GIUSNATURALISMO (moralità del diritto; testo)I. LE DUE MORALI
II. LA MORALE CHE RENDE POSSIBILE IL DIRITTO
III. IL CONCETTO DI DIRITTO
Connessione fra diritto e morale
argomenti:
- la differenza tra morale del dovere e ta la morale dell'intenzionalità
- fra morale intrinseca e estrinseca
- gli 8 desiderata
- definizione del diritto e le 4 obbiezioni
- il modello antropologico di fuller
LE DUE MORALI
Fuller ha l’esigenza di connettere il diritto con la morale, non riguarda la dottrina tradizionale
giusnaturalistica, Non riguarda il contenuto ma la procedura del diritto. Fuller parla di
giusnaturalismo procedurale.
Fuller esordisce facendo una riflessione critica, sottolinea che ci sono dei motivi di
insoddisfazione sul diritto e morale:
Problema definitorio; il concetto di morale non è stato sufficientemente chiarito, quando noi
utilizziamo la parola morale molto spesso facciamo riferimento a un qualcosa di vago.
Questa confusione circa il significato da attribuire alla morale si riverbera sul diritto. Bisogna
distinguere due tipo di morale
Si distingue la morale del dovere e dell'intenzionalità:
- INTEZIONALITA’ rappresenta la morale della vita virtuosa, è la morale
dell’eccellenza che conduce l’uomo a realizzare pienamente se stesso e quindi tutte
le sue possibilità. Fa riferimento ai filosofi dell’antica grecia (Platone e Aristotele), si
da poco spazio al dovere. Ci si comporta in un certo modo, non per dovere, perché
bisogna realizzare se stessi, raggiungere la virtù.
- DEL DOVERE rappresenta la vita basilare, le regole di base della vita etica. Tale
morale stabilisce le norme basilari senza le quali è impossibile vivere in una società
ordinata. Non è dunque una morale della perfezione ma della vita ordinaria,
elementare. Bisogna guardare l’antico testamento in particolare dai 10
comandamenti.
La differenza tra queste due morali è che la morale del dovere non condanna gli uomini per
la loro incapacità di raggiungere la perfezione etica, se non riescono a vivere al massimo
delle loro possibilità. Li condanna se hanno mancato di adempiere le regole basilari della
vita sociale. Fa riferimento ad Adam Smith, grande economista e filosofo, che ha scritto
“teoria dei sentimenti morali” in cui c’è un criterio per distinguere queste due morali.
Riguarda la scrittura, la morale della intenzionalità può essere paragonata a una scrittura
raffinata, elegante e allo stile poetico. Mentre la morale del dovere riguarda le regole basilari
della grammatica.
(esempio) Queste due morali si occupano del gioco d’azzardo, la morale del dovere,
secondo il suo tipico modo di procedere attribuirebbe ad un ipotetico legislatore il compito di
giudicare moralmente il gioco d’azzardo. Verificare se è così dannoso che è necessario che
esista un dovere morale di non praticarlo, quel gioco crea dipendenza. Un legislatore
finirebbe per approvare una legge che vieta il gioco d’azzardo,lasciando al giudice che
promuove l’azione penale, di stabilire se sia poi stato un gioco lecito o d’azzardo.
Con lo sguardo della intenzionalità nel gioco d’azzardo, non si occuperebbe degli specifici
danni che potrebbe causare la società ma ne farebbe una questione di dignità, se essa è
un’attività consona o degna delle capacità dell’essere umano. Il gioco non è violazione di un
dovere morale ma è soltanto un comportamento indegno per un esistenza che vuole tendere
alla perfezione. In questa prospettiva il legislatore non pone una legge, non c’è alcun modo
per essa di costringere un uomo a vivere ai livelli superiori di perfezione.
Il problema più grande è il punto in cui finisce una e comincia l’altra, è come se si trovassero
su una grande scala in cui agli scalini più bassi c’è la morale del dovere, più in alto quella
dell'intenzionalità. Relazione gerarchica.
Se proviamo a immaginarci una gerarchia morale, la immagineremmo come una scala che
comincia, dal suo grado più basso,con le più ovvie esigenze della vita sociale e si estende,
verso l’alto, sino alla più elevata possibilità dell’intenzionalità umana. È Importante ora
cercare di comprendere fino a che punto si eleva la morale del dovere e dalla quale poi
porre una linea divisoria dalla mortale dell’intenzionalità. Dato però che noi non siamo in
grado di conoscere il male senza conoscere perfettamente il buono, così come, i doveri
morali non possono essere individuati senza aver prima abbracciato una morale
dell’intenzionalità. Un rapporto equivalente che è contraddetto dalla stessa esperienza
umana. Quindi, il fine non è quello di stabilire un punto fisso oltre il quale termina una morale
e ne inizia l’altra, perché sarà l’individuo stesso, secondo le sue capacità di relazionarsi, a
stabilire il tempo di fine di una morale e l’inizio dell’altra.
Dato che vi sono più mezzi attraverso i quali raggiungere un determinato scopo, ci fa capire
come non esistano schemi per applicare una moralità del diritto.
Se si definisce lo scopo, si definirebbero anche i mezzi ma ciò non può essere immaginabile
ed è per questo che la morale dell’intenzionalità è lo spazio della differenziazione.
Il fatto che la distinzione fra suddette due morali non ha una stabile influenza nel pensiero
moderno sta nel fatto che vi è ambiguità proprio nella nostra terminologia morale. Se si
prende in considerazione l’espressione “giudizio di valore” possiamo intendere da un lato un
sistema di pensieri volto al raggiungimento delle perfezione (se si accosta tale espressione
con quella di“percezione del valore”) ma essendo il valore reso equivalente al giudizio, si
capisce come non è un’espressione atta ad uno sforzo verso la perfezione, bensì una
decisione circa degli obiettivi.
Con la morale dell’intenzionalità abbiamo uno stretto rapporto con l’estetica, attraverso il
quale ad esempio riusciamo a indirizzare subito nel comprendere lo scopo perseguito
dall'artista. La nostra comprensione sul fine che l’artista ha voluto perseguire non ha nessun
rapporto con la nostra approvazione o disapprovazione del fine stesso.
Questo perché, applicare pre-giudizi all’opera d’arte è quanto di più dannoso per l'opera
d'arte stessa. Abbiamo bisogno, invece, di criteri più ampi che facciano respirare l’
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Filosofia del diritto: Fuller
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Filosofia
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Riassunto dell'esame di Filosofia del Diritto, prof Campanale, libro consigliato La moralità del diritto, Fuller
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Filosofia pratica