FARMACOTERAPIA
Prof.ssa Froldi
Anna Pasinelli
Sommario
1. LEZIONE INTRODUTTIVA ................................................................................................................................ 2
2. FARMACI E SCV: TRATTAMENTO DELL’INSUFFICIENZA CARDIACA ............................................................... 4
3. FARMACI E SCV: TRATTAMENTO DELL’IPERTENSIONE e DELL’INFARTO MIOCARDICO .............................. 27
4. FARMACI E SCV: TRATTAMENTO DELL’ANGINA PECTORIS ......................................................................... 38
5. FARMACI E SCV: EMOSTASI. ANTIAGGREGANTI PIASTRINICI E ANTICOAGULANTI .................................... 44
6. FARMACI E SCV: ANTIARITMICI ................................................................................................................... 63
7. FARMACI NELLE IPERLIPOPROTEINEMIE ..................................................................................................... 70
8. FARMACI NEL DIABETE MELLITO ................................................................................................................. 86
9. FARMACI E SISTEMA NERVOSO CENTRALE: ANSIOLITICI E IPNOTICI .......................................................... 99
10. FARMACI E SNC: TRATTAMENTO DELLA DEPRESSIONE e DELL’ANSIA .................................................... 112
11. FARMACI E SNC: TRATTAMENTO DI PSICOSI E MANIA ........................................................................... 123
12. FARMACI E SNC: DEMENZA SENILE ......................................................................................................... 131
13. FARMACI E SNC: TRATTAMENTO DEL DOLORE CON OPPIOIDI ............................................................... 134
14. FANS: FARMACI ANTIINFIAMMATORI NON STEROIDEI ........................................................................... 139
15. FARMACI ANTIINFIAMMATORI STEROIDEI, GLUCOCORTICOIDI ............................................................. 147
16. ESTROGENI E PROGESTINICI .................................................................................................................... 153
17. I VACCINI .................................................................................................................................................. 160
18. FARMACI ANTIASMATICI ......................................................................................................................... 164
1. LEZIONE INTRODUTTIVA
Farmaco: sostanza o prodotto utilizzato per modificare o esaminare funzioni fisiologiche o stati patologici a beneficio
del paziente. Di un farmaco bisogna sapere:
• L’efficacia: capacità di un composto di indurre l’effetto terapeutico
desiderato (beneficio)
• Tossicità: rischio
• Costo
• Rapporto rischio-beneficio
• Rapporto costo-beneficio
Il rapporto rischio-beneficio viene fatto dall’AIFA e dall’EMA. Se il
rapporto rischio-beneficio è buono viene dato l’AIC, codice di
immissione al commercio, e l’AIFA si assume la responsabilità del
fatto che quel farmaco sia sicuro.
Dl 1985 al 2019 la spesa farmaceutica è in aumento nella spesa
privata; è leggermente in calo per la spesa pubblica territoriale. È in
notevole aumento la spesa ospedaliera (è iniziata dal 2010).
Fino a 15 anni l’uso di farmaci nei due generi è il medesimo ed è più elevato nei primi anni di vita. Dai 15 ai 60 anni sono
le donne che assumono più
farmaci. Dai 60 anni in poi si
ha un riallineamento tra
uomo e donna.
Generalmente con
l’anzianità è l’uomo a
prendere un numero
maggiore di farmaci.
La farmacologia (studio del farmaco) necessita di una serie di conoscenze di fisiologia, patologia, biochimica, chimica
farmaceutica.
2. FARMACI E SCV: TRATTAMENTO DELL’INSUFFICIENZA
CARDIACA
L’insufficienza cardiaca è una situazione in cui il miocardio (muscolo del cuore) non svolge più in modo adeguato il suo
ruolo di pompa del sangue. Un certo decadimento della funzione cardiaca è fisiologico; via via che si diventa più vecchi
si ha una riduzione della capacità di pompa del cuore. Quando questa diminuzione fisiologica di discosta dalla media si
parla di insufficienza cardiaca.
Regolazione del SNA sul cuore. Il cuore ha due principali regolazioni date entrambe dal sistema nervoso autonomo. Si
ha il sistema simpatico e parasimpatico.
• Sistema nervoso simpatico o ortosimpatico: aumento della frequenza (cronotropo positivo), aumento forza
cardiaca (effetto inotropo positivo), aumento velocità di conduzione atrio-ventricolare (dromotropo positivo),
aumento automaticità e riduce l’efficienza cardiaca. Agisce con adrenalina e noradrenalina. Tutto ciò avviene
con una spesa di ATP. A parità dello sforzo abbiamo una maggiore spesa, un maggiore consumo di ATP che
porta a ridurre l’efficienza cardiaca. Sistema utile ma di cui non bisogna abusare.
