Ottocento - età vittoriana
- 1837 – 1901: regno della regina Vittoria;
- Poor law 1834:;
- 1840: sposa suo cugino, il principe Alberto di Sassonia;
- 1861: il principe muore e la regina Vittoria evita di mostrarsi in pubblico → lutto religioso;
- Fabian society 1884:;
La regina Vittoria e l’epoca vittoriana
La regina Vittoria ereditò il trono a 18 anni ed era figlia del duca di Kent, Edoardo, e nipote del re Giorgio III. Nel 1840 sposò suo cugino, il principe Alberto di Sassonia, ma alla sua morte, nel 1861, portò il lutto religioso ed evitò di apparire in pubblico. Quando tornò a mostrarsi in pubblico, la sua immagine venne ad identificarsi con la stessa potenza nazionale, emblema dell’imperialismo, ma sorda alle rivendicazioni femministe.
L’epoca vittoriana prende il suo nome dalla regina Vittoria, regno 1837-1901, il cui regno fu il più longevo nella storia dell’Inghilterra. Fu un periodo di grande fertilità ed espansione per la gran Bretagna, caratterizzato dal progresso tecnologico, iniziato nel secolo precedente con la rivoluzione industriale.
La moderna economia urbana dell’economia manifatturiera e i traffici commerciali superano la vecchia economia agricola. Da questo momento l’Inghilterra divenne la nazione più potente al mondo, si espandeva verso nuovi mercati e terre produttrici di materie prime a basso costo. La vita divenne un po’ più facile grazie ai miglioramenti, progresso tecnologico, delle piccole cose della vita → c’erano più vestiti, utensili e cibo.
Nonostante questi miglioramenti, la vita della classe operaia, working class, era ancora difficile a causa dei bassi salari, delle lunghe ore lavorative, le condizioni di vita precarie. La nuova condizione urbana portò alla nascita dei cosiddetti slums, ghetti: luoghi affollati, in cui si viveva in condizioni igieniche precarie, in cui erano diffuse molte malattie, in particolare il colera. Neanche la poor law del 1834 portò ad una soluzione per risolvere i problemi dei più poveri.
Dall’altro lato, ci fu l’ascesa della classe media, soddisfatta e fiera di sé, la cui fiducia nelle proprie capacità imprenditoriali e nella propria filosofia di vita, concentrata al conseguimento dell’utile e del pratico, portò all’esplosione del capitalismo e all’appiattimento dei valori romantici.
Quindi, se da un lato è un periodo caratterizzato dalla prosperità e dal progresso, dall’altro regnavano povertà e ingiustizia. Questi tempi sono ricordati come The Victorian Compromise: gli uomini della middle class diventano sempre più ricchi grazie al progresso, mentre i poveri restano nelle loro pessime condizioni. Il compromesso si basava sull’aiuto che la middle class dava alle persone povere e quest’ultime dovevano supportare le loro decisioni così potevano tenere il potere, sebbene fosse un’epoca di grandi tensioni, soprattutto sociali, che lo sviluppo industriale creò, ovvero degradazione e condizioni di miseria per le masse operaie, l’Inghilterra non conobbe fratture perché la borghesia, attraverso le riforme, seppe mantenere un equilibrio che le permise di mantenere il potere.
Questa complessa realtà è la materia privilegiata dal romanzo realista inglese, che conosce una notevole fioritura grazie ad autori come Dickens, Trollope, George Eliot. Tendenze generali di questa produzione sono la rappresentazione della realtà quotidiana e il fine umorismo con cui vengono presentati i personaggi colti in aspetti caricaturali.
Evangelicalismo, Fabian society e morale vittoriana
Grande influenza fu esercitata dall’evangelicalismo, un movimento religioso che si interessava dei problemi umani e delle riforme sociali. La loro visione puritana della vita li portava a sostenere l’abolizione di certi intrattenimenti pubblici e ad osservare un ristretto codice morale di comportamento. E fu in questa particolare atmosfera che, nel 1884, nacque la Fabian society, ispirato alle dottrine marxiste, sviluppo del socialismo e del comunismo: creazione di un sistema sociale senza classi sociali e piena uguaglianza di tutti i membri della società. Questa associazione si proponeva come scopo l’elevazione delle classi lavoratrici per renderle idonee ad assumere il controllo dei mezzi di produzione.
