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LETTERATURA: espressione dell’identità nazionale e riflesso della storia, sistema in cui gli autori si

intersecano e non si susseguono pubblicando opere diverse (=prospettiva diacronica e non lineare); ha

funzione di comunicare un senso (=pietra preziosa) e di trasmettere conoscenza che permette di ricostruire

percorsi diversi connettendo piani diversi (storia, geografia, clima culturale, biografia autore)

- metodo di studio: fissare un segmento temporale per ordinare temporaneamente i fatti storici e collocare

geograficamente gli autori

- funzione eteronoma: nomi diversi che assume uno stesso autore

Benedetto Croce: i poeti vengono da altri poeti, ma soprattutto dalla vita attraverso la conoscenza e la

conseguente connessione dei piani; leggere suscita connessioni con altri autori, infatti il loro stile rimanda

all’altro

STILE: deriva dalla conoscenza, dunque è il modo di guardare la realtà e di esprimere la propria conoscenza

- Leopardi: esprimere ciò che si vuole nel proprio stile (riferimento a scrittori antichi), dunque stile padrone

delle cose oltre che scrittore padrone del proprio stile

- Gianfranco Contini: modo di conoscere le cose, problema di conoscenza (riferimento a Gustave Flaubert:

modo di pensare e di vedere le cose)

- Calvino: costruire uno stile nella coscienza morale, rapporto col mondo

- Manzoni: esprimere gli aspetti nuovi delle cose già note con linguaggio diverso da quello comune

Inchiesta “Per chi e perché si scrive?” (1967) di Calvino

- lo scrittore deve presupporre un cambiamento nel lettore di oggi, per cui letteratura può mettere in

discussione valori e codice significati stabiliti in quell’epoca e società

- lo scrittore si rivolge a un proprio pubblico: scrittore dozzinale alla società quale essa è; scrittore di valore

a una società di lettori ideali distinta dalla società reale (=progetto di successo)

es. ultimo canto dell’ “Orlando Furioso” di Ariosto rappresenta per la prima volta il pubblico riflesso nel

libro (=folla al porto) e non il singolo lettore; il pubblico è una società di lettori ideali, un modello di società

che può riconoscere sé stessa nel suo modo di leggere quel libro

“Non è un ornamento sovrapposto alla persona … spera di accostarsi” (1856) in risposta al Governo che

considerò l’istruzione letteraria non obbligatoria

- importanza di una formazione umanistica, oltre che professionale per la vita materiale; ognuno costruisce

la propria vocazione letteraria

- letteratura educa ad operare per nobilitare l’intelligenza e far trionfare le idee, oltre che per il guadagno,

perché prima si è uomini

“Fatta l’Italia, bisogna fare gli italiani” di D’Azeglio

- necessità di definire il profilo geografico e intellettuale (=unificazione linguistica e alfabetismo) dopo

quello politico che ha causato stratificazione del paese tra nord e sud (=differenze di lingua, usi e costumi)

ARCO CRONOLOGICO

CRISI DELL’ITALIA POSTUNITARIA

1861 1989

anno spartiacque 1865 1870 1871 caduta Muro di Berlino

Unità d’Italia capitale da Torino a Firenze presa di Roma, capitale da Firenze a Roma globalizzazione

centenario nascita di Dante breccia di Porta Pia

proclamazione Regno d’Italia Postmoderno

(1265-1321)

letteratura moderna Avanguardie storiche

richiamo valori e ideali

Risorgimento (1848-1871)

Scapigliatura (1860-1870) REAZIONI ALLA CRISI: si sovrappongono dal punto di vista temporale e generazionale

De Sanctis Scapigliati Carducci D’Annunzio

Pascoli

Saggio “Storia della letteratura italiana” (1870) esaltazione modernità ma fiducia nel progresso polemica contro

sfiducia nella scienza

rifiutano società perché ma polemico contro miseria che si traduce

- l’identità italiana non è ancora conclusa, e perché solo poesia è

industrializzazione come società perché in desiderio di riscatto

datoche la letteratura nasce dalla coscienza, il strumento di

futuro richiede che l’indagine sulla realtà sociale processo portatore solo disgusta modernità, si aristocratico

conoscenza del mondo

di valori economici, rifugia nel passato del

muovadall’indagine di sé stessi dell’intellettuale,

vivono emarginati classicismo

- invita a conoscersi meglio per introdurre celebrazione dell’artista

lamodernità (“ciò che ha importanza è come illusionista

l’esplorazione del proprio petto”)

