1.1 L’esigenza di un pluralismo culturale e di un’apertura a saperi
diversi
L’economia aziendale. Gli istituti e le aziende
L’economia aziendale nasce nel 1926 per opera di Gino Zappa, per garantire
delle conoscenze che l’economia politica non era più in grado di offrire, in
quanto le teorie formulate dall’economia generale erano sempre più
inadeguate per spiegare i reali comportamenti delle aziende. Per questo
condizioni di vita
l’economia aziendale si presuppone il compito di conoscere le
e le manifestazioni di esistenza delle aziende. Si configura come una scienza
positiva e generale che osserva le dinamiche economiche delle aziende nel loro
ordine
mutare. Attinge da altre scienze e attraverso il loro contributo studia l’
economico degli istituti, nonché l’azienda. Risulta quindi fondamentale
l’apertura a saperi diversi, quali ad esempio il diritto. La “forma” in cui
l’azienda si presenta all’ambiente è giuridica, nonostante la sua essenza
profonda sia economica. Sono necessarie regole giuridiche che salvaguardino i
principi economici che sovrintendono al funzionamento dell’azienda e alla
stakeholders.
tutela degli interessi dei suoi
1.2 L’economia aziendale dell’Economia aziendale
Le scienze economiche si compongono e
dell’Economia politica.
Entrambe hanno in comune l’attività di produzione e il consumo di beni al fine
di soddisfare bisogni; l’economia politica osserva complessi aggregati per cui
elabora delle teorie economiche; l’economia aziendale analizza aggregati
minori, studiando i fenomeni aziendali e le teorie economiche utili a tutti gli
istituti. Entrambe sono orientate all’innovazione e alla ricerca di modalità
sempre migliori per lo svolgimento dell’attività economica. Nello specifico
l’economia aziendale si occupa di studiare il comportamento economico delle
gestione, organizzazione rilevazione
aziende attraverso l’attività di e nelle loro
condizioni di esistenza e manifestazioni di vita. Vuole quindi combinare
l’innovazione tecnologica con quella economica, ponendosi come fonte del
progresso economico e civile.
1.3 Le persone, l’attività economica, l’economia aziendale
Al fine di soddisfare i propri bisogni, ossia stati d’insoddisfazione che provocano
l’attività economica,
situazioni di disagio, gli uomini svolgono procurandosi beni
e servizi. I soggetti che partecipano all’attività economica sono le famiglie, le
imprese, lo Stato e le organizzazioni
Sistema Economico.
no-profit. Essi sono il centro del Per attività economica
operazioni di produzione e consumo
s’intende lo svolgimento di di beni
operazioni di trasformazione tecnica
economici, attraverso che si svolgono
operazioni di negoziazione.
negli istituti ed
produzione economica
La è l’insieme delle operazioni tramite cui i beni sono
trasformati, attraverso l’uso di energie umane e materiali, per far sì che
soddisfino i bisogni.
negoziazioni
Le si caratterizzano a seconda dell’oggetto scambiato (beni
pubblici, privati, mezzi monetari, copertura di rischi e lavoro) e si svolgono
secondo condizioni di scambio e forme contrattuali. La ragion d’essere della
cooperazione
società e la condizione necessaria per il suo funzionamento è la
rendita organizzativa
intelligente tra le persone, che produce una che spetta a
quelli che cooperano. Questa cooperazione nasce da comportamenti virtuosi
che sono funzionali alla massimizzazione del benessere individuale. In termini
economici l’azione coordinata in istituiti produce due fenomeni rilevanti
risultato residuale,
“rendita organizzativa” e “risultato residuale”. Il frutto della
cooperazione e dell’incertezza, è ciò che resta ex-post dopo aver remunerato
tutti sulla base dei patti.
Può essere positivo o negativo e spetta a uno o più soggetti che hanno
contribuito all’attività organizzativa; l’attribuzione del risultato residuale è
fondamentale per determinare la struttura di governo dell’istituto. Al suo
l’azionista,
interno, infatti, riconosciamo due figure: ossia colui che sottoscrive
l’obbligazionista,
un rischio investendo nel capitale sociale; ossia colui che
finanzia la società prestando denaro e ottenendo un ritorno economico
attraverso gli interessi.
