UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI VERONA: ANNO ACCADEMICO 2025-2026
À
INFERMIERISTICA CLINICA NELLA CRITICIT VITALE:
INFERMIERISTICA CHIRURGICA SPECIALISTICA:
DOCENTE: MARINELLI 1
Esame integrato con Chirurgia d’Urgenza (esame unico)
GESTIONE DELLA TERAPIA TRASFUSIONALE (PATIENT BLOOD MANAGEMENT):
- DM 2 novembre 2015: “Disposizioni relative ai requisiti di qualità e sicurezza del
sangue e degli emocomponenti”:
a) Requisiti di qualità e sicurezza del sangue e dei suoi componenti in tutte le
fasi di percorso
b) Uniformità a livello nazionale e criteri e procedure (aumento della sicurezza di
donatori e paziente)
c) Allineamento agli standard europei
d) Stimola la cultura della gestione attiva del sangue (PBN)
e) Riduce potenzialmente gli sprechi e aumenta l’efficacia clinica
f) Introduce maggiore trasparenza e tracciabilità
- Il Centro Nazionale Sangue (CNS) sta promuovendo il Patient Blood Management
(PBM): strategia diretta a predisporre metodi e strumenti innovativi e più efficaci per
garantire appropriatezza della gestione, organizzazione e clinica della risorsa sangue
- Obiettivi del PBM:
1) Miglioramento degli Outcome clinici
2) Prevenzione della trasfusione evitabile
3) Riduzione dei costi di gestione
- Processo trasfusionale: insieme di attività cliniche, diagnostiche e organizz che
permettono di prelevare, preparare, controllare e somministrare in sicurezza
emocomponenti al paziente, garantendo la massima compatibilità e prevenendo le
reazioni avverse
- Infusione di sangue o suoi componenti (emazie concentrate, piastrine, plasma):
a) Trasfusione omologa = donatore e ricevente sono due persone diverse
b) Trasfusione autologa = donatore e ricevente sono la stessa persona (es.
pre-deposito prima di un intervento chirurgico, in SO per reinfusione di
sangue o da drenaggio nei PO)
- Scopi:
a) Correzione di un’anemia
b) Miglioramento del trasporto dei gas respiratori
c) Correzione di deficit dei fattori della coagulazione e/o del sistema immunitario
d) Ripristino della volemia in caso di emorragia
TIPOLOGIE DI TRASFUSIONI:
1) CONCENTRATI ERITROCITARI:
● Indicati per aumentare rapidamente l’apporto di ossigeno ai tessuti quando la
concentrazione di Hb è bassa
● L’indicazione ed il grado d’urgenza della trasfusione di CE vengono definiti in
base ai valori dell’Hb o dell’Htc e alla valutazione clinica e tolleranza alle
manifestazioni cliniche dell’anemia
● Ogni manipolazione determina un aumento del rischio di alterazione della
sacca, è inoltre fondamentale ci sia una sua buona conservazione
● Dopo una infusione di concentrati eritrocitari ci si aspetta al massimo un
aumento dell’Hb di un punto 2
2) CONCENTRATI PIASTRINICI:
● Indicati per la profilassi e la terapia delle emorragie nei pazienti affetti da
piastrinopenia o da deficit funzionali primitivi o secondari delle piastrine
● Il concentrato piastrinico può essere ottenuto da una donazione di sangue
intero, sottoposta a centrifugazione, oppure da una donazione in aferesi
(rimozione dal sangue di una componente, si restituisce poi al donatore i
componenti che non si intendono estrarre)
● L’indicazione di trasfondere CP deve basarsi su: basso conteggio piastrinico
e condizioni cliniche del paziente
3) PLASMA FRESCO CONGELATO:
● Indicato nella correzione di deficit dei fattori della coagulazione, per i quali
non si dispone del concentrato specifico associato a emorragia in atto o a
grave rischio emorragico
● Plasma fresco congelato (FFP) è un emocomponente preparato da sangue
intero o raccolto mediante aferesi e congelato
● Hanno una durata di un anno, inoltre dopo la sua richiesta e scongelamento,
essa deve essere somministrata entro 24 ore
LE FASI DEL PROCESSO TRASFUSIONALE:
1) 1^ FASE: Indicazione alla trasfusione, il medico è responsabile di informare il
paziente della terapia, benefici attesi e rischi, consenso informato scritto compilato in
tutte le sue parti e inserito in cartella clinica
2) 2^ FASE: Richiesta di trasfusione compilata dal medico in ogni sua parte e firmata
sia dal medico che da chi esegue il prelievo
3) 3^ FASE: Identificazione attiva del paziente:
● Verificate in modo univoco e attivo l'identità del paziente (cognome, nome,
data di nascita e corrispondenza sul braccialetto)
● Appena effettuato il prelievo verificare nuovamente la corrispondenza tra
etichetta e paziente (firma sull’etichetta di chi effettua il prelievo)
● NB. Se è la prima volta che il paziente ha bisogno di una infusione (è
sconosciuto al servizio trasfusionale), devo fare due prelievi in due momenti
diversi, se invece è noto, è sufficiente un solo prelievo
4) 4^ FASE: Indagini pretrasfusionali:
● Prima determinazione del gruppo ABO e del tipo Rh(D) del
ricevente
● Controllo del gruppo ABO e del tipo Rh(D) del ricevente
● Ricerca di alloanticorpi irregolari anti-eritrocitari
● Prova di compatibilità tra i globuli rossi del donatore e il
siero o plasma del ricevente (prova crociata di compatibilità
maggiore)
● Test per i marcatori di malattie infettive
5) 5^ FASE: Ritiro emocomponente:
● Controllo corrispondenza dati anagrafici
● Modulo di consegna: firma di chi consegna e chi riceve
● Trasporto in reparto nel più breve tempo possibile
6) 6^ FASE: Conservazione in reparto:
● L’intervallo di tempo tra la consegna delle unità e l'inizio della loro trasfusione
deve essere il più breve possibile 3
● Il sangue non deve essere conservato nel frigorifero in reparto
7) 7^ FASE: Verifiche pre-trasfusionali:
● Il paziente deve indossare il braccialetto identificativo
● Verificare in cartella la presenza del consenso informato (medico)
● Controlli di identità, corrispondenza e compatibilità immunologica teorica
confrontando i dati presenti sull'unità con quelli della richiesta e della
documentazione (medico e infermiere)
8) 8^ FASE: Identificazione attiva del ricevente al letto del paziente immediatamente
prima dell’inizio della trasfusione da due operatori sanitari (es. due infermieri, medico
e infermiere o due medici):
● Ispezionare le unità di emocomponenti
● Nei 30 min precedenti controllare i segni vitali (FC, PAO e TC) 30 min
precedenti
9) 9^ FASE: Infusione:
● Posizionare accesso vascolare non più sottile di 19-20 gauge (rischio emolisi)
● Nella stessa via non possono essere infusi contemporaneamente altri farmaci
(unica eccezione NaCl 0,9%)
● Uso di deflussore con filtro interno (specifico per emocomponenti)
● Rimanere con il paziente almeno i primi 10-15 minuti della trasfusione (le
reazioni avvengono soprattutto in questo momento)
● Registrare l’ora di inizio della trasfusione
● Tempi:
a) Iniziare lentamente a 2 ml/min nei primi 15-20 minuti, attuare
monitoraggio stretto per evidenziare precocemente eventuali reazioni
trasfusionali, l’infermiere deve restare con il paziente (DM 2/11/2015)
b) CE in 1-2 ore, massimo 4 ore
c) Concentrati piastrinici, plasma infusi in 30-50 min
d) Tempo prolungato se rischio di sovraccarico (massimo 4h)
e) Se in urgenza c’è necessità di infusioni rapide utilizzare dispositivi per
il riscaldamento delle infusioni (rischio di aritmie)
f) Al termine registrazione in cartella dei PV e ora di fine trasfusione
T&S (TYPE AND SCREEN):
- Bypassa tutte le fasi pre-trasfusionali, si utilizza per la chirurgia d’elezione:
a) Type = tipizzazione eritrocitaria con determinazione del gruppo ABO e del
fenotipo Rh
b) Screen = screening anticorpale con ricerca degli anticorpi irregolari
anti-eritrocitari
- Fasi:
a) Se T&S negativo
b) Prova di compatibilità: siero ricevente e globuli rossi donatore
c) Prova crociata negativa
d) Assegnazione delle sacche
- Prelievo con validità di:
a) 90 giorni nel paziente che non è mai stato trasfuso
b) 90 giorni nel paziente non trasfuso negli ultimi 90 giorni e non trasfuso dopo
l’esecuzione del prelievo
c) 72 ore dal prelievo in tutti gli altri casi, inclusa la donna in gravidanza 4
LE RESPONSABILITÀ DELL’INFERMIERE:
- Effettuare l’identificazione del paziente, i prelievi ematici per la determinazione del
gruppo e gli esami di compatibilità e firmare i relativi campioni
- Effettuare, congiuntamente con il medico, i controlli pre-trasfusionali di identità,
corrispondenza e compatibilità teorica tra i dati dell’unità, quelli della richiesta e quelli
della documentazione del paziente (consenso informato)
