Che cos'è la religione: temi, metodi, problemi
La religione è una realtà culturale proteiforme, riflessa in realtà sociali, psicologiche e antropologiche. A un certo punto la religione è diventata sinonimo di superstizione, ma oggi viviamo dopo la secolarizzazione. Anche Bush crede in Dio e in nome di esso si uccide. Valori religiosi sono sedimentati nel nostro terreno culturale.
Concetti di religione attraverso i tempi
Ogni epoca ha elaborato diversi concetti di religione. Una generazione fa, la religione sembrava un relitto senza prospettive, vivo solo in zone marginali del pianeta. Oggi è tornata ad essere un fattore di importanza pubblica e sociale, processi immigratori e riplasmazione culturale. L'Europa è abitata da molti islamici e l'Islam diventa europeo mutando. La conoscenza del fatto religioso sarà punto nevralgico del bagaglio conoscitivo da formare per costruire la propria identità. Religioni vivono "oltre la secolarizzazione", nell'epoca della globalizzazione.
La secolarizzazione è il processo in cui la religione ha perduto importanza politica e pubblica e si è trasformata in fenomeno privato. Non riesce a rendere conto di un fenomeno: rinnovata centralità pubblica e funzioni sociali. Rivoluzione tecnologica ha inciso sulla comunicazione del messaggio religioso. Religione è sia in rete che della rete. Globalizzazione minaccia le identità storiche.
La Chiesa cattolica, istituzione "universale", è sfidata dalla rete, da modalità emozionali di cristianesimo (forme pentecostali del "cristianesimo del sud"), dal venir meno della memoria culturale. All'inizio del Novecento Weber e Durkheim, sociologi della religione, hanno in mente le aspirazioni universali delle religioni universali.
Studiando la globalizzazione, formazione di campo unico globale, si prestò scarsa attenzione al fenomeno privato individuale, centrale per la secolarizzazione. Ora processo di revisione. Sfera pubblica e privata non più dualisticamente separate (Giddens), es. questioni bioetiche al centro del dibattito pubblico. Robertson: in globalizzazione, questione dell'identità sociale sempre più importante. Religione ricostruisce identità societaria in connessione con le agenzie politiche.
Per Robertson, la religione è espressione tipica culturale (modello cultural studies). È portata a valorizzare ciò che è diverso e discontinuo in relazione con le altre fedi. Nuova forma di sincretismo, la società setaccia la scena globale in cerca di simboli rilevanti per la propria identità. Tratti di pluralismo e relativismo in religione globalizzata, es. quella giapponese. Secondo Geertz, è un mondo in frammenti, con blocchi culturali smembrati, realtà circoscritte e differenziate. Movimento mondiale centrifugo.
Identità religiosa e pluralismo
Cosa si intende per identità? Concetto utile ma il suo uso non è neutro, iscritto in un sistema di pensiero. Uso di due modelli: essenzialista e fissista o dinamico e costruttivista. Immagine di identità come fuoco virtuale, continuum in movimento. Con la globalizzazione, si è passati dal religioso per tradizione al religioso per scelta. Un tempo problema conservazione, oggi problema costruzione identità labile e mutevole. Ritorno a identità indotte e inventate.
Religioni sono prodotti storici, realtà dinamiche. Per studiarle si applicano metodi per studiare le identità individuali e collettive socio-culturali, adottando una prospettiva esterna attraverso l'identificazione dello straniero e quella interna di autoidentificazione, con alla fine l'interazione delle due prospettive. Identità religiosa definita in funzione di tre elementi: permanenza nel tempo e nello spazio di un soggetto, possibilità di delimitare questo soggetto rispetto ad altri, sua capacità di riconoscersi ed essere riconosciuto.
Le variazioni sono innestate su di un continuum, e quindi si può parlare di identità. Pluralismo religioso: scenari di convivenza e confronto, anche conflittuale, tra religioni differenti. Europa definita come cristiana, fenomeno pluralismo già presente in tarda antichità (cristiani, pagani ed ebrei), a Roma, Alessandria, Antiochia, plasma volto Europa medievale. Irrompe anche Islam. Nel mondo moderno è nuovo il tratto di individualismo, scelta personale.
