Storia del Design (1^ Lezione) - Sara Catalano
L'obbiettivo delle lezioni è avere un'idea della storia come materiale
vivo per la contemporaneità e per i rispettivi progettisti contemporanei.
Guardando la storia come successione cronologica di eventi, è come se
molta di questa storia morisse. Noi analizzeremo il processo di
"vivificazione" della storia, rappresentato da tre parole fondamentali:
tradizione, traduzione e tradimento. L'etimologia di queste parole è
connessa a due dimensioni; le parole sono tenute insieme dalla radice
latina comune "tradere", che significa trasmettere/mettere in movimento.
Si mette in movimento la conoscenza, la tecnica, i saperi di cui è
estremamente ricca la nostra cultura. Guardiamo al passato come un
archivio vivente di qualcosa che non aspetta altro se non essere
"tradotto" secondo gusti e sensibilità dei nostri tempi.
Tendenzialmente si percepisce il traditore come una figura negativa, e
durante questo percorso dobbiamo guardare il traditore sotto occhi
diversi, sotto i panni di un "vincitore della storia"; trattasi di colui
che ha la capacità di progettare e produrre nuove visioni del mondo.
Guarda la tradizione, la adatta al proprio tempo e ci innesta un nuovo
immaginario. Il traditore è, quindi, colui che ci permette di tenere in
vita le tradizioni.
Soffermiamoci ora sul significato della parola "design"; è una parola che
racchiude tantissimi significati. Siamo immersi in una realtà progettata.
Enzo Mari, gigante della storia del design italiana, disse "progettare,
per non essere progettati". A progettarci, sono letteralmente i modelli
sociali odierni. La storia del design è fortemente intrecciata con quella
del capitalismo moderno. Ma cosa s'intende, quindi, per design?
Nel concetto di storia c'è un riferimento alla cultura italiana, e la
parola design proviene dall'Inghilterra. In quanto ciò, design è una
parola polisemica. C'interessa, tuttavia, il suo significato di
"progettare". Cos'è, tuttavia, un progetto? E' proprio questo che rimanda
alla lingua italiana. "Progetto" ha come radice latina "proiettare":
gettare in avanti. Il progetto è un'azione TRASFORMATIVA, qualcosa che si
aggiunge al mondo, ne modifica i nostri comportamenti, le relazioni, il
visivo etc.; si tratta proprio di qualcosa che ha il potere di
trasformare. Molto spesso, nella storia del design si tende a raccontare
la storia dell'arredamento, ciò significa staccare la disciplina dal
mondo. Occorre quindi guardare al design come azione trasformativa NEL e
PER il mondo. Anche una sedia può cambiare la nostra percezione del mondo
(tipo la phantom chair).
Il design, dagli oggetti, è passato agli iper oggetti. Cosa significa
ciò? Nella nostra contemporaneità (post-umana) | Prendiamo come esempio
il cellulare, che ad oggi è parte della nostra vita quotidiana ed
esistenza come una protesi. Siamo quindi ibridazioni tra corpo e
macchina. Viviamo in un tempo segnato da una doppia fragilità: una crisi
ecologica e una crisi tecnologica, ambe molto profonde. Le nostre vite,
spesso delegate alla dimensione digitale, e quindi i nostri dati li
amministrano personaggi come Jeff Bezos, Elon Musk, Mark Zuckenberg.
Questi sono proprietari di dati che noi forniamo loro gratuitamente.
Questi signori hanno una visione del mondo basata sul trans-umanesimo:
questa immagina che la tecnologia possa rendere l'uomo immortale. Questo
concetto non comprende, però, tutti gli uomini; bensì, solo loro, della
Silicon Valley. Questi uomini stanno investendo i loro soldi per
"colonizzare" Marte e per la "criogenesi" (congelamento e preservazione
del corpo). Questa visione, è definita trans-umana. Il post-umano è
definito da due filosofe donne: Rosi Braidotti e Donna Haraway. Queste
due donne hanno definito la condizione del post-umano ibridando, nella
filosofia, vari linguaggi tra cui quello del design. Gli iper oggetti
testimoniano, quindi, che la progettazione come il pensiero ha fatto un
salto di scala. La progettazione contemporanea deve, dunque, tener conto
delle due crisi in cui siamo immersi: ecologica e tecnologica.
Il design è una disciplina estremamente rapida. Molto spesso si sente
dire "questo non è design, è arte"; chiariamo quindi la differenza tra
arte e design. Nuovamente, dobbiamo appoggiarci ad altre discipline, come
la filosofia. C'è quindi una differenza ontologica tra arte e design
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Lezione 1, Storia dell'Architettura
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1° lezione Storia Medievale
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Lezione di Storia dell'arte
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Lezione 4 di Storia del design