ETÀ DELLE
AVVANGUARDIE
ESPRESSIONISMO HENRI MATISSE
Al contrario dell’impressionismo l’arte espressionista vuole riportare sulla tela
le nostre impressioni e percezioni che poi diventano il racconto di come
l’artista vive il mondo che lo circonda. Personaggio complesso era il centro del gruppo dei fauves
Imp per la sua formazione = frequenta Gustave moreau = stile decorativo e allusivo
All’inizio del ventesimo secolo lo trovano per esempio nella forza del colore o Per gusto colore e linearissimo sinuoso = matisse si allontana da pittura
nel tratto. impressionista Influenza tutta la prima parte del 900 = lui e Picasso più grandi e
celebri artisti della loro epoca = “polo nord e sud pittura”
FAUVES
In Francia questa corrente venne esposta da un gruppo di giovani nel 1905 nel
salon d’Automne di Parigi, suscitò una reazione molto negativa e scandalo
(come quello degli impressionisti). La tendenza per cui fu stroncata.
Celebre caso => il critico Louis Vauxcelles a proposito di una scultura del 400
in una sala dove erano anche esposte le tele di Matisse, Maurice de Vlaminck
e Andre derainv (membri gruppo) esclamò “Donatello in mezzo alle belve”.
A sconcertarlo fu il disegno apparentemente rozzo, la loro semplicità nelle
forme, l’uso violento e l’arbitrario colore. Da qui nasce il nome dispregiativo
“fauves” che diventa nome ufficiale del gruppo
Fauves = no gruppo organizzato. Gli artisti avevano in comune molti elementi
stilistici e concezioni d’arte.
- Rifiutavano il disegno classico e prospettico e l’uso del chiaro scuro. - Introduzione (titolo, autore, tecnica,
- Prediligevano colori più brillanti con più impatto visivo periodo)
- Affinità anche con la pittura che si stava sviluppando in Germania, ma - Breve descrizione e significato (max 2
rispetto a espressionisti tedeschi (che dipingevano angoscia umana) i fauves righe)
dipingevano una visione più serena del mondo - soggetto
- Linguaggio esplosivo risentiva delle ricerche più moderne tipo puntinismo di - composizione
Seurat Cézanne Gauguin Van Gogh - Colori
- Pennellate e linea
Temi più frequenti = paesaggio urbano o naturale e ritratto - Luce
- Volumi
- Spazio
LA GIOIA DI VIVERE - (Matisse, 1905-1906, olio su tela)
176x241 cm
Viene considerato il manifesto della pittura fauves, nonché una delle opere più
famose dell’artista.
Il dipinto venne esposto per la prima volta nel 1906 al Salon des
Indépendants, ma provocò reazioni contrastanti anche da parte di amici, Paul
Signac ad esempio definì l’opera come “un dipinto con colori ripugnanti e
troppo spessi con contorno largo un pollice”
La scena pastorale viene rappresentata in una dimensione mitica e idilliaca —
> paradiso terrestre o età dell’oro.
Il paesaggio è quindi immaginario come si nota dalla scelta dei colori
Nel dipinto troviamo diverse figure nude, donne principalmente, raffigurate in
maniera indipendente le une dalle altre. Particolare del girotondo centrale che
verrà ripreso e sviluppato poi in un altro dipinto di Matisse “Danza”
La fonte di ispirazione è un’opera del bolognese Agostino Carracci, “reciproco
Amore”, opera di fine 1500, dal quale viene ripreso il tema e l’impianto
competitivo. Altri richiami a opere precedenti sono “Le bagnanti” di Cezanne e
Manet con “La colazione sull’erba”
LA STANZA ROSSA - (Matisse, 1908, Olio su tela, Russia)
180x220 cm
Nell’opera Henri Matisse ci presenta una scena di vita quotidiana in un interno
borghese.
Il soggetto è la stanza rossa che occupa gran parte del quadro. In alto a
sinistra invece c’è una finestra attraverso la quale si intravede un paesaggio
naturale.
I colori prevalenti sono i colori primari: il giallo, il rosso e il blu. Dai colori si
riesce a capire l’interiorita e l’emozione dell’artista, il caos. (Qui diciamo che si
possono creare due punti di vista: dai colori si percepisce il caos mentre se
analizziamo la composizione il paesaggio e la postura della cameriera
rimandano alla tranquillità).
Il colore è anti naturalistico e steso per campiture piatte e brillanti.
Le figure sono delineate da una linea sottile che crea forme attraverso un
esibito decorativismo. (per esempio ci sono i motivi floreali e ondulati sulla
tovaglia e nella tappezzeria che donano un valore decorativo e musicale. Le
decorazioni sono uguali piche l’artista voleva dare un forte impatto cromatico
ad occhio nudo).
