FONDAMENTI DI STORIA ANTICA
Memorie: forme di fissazione, affermate con le società stanziali, cioè registrazioni di eventi di anno in anno
(=annalistica), confuse con mitologia (=proiezioni in tempo lontano di epopee memorabili), realizzate
attraverso i media orali e scritte (=figurative)
Storia: disciplina di studio, nata nel V sec. a.C. in Grecia
- fondatori: Erodoto di Alicarnasso e Tucidide di Atene
- derivazione: verbo greco “istorein” (=indagare, osservare); dimensione interpretativa dell’indagine
storiografica
Storiografia ‘800 (XIX sec.): lo storico ricostruisce e interpreta in modo autonomo, con spiegazione logica e
materiale, maggiore credibilità e autonomia dalle altre scienze
- storia collettiva e no su individui: grazie a Positivismo e opera di Marx e Engels, materialismo storico
(=lotta tra classi sociali in merito a possesso dei mezzi di produzione e rapporti tra capitale e lavoro)
Limiti impostazione ottocentesca: storia politica incapace di fornire spiegazione dei fenomeni e che
alimenta nazionalismo, visione dall’alto della storia degli uomini dovuta al solo utilizzo nella ricerca di
documenti prodotti dalle classi dirigenti degli Stati
Fondazione rivista Annales (1929, Parigi): punto di svolta
Storiografia del ‘900 (XX sec.): la storia considera l’intera struttura sociale di un epoca, con maggiore
attenzione ai ceti inferiori (=massa rurale e cittadini) e mutamento nel carattere analitico anziché narrativo
dei testi storiografici
- storia totale: perfezionati metodi quantitativi, cioè studio strutture economiche e demografiche (=scienze
statistiche); + aspetti vita quotidiana passata e cultura materiale (=scienze archeologiche per l’evo antico e
medioevale); + legami con psicologia collettiva e storia della mentalità (=psicologia e antropologia
culturale); + categorie, cioè giovani e donne (=sociologia)
Generi storiografia presente
Storia generale: processi di mutamento dell’umanità, centrata sull’Europa, ottenuta dai risultati delle storie
settoriali; è usata solo in riferimento a programmi e manuali scolastici/universitari, ma oggi la maggior parte
delle pubblicazioni la riguardano anche se non è oggetto di indagine scientifica
Storia globale o world history: processo di globalizzazione e modernizzazione, centrata su vicende dei
continenti, fondata da McNeil “The Rise of the West” 1963; ma manuali scolastici semplici e generici
causano una visione deterministica errata della storia per stadi di sviluppo (es. “Armi acciaio e malattie”
1997 di Diamond); nel 2001 la proposta di un impostazione mondiale per l’insegnamento generò critiche
Storia nazionale: storia del suo popolo, che individua gli antenati considerati identitari e testimonia i
passaggi che hanno permesso di arrivare al presente; si afferma nella seconda metà del XIX sec. e diventa
base dei programmi scolastici in Europa; ma ha risentito del potere politico e dell’autorità e della
confusione tra memoria e storia
Storia settoriale: si afferma nel ‘900 dall’incontro con altre discipline per isolare fenomeni complessi in una
o più civiltà; tipo di fonti particolare per concetti mutati e oggetto di indagine circoscritto per agevolare la
storia comparata tra fenomeni distanti nel tempo e nello spazio
- storia economica: con economia politica + storia di impresa
- storia della scienza o tecnologia: con discipline empiriche
- storia della cultura materiale: con antropologia e condizioni materiali dell’esistenza, e grazie al clima
cultura nato intorno alla rivista Annales; si occupa di studio, definizione e evoluzione oggetti quotidiani, del
rapporto tra uomini e realizzazioni del lavoro; correlazione con materialismo storico; “Civiltà materiale,
economia e capitalismo” 1967 di Braudel
- storia dell’alimentazione: con antropologia, si occupa di abitudini alimentari, uno degli aspetti più
importanti della cultura materiale, assunta come storia settoriale perché scientifica; “Storia
dell’alimentazione” di Fladrin e Montanari
Storia delle donne o gender history: si afferma negli anni ’60 del ‘900 col movimento femminista; negli anni
’80 evolve il concetto di “genere” secondo cui l’identità sessuale ha origini sociali e culturali, e dunque il
genere può essere assunto a categoria analitica
Storia locale: sottoinsieme della storia di una civiltà con una o più storie settoriali; è ottima come base su
cui costruire un percorso didattico per scelte tematiche mirate, conoscenza precisa relazioni tra uomo e