Sotto l’influenza della regina Vittoria, il regno fu eccessivamente puritano: il sesso divenne un tabù e le parole scurrili o “indelicate” furono eliminate dal linguaggio quotidiano. Il comportamento e il linguaggio si fecero più sobri e contenuti/controllati e la rispettabilità divenne il concetto chiave di questo periodo. La convenzionale moralità del tempo trovò la sua massima espressione nella famiglia, in cui i padri erano più autoritari rispetto ai periodi precedenti e le madri più sottomesse.
Le donne erano considerate gli angeli del focolare, dovevano essere innocenti e pure, confinate tra le mura di casa o, al massimo, potevano svolgere lavori “rispettabili” come insegnare o svolgere attività sociali. Le regole e le restrizioni includevano anche gli uomini, che non potevano bere o scommettere. Tuttavia, all’uomo borghese era concesso mantenere un’apparenza di decoro e la notte ricercare piaceri proibiti. Quindi si assiste ad una progressiva desessualizzazione della donna delle classi medie a cui si contrapponeva un aumento della prostituzione delle classi basse.
Cominciarono a nascere movimenti femministi che enfatizzavano la problematicità della condizione femminile. Inoltre in questo periodo nacquero nuove correnti filosofiche come il positivismo e il materialismo e si diffondono i pensieri e le opere di nuovi pensatori come Darwin, che sconvolse il panorama scientifico, religioso e filosofico, teoria dell’evoluzione.
Victorian novel
Il romanzo vittoriano illustra l’avanzata delle classi media, venivano diffusi a puntate, uscivano episodi mensili, ma dovevano sottostare alle leggi di mercato → moltiplicandosi gli scrittori che vivevano della propria penna, gli autori dovevano tenere conto delle regole imposte dalle biblioteche circolanti che reclamavano opere che potessero essere lette ad alta voce dal capofamiglia e non dovevano contenere elementi che potessero suscitare imbarazzo. Le letteratura divenne strumento di controllo delle masse e creazione di consenso che doveva favorire, da un lato, l’alfabetizzazione, valore pedagogico, ma anche conservarne l’innocuità.
L’opera era creata con il consenso del lettore → se qualcosa non piaceva, veniva cambiato. Ciò rese meglio l’idea della vitalità e delle trasformazioni del periodo. Sono romanzi caratterizzati dalla mescolanza di elementi propri del romance e del novel, si passa dalle trame fiabesche e melodrammatiche di Dickens alle storie di sosia e sdoppiamenti in Stevenson.
William Thackeray
- Vanity Fair - 1847 – 1848: pubblicato di William Thackeray;
Nato a Calcutta ed educato in Inghilterra, fu preferito dagli intellettuali più raffinati del tempo per l’ordinata struttura delle sue narrazioni, i quali storcevano il naso davanti alle caotiche vicende dei romanzi di Dickens, furono “rivali”. Tra le sue numerose opere, si ricorda, in particolare, Vanity Fair, del 1847-1848, in cui viene rappresentata la società inglese dopo la sconfitta di Napoleone a Waterloo nel 1815. Il sottotitolo dell’opera è a novel without a hero. La vicenda narra le storie di 2 donne, che rappresentano gli aspetti della femminilità inglese vittoriana:
- La prostituta: impersonata da Becky Sharp, ambiziosa e furba; crea da sé il proprio destino.
- L’angelo del focolare: rappresentata da Amelia Sedley, dolce e sottomessa come ogni brava donna/figlia vittoriana. Lascia che siano gli uomini a tracciare il suo destino.
Entrambe sono messe a nudo nelle loro miserie e incongruenze con ironia e umorismo. Il romanzo si arresta intorno al 1830, prima del regno di Vittoria, ma è comunque possibile rivedere la condizione femminile e la casistica umana del tempo. Umorismo, comicità, cinismo e tristezza si mescolano abilmente. Tuttavia, il lettore moderno potrebbe essere infastidito dall’abitudine dello scrittore di entrare in prima persona e commentare, ma nessuno resta indifferente davanti l’abilità di Thackeray di creare realtà complesse e inserirle in una struttura narrativa ordinata rispetto a Dickens.