L’opera presenta una bidimensionalità che non fa vedere la profondità
spaziale, quindi non si riesce a percepire il primo piano dal secondo. Gli unici
elementi che hanno una tridimensionalità sono la sedia in primo piano e la
cornice della finestra.
LA DANZA - (1909, olio su tela, Russia)
260x391
La prima versione è conservata al MOMA mentre l’originale all’Ermitage di San
Pietroburgo.
Le cinque figure vanno a formare un ovale prendendosi per le mani, la
posizione dei nudi suggerisce l’impressione che la danza si sviluppi in senso
orario con un movimento irregolare.
Ci son 3 porzioni cromatiche ben definite: terra- verde, aria-blu e le figure-
rosse.
I colori sono omogenei e uniformi. Matisse utilizzando i pigmenti con rara
abilità trasmette anche forti emozioni.
No sfumature, no ombre, no chiaroscuro e no passaggi tonali.
Il quadro è bidimensionale e le figure sono separate da linee nere incisive ma
allo stesso tempo lievi ed eleganti che costruiscono le forme.
Tra la figura all’estrema sinistra e il compagno alla sua destra si crea uno
spazio vuoto, in quanto le loro mani non sono unite. (Rimando a Creazione).
Questa imperfezione del quadro individua il senso dell’opera = idea della vita
stessa, prorompere inarrestabile dello slancio vitale.
Geometrie irregolari -> la vita è in perenne movimento: una serie di equilibri
che si infrangono e si ricompongono.
L’andamento della danza è allegro e vivace e Matisse esprime un senso di
convivenza pacifica tra uomo e mondo.
DIE BRÜCKE esprimere la propria interiorità come meglio crede; tuttavia vi sono comunque
La Brücke è un’associazione di artisti nata a Dresda, in Germania, nel giugno alcuni tratti in comune, quali una pittura aspra, con colori accesi e violenti, contorni
del 1905. ben definiti e poderosi. Il tutto dà vita a a immagini dure e con un forte impatto
Il gruppo è stato fondato da 4 studenti di architettura: Ernst Ludwig Kirchner, visivo.
Fritz Bleyl, Erich Heckel e Karl Schmidt-Rottluff. Si tratta di giovani autodidatti
per quanto riguarda le arti pittoriche.
Nel 1909 Bleyl abbandona il gruppo, ma in compenso si aggiungono diverse ERNST LUDWING KIRCHNER
figure di spicco come Emil Nolde, max Pechstein e Otto Mueller.
Il nome Brücke significa “ponte” ed assume molteplici significati: Kirchner, è l’artista più rappresentativo della Brücke, oltre che vera anima
- suggerisce il passaggio, il ponte appunto, dall’arte tradizionale ad un diverso espressiva del gruppo.
modo di concepire il processo creativo Nasce a Aschaffenburg il 6 maggio 1880. Fin dalla gioventù mostra interesse per
- indica l’unione e il legame che lega artisti molto simili tra loro l’arte, in particolare l’arte primitiva e l’arte africana, la Pittura tedesca del 500, le
- inoltre può rappresentare il passaggio dalla realtà interiore degli artisti alla stampe giapponesi, la scultura nera e polinesiana e artisti contemporanei quali
società esterna Gauguin e Van Gogh, che lo influenzano per quanto riguarda l’immediatezza
- infine si tratta di una citazione all’opera di Nietzsche “Così parlò Zarathustra”, espressiva e l’uso simbolico e psicologico dei colori. Dal 1901 al 1905 studia
in cui si parla di un ponte verso un futuro perfetto. architettura a Dresda, dove conosce gli altri fondatori della Brücke.
In questo periodo le opere di Kirchner sono caratterizzate da semplificazioni,
Nel 1906 viene prodotto il manifesto della Brücke; si tratta di uno scritto contorni marcati e colori accesi; il tutto immerso in un paesaggio naturalistico.
stampato con caratteri gotici e realizzato come una xilografia da Kirchner, in Dal 1911 si trasferì a Berlino e successivamente a Monaco. In questo periodo inizia
modo da essere distribuito come volantino. È presente un ponte giapponese a rappresentare scene di strada, cabaret, ritratti e paesaggi urbani; lo stile di
stilizzato, che riprende il nome del gruppo, e un brevissimo testo di due soli questo periodo è caratterizzato da una pennellata nervosa e sommaria, con forme
frasi, in cui viene dichiarata la fede verso la gioventù e le nuove generazioni irregolari, e deformazioni violente, dando alle opere un tono drammatico.
