FARMACOLOGIA
di Enoel Squarcella
Sommario
SISTEMA NERVOSO AUTONOMO – ORTOSIMPATICO E PARASIMPATICO
RECETTORI – TIPOLOGIE, FUNZIONI E LOCALIZZAZIONE
AGONISMO E ANTAGONISMO
NEUROMODULAZIONE OMOTROPICA ED ETEROTROPICA
GLAUCOMA
DIURETICI
IPERTENSIONE E FARMACI ANTI-IPERTENSIVI
CUORE – SCOMPENSO E ANGINA PECTORIS
SHOCK
IPOLIPIDEMIZZANTI
ANTIAGGREGANTI PIASTRINICI, ANTICOAGULANTI E FIBRINOLITICI
ANTISTAMINICI E ANTIALLERGICI
ANTIEMETICI
FANS, GLUCOCORTICOIDI, ARTRITI E DMARDs
ANTIASMATICI
TRATTO GASTROINTESTINALE
DIABETE MELLITO, INSULINA E IPOGLICEMIZZANTI
OSSO, METABOLISMO OSSEO, OSTEOPOROSI E TRATTAMENTO OSTEOPOROSI
MALATTIE NEURODEGENERATIVE
ALZHEIMER
PARKINSON
ANSIOLITICI E IPNOTICI
ANTIEPILETTICI
ANTIPSICOTICI
ANTIDEPRESSIVI
ANESTETICI GENERALI
ANESTETICI LOCALI
DOLORE E ANALGESICI OPPIOIDI
CANNABINOIDI
MEDICINALI BIOLOGICI
DI Enoel Squarcella | FARMACOLOGIA SISTEMA NERVOSO
Fibra parasimpatica: presinapsi con rilascio di ach che agisce sul recettore nicotinico e post
- sinapsi con rilascio di ach che agisce sul recettore muscarinico.
Fibra simpatica: abbiamo una componente pregangliare, ovvero una stazione gangliare in cui
- avviene la prima sinapsi con recettore nicotinico e come mediatore l’acetilcolina - e poi la fibra
simpatica che arriva al tessuto o organo bersaglio con rilascio del mediatore (che può essere) la
noradrenalina che agisce sui suoi recettori alfa o beta, (oppure il mediatore può essere l’ach che
agisce sulle ghiandole interagendo col recettore muscarinico, o anche la dopamina come
mediatore che agisce sulla muscolatura liscia dei vasi renali sui recettori D1 associati a ptG s
quindi aumento cAMP quindi dilatazione vasi, concetto importante).
eccezione della midollare del surrene
- Nervo motorio volontario (voglio alzare la mano destra es) significa che una area corticale dà un
- segnale, corre lungo la fibra e arriva al muscolo scheletrico, con conseguente depolarizzazione
della fibra, cosa succede quando la cellula si depolarizza per lo stimolo? Viene liberato il
mediatore (acetilcolina in questo caso che agisce sul recettore nicotinico che è un recettore
canale rapidissimo (millisecondi), ci troviamo a livello della placca motrice),
sistema monosinaptico.
L'acetilcolinesterasi (AChE) è un enzima appartenente alla classe delle idrolasi che catalizza la seguente
reazione: acetilcolina + H2O → colina + acetato.
L'enzima è normalmente presente nell'organismo dei mammiferi localizzato nella membrana post-
sinaptica delle giunzioni colinergiche. La sua funzione è quella di idrolizzare l'acetilcolina scindendola in
colina e acido acetico.
L'attività di questo enzima può essere modificata sia da farmaci, nel trattamento di malattie quali
Miastenia gravis e l'Alzheimer, sia da tossine naturali. Per esempio nella diagnosi della miastenia gravis al
soggetto viene inoculato un farmaco, la piridostigmina, che con la sua inibizione dell'enzima porta un
leggero potenziamento delle facoltà motorie confermando l'ipotesi di diagnosi supposta.
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Un inibitore dell'acetilcolinesterasi è una molecola che legandosi all'enzima acetilcolinesterasi è in
grado di inibirne l'attività, impedendo la degradazione dell'acetilcolina in colina e acido acetico.
L'inibizione dell'acetilcolinesterasi porta perciò ad un aumento della quantità di acetilcolina che può
legarsi ai recettori specifici.
Possono essere reversibili, se vanno ad acetilare l’enzima (estere: acetilcolina, con riattivazione molto
rapida dell’enzima nell’ordine di secondi o millisecondi) o se lo vanno a carbamilare (carbammati:
fisostigmina, neostigmina, rivastigmina, con riattivazione più lenta). Usati nell’Alzheimer, nella
miastenia, nel glaucoma.