Abbiamo un aumento della frequenza cardiaca
a seguito di stimolazione del sistema
simpatico. Abbiamo quindi un aumento del
numero di battiti. La forza di contrazione
aumenta perché si ha un prolungamento della
fase 2-3 del potenziale di azione ventricolare.
Si ha un prolungamento della fase che
permette l’ingresso del calcio all’interno del
miocita portando ad un aumento della forza
contrattile.
• Sistema nervoso parasimpatico: mette a riposo il nostro organismo. Diminuisce la forza cardiaca, diminuisce la
forza cardiaca e inibisce la conduzione atrio-ventricolare (aumenta il tempo di passaggio dell’onda
polarizzante). Il modulatore è l’acetilcolina. Si ha un rallentamento dell’attività pace maker.
L’Acetilcolina accorcia il potenziale di
azione.
Adrenalina e acetilcolina agiscono sui recettori di membrana. Il sistema simpatico agisce attivando i recettori adrenergici
beta1. Sono recettori presenti a livello cardiaco principalmente, agiscono mediante attivazione della proteina Gs che
porta a stimolazione, aumenta l’adenilato ciclasi, aumenta l’cAMP e attiva i canali del calcio voltaggio dipendenti (effetti
ionotropo positivo).
Il sistema parasimpatico agisce tramite l’acetilcolina che va sui recettori muscarinici che aumentano la permeabilità dei
canali del calcio, la diminuzione dell’adenilato ciclasi e la riduzione dei canali del sodio.
Il cuore destro si trova alla nostra sinistra e viceversa. Il sangue arriva all’atrio destro (attività pacemaker), va al
ventricolo destro, circolazione
polmonare dove viene ossigenato,
atrio sinistro, ventricolo sinistro,
circolazione sistemica.
Il nodo seno atriale è il pace maker
primario, si auto depolarizza
automaticamente, entra il calcio e
si ha il potenziale di azione.
Tramite il tessuto di conduzione
passa al nodo atrio ventricolare e
poi arriva a livello ventricolare.
Elettrocardiogramma. PQRST
segniamo la polarizzazione e
ripolarizzazione del cuore misurata
a livello della superficie corporea. P-Q è legato al passaggio dell’onda dal nodo del seno al tessuto ventricolare. L’onda
T definisce la ripolarizzazione ventricolare.
Insufficienza cardiaca. Il cuore è incapace di pompare il sangue in quantità sufficiente a soddisfare la richiesta di
diversi tessuti. Il paziente come primi sintomi ha dispnea (difficoltà di ossigenazione) e affaticamento. Man mano che
l’insufficienza cardiaca progredisce in modo patologico i sintomi diventano più frequenti e si hanno anche a riposo; uno
dei sintomi più identificativo di questa patologia è la ritenzione idrica agli altri inferiori; abbiamo difficoltà di ritorno
venoso e quindi stasi venosa. Bisogna intervenire per esempio con diuretici.
L’insufficienza cardiaca può essere:
• Acuta: tachicardia, respiro breve, edema periferico e/o polmonare
• Cronica: aritmie, cardiomegalia (le fibre ventricolari si stendono rendendo il cuore più grande; è utile per
compensare la risposta cardiaca ma poi diventa patologica), edema periferico e/o polmonare
Le cause di IC possono essere molteplici: per esempio l’’età è un fattore: con l’aumentare dell’età la forza cardiaca
diminuisce. Altre cause sono: coronaropatia, cardiopatia, infarto miocardico, ipertensione e valvulopatie. L’ipertensione
cronica negli anni porta danni a tutti i tessuti compreso il cuore.
Ci possono essere anche cause meno funzionali e più complesse. Può essere innescata da gravi infezioni virali cardiaca,
da processi infiammatori. Ci sono delle cause emodinamiche dovuto a un peggioramento delle strutture cardiache,
abbiamo anche un ruolo importante a livello neuro-endocrino e un ipotesi infiammatoria. La legge di Frank-Starling
spiega l’attività sistolica normale di un cuore in salute. Questa legge ci serve per spiegare come è regolata l’attività
contrattile cardiaca. Sull’ascissa abbiamo la
lunghezza delle fibre ventricolari che sono
misurate in relazione alla diastole cardiaca.
In ordinata abbiamo la gittata cardiaca,
ovvero la forza contrattile sviluppata che è
data dalla sistole.