Religione e secolarizzazione
Berger negli anni '70 insiste sulla perdita di importanza pubblica delle religioni tradizionali, ma l'imporsi del fenomeno religioso privato. Definizione di religione che tende a coincidere con il sacro, l'interesse supremo del singolo. Religioni istituzionali ora fondate su opzioni private del singolo. Non più destino ma scelta. Relativismo fedi e invisibilità religioni istituzionali, con conseguenza pluralismo tradotto in supermarket delle fedi. Determinanti la scelta dei consumatori e il loro consumo, prodotto che maggiormente interessa. La secolarizzazione è stata fenomeno soprattutto europeo.
Teoria di Berger presuppone una secolarizzazione oggettiva, una perdita di importanza di religioni istituzionali a favore di religiosità alternativa. Di contro è emerso un trend diverso negli ultimi 20 anni. Negli USA c'è stato un aumento di affiliati, soprattutto di sette, tramite scelta razionale. Religione è "interpretazione della situazione", capacità del credente di orientare le proprie scelte.
Lo Stato democratico non può assumere il punto di vista di una parte etica o religiosa, neutralizzazione avvenuta tramite regolazione statale spazi per esercizio libertà religiosa. Duplice crisi: rappresentanza politica e Stato laico, tensione tra religione e politica. Pluralismo religioso interpretato come minaccia all'identità collettiva, e come eclisse degli orizzonti di senso. Il movente del fedele non è più l'aldilà, ma l'auto identificazione di sé in questo mondo. Crisi Stato laico, crisi della fiducia nella scienza e nella ragione.
L'Islam non ha partecipato al progetto dello stato laico. Religione civile: tentativo di ricercare una base non religiosa ma su cui possano concordare anche le religioni (consenso etico), per superare i contrasti. In paesi come Francia, Italia e Spagna, dove vige la separazione tra stato e chiesa, oggi i rappresentanti delle grandi religioni sono presentati come autorità morali a cui fanno appello i poteri pubblici, vescovi, imam e rabbini consultati in materia etica o di istruzione. Legge morale però non prevale su quella civile. Ciò che riporta le religioni in primo piano è il loro indietreggiare, lo stato accogliendo l'identità religiosa la riporta a orizzonte secolare.
Religione e cyberspazio
Nuova agorà di Internet: in partenza sono tutti uguali. Sette e culti esoterici invadono la scena, competendo ad armi pari con quelli più grandi. Il tempo virtuale azzera le memorie culturali. La rete è sia pulpito che confessionale. Il cyberspazio è opposto allo spazio tradizionale, fatto di burocrazia e istituzioni: è caos, anarchia, frammento. Passato, tradizione vs. progresso, futuro. Esiste la religione postmoderna? Fluidità e liquidità della condizione postmoderna si riflettono sulla religione.
Storia e scienze delle religioni
Nascita della storia comparata delle religioni
Nella seconda metà dell'Ottocento nasce la storia comparata delle religioni, poi l'approccio multidisciplinare porta a Scienze delle religioni. Il Secolo dei Lumi impone di indagare sulla religione come fenomeno naturale costitutivo dell'essere umano. Liberazione da teologia, vaglio ragion critica. Incontro tra studio storico-etnografico e riflessione filosofica.
"Invenzione della mitologia", IV sec. a.C., convergenza tra sapere storico di Erodoto e Ecateo e sapere filosofico. Elaborano critica al mito, a colpi di logos, e nasce la mitologia, discorso e classificazione sul mito, appartenente ad un passato superato. Modello critica religiosa. Scandalo di dei le cui azioni erano inconciliabili con l'etica, dialettica tra mythos e logos, ispira il rapporto tra religione e ragione critica. Prologo della futura storia delle religioni.
Relativismo sofistico: costumi popoli sono autonomi. Filo barbarismo: curiosità verso l'altro. Erodoto si confronta con Egizi, storia che indaga credenze, culti e divinità. La teologia di Talete e Anassimandro è seconda interpretazione, sforzo di cogliere l'anima e base comune a teorie religiose.
Sforzo sofistico di porre l'uomo e il suo logos a misura di tutte le cose. Protagora sostiene che divinità non sono indagabili. Altri vedono l'uomo come misura anche degli dèi, dal V sec. a. C. e Senofane di Colofone apre la concezione antropomorfica degli dèi, che ognuno si figura a propria immagine e somiglianza.
Secondo il sofista Prodico, gli antichi veneravano come dèi il nutrimento e quanto è necessario alla vita. Il pane era Demetra, il vino Dioniso, l'acqua Poseidone, il fuoco Efesto, ecc., ecc., a cui seguirono altre tre prospettive: interpretazione psicologica della religione, prodotto del timore e della paura, interpretazione politica di Crizia della religione come instrumentum regni, e l'interpretazione evemeristica, prototipo di quella eziologica. Si ribadiva la natura umana di Zeus, che era stato un guerriero che voleva proclamare le proprie imprese come divine. Dèi erano benefattori, eroi, un po' come i sovrani che desideravano essere oggetto di culto.