- Effettuare, congiuntamente con un altro operatore sanitario, l’identificazione del
ricevente al letto del paziente immediatamente prima della trasfusione
- Effettuare le operazioni di somministrazione degli emocomponenti
- Collaborare con il medico nell’accertamento/ sorveglianza del paziente durante e
dopo la trasfusione
X Esame: controlli da fare nelle diverse fasi (pre-trasfusionale, post-trasfusione ecc)
➔
REAZIONI TRASFUSIONALI:
Le reazioni avverse si classificano in acute (più frequenti) e ritardate:
1) La reazione trasfusionale acuta si sviluppa anche con infusioni modeste (30-50 ml),
nei primi 15-20 min dall’inizio della trasfusione (fase più critica), segni e sintomi tipici
sono: febbre con o senza brivido, brivido scuotente, dolore, instabilità pressoria,
difficoltà respiratoria, manifestazioni cutanee, nausea, urine scure ed emorragie
2) Le reazioni ritardate si sviluppano a distanza di più di 24 ore dalla trasfusione e si
classificano in:
● Reazioni emolitiche: si sviluppano in caso di incompatibilità rispetto i globuli
rossi e altri componenti del sangue
● Contaminazioni batteriche
COSA FARE IN CASO DI REAZIONE TRASFUSIONALE:
1) Provvedimenti immediati in caso di reazione trasfusionale:
● Sospendere la trasfusione
● Mantenere l’accesso venoso pervio 5
● Verificare l’unità, i moduli di assegnazione e l’identità del paziente
● Avvertire il Servizio Trasfusionale di pertinenza (per ricerca dell’eventuale
secondo paziente coinvolti)
2) Dopo l’interruzione della trasfusione inviare al servizio trasfusionale:
● La sacca residua
● 2 campioni di sangue in provette da gruppo prelevati al momento (da vena
diversa da quella della trasfusione)
● Il modulo di accompagnamento alla sacca
● Breve relazione medica
APPROCCIO ASSISTENZIALE EDUCATIVO E RIABILITATIVO AL PAZIENTE
SOTTOPOSTO A TORACOTOMIA:
- Epidemiologia: la principale causa per cui si attua toracotomia è il
tumore al polmone, che rappresenta la principale causa di morte per
cancro nel mondo:
a) Tasso di incidenza in calo nei maschi
b) Incidenza e mortalità in aumento nelle donne (dato dall’aumento
delle fumatrici negli anni ‘90)
La sopravvivenza a 5 anni dalla diagnosi di tumore al polmone è di circa il
15%
- Non vi è uno screening precoce per il tumore al polmone, ciò impatta
pesantemente sulla sopravvivenza
- Il fumo di sigaretta è responsabile di circa dell’80%-90% dei tumori
polmonari: le probabilità che un fumatore sviluppi un carcinoma
polmonare dipendono dall'età in cui questi ha iniziato a fumare, da quanto tempo
persiste questo vizio, dal numero giornaliero di sigarette e da quanto profondamente
il fumo viene inalato; altre cause sono il radon, l’asbesto, l’inquinamento atmosferico
e la presenza di altre patologie polmonari
- L’abitudine al fumo: In Italia la maggior parte degli adulti tra 18 e 69 anni non fuma
(59%) o ha smesso (17%), mentre circa il 25% fuma, con un consumo medio di 12
sigarette al giorno. La quota di fumatori è in lenta ma costante diminuzione dal 2008,
anche se il calo si è rallentato durante la pandemia. La riduzione è più evidente tra
chi non ha difficoltà economiche, mentre tra le persone economicamente
svantaggiate il fumo resta più diffuso. Gli ex fumatori aumentano con l’età e sono più
numerosi tra chi non ha problemi economici, tra gli italiani rispetto agli stranieri, e nel
Nord Italia, con la Sardegna in testa. L’attenzione dei sanitari al tema è insufficiente:
meno della metà dei fumatori riceve il consiglio di smettere, e questa attenzione è in
calo, soprattutto nel periodo pandemico
- Il tentativo di smettere di
fumare: circa ⅓ dei fumatori
ha provato a smettere
nell’ultimo anno, ma quasi
l’80% dei tentativi fallisce e
meno del 10% riesce a non
fumare per oltre sei mesi, i
tentativi diminuiscono con
l’età, anche se con l’età
aumenta la quota di ex 6
fumatori, provano a smettere più spesso le donne, le persone senza difficoltà
economiche e con un livello di istruzione più alto, durante la pandemia (2020-2021)
queste differenze di genere si attenuano e il numero complessivo di tentativi cala,
soprattutto tra le donne, nel tempo si riducono sia i fumatori sia i tentativi di smettere.