perché creino un futuro libero da tutte quelle convenzioni sociali che non Nel 1913 il gruppo della Brücke si scioglie e, con lo scoppio della prima guerra
permettono di esprimere, direttamente e senza falsificazioni, il proprio io mondiale, si arruola nell’esercito. Al termine della guerra si trasferisce a Davos, in
interiore. Svizzera e viene colpito da un esaurimento nervoso e inizia a soffrire di
Il gruppo, influenzato da Nietzsche, tende quindi a distaccarsi e criticare la depressione. Questo influenza le sue opere che diventano più morbide, astratte e
cultura, la società e i valori borghesi, che ritengono come una limitazione caratterizzate da molteplici allusioni simboliche. Con l’avvento del partito nazista in
all’espressione dell’io interiore. Germania, gran parte delle sue opere vengono sequestrate e rimosse dai musei.
Alcune furono addirittura esposte in una mostra organizzata nel 1937
I temi principali della Brücke furono molti; tra essi vi sono la vita nelle città, esclusivamente a scopi diffamatori, chiamata “arte degenerata”, e in seguito
l’erotismo, la violenza militare, le emozioni, la fede religiosa e l’angoscia dovuta distrutte. Questi avvenimenti provocarono in Kirchner un forte shock che lo portò al
al disagio sociale. suicidio nel 1938, il 15 giugno, a Davos.
Lo stile non è definito con dei paletti e dei canoni precisi, infatti un punto
fondamentale del loro programma è proprio che ciascun artista fosse libero di
MARCELLA - (Kirchner, 1909-10, Stoccolma)
70x60 cm
L’opera è realizzata a Dresda.
Il soggetto dell’opera è una modella di nome Marcella che viene immortalata
da Kirchner, la ragazza occupa molto spazio sulla tela. È rappresentata una
giovane ragazza completamente nuda, seduta su un cuscino nero e blu, con le
gambe accavallate e le braccia incrociate con le mani che posano sulla zona
del pube.
Sul volto della ragazza sono dipinte della labbra carnose con un rosso
brillante, mentre gli occhi sono segnati di nero. I capelli sono di colore verde e
rosso (complementari tra loro), sciolti e liberi sulle spalle, con un fiocco bianco
a sinistra.
Lo sfondo è di color giallo e sulla parete a sinistra sono appesi degli oggetti.
Il tratto è pesante e marcato, il colore è disteso senza sfumature ma con un
passaggio netto tra i colori.
Il suo sguardo è malizioso e un po’ intimidisce l’osservatore.
Quest’opera è un richiamo all’opera di Munch “la pubertà”, dove viene
rappresentata una ragazza nuda, in un ambiente più rustico, ma al contrario di
Marcella è più ingenua e innocente, mostra tutto il suo pudore verso
l’osservatore.
L’atmosfera è cupa e pessimista, con quest’opera Kirchner vuole denunciare
una società che al tempo aveva perso i suoi valori ed era corrotta moralmente.
NOLLENDORF PLATZ - (Kirchner, 1912, olio su tela, Berlino)
69x60 cm
Nel 1911 gli artisti della Brucke, in cerca di un ambiente più stimolante per i
loro lavori, si trasferirono a Berlino che all'epoca era l'unico centro tedesco ad
essersi trasformato in una vera e propria metropoli.
Ernst Ludwig Kirchner ne rimase affascinato e tra il 1911 e il 1914 dipinse una
serie di opere che hanno come soggetto i luoghi della città e la vita urbana.
Nollendorfplatz (1912)
È raffigurata una delle piazze più trafficate di Berlino.
Nollendorfplatz, è una piazza di Berlino nel quartiere di Shoneberg.
È dedicata alla battaglia di Nollendorf, combattuta dalla coalizione austro-
russo-prussiana contro le truppe napoleoniche.
La piazza è dominata dalla stazione della metropolitana sopraelevata.
Il quartiere intorno a Nollendorfplatz era noto come centro della vita
omosessuale berlinese fino dagli anni venti.
Gli edifici sullo sfondo incombono sul crocevia e invece che accogliere
sembrano schiacciare il movimento delle persone e dei tram (i due in primo
piano sembrano addirittura scontrarsi).
Le figure umane sono appena accennate e rappresentate con piccoli segni
scuri e sono viste da lontano.
La scena è caratterizzata da un senso di instabilità e sentimento di angoscia a
causa della inquadratura e l'uso di pochi colori dai toni molto bassi.
POTSDAMER PLATZ - (Ernst Ludwig Kirchner, 1914, olio su tela, Berlino)
200 x 150cm
Rappresentata Potsdamer Platz, importante piazza di Berlino, anziché
svilupparsi in profondità sembra precipitare in avanti così porta l’osservatore
ad avvertire una sensazione di vertigine e oppressione.