Nel mondo romano, invece, fu Terenzio Varrone a lasciare un'opera antiquaria, mettendo in rilievo la centralità politica della religione romana. Divide la teologia in tre: mitica, fisica e statale. Quella mitica è per lui inaccettabile, quella fisica fonde esegesi allegorica dei miti, quella politica mescola pratiche rituali pubbliche con credenze, la macchina divina romana ha funzione sociale e politica.
Rottura dell'unità religiosa e illuminismo
Nel Cinquecento ci fu una rottura dell'unità religiosa confessionale, scoperti nuovi mondi e dilatandosi il confine del territorio religioso. Tre principali fedi cristiane (cattolica, luterana e calvinista), ebraismo, Islam. A essi si contrappone il tentativo di guardare al mondo con razionalità.
Nel Medioevo solo filosofi e teologi ragionavano sul fenomeno, e l'obiettivo era quello di affermare la propria identità come l'unica vera. Las Casas compara le idolatrie degli indigeni a quelle degli antichi pagani. Tentativo di addomesticamento dell'alterità religiosa. Verso la metà del Seicento, col Trattato spinoziano e la ricerca di Richard Simon, nasce il problema della storicità del testo sacro. Con Locke il posto della storia sacra viene preso dalla storia della ragione. I fenomeni eccentrici come la visione o la profezia vanno ricondotti alla psicologia.
Illuminismo: critica del pensiero mitico. La storia delle religioni ha una base illuministica, ma anche una romantica (importanza data alla storia). Gli uomini religiosi sono uomini storici per un processo di individualizzazione della storia. La nuova visione del mondo dell'Ottocento culmina nell'evoluzionismo scientifico. Herbert Spencer tenta di dare una lettura evoluzionistica al mondo sociale.
Antropologia evoluzionistica: quali sono le origini della religione? Ipotetica unità psichica dell'umanità. Selvaggi hanno mente razionale in fase di sviluppo. Credenze semplici portano ad adorare un unico Dio (stadio finale). Rintracciare i germi primitivi diventa scopo principale delle Religioni comparate. Si vogliono mettere a confronto per decidere quali affermazioni e valori siano più attendibili.
Il mana polinesiano è forza impersonale, distinta dal potere fisico, che agisce per il bene o per il male ed è vantaggioso poter controllare. In epoca vittoriana lo spiritualismo è dilagante. Animismo figlio di un'epoca che vede il diffondersi dell'elettricità. Lo scozzese Andrew Lang osservò come il concetto di un dio creatore, paterno, onnisciente e onnipotente si trovava presso le popolazioni più arretrate.
James Frazer inaugura rapporto tra magia e religione. Teorie dinamistiche ribattono sull'importanza di una realtà, potere o potenza, come "origine" della religione, potere presente in tutti gli oggetti.
Antropologia e scienze umane
Idea di società post cristiana evita definizioni personalistiche del divino. Antropologia, sociologia, psicologia e linguistica costituiscono i rami del nuovo albero delle scienze dell'uomo. Oltre alla storia bisogna conoscere l'inconscio e le funzioni sociali, invisibili e anonime. Anti intellettualismo di Durkheim: sottolinea dimensione emozionale. Freud: mondo pulsionale dell'inconscio. Weber: attenzione individuo e suoi interessi. Enigma del moderno, anima senza fissa dimora.
Psicologia della religione è ramo della psicologia scientifica, nasce negli USA. Religione in funzione dell'efficienza pratica. Nell'evangelismo americano dell'800 tema del risveglio (twice born). Ogni esperienza ed emozione si trovano in religione. Si può studiare in modo quantitativo e statistico, per trovare leggi comportamentali, oppure in prospettiva idiografica (casi particolari), con enfasi su individualità. Questionari/statistiche vs diari e autobiografie. Ultimo metodo è tuttora dominante in America. Studio della dimensione psicologica. Fortuna fino agli anni '20.
