Sistema degli indicatori
finanziari
Introduzione
Indici segnaletici degli aspetti più rilevanti della situazione e della struttura
finanziaria dell’impresa. Indicatori più rilevanti per interpretare le condizioni
finanziarie sul piano degli equilibri strutturali e delle tendenze
prospettiche. L’ottica è finalizzata, soprattutto, al controllo interno, tramite
report periodici a supporto del processo decisionale dell’organo di governo e
dei manager ai diversi livelli. Si estrapolano valori dalla riclassificazione dello
stato patrimoniale previsto dal legislatore, riclassificato secondo il criterio
finanziario, facendo riferimento al grado di trasformabilità in liquidità
.
degli elementi che compongono il capitale di funzionamento
Analisi della struttura finanziaria
La struttura finanziaria dell’impresa riflette la composizione degli investimenti
(impieghi) e delle fonti di finanziamento (fonti), nonché le relazioni esistenti
.
tra le classi omogenee di questi ultimi
L’analisi di tale struttura tende ad individuare la presenza di situazioni
d’equilibrio fra i fabbisogni finanziari degli investimento in atto e la natura delle
fonti di finanziamento utilizzate. Per quanto riguarda la composizione degli
investimenti, si possono determinare degli indici (1) per evidenziare il grado
.
d’elasticità o di rigidità degli impieghi in essere
.
1
Indice di elasticità degli impieghi: l+L+D/K. Si ottiene rapportando l’attivo (
a
corrente (o capitale circolante lordo) al totale degli impieghi. Esso indica il
peso degli investimenti a veloce ciclo di trasformazione, espressi da
valori finanziari o disponibilità di magazzino, realizzabili entro l’esercizio
;
successivo (<12 mesi), rispetto al totale degli impieghi
Indice di rigidità degli impieghi: F/K. Complementare al precedente, si ( b
.
ottiene rapportando l’attivo immobilizzato, al totale degli impieghi
La prevalenza di impieghi correnti segnala l’attitudine dell’impresa ad
adattarsi più agevolmente ai mutamenti dell’ambiente, per effetto del
contributo del capitale circolante (lordo) che si rende disponibile per
trasformarsi in valori finanziari e, quindi in denaro (liquidità), in un arco di
tempo breve. Il fattore di produzione generico denaro, diventa nuovamente
disponibile per fronteggiare i fabbisogni per investimenti o per il rimborso di
fonti derivanti da mutate circostanze aziendali e ambientali. La prevalenza di
impieghi immobilizzati segnala, invece, rigidità finanziaria nella gestione
aziendale, ossia una maggiore difficoltà dell’impresa ad adattare prontamente
ed in modo economico il capitale investito ai mutamenti aziendali e ambientali.
Il capitale immobilizzato, infatti, ritorna in forma monetaria in un periodo di
tempo pluriennale (>12 mesi), non è pertanto disponibile, se non per la quota
reintegrata, per la sostituzione degli impieghi in essere con altri ritenuti più
idonei. I maggiori tempi di recupero degli impieghi pluriennali influenzano i
rischi finanziari ed economici connessi con la gestione aziendale. I giudizi
sull’elasticità e sulla rigidità degli impieghi vanno riferiti alla specifica
.
situazione aziendale e ne configurano le modalità operative
È possibile determinare il grado d’elasticità e di rigidità anche dal lato delle
.
fonti (2)
.
2
Indice di elasticità delle fonti: p/K. È dato dal rapporto tra le passività (
a
correnti ed il totale delle fonti di finanziamento. Il rapporto esprime il peso
;
delle fonti meno stabili, sul totale del capitale acquisito (di terzi)
Indice di rigidità delle fonti: N+P/K. Calcolato tramite il rapporto tra capitale ( c
.
proprio più le passività consolidate ed il totale delle fonti di finanziamento
Una certa rigidità delle fonti, purché funzionale ai fabbisogni finanziari
dell’impresa, determinata dal prevalere di fonti stabili, può essere indice di
tranquillità finanziaria nell’impresa nel fronteggiare i fabbisogni; peraltro
segnala, nell’economia della sua gestione, la presenza durevole di oneri
.
finanziari
La struttura finanziaria va analizzata tenendo conto delle correlazioni istituibili
tra classi di impieghi e classi di fonti; una struttura equilibrata deve evidenziare
coerenza tra la natura dei fabbisogni generati dagli investimenti in corso e le
caratteristiche delle fonti di finanziamento utilizzate: gli investimenti che
compongono fabbisogni finanziari durevoli, dovrebbero trovare adeguata
copertura con fonti parimenti durevoli, onde evitare tensioni d’ordine
finanziario. Per quanto concerne le immobilizzazioni materiali e immateriali,
sussistono due tipi di realizzi: diretto e indiretto; il primo si verifica con la
dismissione e la cessione del bene ammortizzato (costo non finanziario), il
secondo con lo sviluppo dell’attività di gestione attraverso il conseguimento di
ricavi e utili d’esercizio i quali vanno a coprire tutti i costi dell’esercizio, ivi
comprese le quote di ammortamento (reintegrazione economico-
finanziaria). Quanto scritto permette di comprendere appieno la differenza tra
utile e liquidita prodotta. Infatti gli ammortamenti, essendo costi non finanziari,
hanno trattenuto liquidità in azienda diminuendo l’utile, ma non hanno
.
