seduti il meno di un’ora, occorre avere un adeguato sonno di almeno
→
14/17 ore e almeno 30 minuti di attività fisica in posizione prona un’ora
→ bambini da 1 a 2 anni: 3 ore di attività fisica di qualsiasi intensità, non stare seduti per più di e un
sonno di circa 11/14 ore
→ bambini 3-4 anni: almeno 3 ore di attività fisica, con almeno 1 ora di attività moderata-vigorosa e avere
un sonno di 10/13 ore a notte.
può portare l’attività fisica sono diminuire il rischio di cancro, aumentare la funzione
Tra i vari benefici che
cognitiva, diminuire depressione e stress, diminuire il rischio di cadute negli adulti, migliorare la qualità
della vita e molte altre. salute ha dato delle linee guida in linea con l’Oms, per l’attività fisica per le
Nel 2017 il ministero della
differenti fasce di età, con riferimento anche a malattie patologiche, quindi anche in riferimento al contesto
della famiglia, scuola e società.
Vantaggi attività fisica
Uno studio durante le olimpiadi di Tokyo del 1964 ha individuato la media di passi giornaliera dei
Giapponesi è di circa 3500-5000 passi, ed hanno individuato come obiettivo da raggiungere 10000 passi
giornalieri come attività fisica consigliata; infatti, ci sarebbe stato un sensibile guadagno di salute ed un
aumento del 20% del consumo calorico giornaliero; diversi studi hanno dimostrato che anche fare 5000
passi al giorno, riduce di molto il rischio di mortalità.
I ricercatori hanno scoperto che gli individui che facevano almeno 7.000 passi al giorno avevano un rischio
di morte prematura inferiore dal 50 al 70% rispetto a coloro che facevano meno di 7.000 passi giornalieri.
L'intensità del passo - scoprono gli esperti - non ha avuto alcuna importanza.
è
I risultati mostrano che aumentare il volume di passi giornalieri importante per ridurre la mortalità, ma
è
farne di più non stato associato ad alcun beneficio per la salute.
è
"Fare più di 10.000 passi al giorno non stato associato a un'ulteriore riduzione del rischio di mortalità",
spiegano i ricercatori. è
La nuova soglia di 7.000 passi certamente un obiettivo più facile da raggiungere rispetto ai 10.000 e
potrebbe spingere molte più persone a farli.
Bastano anche 4.400 passi al giorno per ridurre il rischio di mortalità tra le donne over 70.
Quindi il concetto è quello di aumentare l’attività fisica giornaliera, così da avere benefici sulla qualità della
vita e diminuire il rischio di mortalità.
con il cane aiuta molto, oltre che a far bene all’umore, mantiene in buona forma
Oltretutto anche uscire
fisica, soddisfacendo gli obiettivi quotidiani di attività fisica raccomandati per l’età avanzata.
Per avere una camminata con un’intensità moderata (almeno 3 met) serve un passo frequente e svelto che
è di circa 110 passi al minuto.
Ma quale velocità? Uno studio ha dimostrato che andare a > di 3km/h diminuisce la mortalità del 23%,
invece ad una velocità di 5 km/h la percentuale si alza di molto. 4
ATTIVITÀ FISICO-SPORTIVA E SISTEMA IMMUNITARIO (OPEN WINDOW)
Sforzi molto intensi causano una temporanea depressione del sistema immunitario.
Il fenomeno si chiama “open window”. Insieme alla vicinanza fra atleti in gara o negli spogliatoi, potrebbe
spiegare i contagi del trentottenne fondista di Codogno e dei calciatori del Siena.
L’attività fisica nei bambini per la gran parte della popolazione è sovrastimata (sia per quantità che per
intensità), quando invece in realtà è insufficiente.
Uno studio ha dimostrato che oltre al 50% delle madri di bambini poco attivi ritengono invece che il
bambino svolga molta attività fisica.
Questo anche perché in molti sport soprattutto di squadra, in un’ora di attività sportiva, oltre 45 minuti sono
di pausa, mentre solo 15 minuti sono effettivamente di attività sportiva, questo causa una sovrastima
dell’attività sportiva.
Negli adolescenti l’attività fisica ha un ruolo benefico nelle funzioni cognitive (salute mentale) e qualità vita.
Gli italiani purtroppo sono tra i meno sportivi in Europa: solo il 3% degli italiani fa sport regolarmente ed il
60% degli italiani è completamente sedentario (rispetto al 42% della media europea).
Negli adulti tra 18 e 69 anni solo un terzo raggiunge almeno i livelli minimi consigliati dall’Oms, un 33% è
parzialmente attiva e un altro 33% è sedentaria. La sedentarietà è più diffusa negli anziani, nei cittadini
stranieri, nelle donne e nelle persone con difficoltà economiche.