Charlotte, Emily e Anne Brontë
- Jane Eyre - 1847: pubblicazione di Charlotte Brontë;
- Agnes Grey - 1847: pubblicazione di Anne Brontë;
- Cime tempestose - 1847: pubblicazione di Emily Brontë.
La vita delle 3 sorelle fu costellata da eventi tragici e numerosi critici, tra cui Elizabeth Gaskell, nella sua opera Life of Charlotte Brontë, le elevarono a mito di genialità spontanea. Ma è da puntualizzare che se crebbero orfane di madre, lontane dalla città e prive di una scolarizzazione istituzionale, l’anticonformismo del padre le espose fin da piccole alla discussione di temi politici e sociali, che trattarono nei loro romanzi, immergendoli in universi vivaci e fantastici.
Charlotte Brontë
Charlotte: visionaria, indipendente e soggetta a crisi depressive fu l’unica delle sorelle a conoscere la fama in vita grazie al suo romanzo Jane Eyre, pubblicato nel 1847 con uno pseudonimo maschile, un’opera considerata scandalosa: racconta in prima persona l’educazione sentimentale di un’orfana che, dopo un susseguirsi di abusi nell’infanzia e nella prima adolescenza, diviene governante presso la dimora di un gentiluomo libertino dal torbido passato, di cui finisce per innamorarsi.
Con quest’opera Charlotte scardinava ogni ideale femminile vittoriano poiché Jane rifiutava di omologarsi allo stereotipo dell’angelo del focolare. Jane viene descritta come poco attraente, dotata di una forte passionalità, ritenuta poco appropriata per una donna dell’epoca. Una delle scene più contestate è quella in cui Jane si dichiara al suo padrone.
L’opera si conclude con il matrimonio con un Rochester menomato [per sposarsi devono aspettare che Bertha muoia → morirà in un incendio provocato da lei stessa a causa della sua follia, perché essendo sposato, il loro matrimonio non sarebbe riconosciuto dalla Chiesa] e lei diviene una donna di successo. Rifiuta di subordinarsi all’uomo. Chi esce sconfitto dalla vicenda è Bertha, la prima moglie di Rochester, che è folle ed è rinchiusa in soffitta. Bertha rappresenta lo stereotipo del soggetto coloniale da tenere confinato in lontananza, Jane è ben istruita a differenza di Elizabeth di Pride and Prejudice. Sempre nel 1847 vennero pubblicate le uniche opere delle sue sorelle: Agnes Grey di Anne e Cime Tempestose di Emily.
Emily Brontë
Emily: la sua opera narra la storia d’amore tra Heathcliff e Catherine cresciuti nella tenuta Wuthering Heights, che dà il titolo al romanzo. I due hanno condiviso esperienze e sentimenti e l’amore di lei sembra l’unica cosa che addolcisce il carattere difficile di lui → un trovatello, origini non chiare, adottato dalla famiglia di Catherine, orfana di madre e padre alcolizzato.
Questo romanzo è considerato un capolavoro della letteratura universale. È un romanzo che colpisce per la sua brutalità, per la sua assenza di una morale ma anche la costruzione narrativa e i complessi spostamenti temporali. Heathcliff incarna i valori dell’eroe byroniano e nel romanzo si fondono anche elementi gotici quali necrofilia, esperienze paranormali e la fantasia. Catherine, invece, appare come una donna desiderosa di incarnare i valori maschili, anche lei rifiuta di incarnare i valori tipici della donna vittoriana. Singolare è la scena in cui su un taccuino annota i nomi degli uomini che l’hanno posseduta per sottolineare il suo ruolo di figlia, amante e moglie e la sua sottomissione.
Elizabeth Gaskell
Pioniera della working-class novel, il romanzo proletario, prende le parti degli operai che vengono sfruttati, come Dickens in Oliver Twist, in cui si descrivono le squallide condizioni di vita degli operai nelle nuove città industriali. Offre un quadro della realtà industriale del suo tempo: le sue simpatie vanno agli operai sfruttati, i cui gesti di ribellione vengono giustificati dalle tragiche situazioni in cui sono costretti a vivere. L’autrice comprende gli errori dei padroni e i problemi dei lavoratori, che conosce personalmente.