territorio, educazione civica, identità sociale fatta di differenze e parallelismi, apertura con cose per rivivere
esperienze e dimensioni storiche
INSEGNAMENTO DELLA STORIA NELLA SCUOLA ITALIANA DEL DOPOGUERRA
Programmi: defascistizzazione, ma mantenimento impostazione; indicazioni contenutistiche; negli anni ’60
dibattito su inclusione storia contemporanea e repubblicana
- Riforma 1955: valore morale per disciplina, ma scarso valore cognitivo per materia scolastica
Nuovi Programmi 1985: storia accorpata con geografia e studi sociali alle elementari (=”nuova storia”)
Docenti con specifiche competenze metodologiche: improponibile perché percorso universitario dedicato
solo nel ’98-‘99
Trasmissione di contenuti: strumenti concettuali per costruzione attiva di conoscenze e capacità
interpretative
Storia diventa: promozione capacità di ricostruzione immagine del passato muovendo dal presente
Riforma Moratti 2004: OSA (obiettivi specifici di apprendimento) distinti in conoscenze e abilità disciplinari;
modifica obiettivi e contenuti rispetto ai Nuovi Programmi 1985
Storia: isolata da discipline sociali
Storia diventa: studio di origini e differenze tra stati e civiltà in dimensione ottocentesca
Programma di storia: preistoria in classe III e mondo antico in classe IV-V
Indicazioni del ministro Giuseppe Fioroni 2007: reintroduzione specifica area storico-geografica, ma
mantenimento scansione contenuti
Indicazioni Nazionali 2012:
- la scuola esplora, arricchisce, approfondisce, consolida la conoscenza e il senso della storia
- pluralità di narrazioni e metodi per “avvicinare gli alunni alle capacita di ricostruire e concepire
progressivamente il fatto storico”
- lavoro a scuola e nel territorio: educazione al patrimonio culturale
- i primi saperi della storia: la cronologia, il tempo, le periodizzazioni
- le conoscenze del passato come strumenti per la comprensione del presente
- padronanza degli strumenti critici per un utilizzo non strumentale della storia
- la scuola primaria affronta i quadri di civiltà
- forte rapporto con la geografia
Indicazioni di metodo per l’insegnamento della storia nella scuola primaria
Conoscenza storica: scopi e obiettivi
- capire il presente: consapevolezza della complessità dei sistemi sociali, del cambiamento a ritmo
veloce/lento delle società, e dei legami tra passato e presente
- decentrare il proprio punto di vista: comprendere usi e costumi diversi
- sviluppare capacità critiche: esperienze di indagine storiografica
- aumentare la capacità di operare consapevolmente nel presente: prospettiva più ampia del futuro
- favorire la conoscenza di sé: diversi modi di essere dell’uomo nel tempo e nello spazio; storia come
incontro con l’altro
- accrescimento autostima, collaborazione, imparare a imparare
Bambini e tempo
Studio della storia: difficoltà ad orientarsi nel tempo, riferita a memorizzazione cronologica e prospettiva
temporale, confusa con nozione di durata; è necessario sollecitare la sistemazione temporale delle
esperienze, partendo dalle esperienze vissute, per conoscere il passato
Concetto di tempo
- orizzonte temporale: rappresentazione di passato e futuro partendo dal presente
- stima della durata: esperienza temporale, il pensiero si astrae dal presente per immaginare una situazione
passata o futura
- nozione astratta di tempo come dimensione omogenea: rappresentazione del tempo
Padronanza del tempo
- nozione di durata: fa capire che un fenomeno si svolge in un tempo compreso tra inizio e fine
- prospettiva temporale: valutazione del tempo che ci separa da un dato evento
- cronologia: strumento che individua correlazioni logiche che rendono un dato fenomeno degno di essere
ricordato in un dato ordine, come conclusione della conoscenza storica e no inizio
Tempi della storia
- breve: pochi giorni, mesi o anni (es. politica)
- media: decenni (es. economia)
- lunga: millenni o secoli (es. costumi, tradizioni) = dicotomia struttura/rivoluzione
Strutture: categorie che classificano fenomeni costanti a lungo e caratterizzanti le società
Rivoluzione: cambiamento strutture, mutazione silenziosa e impercettibile
Strutture e rivoluzione: sono in relazione (= rivoluzione cambiamento struttura cambiamento
strutture ordine nuovo (es. urbanizzazione, sviluppo tecnologico); è utile fare disegni che mostrano
caratteristiche storiche e strutturali delle civiltà