La legge ci dice che, al variare della
lunghezza della fibra ventricolare, abbiamo
un aumento della forza sistolica.
Aumentando il precarico ho un aumento
della performance. Dopo un po’ si arriva a
un plateau.
Quando il cuore è insufficiente la curva si
abbassa; a parità di lunghezza della fibra
ventricolare il lavoro del cuore si riduce.
La noradrenalina aumenta la capacità di lavoro di sistole del cuore. Si è scoperto applicando la legge di Starling. La
noradrenalina ha un azione diretta sul cuore aumentando la pendenza della curva di Starling. Un cuore fisiologico
risponde in maniera ottimale al sistema nervoso simpatico e parasimpatico. In condizioni patologiche però la risposta si
modifica molto. Si può avere insufficienza cardiaca congestizia: abbiamo una situazione di edema generalizzato e anche
il cuore tende a ingrossarsi molto senza che ci sia un aumento delle prestazioni. Possiamo avere invece un caso in cui si
ha un ispessimento delle pareti del ventricolo: abbiamo un cuore più rigido che viene detto ipertrofico. Anche in questo
caso la risposta sistolica viene ridotta. Un gioco importante lo ha il sistema renina-angiotensina-aldosterone.
Quando siamo agli esordi dell’insufficienza cardiaca, siccome il cuore è
meno capace di battere, abbiamo una diminuzione della gittata cardiaca
(meno volume di sangue al minuto). Questo porta a un abbassamento della
pressione arteriosa e quindi diminuisce la pressione sanguigna.
Abbiamo quindi l’attivazione di sistemi di regolazione. In modo automatico
tende ad aumentare la risposta simpatica, si ha un aumento di rilascio di
noradrenalina riportando su la curva cardiaca. Questa risposta alla lunga
può essere nociva. La riduzione pressoria porta però a una diminuzione del
flusso renale, si ha un maggiore rilascio di renina e angiotensina. Di
conseguenza aumenta l’aldosterone aumentandomi anche la ritenzione di
sodio ed acqua e ciò porta ad avere un edema.
L’edema porta a una maggiore filtrazione capillare, aumenta il ritorno
venoso, aumenta la pressione venosa e si ha compensazione. Questa è la
risposta fisiologica normale che però diventa patologica se avviene tante
volte.
TRATTAMENTO DELL’INSUFFICIENZA CARDIACA. Bisogna diminuire il lavoro cardiaco (diminuisco il sistema
simpatico), migliorare la contrattilità cardiaca (la persona è meno affaticata ma ciò non migliora la prospettiva di vita) e
rallentare il rimodellamento cardiaco (il rimodellamento avviene per rilascio di angiotensina II o di fattori di crescita).
Dal punto di vista farmacologico si usano:
• Inibitori ACE (enzima di conversione angiotensina)
• Antagonisti al recettore angiotensina II (AT1): sartani
• Diuretici
• Inotropi positivi: aumentano la sistole. Sono usati in situazioni gravi come in attesa di trapianto cardiaco.
• Antagonisti beta adrenergici
• Vasodilatatori diretti
SISTEMA RENINA-ANGIOTENSINA-ALDOSTERONE. La renina è un peptide che viene rilasciato in alcune situazioni di
diminuita perfusione renale. È importante nella risposta omeostatica pressoria e cardiaca. Nell’immagine vediamo il
nefrone. La struttura base per il rilascio della renina è l’apparato juxtaglomerulare. L’apparato juxtaglomerulare è
formato dalla capsula di Bowman, un arteriola afferente e un arteriole efferente. Abbiamo delle cellule specifiche che
hanno un ruolo particolare che si trovano nell’arteriola afferente, vengono chiamate cellule juxtaglomerulare e sono
sensibili ad eventuali modifiche di cloruro di sodio a livello urinario e sono in grado di dare origine alla secrezione di
renina. Ci sono anche le cellule della macula densa che sono cellule che si trovano nel tubulo contorto distale che sono
sensibili a modifiche osmotiche e rilevano la presenza di cloruro di sodio a livello dell’urina che arriva al tubulo contorto
distale. Se abbiamo un’importante presenza di cloruro di sodio, verrà
inibita l’ulteriore secrezione di renina mentre verrà aumentata se ne
abbiamo poco. Quando serve un aumento di volemia si ha un
aumento di secrezione di renina che aumenta l’asse renina-
angiotensina-aldosterone.