Tra chi riesce a smettere, la maggior parte lo fa senza aiuti (77%), mentre circa il
17% usa la sigaretta elettronica: farmaci, cerotti e servizi delle ASL sono utilizzati
raramente
- Sintomatologia iniziale di tumore al polmone:
● Circa il 70/80% dei pazienti è sintomatico al momento della diagnosi
● Segni e sintomi possono essere collegati a:
a) Lesione primaria (tosse, dispnea, emottisi e discomfort toracico)
b) Diffusione intra-toracica (disfonia, singhiozzo, dolore, SVCO, disfagia)
c) Metastasi distanti (fegato, SNC, surreni e ossa) alla sindrome
paraneoplastica
NB. il parenchima polmonare non possiede terminazioni nervose
dolorifiche, il dolore compare solo quando la malattia coinvolge la
pleura, momento in cui il tumore è già in fase avanzata
● Sintomi: tosse, perdita di peso, dispnea, dolore toracico, emottisi, dolore
osseo, febbre, astenia, disfagia, ippocratismo digitale, rumori polmonari (sibilo
o stridore)
L’APPROCCIO CHIRURGICO:
1) FASE PRE-OPERATORIA:
a) Assessment pre-operatorio e individuazione dei fattori di rischio per
complicanze post-operatorie: valutare la tolleranza all'esercizio fisico,
sarcopenia, fragilità, qualità della via, valutazione clinica e assessment
cardiaco e respiratorio (spirometria, EGA, scintigrafia
polmonare-perfusionale, test di diffusione alveolo-capillare)
b) Programma di riabilitazione polmonare (pre-abilitazione): l’obiettivo è fare
in modo che il paziente arrivi nella miglior forma possibile all'intervento
massimizzando la capacità fisica e riducendo le complicanze, il percorso dura
da 1 a 4 settimane e comprende:
● Allenamento all'esercizio fisico (resistenza e forza): esercizi
aerobici ad alta intensità o interval training ad alta intensità (cyclette o
tapis roulant), che permettono di aumentare il picco di VO2, associati
a esercizi di resistenza per tutto il corpo
● Educazione e modifiche del comportamento (astensione dal fumo)
● Ottimizzazione delle comorbidità e stato nutrizionale
Il programma di pre-riabilitazione migliora la soddisfazione del paziente e
riduce la degenza ospedaliera e le complicanze
2) FASE 1 IMMEDIATO POST-OPERATORIO:
● Interventi: mobilizzazione precoce, gestione del dolore, PONV, garantire un
adeguato ritmo sonno-veglia e rimozione precoce del drenaggio toracico
● I problemi prioritari nel post-operatorio: dolore acuto, ipossia e
compromissione del movimento dell’arto superiore omolaterale
● Bisogni post-dimissione: tolleranza all’attività fisica e decondizionamento,
la dispnea e impatto psicologico 7
3) FASE 2 POST-OPERATORIO:
● Proseguimento del programma di riabilitazione polmonare, con l'obiettivo
di promuovere la convalescenza e la riabilitazione
● Si basa su una combinazione di esercizi aerobici ad intensità moderata o
interval training ad alta intensità (cyclette o tapis roulant) e esercizi di
resistenza per tutto il corpo compresi i muscoli respiratori
● Inizio tra la 5^ e 10^ settimana post-intervento, con durata dalle 6 alle 12
settimane, con 2-3 sessioni a settimana: ciò determina un aumento della
capacità atletica (picco VO2 e auto-riportata) e della forza muscolare e una
diminuzione della dispnea
● I principali problemi post-dimissione sono: dolore, fatigue, disturbi del sonno,
distress, problemi post-dimissione e dispnea (presenza di uno dei 5 sintomi
nell’80% dei casi) = essi diminuiscono la qualità di vita e lo stato
funzionale del paziente
IL DOLORE POST-OPERATORIO:
- Rappresenta il problema principale del paziente che ha subito un intervento
chirurgico toracico (è un sintomo prevalente, è presente nel 20-60% dei casi)
- Può essere dovuto a:
a) Incisione chirurgica
b) Lesione dei fasci muscolari e dei nervi, incisione della pleura, divaricazione
delle coste
c) Posizionamento in SO (decubito laterale e braccio flesso sopra la testa)
d) Presenza di drenaggi toracici e sfregamento di questi sulla pleura durante i
movimenti
- Può provocare una riduzione della capacità vitale (fino al 40%) e un impedimento alla
tosse (rischio infettivo)
- E
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