2.1 Gli istituti. Le aziende. La specializzazione economica
2.1.1. Gli istituti istituzioni,
La vita delle persone nella società è caratterizzata dalla presenza di
ossia di regole e strutture di comportamento stabiliti per singoli e gruppi. Le
istituti,
società che assumono caratteri d’istituzioni sono dette ossia elementi
costituiti per durare nel tempo, di carattere ordinato e autonomo. L’attività
economica si svolge negli istituiti e per relazione fra istituti. L’economia
aziendale studia gli istituiti in cui l’attività economica è rilevante e si manifesta
sotto forma di ricavi, costi, risparmi, investimenti, movimenti monetari, rapporti
di debito e credito, patrimoni e capitali. Essi sono: famiglia, imprese, istituti
pubblici (Stato) e istituti
no-profit. un’azienda
Per definizione è l’ordine economico di un istituto, ossia l’insieme
degli accadimenti economici disposti secondo proprie leggi. Perciò alle quattro
azienda familiare di consumo
classi d’istituiti corrispondono le classi di aziende:
e gestione patrimoniale; azienda di produzione; azienda composta pubblica;
azienda no-profit. fine generale
Queste quattro classi hanno in comune il del
mezzo
soddisfacimento dei bisogni umani e del che è l’attività economica;
fini immediati strutture (assetto
distinti sono i e le loro caratteristiche
istituzionale, combinazioni produttive, organismo personale, assetto tecnico e
organizzativo patrimonio). fini immediati
e di I di un’azienda familiare sono
l’appagamento dei bisogni dei suoi membri; per l’azienda di produzione, sono
la produzione di remunerazioni per i prestatori di lavoro e i conferenti di
capitale di rischio; per le aziende pubbliche composte, la produzione e il
consumo di beni pubblici e la produzione di remunerazione per i prestatori di
lavoro; per le aziende no-profit la produzione di remunerazioni e di produzione
e consumo dei beni da parte dei membri.
Inoltre l’economia aziendale si occupa anche degli aggregati di aziende, cioè gli
insiemi di aziende caratterizzate da forti relazioni istituzionali, come i consorzi,
i gruppi economici, i franchising, l’Unione Europea o le Nazioni Unite.
2.2 Le aziende
Le aziende familiari di consumo e di gestione patrimoniale
La famiglia è l’istituto primario della società, le cui finalità sono di ordine
fine economico immediato
sociale, etico e religioso e il cui consiste
(interessi
nell’appagamento dei bisogni delle persone che la compongono
economici istituzionali). Tra i fini economici della famiglia rientra anche il
soddisfacimento di attese economiche di persone che non ne sono membri,
interessi economici non istituzionali. un’azienda
vale a dire degli La famiglia è
di consumo patrimonio
combinata ai fattori lavoro e studio, il suo è costituito
da beni di conferimento da eredità e da risparmio e, in relazione al patrimonio,
gestioni patrimoniali.
si attuano I redditi derivano dal lavoro e dalla gestione
patrimoniale. La famiglia partecipa al finanziamento di produzioni e di consumi
tributi.
degli istituti attraverso il pagamento di
I redditi percepiti non sono interamente spesi e vanno a contribuire alla
creazione del risparmio, che può poi essere impiegato.
In sintesi i fenomeni tipici dell’azienda familiare sono: redditi di lavoro e della
gestione patrimoniale, consumi, risparmi, investimenti e patrimoni.
Le aziende di produzione
L’impresa è un istituto economico-sociale con caratteri dominanti e finalità
fine
economici; fondamentale per la produzione dei beni economici privati. Il
economico immediato è la produzione di remunerazione. I portatori degli
interessi economici istituzionali sono i prestatori di lavoro e i conferenti di
capitale di rischio, cui sono destinate le remunerazioni prodotte dall’impresa,
che diventano poi redditi e patrimoni della famiglia, secondo combinazioni
(stipendi, quote di utili, variazioni di valore delle quote conferite di
varie
capitale risparmio, distribuzioni di quote di capitale risparmio). Mentre i
d’interessi economici non istituzionali
portatori sono fornitori, clienti, conferenti
di capitale di risparmio e lo Stato.
impresa
Se per intendiamo un istituto nel quale alla produzione economica
corrisponde il formarsi sistematico di costi e ricavi, allora l’ordine strettamente
l’azienda di produzione.
economico dell’impresa è Nelle aziende il fine di
produzione di remunerazioni si realizza secondo processi economici differenti,
ad esempio nelle imprese industriali, attraverso combinazioni di processi di
trasformazione fisico-tecnica e di scambio di merci e servizi.