- è necessario introdurre la letteratura

modernanella quotidianità e stabilire un

rapporto tra passato e presente perché

ancora siamo in movimento e non siamo

arrivati ad essa (“non dobbiamo trovarci alla

coda, non ai secondi posti”)

- critica Cesare Cantù perché dà importanza

aicontenuti, lingua e stile come accessori SCAPIGLIATURA (1860-1870, nord Italia)

Scapigliati (o poeti maledetti): coloro che conducono una vita irregolare e povera

MOVIMENTO PENSIERO TEMI INFLUENZA ESPONENTI

Artistico-letterario - anticonformismo: contro ideologia - macabro Letteratura francese: stile di vita di Praga

- umorismo nero

borghese e cultura del Romanticismo ribellione dei giovani artisti parigini Boito

Stile: dialetto, linguaggio - sogno e incubo Tarchetti

anticonvenzionale - dualismo: contraddizione tra ideale - esperienze quotidiane Dossi

(=aspirazione all’immaterialità, basata sul

(=rifiuto poesia tradizionale concetto del bello e della virtù) e realtà

di Manzoni, “casto poeta”, (=espressione del vero, basata sul concetto

modello considerato

negativo perché responsabile materiale dell’esistenza)

della letteratura

convenzionale) - emarginazione e senso di inutilità

dell’artista: convinzione del crollo della

funzione etico-civile riconosciuta al poeta

vate in epoca risorgimentale, e in risposta

a ciò gli scapigliati reagivano con ribellione

(rivendicavano il legame del bello con

l’orrendo, vivevano alla giornata, alcol,

senza cura di sé) EMILIO PRAGA (1839-1875, Milano)

Vita: famiglia abbiente, viaggia l’Europa

MOVIMENTO PENSIERO OPERE INFLUENZA

Scapigliatura - dualismo di temi (=idillio “Preludio” (1864, di Penombre) rivela la realtà moderna senza “I fiori del male” di Baudelaire

risorgimentale e coscienza finzioni descrivendo in negativo la condizione spirituale dell’uomo

di crisi storica) che riflette moderno come coscienza critica dell’epoca

l’inquietudine - ciò che la generazione non è e non può più essere: non fedele agli

ideali e alla religione, fonti di certezza

- ciò che la generazione è: senza certezza, noia come conseguenza che

tormenta, perdizione nel vizio e nel male degli “antecristi"

“Noi siamo i figli dei padri ammalati …” noi scapigliati siamo figli dei

romantici … voliamo senza meta, stupiti, affamati, sul declino di un

Dio (o di Manzoni)

TRE CORONE (=alto prestigio): Carducci, Pascoli, D’Annunzio GIOSUЀ CARDUCCI (1835-1907, Lucca)

Vita: formazione alta collegio degli Scolopi, insegnante di Pascoli all’Università di Bologna, matrimonio con cugina Elvira Menicucci, morte del figlio Dante

che ispira la poesia “Pianto antico” (di Rime nuove)

MOVIMENTO PENSIERO TEMI INFLUENZA HA ISPIRATO

Classicismo militante: rappresentante del ritorno al - da antiromantico e - natura Dante Pascoli

classicismo, unì realismo e rigore formale in antimanzoniano a poeta vate, - infanzia Friederich Klopstock

contrapposizione a anticonformismo e ribellione degli come riflesso delle contraddizioni - eroismo August Von Platen

scapigliati, per far rinascere i valori civili del passato dell’età postrisorgimentale - morte

- poeta vate: profeta che indica la strada per ricostruire

un passato nel presente incerto, interprete dei valori

della tradizione letteraria (onore, patria, virtù)

Stile: ricorso alla mitologia; linguaggio aulico; criterio

organizzativo produzione poetica è stile e tema, infatti

raggruppa testi anche lontani cronologicamente

- concezione elitaria della letteratura opposta a

Manzoni (=linguaggio fiorentino)

Metrica barbara: tecnica sperimentale per una nuova

forma ritmica, applica la metrica quantitativa greca e

latina (basata sulla misura delle sillabe) a quella

accentuativa italiana (basata sugli accenti) per

accentuare la musicalità del verso, che distingue poesia

da prosa →

“A satana” (1863) inno alla libertà e alla religione shintoista (=adorazione divinità e spiriti)

→ (odi: richiamo al passato)

“ODI BARBARE” (1877) raccolta, 4 edizioni, “Nuove Odi barbare” (1882), “Terze

Odi barbare” (1889), “Delle Odi barbare lettura” (1893), rivisitazioni, 51 poesie e 6 versioni tedesche, 3

sezioni, Libro I, Libro II e Versioni

- titolo: “barbare” perché sarebbero parse incomprensibili a greci, latini e anche italiani