Linea del tempo: fa capire trama strutturale epoche, confrontare epoche e differenze, capire cambiamento
continuo società
Storia della struttura: fa capire come l’innovazione di una struttura modifica tutta la società
Bambini dinanzi al fatto storico
Non tutti i fatti del passato sono considerati fatti storici
- qualità intrinseca del fatto: valutazione relativa che implica un criterio (importante rispetto a cosa?), e no
l’essere importante
La storia personale fa riflettere su come un evento diventa storico, cioè partire da situazioni reali e vissute
dai bambini per trovare relazioni nella descrizione di eventi presenti e passati e fare ipotesi
Bambini dinanzi alle fonti
Difficoltà nello studio della storia: dovute a generalizzazioni affrettate e a non tener conto dei motivi delle
azioni, per cui è utile individuare relazioni implicite nella descrizione di eventi umani e far notare che sono
relazioni complesse
Storia per bambini di scuola elementare:
- critica contro storia evenemenziale per storia attenta a fenomeni sociali e aspetti vita quotidiana
- storia sociale e no storia elitaria, secondo il modello storiografico della rivista “Annales”
- storia attenta a aspetti vita quotidiana interessa la ricerca scientifica, perché conoscere il quadro generale
è utile per capire avvenimenti storici nel quale si sono svolti
- concetto di fonte storica da tradizione orale a paesaggio agrario, da cartografia a toponomastica, secondo
la rivista “Annales”
- fonti documentarie, sono importanti le testimonianze e intenzioni di chi le ha lasciate, per cui è utile
chiedersi per quale motivo è stata prodotta
Fonti scritte: lasciano trasparire intenzione autore e stimolano curiosità, ma difficoltà per bambini
- comprensione linguistica
- metafore
- comprensione significato che assume stesso termine in contesti diversi
Testimonianze orali: molto usate nella scuola perché coinvolgono bambini nella ricerca
- documenti materiali integrati
- documenti iconografici, di più facile lettura
Docente:
- spiegazioni senza dire ciò che bambini possono scoprire da soli
- linguaggio ipotetico che evita conclusioni definitive e favorisce pensiero creativo
Uso didattico delle fonti: insegnare la storia di tutti i membri di un popolo, e no di alcuni individui, per far
capire che in tutti i tempi gli uomini hanno vissuto in un ambito sociale con dato regime politico, vita
scientifica, artistica e letteraria Docenti: spiegazione e principio di obiettività
Paradigmi della storiografia nell’attività didattica: rispondono alla domanda “come lavora lo storico?”
- si pone una domanda
- raccoglie gruppo di documenti e ne esamina attendibilità
- si muove da oggetto della ricerca a documento, e viceversa
- domanda si modifica di continuo
- giunge alla conclusione che domanda è assurda o la riformula; lo storico formula problemi sul passato in
base a interessi culturali del presente
Spiegazione e ruolo insegnante: suscita problemi e guida ricerca, e no dispensatore di verità da imparare a
memoria
scaffolding (=impalcatura): predisporre situazioni e materiale affinché bambini giungono
autonomamente alla conoscenza
- presentare documenti significativi
- verificare preconoscenze
- fare ricognizione preliminare per calibrare svolgimento attività su competenze alunni, affinché contenuti
scolastici interagiscono con conoscenze bambini
- informazione, per fornire quadro generale e ampliare risultati ricerche
- studio di buoni testi, indagini per educazione pensiero e formazione personalità
Pratica della ricerca:
- infonde gusto per ragionamento e scoperta personale
- aumenta fiducia nelle proprie capacità
- rivede proprio punto di vista grazie a confronto continuo
- accoglie informazioni in modo critico
Laboratorio didattico di storia: spazio formativo/stile educativo in cui si utilizza una pluralità di linguaggi,
attività che esemplificano la metodologia delle discipline, per riflettere su connessioni interdisciplinari,
alimentare vivacità intellettuale e far giungere a flessibilità cognitiva e conoscenza duratura
Fonti letterarie – caratteri
Fonti letterarie Filologia classica : fino alla fine del XIX sec. ritenute le uniche fonti su temi politici,
militari e culturali per la ricostruzione storica
Fonti epigrafiche Epigrafia greca e latina : giunte attraverso la mediazione della tradizione manoscritta
medievale
(es. manoscritto “Palatinus Latinus” con “Bucoliche” e “Georgiche” di Virgilio VI sec. d.C.)