Le persone non sono appena tratteggiate come in Nollendorf Platz ma
risultano più concrete, dotate di fisionomia precisa e una fisicità più esibita,
sembra che l’artista abbia scrutato da vicino.
I corpi sono allungati e deformati fino al grottesco. In particolare in primo piano
riconosciamo due donne vestite elegantemente che sembrano camminare
velocemente una verso l’osservatore e l’altra diretta a sinistra come per uscire
dal dipinto.
Le due donne si trovano su un cerchio, raffigurazione del centro della piazza.
La forma circolare, considerata perfetta per eccellenza, è richiamata più volte
nel dipinto: cappello della donna velata, edificio con balaustra in alto a sinistra
e orologio dello stabile sullo sfondo. Notiamo una contrapposizione tra la
struttura circolare della composizione e i dettagli di corpi e vesti spigolosi,
come i profili taglienti delle architetture che rendono il dipinto spezzettato.
Inoltre il tratteggio che delinea le figure trasmette una vibrazione inquieta che
ricorda il continuo movimento della città.
I colori impiegati sono pochi e di tonalità fredde e acide, mentre le pennellate
nette e decise stese rapidamente.
Significato del dipinto
Traduce in pittura l'angoscia esistenziale dell’uomo contemporaneo e
l’atmosfera cupa e dolorosa legata all’imminente prima guerra mondiale.
L’unico dettaglio che apparentemente nasconde la solitudine degli individui è
la sicurezza trasmessa dagli abiti eleganti. Esempio è il cappello della signora
in primo piano che ricorda una gabbia che chiude il volto dietro fili di stoffa che
sembrano sbarre. Evidente e tipico dell’artista è anche la rappresentazione di
persone vicine tra loro che però non procedono insieme, sono mute isolate e
chiuse.
Opera considerata momento di svolta nella vita e nell’arte di Kirchner. SCHIELE
SCUOLA DI PARIGI
1920 —> cuore della vita artistica si sposta nel quartiere di Montparnasse. Pittori scultori e scrittori.
Alcuni erano montparnos caratterizzato da questa precarietà del vivere che portava alla
drammaticità e alla condizione degli esiliati che si trovavano a vivere in mezzo alla povertà estrema.
Essi spesso e erano dediti all’alcol o all’hashish condividevano un’idea decadente dell’arte,
coltivando una figurazione espressiva carica di sentimento e rabbia.
Gli artisti di origine non francese venivano raccolti dentro la scuola di Parigi. La scuola era più
un’atmosfera artistica che univa gli artisti che svolgevano una vita nelle metropoli di Parigi.
Molti si sono avvicinati all’espressionismo, per l’uso libero di linea e colore, tra questi abbiamo
Amedeo Modigliani, Chaïm Soutine.
AMEDEO MODIGLIANI
Livornese di origine ebraica. Soffriva di malattie polmonari ma aveva una
spiccata curiosità per le discipline umanistiche.
Nel 1906 va a Parigi è incarno il modello dell’artista bohémien. Diventa amico
di Picasso e Brancusi.
Egli riceve uno scandalo per i suoi nudi da parte dei suoi contemporanei.
1917 = avviene la usa prima mostra, nella quale sceglie di presentare tutti i
nudi. Ciò subito scandalo e la questura decise di ritirarlle.
196-1918 = Modigliani crea nudi di donna che viene raffigurata seduto o
sdraiata. (Rimando alla tradizione rinascimentale).
A 35 anni muore a causa di menti ite
NUDO SDRAIATO (Amedeo Modigliani, 1917, olio su tela)
60x92 cm
modella vista dall’alto. Consapevole della sua bellezza, sguardo diretto
all’osservatore. Viene azzerato l’ambiente circostante, ma si ci concentra sul
corpo femminile.
Le campitire sono piatte rosso, blu e bianco.
Il taglio è compositivo e la linea è flessibile e elegante. A donare sensualità
sono il nero dei capelli e degli occhi e anche le labbra rossa.
KOKOSCHKA
Si forma in un clima di Secessione Viennese. Si trasferisce a Berlino dove
collabora con l’avangiardia “Der Sturm”.
LA SPOSA DEL VENTO (oskar Kokoschka, 1914, olio su tela)
181x120 cm
La sposa del vento presenta un colore freddo e scuro. Infatti l’opera è
caratterizzata da zone di colore freddo, blu, indaco e verde alternate ad altre
leggermente più calde di colore giallo, arancio, rosso e viola. Le due figure e i
teli che le avvolgono sono dipinti con i colori più chiari che contrastano con il
fondo e quindi mettono in evidenza i due prota
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