Lo stimolo per il rilascio di renina è dato da: aumento prostaglandine,
attivazione recettori beta 1, diminuzione dei cloruri e dalla
diminuzione della perfusione renale. Queste modifiche portano al rilascio di renina. La renina è una proteasi che taglia
e idrolizza legami peptidici a livello dell’angiotensinogeno prodotto a livello epatico, toglie 4 amminoacidi e forma
l’angiotensina 1 (decapeptide). L’enzima di conversione dell’angiotensina (ACE) idrolizza gli amminoacidi 9 e 10 a livello
del terminale carbossilico portando alla formazione di angiotensina II (octapeptide). Essa va ad agire sul recettore AT1.
L’angiotensina II ha un ruolo fondamentale nel controllare i
valori pressori. Una volta che si forma l’angiotensina II questa
va ad attivare una serie di recettori, in particolar modo il
recettore AT1 che è relativamente ubiquitario nell’organismo
umano. Lo troviamo in vari tessuti, soprattutto a livello renale.
Per lo più il recettore AT1, una volta attivato, ha delle azioni
che portano ad un innalzamento pressorio. Media una serie di
azioni che sono fisiologiche e utili; spesso però nelle persone
anziane possono diventare causa di patologia come
ipertensione e affaticamento cardiaco.
L’effetto diretto è la vasocostrizione che è principalmente
presenta a livello arteriolare e post capillare. A livello renale
l’angiotensina aumenta il recupero del sodio, favorendo il
riassorbimento dell’acqua e porta ad un aumento della
volemia. Questo recettore è anche in grado di promuovere
una serie di azioni tissutali come l’aumento della matrice
extracellulare; si ha un rimodellamento tissutale soprattutto a
livello cardiaco. Si ha ipertrofia cardiaca, attività
infiammatoria e di proliferazione a livello vascolare da parte
delle cellule muscolari lisce, e processi di tipo ossidativo. Il
recettore AT2 ha per lo più un ruolo benevolo; l’angiotensina II agendo su di esso porta a effetti di vasodilatazione,
processi antiinfiammatori, inibisce lo stress ossidativo e riduce la proliferazione tissutale. Queste conoscenze pongono
luce sui farmaci che agiscono su questo sistema renina-angiotensina-aldosterone.
ACE2 è un enzima che ha una proteasi che agisce in maniera diversa rispetto ad ACE; è in grado di trasformare
l’angiotensina II in un derivato più piccolo, l’angiotensina 1-7. Questa è ritenuta molto utile perché attiva un altro
sistema recettoriale MAS-R che sono in grado di promuovere vaso dilatazione compensando l’effetto vasocostrittivo
dell’angiotensina II. L’enzima di conversione II che non è sensibile ai farmaci classici trasforma anche l’angiotensina 1 in
angiotensina 1-9 che poi viene convertita dall’ACE classico in angiotensina 1-7. Ci sono anche altri enzimi peptidasi come
chimasi e tonina possono trasformare l’angiotensina I in angiotensina II. Questo per spiegare le differenze tra i
trattamenti che agiscono sull’angiotensina I o sull’enzima. La regolazione di questa via peptidica è particolarmente
complessa.
FARMACI. Per i farmaci abbiamo gli ACE inibitori, gli inibitori della renina e i farmaci che agiscono direttamente
su AT1.
L’angiotensina II è in grado di dare effetti
di rapido incremento pressorio che sono
però fondamentali per l’organismo umano
in condizioni fisiologico. Si ha un
innalzamento immediato della pressione
sistemica e a livello renale (attivando AT1)
ma anche un aumento pressorio più lento
che passa tramite l’attivazione del sistema
simpatico per rilascio di adrenalina a livello
del surrene e tramite azione a livello del
sistema nervoso centrale. Questo effetto è
utile in condizioni fisiologiche perché ci
permette di adeguare la pressione ma può
diventare patologico soprattutto per il
rimodellamento fibrotico cardiovascolare.
Abbiamo anche un attività
dell’angiotensina II che incrementa la
secrezione di aldosterone.
1. Ace inibitori . Sono farmaci in grado di
inibire l’attività dell’enzima di conversione
di angiotensina 1 in angiotensina II. Non essendoci angiotensina II si ha una diminuzione degli effetti sopra citati. Gli
effetti terapeutici sono una riduzione della pressione arteriosa sistolica e media e danno un incremento della natriuresi
(effetto diuretico). Questi farmaci vengono dati per:
• Ipertensione
• Insufficienza cardiaca
• Trattamento dell’infarto al miocardio
• In persone ad alto rischio di malattie ischemiche cardiache
• Nefropatia diabetica
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.