Fonti papiracee Papirologia : tramandate attraverso ritrovamenti di papiri letterari
(es. papiro “Storie” di Erodoto II-III sec. d.C.)
Fonti numismatiche Numismatica antica
Fonti archeologiche Archeologia classica
Es. storiografia su Roma antica:
- Storie di Polibio
- Ab Urbe Condita di Livio
- Storiografia di età imperiale pretacitiana (interamente perduta)
Effetti della tradizione manoscritta: tra la redazione di un opera e la sua edizione a stampa trascorrevano
16-17 anni; la trasmissione del testo, assicurata da copie manoscritte, ha portato a una corruzione del testo
Edizione critica: prodotto e strumento principale della Filologia classica, che comprende
- testo, ricostruito da filologo
- apparato critico, in cui si registra le varianti testuali dei diversi manoscritti
- introduzione, su tradizione manoscritta dell’opera
- note esplicative
Uso delle fonti letterarie nella ricostruzione storica – scopi: inserire un autore nel suo contesto culturale e
politico e individuare il pubblico a cui si rivolgeva; usare anche altri generi letterari (es. oratoria e
commedia) valutando i loro fini, e non solo le opere storiografiche
Es. di edizione critica: C. Iulius Caesar. I. Bellum Gallicum – Lipsiae 1987
Collane di edizione critica – tipologie e finalità
1 tipo: apparato critico in latino, no traduzione, alto valore scientifico, edizioni molto curate, finalizzate a
ricerca filologica e scientifica (es. a Lipsia)
2 tipo: apparato critico in lingua moderna, traduzione, buon valore scientifico, buona cura edizione,
finalizzate a ricerca filologica e scientifica (es. a Parigi per edizioni “Les Belles Lettres”: apparato critico
pagina destra e traduzione francese pagina sinistra)
3 tipo: si rifanno nel testo a collane di tipo B., medio-bassa cura edizione, destinate a pubblico più ampio;
svantaggio accetta passivamente testi antichi da edizioni più nobili, vantaggio è più economica (BUR in Italia
per acquistare fonti) Epigrafia
Termine “epigrafia” greco: calco colto del Rinascimento, dal termine “inscribere” latino; si parla di epigrafia
greca e epigrafia latina per riferirsi al mondo greco-romano
Ambiti: dominio vasto dell’epigrafia
- lapidi: lastre di pietra su monumento (base di statua, sepolcro, facciata costruzione) con testo
commemorativo
- pitture murali o graffiti
- oggetti di uso comune iscritti: oggetti antichi (=instrumentum: laterizi, armi, anfore, vasellame, corredi da
cucina)
Caratteristiche documenti epigrafici: giunti direttamente dall’antichità (tranne testi solo di manoscritti
epigrafici) e scritti per essere pubblici
- importanza: per ricostruzione storia sociale classi medie-basse e storia locale comunità
Es. classi documentazione epigrafica: leggi e decreti (costituzione di una colonia romana incisa in un
iscrizione bronzea della Spagna), iscrizioni funerarie (stele sepolcrale), iscrizione onoraria (iscrizione sulla
base di una statua con nome e carriera dell’onoratone), graffiti e iscrizioni dipinte (iscrizione su anfora,
titulus pictus, con scritto contenuto, quantità, produttore e destinatario merce)
Problemi interpretativi documentazione epigrafica: inserimento testimonianza precisa in contesto poco
noto, integrazione testi lacunosi, scioglimento sigle, inquadramento cronologico per mancanza datazione
specifica Papirologia
scienza che decifra e studia testi greci e latini su papiro, legno, frammenti di ceramica e pergamena
IV sec. a.C. – XI sec. d.C. : interpreta testi documentari e letterari provenienti dall’Egitto
Lingue dei documenti
- Egitto: greco, latino, demotico, copto, arabo
- fuori Egitto: greco, latino, ebraico, aramaico
- collezioni di papiri indicate da lettera P: POxy=Papiri di Ossirinco
Collezioni: eterogenee, composte da papiri provenienti da parti d’Egitto, si dividono in private e pubblico-
statali (università, musei)
Contenuti
- papirologia documentaria: ciò che è stato scritto a scopo pubblico-amministrativo e privato, esclusi testi
letterari (es. “La pianta di una casa”)
- papirologia letteraria: papiri con testi letterari (es. “Le fatiche di Eracle”)
Ostraca (ostrakon o ostracon): pezzo di ceramica rotto di un recipiente di terracotta, come materiale di
mini
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