Possono essere irreversibili, se lo fosforilano, cosa che fanno gli esteri organofosforici come i pesticidi o i
gas nervini tra i quali il sarin. Possibilità di usare una sostanza, la pralidossina ioduro, per bloccare
l’intossicazione ma deve essere usata subito, sennò non funziona perché l’enzima dopo un po'
“invecchia” e non può più essere defosforilato.
SISTEMA NERVOSO AUTONOMO O VEGETATIVO:
regola le funzioni involontarie, è diviso in ortosimpatico e parasimpatico.
ORTOSIMPATICO -> è il sistema “lotta o fuggi” (ipertono ortosimpatico quando c’è attività
❖ psicofisica). Quando si corre, deve arrivare più glucosio e ossigeno ai muscoli scheletrici perché si
consuma ATP, occorre quindi aumentare la gittata cardiaca (cioè la quantità di sangue che viene
immessa in circolo dal ventricolo sinistro nell’unità di tempo) perché essa aumenta la perfusione
dei tessuti. La gittata cardiaca è regolata dalla frequenza e dalla forza di contrazione (parametri
regolati da determinati recettori). Per perfondere maggiormente si può aumentare la pressione o
ridurre il diametro, ovvero aumentare le resistenze periferiche. Mediato dalla noradrenalina ->
TRASMISSIONE NORADRENERGICA (l’adrenalina è soprattutto un ormone, il mediatore è di solito
la noradrenalina). Gli effetti della noradrenalina e quindi nell’ortosimpatico dipendono dalla
localizzazione e dal tipo di recettori presenti.
TRASMISSIONE NORADRENERGICA. Sintesi: dalla dopamina (ottenuta a sua volta dalla
▪ tirosina, convertita in levodopa dalla tirosina idrossilasi, poi levodopa convertita in
dopamina dalla dopa-decarbossilasi) per opera dell’enzima dopamina beta-idrossilasi
(localizzata nelle vescicole sinaptiche); nella midollare del surrene la noradrenalina viene
convertita in adrenalina per opera dell’enzima feniletanolamina n-metiltransferasi.
Immagazzinata nelle vescicole. Esocitosi dopo che il pda (depolarizzazione)
autorigeneratosi lungo l’assone del neurone arriva al terminale del neurone e apre i
canali del calcio-voltaggio dipendenti con conseguente ingresso di calcio secondo
gradiente e conseguente esocitosi dovuta al calcio. Interazione con i recettori: alfa1, alfa2,
beta1, beta2, beta3. Fine azione: 1. degradazione nello spazio sinaptico ad opera delle
COMT (anche se le comt degradano soprattutto l’adrenalina, rappresenta quindi un
sistema che entra in gioco solo marginalmente nel caso della noradrenalina, quindi
contributo non troppo rilevante), 2. ricaptazione per opera di un trasportatore specifico,
il NET. Una volta ricaptata va incontro a due destini: o degradazione ad opera delle mao
(maggiore è la conc di noradrenalina e maggiore è la probabilità che la noradrenalina
sfugga all’azione delle mao e venga captata nelle vescicole), oppure entra nella vescicola
grazie ad un trasportatore, l’uptake1 (essendo idrofila non può entrare nella vescicola da
sola). N.B. questo trasportatore era inibito dalla reserpina, che era un farmaco molto
usato in passato come anti-ipertensivo ma abbandonato perché inibendo questo
trasportatore avevamo un accumulo di catecolamine nel citoplasma dell’assone con
conseguente metabolizzazione ad opera delle mao, quindi deplezione di catecolamine
quindi stati depressivi.
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PARASIMPATICO -> è il sistema “riposa e digerisci” (ipertono parasimpatico quando si digerisce o
❖ si dorme). Prevalgono quindi secrezioni e motilità gi. Mediato dall’acetilcolina -> TRASMISSIONE
COLINERGICA. Se il processo digestivo avviene sotto il controllo parasimpatico, ci saranno
recettori riconosciuti dall’acetilcolina; questi recettori in che cellule si trovano? Si trovano nel
muscolo liscio delle cellule dell’intestino (recettori M3), e anche nelle cellule dello stomaco
(recettori M1 ed M3) (mediano la digestione, quindi il riferimento è a tutto il tratto gi). Quando si
pensa ad una stimolazione colinergica bisogna pensare ad una stimolazione che coinvolga
calcio, di fatti i recettori M1 ed M3 sono accoppiati a ptG Q.
TRASMISSIONE COLINERGICA. Sintesi: dalla serina (fegato e poco con la dieta) a colina
▪ (ricaptata poi in cotrasporto con il sodio), la colina più acetilcoenzima-a (mitocondri) per
opera dell’enzima colina acetiltrasferasi per ottenere acetilcolina (e perdita di coenzima-
a). immagazzinata nelle vescicole. Esocitosi come noradrenalina. Fine azione:
degradazione nello spazio sinaptico ad opera dell’acetilcolinesterasi, che degrada
l’acetilcolina in colina e acetato. È la colina ad essere ricaptata, non l’acetilcolina
(differenze con la trasmissione noradrenergica: nel caso dell’ach, essa non è ricaptata a
differenza della na; solo degradazione per l’ach, quindi l’inibizione dell’ache è un modo
potente per modulare la trasmissione ach a differenza dell’inibizione delle comt che
avrebbe una efficacia più limitata).