I maggiori guadagni prendendo in considerazione la salute si ottengono con il passaggio dalla sedentarietà
ad una attività fisica sottolivello consigliato, per questo l’obiettivo primario sarà ridurre il numero di
sedentari, in quanto anche con un’attività minima di attività fisica la probabilità di contrarre delle malattie
croniche diminuisce drasticamente.
Esiste anche una piramide dell’attività sportiva, ovvero sulle attività fisiche consigliate per avere dei
benefici. Fra i benefici maggiori nel fare attività fisica in età adulta, riguarda la diminuzione del rischio di
malattie cardiovascolari, infatti uno dei maggiori precursori di malattie cardiovascolari è la sedentarietà.
Un indice importante per quanto riguarda gli adulti, ci dice che chi riesce ad effettuare 40 piegamenti ha
molte meno probabilità di contrarre malattie cardiovascolari rispetto a chi ne riesce a fare solo 10.
È stato dimostrato che dietro ad ogni malattia, c’è un grosso costo che quindi indirettamente potrebbe
essere correlato alla sedentarietà (costo della sedentarietà).
Quindi possiamo definire un costo dell’inattività fisica indiretto, causato dal costo della malattia, che può
essere definito in circa 70 miliardi di euro ogni anno.
I costi indiretti sono stimati valutando il capitale umano perso con la morbilità e la mortalità prematura
causata dalla inattività fisica, utilizzando il DALYS (Disability Adjusted Life Years) che è un indicatore
composito, usato negli studi epidemiologici, che combina la somma degli anni di vita potenziale persi a
causa di mortalità prematura e degli anni di vita produttiva persi a causa di disabilità. In Italia come costi
assoluti siamo al 3° posto, mentre i costi causati dalla inattività fisica, calcolati in proporzione rispetto alla
spesa sanitaria nazionale, collocano purtroppo l’Italia al primo posto nella Unione Europea con quasi il 9%.
Ovvero quasi il 9% di quello che spendiamo per spese sanitarie, potrebbe essere risparmiato se
idealmente tutta la popolazione italiana raggiungesse i livelli minimi di attività fisica, questo per far capire
come una attività fisica adeguata andrebbe anche ad influire positivamente dal punto di vista economico.
È stato dimostrato che l’attività fa bene anche nell’ambito lavorativo ed in particolare ai dipendenti che
migliorano la produttività e motivazione, nei giorni in cui si allenavano infatti i dipendenti aumentavano in
concentrazione, puntualità, motivazione e produttività con un allenamento a basso impatto, come una
camminata a ritmo regolare o 20 minuti di pedalata costante. 5
Ad esempio, negli stati uniti molte assicurazioni private delle aziende mettono come costi da detrarre sulle
spese sanitaria che ha per i propri assistiti le spese della palestra, in quanto conviene dal punto di vista
economico (aumento produttività, meno spese sanitarie). Una soluzione, quindi, sarebbe quella di
incrementare il trasporto attivo, ad esempio preferendo la bici o andare a piedi, alla macchina e ai mezzi
pubblici e dal punto di visto collettivo sarebbero da preferire piste ciclabili, pedibus.
Uno studio svolto a Copenaghen ha dimostrato come ogni km percorso con la bicicletta faceva guadagnare
0,25 dollari per la comunità, mentre ogni km percorso in macchina equivaleva ad una perdita di 0,16 dollari
per la comunità, quindi per ogni km pedalato da un abitante faceva guadagnare alla comunità 0,41 dollari.
Altre soluzioni sono ad esempio con una retribuzione lavorativa anche per chi utilizza la biciletta come
mezzo di trasporto per andare al lavoro.
Dal 2016 in Italia venne considerato come infortunio sul lavoro in itinere anche gli infortuni riscontrati
mentre si va o si torna dal lavoro.
Anche il cammino oltre alla bici ha dei vantaggi:
- è a disposizione di tutti (equità), non richiede abilità, equipaggiamento, strutture o presenza di insegnanti.
- Potenziale maggior coinvolgimento degli uomini (a rischio vascolare più elevato)
Bacino d’utenza potenziale illimitato
- Possibilità di parziale autogestione, ad es. addestramento di “Walking leaders” non professionisti
-
(riduzione dei costi, aumento della spinta motivazionale dei partecipanti).
- Vantaggi psicologici (contatto con la natura; socializzazione; autostima)
- Inserimento in un contesto più ampio di medicina preventiva
- Basso rischio di incidenti e di traumi muscoloscheletrici.
È stato detto che per un’adeguata attività fisica (>3 met) la camminata doveva avere una cadenza di
100/110 passi al minuto, degli studi hanno dimostrato che la velocità di cammino che dà i maggiori benefici
deve essere di almeno 3km/h.
- riduz
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