Per Freud la religione è appagamento di desideri ancestrali, sfugge alle verifiche della scienza, rapporti tra credenza e desiderio. Trova analogia tra meccanismo della nevrosi ossessiva e la pratica religiosa. Alla base vi è la rinuncia e la repressione di moti pulsionali, generatori di sentimenti di colpa. Relega in secondo piano il contenuto del pensiero, dietro al cerimoniale. Le cause dell'agire religioso sono latenti. Durkheim cerca nelle cause sociali il motore della pratica. Freud mette in luce la natura conflittuale dei processi psichici.
Realizzazione del desiderio, controllo degli stimoli, duplicità dei processi di pensiero, genesi della coscienza, ideale dell'io, aspetto libidinale e aggressivo sono fattori da esaminare. Jung è antitetico e complementare, contrappone fantasia e intuizione. Realtà dell'anima, irrazionale al pari della vita, rappresentata come inconscio collettivo, conoscibile attraverso le sue manifestazioni simboliche, gli archetipi, forme a priori e categorie del pensiero. Religione è manifestazione della coscienza nel singolo, Jung si interessa ad alchimia e gnosi, ipotizza i concetti di processo di ricerca e individuazione del sé.
Sociologia e religione
Sociologia: pionieri sono Saint Simon, Comte in Francia e Spencer in Inghilterra. A Comte appariva scontata l'inevitabile perdita di importanza sociale del cristianesimo (e non solo): prima tesi della secolarizzazione. Ipotizza che un'altra forma religiosa secolare avrebbe preso il suo posto. Scuola sociologica francese nasce con l'intenzione di realizzare quel programma di religione civile posto per primo da Rousseau. Fattore di integrazione sociale, creatore e alimentatore di simboli collettivi, per promuovere l'azione sociale e fare da collante al tessuto sociale. Le forze che muovono le masse erano pulsioni collettive. Obbligatorietà sociale del vincolo religioso. Teoria sociale collettiva è ipotizzata da Durkheim. Sottolinea il primato della società sull'individuo, le istituzioni sono risultato azione collettività. Dato emozionale collettivo della religione, trascendimento dell'egoismo individuale. Riti più barbari o miti più strani traducono qualche bisogno umano, aspetto vita individuale o sociale.
In Weber invece è l'individuo al centro, complementare a Durkheim. Vita è realtà irriducibilmente irrazionale. Ciò che si può studiare è la singola individualità, frutto di una scelta in relazione a valori condizionati. Incontro di forza tra campi contrastanti. Gli interessi, non le idee, dominano l'attività dell'uomo, e si muovono lungo i binari delle idee. Forza della religione si manifesta nel carisma, la logica nella particolare razionalità che contraddistingue l'agire magico e religioso. Analisi sull'etica economica delle religioni, i concetti religiosi portano in sé stessi la loro legge e forza coercitiva.
Autonomia della religione e fenomenologia
Autonomia della religione: risposta in svolta fenomenologica dei primi del Novecento da cui sorge una nuova corrente a metà tra le due guerre. Si forma concezione idealistica della religione, essa contiene un'idea iniziale che ha in sé embrionalmente il proprio sviluppo. Alcuni identificano tale essenza col Sacro. Qui nasce la Scienza della religione, per disciplinare questa autonomia. Tre basi: 1) empirica, analisi storico-filologica delle tradizioni, 2) comparazione, con aiuto sociologia e psicologia, per affrontare la dimensione sincronica del fenomeno 3) comprensione, la sua essenza, il sacro.
Concezione dell'homo religiosus, cara a Eliade, è ideologia dietro alla quale vi è esigenza di autonomia assoluta della religione. Fin dall'inizio essa si pone come esperienza vissuta del misterioso rapporto e impulso verso il mistero. Nuova categoria: Erlebnis, esperienza vissuta, cuore della vita religiosa. La psicologia descrittiva è chiave di accesso al centro di vita del sacro. Fondazione della fenomenologia della religione, a fine ottocento indicava la dimensione sistematica dell'indagine religionistica, individuazione e classificazione di gruppi di manifestazione religiosa.
Poi nel 1933 l'olandese Van der Leeuw dà uno statuto specifico alla fenomenologia della religione, indaga cioè il fenomeno in quanto prodotto dell'incontro tra soggetto e oggetto che si manifesta. Quindi l'oggetto è preservato nella sua autonomia di realtà, vs riduzionismo positivistico, che manifesta il sacro. La potenza si manifesta in forma impersonale (oggetto) e poi personale (soggetto) e ciò è l'azione sacra. Fenomenologo deve partecipare e sintonizzarsi con ciò che osserva per comprendere appieno il fenomeno religioso.
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