La quantità liberata da queste sinapsi è strettamente condizionata dalla quantità di mediatore
captata a livello vescicolare. Quindi, quali sono i fattori che condizionano la captazione vescicolare
del mediatore? La aumento se aumento il reuptake quindi la sintesi, o se riduco la metabolizzazione ad
opera delle mao mitocondriali (aderiscono alla membrana mitocondriale esterna (molto permeabili a
differenza di quella interna che è invece molto impermeabile, permeabile solo a sostanza molto lipofile o
trasportate attivamente) ne avrò un accumulo vescicolare, quindi inibendo le mao, e viceversa.
La probabilità di interagire con il suo recettore è in funzione della sua concentrazione, che dipende
anche dall’esocitosi delle vescicole (depolarizzazione#->apertura canali calcio voltaggio dipendenti-
>esocitosi) e dalla degradazione operata dalle comt.
#la depolarizzazione è condizionata dalla fosforilazione dei canali del calcio volt dip mediata
da pka (chinasi) attivata dall’cAMP (aumento, recettore presinaptico beta2#, ptg s, feedback positivo,
quindi rilascio di noradrenalina) e inibita da una riduzione del cAMP (recettore presinaptico alfa2 ptg i,
quando c’è già abbastanza noradrenalina nella sinapsi: la noradrenalina stessa si lega a questo recettore
presinaptico alfa2 muscarinico associato a ptg i, quindi c’è una trasmissione noradrenergica quindi viene
avviata una segnalazione a feedback negativo per disinnescare questa esocitosi) (probabilità).
Quando si aprono i canali depolarizzanti del sodio (per interazione dell’agonista sul suo sito sul recettore
canale), il sodio entra per gradiente, si inverte il potenziale di membrana (prima è negativo all’interno, e
con l’ingresso del sodio diventa positivo) e si apre il canale del calcio voltaggio dipendente (i canali del
calcio volt-dip possono essere fosforilati dalla pkA così ne aumenta la probabilità di apertura <-
questa fosforilazione è una MODULAZIONE perché ne aumenta la probabilità di apertura, operata in
sostanza dall’AMP ciclico, il quale media la maggior parte dei suoi effetti attraverso la pkA (proteina
chinasi A), il calcio entra per gradiente di concentrazione (il gradiente è di 10.000 volte). Farmaci che
interferiscono con l’apertura dei canali del sodio, bloccando così l’evento eccitatorio) sono anestetici
locali, antiaritmici di classe 1 e antiepilettici.
Signaling del calcio. Il calcio si lega alla calmodulina, questo complesso attiva la MLCK (chinasi della
catena leggera della miosina) la quale fosforila la catena leggera della miosina. Ci sono diversi modi per
bloccarlo, es
Antagonizzare i canali del calcio voltaggio dipendenti, es con le diidropiridine (vasodilatatori)
o
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Attivare la pkA (e pkG) la quale attiva una fosfatasi che va a defosforilare la MLCK (ricorda che la
o MLCK è attiva in presenza del calcio)
AGONISMO E ANTAGONISMO
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Antagonismo funzionale: esempio braccio destro con pugno che spinge braccio sinistro, significa che ci
deve essere qualcosa che blocca il braccio sx -> se ho una attivazione ortosimpatica, l’ortosimpatico
tramite la trasmissione inibitoria mediata dall’alfa2 presente sul recettore presinaptico muscarinico mi
garantisce una riduzione dell’attività muscarinica quindi del tono parasimpatico.
Densità recettoriale specifica tale da dire che un recettore è specifico per un tessuto (in realtà sono
localizzati in tante parti del corpo). Discorso legato alla densità recettoriale, per es, anche se nel tratto gi
ci sono recettori alfa1 quindi contrazione muscoli lisci, in realtà siccome i recettori sono pochi avremo
una inibizione dal punto di vista funzionale.
Un antagonista è privo di attività intrinseca, ma per competizione inibisce un effetto mediato dall’agonista
(riduce la probabilità che l’agonista presente in conc elevate occupi il recettore; se l’agonista non è
presente in conc elevate quindi non induce effetto, l’antagonista è privo di utilità).
Cosa succede quando esponiamo cronicamente un antagonista? Up regulation cioè è come dire che il
nostro organismo sente che un effetto è inibito quindi reagisce nel modo che può cioè aumentando la
popolazione dei recettori; la sospensione del farmaco (antagonista) ci lascia con una popolazione
recettoriale molto elevata quindi ci espone ad un effetto di rimbalzo (antagonisti H2 dell’ulcera fa
questo, quindi sospendere lentamente).