In generale tutte le imprese sono caratterizzate dalla combinazione di
prestazioni di lavoro con capitale di risparmio e dal pagamento di tributi.
Le aziende composte pubbliche
Si tratta dell’unione delle famiglie e delle altre società che si compongono in
comunità politiche nazionali. Il suo scopo è di perseguire il progresso sociale e
spirituale dei suoi membri e per questo lo Stato si articola in varie
istituti pubblici
amministrazioni territoriali (Regioni, Provincie, Comuni), dette
territoriali. Le aziende composte pubbliche sono l’ordine economico degli
istituti pubblici territoriali e in esse si attuano i processi economici di
beni pubblici
produzione di e di consumo degli stessi, cui segue la raccolta dei
tributi.
aziende di produzione e consumo
Le sono l’ordine economico degli istituti
pubblici.
fini economici immediati
I sono l’appagamento dei bisogni pubblici delle
produzione e consumo di beni pubblici
persone attraverso la e la
interessi economici istituzionali
remunerazione dei lavoratori. I portatori degli
sono tutti i componenti dell’entità politica e i lavoratori, mentre i portatori degli
interessi economici non istituzionali sono i fornitori e i conferenti di capitale di
prestito.
Le aziende no-profit
Gli istituti no-profit sono di natura privata e prevedono il divieto di distribuire il
risultato residuale e il patrimonio fra i membri. S’ispirano a finalità di ordine
sociale, morale e culturale; attuando in ambiti quali cultura, istruzione, ricerca,
sanità ecc.
fine economico immediato
Il è il soddisfacimento dei bisogni di alcune
d’interessi economici
categorie di persone o dell’intera collettività. I portatori
istituzionali sono gli associati,
i donatori, lo Stato e i lavoratori (con varie configurazioni a seconda che
l’associazione sia chiusa, aperta, istituti di beneficienza o fornitori di servizi a
d’interessi
prezzi limitati o produttori di beni d’interesse collettivo). I portatori
economici non istituzionali sono i fornitori,
i conferenti di capitale di prestito, i clienti e lo Stato. I processi sono di
produzione di beni e raccolta di contributi privati sotto forma di donazioni e
lavoro volontario.
Gran parte dell’attività economica di produzione non si svolge all’interno delle
famiglie per via del fenomeno delle economie di specializzazione e delle
limitate dimensioni economiche della famiglia. Questo perché le persone
specializzate sono più efficienti e la produzione da unità produttive
specializzate è superiore a quella ottenibile da una famiglia, per questo
conviene produrre grandi volumi di uno stesso bene da cedere, piuttosto che
produrre piccoli volumi di beni destinati all’autoconsumo familiare.
Le persone possono operare come entità singole scambiandosi input e output
costi di transazione,
del mercato, seppure ciò comporti dei ossia costi di
negoziazione, molto elevati poiché la razionalità limitata delle persone deve
confrontarsi con incertezza e complessità, per cui i comportamenti
opportunistici rendono difficile la ricerca di un partner per realizzare scambi.
Per questo conviene aggregarsi in un’unica autorità, in cui i costi di
aggregazione sono più bassi rispetto a quelli del mercato. Al contrario però
l’intera attività economica non può concentrarsi nell’ambito di un’unica grande
“organizzazione”, ciò fa sì che si disperdano enormi volumi di conoscenze e
capacità individuali e sociali, diffondendo un senso d’iniquità e diminuendo la
motivazione al lavoro.
Riconoscere accanto alla famiglia, altre tre macro classi deriva dall’opportunità
di sfruttare l’efficienza delle imprese che operano nei mercati, stimolati dalla
concorrenza, dalle competenze, dalle capacità imprenditoriali che sono
finalizzate a massimizzare il benessere individuale; ma anche dalla necessità
d’interventi statali laddove l’azione privata provocherebbe inefficienza o
iniquità; e inoltre dalla possibilità di dare spazio ad attività d’ispirazione
altruistica.