- temi: esaltazione vita, aspetti mitologici, poeta vate

- metrica barbara →

“Alla stazione in una mattina di autunno” (ultima poesia di Odi barbare) spunto autobiografico

partenza da Bologna di Lidia (Carolina Cristofori Piva), donna alla quale si legò per anni (come in “Mottetto”

di Montale); passato come paradiso perduto

- correlazione tra descrizione del paesaggio e sentimenti del poeta: bellezza della donna, paesaggio che

rispecchia la gioia del poeta; stazione ferroviaria e treno (come in “A satana”) che simboleggiano la vita

moderna come negazione dell’amore; paesaggio infernale che rispecchia l’angoscia del poeta

- narrativa no descrittiva, scenario prosaico no poetico

- stile: termini sconosciuti come superamento delle convenzioni della lingua letteraria

“RIME NUOVE” (1887) raccolta più importante che rappresenta la sua ispirazione poetica (1861-1887)

“Congedo” (ultima poesia di Rime nuove) lunga elaborazione che sottolinea come sia più facile dire “ciò

che non siamo, ciò che non vogliamo” (riferimento a “Ossi di seppia” di Montale) piuttosto che proporre

un alternativa

- descrive ciò che il poeta non è (mendicante, nullafacente) e ciò che il poeta è (immagine mitologia

classica: artigiano con “muscoli d’acciaio” che lavora con forza e fierezza la “fiamma” di ispirazione poetica)

- “picchia la fiamma incandescente”: crea la poesia piegando alle regole classiche anche i sentimenti più

alti, quali amore, gloria e memoria, fonte di ispirazione

- funzione poetica: civile e celebrativa

- oggetti: riferimento a spade, scudi e vasi per esaltare la tradizione classica

- rapporto con pubblico: disprezzo iniziale (riferimento a “I fiori del male” di Baudelaire) e superiorità

all’opinione della massa, ma sintonia tra essi perché l’autore si fa interprete e portatore di aspettative e

speranze della classe dirigente

Parte negativa (pars destruens): polemica, critica le cause di errore da cui purificare la mente

Parte positiva (pars construens): della teoria metodologica

GIOVANNI PASCOLI (1855-1912, Forlì, Romagna)

Vita: formazione classica scuola degli Scolopi, allievo di Carducci all’Università di Bologna e 1905 successore alla cattedra; padre amministratore tenuta

agricola, 10 agosto morte del padre che ispira la poesia “X Agosto” 1867 (di “Myricae”), poi morte della madre e dei fratelli

HA CRITICHE E

MOVIMENTO PENSIERO TEMI INFLUENZA COMMENTI

INSPIRATO

- formazione Simbolismo D’Annunzio:

Decadentismo e Simbolismo - morti: come Saba

positivista “l’ultimo

persone vive francese di

Stile impressionistico: vuole dare impressioni sensoriali con l’uso di legami Baudelaire

ma sfiducia figlio di

attraverso la

nella scienza Virgilio;

di suono tra parole visione, no ricordo

perché solo rievoca

- fonosimbolismo: procedimento basato su immagini e suggestioni dei o sogno, ma

poesia è impressioni

suoni delle parole scelte per il valore fonico e no semantico mondo di fantasmi,

strumento di dell’ultima

(=onomatopea: riproduce un suono linguistico creando un immagine per cui vive con

conoscenza visita nella

suggestiva della realtà) loro rifiutando la

del mondo “Contemplaz

vita reale;

Poesia: agreste delle piccole cose quotidiane; frammentazione del reale e ione della

ricorrente e morte”

visionarietà; forma di regressione che indaga fantasmi e inquietudini della ossessivo (1912)

mente e analizza traumi biografici; semplice e infantile all’apparenza - nido familiare:

Poeta dello sperimentalismo: ha rivoluzionato la tradizione poetica dando Benedetto

come protezione,

un apporto alla poesia del ‘900 Croce:

legame tra vivi e critica

- linguaggio: allusivo, simbolico e musicale per esprimere i significati morti poetica

nascosti delle cose (=analogia: accostamento o comparazione di due come

parole che creano un legame tra realtà diverse per la loro somiglianza - natura: come decadente e

semantica) quotidianità irrazionale

- parole simboliche: “nido” (=legame familiare); “siepe” (=muro che lo (“Novembre” e

separa dal mondo esterno e lo protegge nel nido, al contrario di Leopardi) “Lavandare”)