Nell’opera North and South spiega il conflitto di classe, offrendo deboli giustificazioni per l’operato tirannico dei padroni e enfatizza i problemi degli operai nella gestione degli scioperi. Tratterà poi anche problematiche matrimoniali in Moglie e figlie, ebbe molto successo, in cui prevalgono leggerezza e ironia → le differenze di classe portano le protagoniste a dei compromessi, caratterizzati da infelicità, frustrazione o noia.
George Eliot
- Middlemarch - 1871-1872: pubblicazione di George Eliot.
Pseudonimo di Mary Ann Evans. Figura intellettuale tormentata; studiosa di filosofia ed etica. Pubblicò il suo capolavoro, Middlemarch, nel 1871-1872. Si tratta di una narrazione multipla a trame intrecciate sulla condizione matrimoniale. Se la conclusione tipica del romanzo borghese, ad esempio in quelli della Austen o di Dickens, era il matrimonio a “lieto fine”, per la Eliot quello stesso matrimonio apre il romanzo della vita quotidiana.
Influenzata dalla propria impossibilità di coronare con giuste nozze la lunga relazione con lo studioso positivista H. G. Lewis, la Eliot analizza le problematiche del rapporto tra sessi attraverso la comprensione del narratore per le umane imperfezioni e l’ottica del saggista. Scelte matrimoniali sbagliate, compiute per immaturità, rovinano i due protagonisti della storia, il medico Lydgate, anziano studioso e tirannico, e Dorothea, incapace di comprendere le aspirazioni di lui. Popolano l’opera caricature di entrambi i sessi.
La Eliot mette in evidenza l’importanza del dialogo tra i coniugi nel matrimonio, la necessità di motivazioni e interessi fuori dal focolare domestico per le donne nella consapevolezza che la vita non si arresta in un improbabile lieto fine dopo il matrimonio. Nella conclusione del romanzo con la rinuncia di Dorothea al patrimonio del marito defunto, in nome dell’amore per il giovane Ladislaw, la Eliot prende le distanze dal buon senso e dalla razionalità tipiche dei romanzi della Austen, nei romanzi della Eliot matrimonio non fa rima con patrimonio. Come la loro creatrice, divisa tra il sogno della campagna innocente della sua infanzia e la realtà tormentata della cultura metropolitana, anche loro, i personaggi, non riescono che a vivere la provincia, lacerati tra concezioni esistenziali che contrastano con il loro sapere.
Anthony Trollope
Ottenne un notevole successo con 3 cicli di romanzi di ambientazione provinciale, i primi 2, e politico, il terzo. Il più famoso tra i romanzi del primo ciclo è Le torri di Barchester, uno spaccato della vita clericale vittoriana in cui il sacerdozio è visto non come una missione, ma come una professione redditizia. Propone un mondo in cui si agitano personaggi senza particolari qualità, preoccupati di reggere il gioco tra apparenza e sostanza. Non stupisce che la lusinga del successo venga alla fine rifiutata dal protagonista in nome di una sicura mediocrità.
Charles Dickens
- Il circolo di Pickwick - 1837: pubblicazione di Charles Dickens;
- Oliver Twist - 1837-1838: pubblicazione;
- David Copperfield - 1849-1850: pubblicazione;
- A Christmas Carol - 1845: pubblicazione;
- Hard Times - 1854: pubblicazione;
- Great Expectation - 1860: pubblicazione.
Nacque da una famiglia piccolo borghese in cattive condizioni economiche. A 12 anni dovette interrompere gli studi perché suo padre fu arrestato per debiti e lavorò per un periodo in una fabbrica di lucida da scarpe → esperienze che riportò nel David Copperfield. Più tardi divenne giornalista e collaborò con alcuni giornali umoristici. I suoi romanzi descrivono l’evoluzione del regno della regina Vittoria: si passa dall’ottimismo, progresso della società, dei primi anni al pessimismo della seconda metà del regno. Rappresenta storie che devono essere verosimili.
Nel 1837 raggiunse il successo con Il circolo Pickwick, un romanzo che narra una serie di avventure comiche e picaresche di numerosi personaggi, pubblicato a puntate in dispense mensili. Lo spirito di osservazione di Dickens, che aveva affinati nel tempo, viene messo a punto nei Pickwick Papers, in cui vengono create caricature della borghesia in ascesa, ad esempio:
- Negativo: truffatore Jingle;
- Positivo: Sam Weller, un arguto servitore che