Cosa accade se esponiamo i recettori ad un agonista per lungo tempo? Il perdurare dell’effetto porta
down regulation (in generale desensibilizzazione) es con beta2 agonisti, che è un problema perché è
l’unico recettore per broncodilatazione -> si usano anche glucocorticoidi per prevenire questa
desensibilizzazione.
Agonismo parziale -> la sostanza ha, come l’agonista puro, ALTA AFFINITA’ quindi interazione a BASSE
CONCENTRAZIONI, ma a differenza dell’agonista puro che dà una risposta massimale al 100%, con
l’agonista parziale SCENDIAMO DI POTENZA che può essere molto variabile tipo 95% ma anche fino a
10%. La stessa affinità tra agonista puro e agonista parziale fa sì che ci sia COMPETIZIONE, quindi
soprattutto se la potenza dell’agonista parziale è bassa è come se esso si comportasse da antagonista in
quanto è come se andasse ad impedire le funzioni svolte dall’agonista puro.
Perché somministriamo ANTAGONISTA? Perché nella condizione patologica che vogliamo contrastare IL
PROBLEMA È DOVUTO AD UN AUMENTO DELLA CONCENTRAZIONE DI AGONISTA, quindi VOGLIAMO
RIDURRE LA PROBABILITA’ DI INTERAZIONE DELL’AGONISTA CON IL SUO RECETTORE – possiamo usare
SIA UN ANTAGONISTA SIA UN AGONISTA PARZIALE A BASSA POTENZA. Esempio: aumento stimolazione
simpatica -> aumento pressione sanguigna <- RESISTENZE PERIFERICHE (alfa1) e GITTATA CARDIACA
(beta1) <- usiamo ANTAGONISTI ALFA1 o ANTAGONISTI BETA1 o entrambi.
Ricorda che non ci sono fibre parasimpatiche nella muscolatura liscia vasale.
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NEUROMODULAZIONE OMOTROPICA ED ETEROTROPICA
RECETTORE ALFA1: master regulator della pressione arteriosa (componente delle resistenze periferiche,
ricordiamo che la frequenza cardiaca è data dal prodotto tra gittata cardiaca e resistenza
periferiche). Eccitatorio (perché sempre associato a ptG q), tranne che nel tratto gi (sfinteri): sempre
contrazione nel tratto gi, ma pochi recettori cioè poca risposta, quindi inibizione da un punto di
vista funzionale (non ci sarebbe digestione altrimenti (abbiamo invece un M3 con stimolazione alla
motilità e alle secrezioni)), midriasi (però è soprattutto effetto beta2), vasocostrizione cutanea (pallore,
se siamo stressati o impauriti per esempio) e dei vasi periferici-> aumento resistenze periferiche->
ipertensione, aumento glicogenosintesi (però è soprattutto un effetto beta).
recettore presinaptico alfa2: accoppiato a ptg i.
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RECETTORE BETA1:
cuore soprattutto, con una risposta veloce e di breve durata. Risposta ortosimpatica -> veloce,
♦ tramite ptG, nel giro di frazione di secondi
macula densa, nei reni -> sistema renina-angiotensina, è un sistema che si attiva
♦ contemporaneamente ma è più lento e duraturo).
Dire che un farmaco aumenta la frequenza quindi induce tachicardia (effetto cronotropo positivo) significa
che devono esistere dei recettori a livello di quelle cellule che dettano/controllano l’automatismo cardiaco
quindi i recettori beta 1 sono a livello del nodo del seno (cellule peacemaker).
Dire che aumenta la forza di contrazione significa che il beta1 è presente là dove posso influenzare l’attività
contrattile cioè sul cardiomiocita quindi sulla cellula muscolare cardiaca, quindi effetto inotropo positivo.
Effetto dromotropo positivo -> (nel tessuto specifico) dal nodo av al fascio di his e diramazione
del purkinje, perché riguarda la velocità di conduzione propria del tessuto cardiaco (ventricolo in
particolare il sinistro che definisce il grande circolo che ha bisogno di forza anche per il ritorno del
sangue al cuore, che dipende poco dalle valvole a nido di rondine; la contrazione, non essendo un
tessuto specifico, non è istantanea. La gittata cardiaca (quantità di sangue immessa dal ventricolo sinistro
nell’unità di tempo) aumenta anche se aumenta la velocità di conduzione, non solo per l’aumento della
forza di contrazione.
Effetto batmotropo positivo (diminuzione soglia di eccitabilità, rendo più probabile un evento aritmico,
aumentare l’eccitabilità significa che se normalmente quello stimolo non induce un effetto contrattile
quindi una depolarizzazione perché non raggiunge il valore soglia, se andiamo ad abbassare la so
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