- metrica: metri classici resi nuovi con forme ritmiche

- plurilinguismo: termini aulici, dialettali, botanici e faunistici (=lingue

speciali), stranieri; forme pregrammaticali (=fonosimbolismo),

grammaticali e postgrammaticali (=gerghi e tecnicismi); no monolinguismo

tradizionale di Petrarca

“Il fanciullino” (1897) saggio in cui sostiene che solo attraverso la poesia dello stupore è possibile

conoscere la realtà e scoprire il significato profondo delle cose, inaccessibile razionalmente; tale visione

intuitiva e spontanea dell’infanzia si perde nell’età adulta, ma può essere recuperata nella coscienza

- poesia come scoperta, no invenzione: si trova nelle cose e in esse bisogna saper vedere osservando con

l’occhio puro proprio del bambino (=come se si vedesse per la prima volta)

- tema: poeta come colui che dà voce al fanciullino che è in noi, solo lui sa farlo venir fuori rivelando la

poesia che già esiste

- cultura decadente: regressione all’infanzia come evasione dalla realtà percepita come minaccia; desiderio

di un mondo innocente proprio dell’uomo moderno

- linguaggio semplice →

“MYRICAE” (1891-1903) prima raccolta, significa poesia della natura, frammentismo visionario legato al

trauma familiare che ha innescato un processo di regressione, sradicamento umano e sociale

- paesaggio agreste: descrizione che dà spazio all’immaginazione (=stile impressionistico)

- temi: nido, piccole cose quotidiane, morte e dolore

- messaggio: incombere della morte, che il poeta interpreta traducendo il linguaggio della natura e delle

piccole cose

- Positivismo: linguaggio innovativo realistico nel lessico tecnico (uccelli: “assiolo”, “fringuello”),

concretezza documentaria ma illusoria perché oggetti visti come attraverso una lente di ingrandimento,

dunque il particolare appare in una luce visionaria e produce l’effetto di frammentazione della realtà

- linguaggio: musicale, suggestivo e evocativo, che si configura in ricerca di significati nascosti (“L’assiolo”),

analogie e rimandi tra fenomeni naturali e stati d’animo (“Temporale”, “Il lampo”, “Il tuono”)

- “Novembre” natura inquietante

“Lavandare” lirica, apre con contrasto tra tristi colori del grigio e nero di un campo arato a metà; si

intravede immagine aratro senza buoi e abbandonato in mezzo alla campagna, versi suscitano melanconia e

nostalgia; lavoro delle lavandaie che sbattono i panni sulla riva del canale mentre cantano lunghe cantilene,

canti collegati a fruscio vento e rumore foglie che cadono a terra; chiude con immagine suggestiva donna

lasciata dall’amato come aratro in mezzo alla maggese; lirica che si apre con figura aratro dimenticato e

chiude con stessa immagine

“POEMETTI” (1897) edizione in terzine dantesche, divisa in due raccolte: “Primi poemetti” (1904) e

“Nuovi poemetti” (1909); speranza utopica di riconquista della propria identità come tentativo di

ricomposizione del nido, ma presto la speranza sparisce, quadri drammatici

“L’aquilone” ricordo primavera infantile durante l’inverno

“CANTI DI CASTELVECCHIO” (1903) raccolta di liriche diverse, seguito di Myricae dedicato alla madre

come “Myricae autunnali” per sottolineare la maturità artistica

- scavo della propria coscienza: canti della campagna toscana in Garfagnana, Lucca, in cui visse con le

sorelle Ida e Maria, attaccamento morboso nel tentativo di riformare il nido, matrimonio di Ida come

tradimento, crisi di disperazione, Maria visse per sempre lì (“Lungo la vita di Giovanni Pascoli” 1961, di

Maria), oggi Casa Museo Nazionale

- tema: nido, campestre, ricordo infanzia, morte, no rassegnazione, ma angoscia del passato che invade il

presente, elementi della natura come chiave per interpretare la realtà (fiori: “Il gelsomino notturno”)

- “Nebbia” regressione

- “Le rane” visionarietà

- “La figlia maggiore” ricordo infanzia →

“La tessitrice” (in “Il ritorno a San Mauro”) ritorno al paese natale, visita alla donna amata morta

giovane; monologo e no dialogo, il poeta parla e la donna risponde con sorrisi, lacrime, sospiri e cenni muti

- donna: simbolo dell&r

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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-FIL-LET/10 Letteratura italiana

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Giulia.Catapano di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Letteratura italiana e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Firenze o del prof Nozzoli Anna.
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