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Filosofia del diritto

La filosofia del diritto è una disciplina che può essere considerata la madre di tutte le materie che concernono l’ambito giuridico. Mentre le altre, però, spiegano il motivo tecnico, il "lo devi fare perché lo devi fare", la filosofia del diritto spiega il motivo per il quale bisogna obbedire alle leggi, quindi si conforma come dialogo con le altre discipline. Si guarda il diritto a 360 gradi e non solo dai tecnicismi. Infatti, si considerano le prospettive filosofiche, storiche e sociologiche che hanno funzioni educative su come maneggiare il diritto.

Diritto come un'arma

Il diritto è come un’arma, un coltello. Con questo io posso uccidere, ma anche tagliare il pane. La stessa cosa avviene con il diritto, può fare male ma anche del bene.

Diritti naturali e positivi

Si lavora con due diritti che possono sembrare uguali, ma che hanno differenze sostanziali. Si parla di diritto naturale e quello positivo. Il diritto naturale si riferisce alla natura, all’essenza umana stessa. Il portatore di diritto è esso stesso diritto.

Il rischio della giustizia meccanica

In effetti, si può rischiare che il giurista non interpreti più il diritto, ma lo calcoli come fosse una materia scientifica. Si rischia che si riduca a pura geometria. Il diritto, nella sua natura stessa, non può essere scientismo, cioè non può essere scienza. Un esempio potrebbe essere: in America sono stati utilizzati i primi prototipi di giudici-robot, e si rischia che le macchine sostituiscano i magistrati anche in Italia, facendo giudicare da una proposizione matematica, andando contro l’essenza del tribunale dove pari sono giudicati da pari. Questo fa cadere in errore, come è già successo in America. Infatti, nella proporzione della macchina era stato inserito che era più probabile che gli uomini neri fossero più propensi a compiere determinati reati e allora, da quel punto in poi, tutti i processi in cui una delle due parti aveva come componente un uomo nero, allora quella era sempre la parte colpevole.

Il diritto può essere asettico?

No, perché bisogna sempre giudicare in base ai casi specifici. Bisogna evitare che si arrivi al materialismo dell’esperienza giuridica, ovvero che il diritto si leghi alla volontà di un solo capo di Stato o un governo. Il diritto infatti non deve essere usato come uno strumento punitivo in quanto è connaturato nella sua natura essere uno strumento d’ordine che usa come mezzo specifico il dialogo.

Educare al diritto

Quando bisogna iniziare ad educare al diritto? Nell’immediato, già quando si inizia ad avere coscienza del mondo. Siamo immersi in un mondo di regole, dal momento in cui nasciamo fino al momento in cui moriamo. Infatti, è proprio dalla nascita che le norme iniziano a fare parte della nostra vita quotidiana. Il giurista ha come punto di partenza le norme emanate dal potere politico, in quanto queste nascono proprio da una discussione politica tra maggioranza e minoranze. Un giurista positivo non le mette in discussione e le applica direttamente senza troppi giri.

Norme e giustizia

La norma così come è creata è giusta? È indirizzata a tutti o solo una parte? Sarà effettiva o no? Queste domande non se le pone un giurista positivo, ma il filosofo del diritto. Un esempio banale può essere l’inizio della scuola. Infatti, questa inizia in date diverse nelle varie regioni per il fattore tempo, perché è impensabile far iniziare la scuola lo stesso giorno a Milano e in Calabria lo stesso giorno. Così come avviene per i saldi, che iniziano al nord per un fattore di maggiore ricchezza economica.

  • Generale;
  • Astratta.

Il filosofo del diritto deve iniziare a far capire ai giuristi il fatto che si devono chiedere il perché.

Cos'è la filosofia del diritto?

È ragionamento. Studia, analizza e pensa il sistema giuridico sulla società, guardandola e comprendendone i bisogni (sociologico). Cotta nel 900 scrive: il diritto deve tenere il passo con la società. Cosa che però non avviene con il sistema giuridico italiano, in quanto questo è molto lento e stenta a tener il passo con la tecnica. È la vita del diritto positivo, senza questa non può esistere il positivo, come dice Rossini.

Perché diamo vita alla legge?

Perché questa nasce per regolamentare la società, e per questo motivo deve essere equilibrata. È il moto attraverso il quale la vita giuridica prende coscienza di sé, arricchendosi sempre più di nuovi contenuti e problemi. Il sociologo dovrebbe affiancarsi ai politici in quanto serve perché studiando la società capisce i bisogni reali della stessa. Uno dei motivi per cui vengono emanate molte leggi inefficaci.

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Scienze giuridiche IUS/20 Filosofia del diritto

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher imcalledtea di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Filosofia del diritto e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università della Calabria o del prof Caterini Enrico.
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