Inoltre all’interno di ogni istituto possono crearsi realtà molto diverse, dovute ai
differenti prodotti e mercati che determinano scelte di dimensione,
localizzazione, ecc.; la ricerca di competitività nei confronti delle altre imprese
e quindi lo sviluppo di competenze distintive e l’adozione di particolari
strategie; l’innovazione; competenze diverse. Vi sono, però, anche alcuni fattori
che portano all’omologazione quali l’imitazione delle forme distintive di
un’impresa di successo; l’adattamento a modelli d’impresa ritenuti “normali”;
l’uniformità nel tempo e nello spazio delle regole formali; l’integrazione tecnica
dei mercati attraverso lo sviluppo di fonti di energia, sistemi di comunicazione
e trasporto, dei mercati finanziari regolamentati.
modelli di configurazione dei sistemi economici:
In generale esistono quattro
modello dell’autoconsumo,
● il formato dalle famiglie, al cui interno si
svolgono tutte le attività di produzione e consumo, perciò quanto
prodotto è destinato solo all’autoconsumo. Esso presenta una
specializzazione di terzo livello, ossia una ripartizione di compiti fra i
membri. Questo modello rappresenta le economie “primitive”;
modello atomistico di mercato,
● il in cui singole persone svolgono in
autonomia la propria attività di specializzazione, secondo i meccanismi
del “mercato”;
modello della gerarchia totale,
● il in cui un’organizzazione statale centrale
pianifica l’attività economica e le singole persone sono specializzate e il
loro coordinamento è nelle mani della gerarchia centrale. Questo modello
è quello delle economie socialiste;
modello della pluralità di istituti specializzati,
● il in cui il sistema
economico e sociale è formato da numerosi istituti e le singole imprese
sono coordinate da un’entità centrale aziendale e le relazioni fra le varie
imprese sono regolate dal mercato.
3.1 Le combinazioni economiche di un istituto
L’insieme delle operazioni economiche svolte dalle persone in un istituto
combinazioni economiche generali.
compone le L’economia aziendale si occupa
dei fenomeni che si manifestano nell’azienda e nel suo ambiente, che vanno a
sistema degli accadimenti,
costituire il nell’ambito del quale una posizione
dominante è costituita dalle combinazioni economiche generali. Per
comprendere l’economia degli istituti (come si formano costi e ricavi, utili e
perdite, ecc.) è necessario saper analizzare la struttura delle combinazioni
economiche che in essi si svolgono.
3.2 L’articolazione delle combinazioni economiche delle imprese
3.2.1 Le coordinazioni economiche parziali e le negoziazioni
Le coordinazioni parziali coordinazioni economiche
Le combinazioni economiche generali si articolano in
parziali, funzione insieme di
cioè l’insieme dei processi che hanno una e un
competenze specialistiche applicate al loro svolgimento. Spesso sono dette
semplicemente “funzioni” e sono classificabili in:
● configurazione dell’assetto istituzionale;
● gestione;
● organizzazione;
● rilevazione.
configurazione dell’assetto istituzionale
Le operazioni di determinano la
nascita, trasformazione e svolgimento dell’impresa. In esse si decidono i fini, i
campi d’attività, le strutture di governo e le alleanze dell’azienda.
gestione
La è l’insieme delle operazioni attraverso cui l’impresa gestisce la
gestione
produzione economica. Essa si compone di cinque sottoinsiemi:
caratteristica, gestione finanziaria, gestione patrimoniale, gestione assicurativa
gestione tributaria.
e organizzazione
L’attività di consiste nel disegnare l’assetto organizzativo
dell’impresa e la gestione dei prestatori di lavoro, cioè l’assegnazione di
compiti e responsabilità e inoltre si occupa anche di gestire i sistemi di
ricompensa e sviluppo delle persone.
rilevazione
Le operazioni di sono svolte dalle imprese per disporre di dati e
informazioni, esse infatti consistono nella raccolta, elaborazione e diffusione di
dati.
Le negoziazioni
Tutte le classi di attività (configurazione dell’assetto istituzionale, gestione,
operazi
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