comportato uscite monetarie o variazioni nei valori finanziari in senso lato
Appare opportuno che il fabbisogno durevole sia sostenuto dalla dotazione di
capitale proprio (3); il capitale proprio, infatti, rappresenta la fonte più stabile
in assoluto in quanto non deve essere restituita finché l’azienda continua
regolarmente ad operare. In questa prospettiva, le risorse generate con gli utili
d’esercizio e con la reintegrazione economica delle quote di ammortamento
(realizzo indiretto) possono rendersi disponibili per i processi di investimento
aziendale ovvero per fronteggiare i fabbisogni per il rinnovo. Il ricorso
all’indebitamento a medio e lungo termine per fronteggiare investimenti in
attività fisse (immobilizzazioni), comporta un fabbisogno finanziario per le
.
rate di rimborso che scadono nel corso del prestito
.
3
Margine di struttura primario: N-F, >0. Dato dalla differenza tra il capitale (
a
proprio e l’attivo immobilizzato. La situazione ottimale è che tale margine
risulti maggiore di uno, in quanto oltre a coprire gli investimenti in
immobilizzazioni, fornisce supporto ai fabbisogno durevoli di capitale
;
circolante
Indice di autocopertura delle immobilizzazioni: N/F >1. È concettualmente ( d
simile al precedente ma misura tramite rapporto la relazione tra capitale
proprio e investimenti in immobilizzazioni in modo relativo. Anche qui, un
valore superiore all’unità segnala una struttura finanziaria equilibrata,
poiché, il capitale proprio, fonte più stabile, copre oltreché le attività
;
immobilizzate anche l’attivo corrente
Margine di struttura secondario: N+P-F, >0. Qualora il margine di struttura ( e
primario risultasse negativo, si potrebbe ricorrere alla valutazione,
relativamente alla copertura dell’attivo immobilizzato, con il concorso delle
;
passività a medio-lungo termine in aggiunta al capitale proprio
Indice di copertura delle immobilizzazioni: N+P/F, >1. Quando l’indice è ( f
inferiore a 1, esso risulta portatore di sintomi di debolezza della struttura
finanziari, in quanto l’attivo immobilizzato è parzialmente finanziato
attraverso fonti di breve periodo (passivo corrente). La situazione riportata
.
potrebbe generare tensioni di liquidità nell’impresa
Un altro indice riguardante la struttura finanziaria dell’impresa è il grado
d’ammortamento (4); questo indice può fornire utili informazioni circa la
possibile evoluzione degli investimenti in immobilizzazioni tecniche,
specialmente se considerato congiuntamente ai tassi annui di ammortamento
.
(4), sinteticamente espressi dall’aliquota media
.
4
Grado di ammortamento: Fondi di ammortamento/Immobilizzazioni (
a
;
tecniche lorde
Aliquota media di ammortamento: Quota di ( g
.
ammortamento/Immobilizzazioni tecniche lorde
Un indice prossimo all’unità, segnalano il fatto che l’impresa ha ammortizzato il
costo dell’investimento in immobilizzazioni; valori molto bassi del grado di
ammortamento esprimono l’ampiezza del valore delle immobilizzazioni ancora
da ammortizzare. Associati ad una modesta aliquota media, potrebbero
segnalare una politica d’ammortamenti non adeguata rispetto alle condizioni
.
d’utilizzo, peraltro creando un effetto positivo sui risultati contabili
Un importante elemento per apprezzare la solidità delle struttura finanziaria
d’impresa è dato dal grado di indebitamento (5), vale a dire il grado di
dipendenza finanziaria dell’impresa dai capitali di terzi. La capacità
dell’impresa di rafforzare la propria dotazione patrimoniale può essere
.
evidenziata dall’indice di solidità del capitale sociale (5)
.
5
Grado di indebitamento: K/N, <2,5-3. Forma indiretta, rapporto tra il totale ( a
;
del capitale investito ed il capitale proprio
Indice di solidità del capitale sociale: N/C.S., >1. Rapporto tra il ( h
.
patrimonio netto (capitale proprio) ed il capitale sociale
Gli analisti finanziari individuano in 2,5-3 il valore standard considerato come
accettabile del grado di dipendenza finanziaria. Un basso rapporto di
indebitamento, da un lato, riflette il contributo positivo di un’adeguata
dotazione di capitale proprio sul piano degli equilibri finanziari
-
Gli indicatori
-
Indicatori fertilità suolo
-
Indicatori dello sviluppo atipico
-
Indicatori ricerca sociale