ENZIMI E
CATALISI
ENZIMATICA
ENZIMI
I sistemi viventi sono caratterizzati da un’enorme varietà di
reazioni biochimiche, la maggior parte delle quali viene mediata
da una serie di eccezionali catalizzatori biologici conosciuti con il
nome di enzimi (si conoscono altri catalizzatori come i ribozimi e
abzimi).
I ribozimi sono una speciale classe di RNA che hanno attività
enzimatica e che catalizzano varie reazioni soprattutto nel
metabolismo dell’RNA e nella sintesi proteica.
Un abzima è un anticorpo monoclonale con capacità catalitiche.
È detto anche catmab (sempre dall'inglese catalitic monoclonal
antibody = anticorpo monoclonale catalitico). Gli abzimi possono
essere prodotti artificialmente, ma sono stati anche trovati nel
nostro organismo, come alcuni anticorpi peptidici intestinali anti-
vasodilatatori. Gli abzimi artificiali fanno parte della categoria
degli enzimi sintetici. ENZIMI
Gli enzimi di differenziano dai normali catalizzatori chimici
per alcuni punti importanti:
1. Velocità di reazioni più elevate. Le velocità delle reazioni
catalizzate dagli enzimi sono di solito da 10 a 10 volte
6 12
maggiori delle corrispondenti reazioni non catalizzate e sono
di almeno qualche ordine di grandezza più veloci rispetto alle
corrispondenti reazioni catalizzate chimicamente.
ENZIMI
Gli enzimi di differenziano dai normali catalizzatori chimici
per alcuni punti importanti:
2. Condizioni di reazione più moderate. Le reazioni
catalizzate enzimaticamente avvengono in condizioni
relativamente moderate: temperature inferiori a 100°C,
pressione atmosferica e pH vicino alla neutralità. Al contrario
una catalisi chimica efficiente richiede spesso temperatura e
pressione elevate e valori di pH estremi.
3. Maggiore specificità di reazione. Gli enzimi hanno un
grado di specificità molto più elevato nel riconoscimento sia
dei substrati (reagenti) sia dei prodotti rispetto ai catalizzatori
chimici.
4. Capacità di regolazione. Le attività enzimatiche di molti
enzimi variano quando devono rispondere a concentrazioni di
sostanze diverse dai loro substrati. I meccanismi di questi
processi regolatori includono il controllo allosterico, la
modificazione covalente degli enzimi e variazioni nelle
quantità di enzima sintetizzato.
ENZIMI
Gli enzimi formano buona parte delle
proteine conosciute e sono spesso proteine
globulari. Quasi tutti i nomi degli enzimi
terminano in "-asi" per convenzione.
• Singolo enzima: Ureasi;
• Complesso enzimatico: Piruvato
deidrogenasi.
Gli enzimi sono classificati in:
• Idrolasi: gli enzimi che tagliano un substrato mediante idrolisi, ne
fanno parte le proteasi (che tagliano altre proteine) e le nucleasi (che
tagliano acidi nucleici, cioè DNA e RNA).
• Sintasi: enzimi che sintetizzano una nuova molecola a partire da due
substrati, generalmente per condensazione.
• Isomerasi: enzimi che trasformano un ligando in un suo isomero
modificandolo chimicamente a livello dei legami.
• Polimerasi: enzimi che associano varie molecole costituendo un
polimero, per esempio un acido nucleico.
• Chinasi: enzimi che aggiungono gruppi fosfato ad alcune molecole.
• Fosfatasi: enzimi che rimuovono gruppi fosfato da alcune molecole.
• Ossido-reduttasi: enzimi che ossidano e riducono alcune molecole,
ne fanno parte le ossidasi, le reduttasi e le deidrogenasi.
ENZIMI
IUBMB (International Union of Biochemistry and Molecular
Biology): organismo internazionale che si occupa della
classificazione funzionale e sistematica degli enzimi e della loro
denominazione: http://www.iubmb.unibe.ch
EC X.Y.Z.T
X = classe;
Y = sottoclasse;
Z = sotto-sottoclasse;
T = numero dell’enzima nella sotto-sottoclasse.
Per esempio: Alcool + NAD → Aldeide o chetone + NADH
+
• Nome comune: alcool deidrogenasi;
• Nome sistematico: alcool:NAD ossidoreduttasi;
+
• EC 1.1.1.1
Numero dell’enzima nella sotto-sottoclasse
con NAD o NADP come accettori
La sotto-sottoclasse – + +
agiscono sul gruppo di donatori CH-OH
La sottoclasse –
Ossidoreduttasi
La classe - ENZIMI
Gli enzimi catalizzano le reazioni nelle condizioni biologiche: a pH
= 7.4, a T = 37°C e nell’ambiente acquoso intracellulare.
Una caratteristica delle reazioni
enzimatiche è quella di avvenire
all’interno di una particolare tasca,
detta sito attivo; la molecola che si
lega in maniera specifica al suo
interno è detta substrato.
L’enzima diidrofolato reduttasi col suo
substrato NADP (in rosso): non legato (a
+
sinistra) e legato (a destra); l’altro substrato,
il tetreidrofolato (in giallo), è invece sempre
legato all’enzima. In questo modello, il NADP +
ENZIMI
SPECIFICITÀ DI SUBSTRATO
1. Le forze non covalenti attraverso le quali i substrati e
le altre molecole si legano agli enzimi sono lo stesso tipo
di forze che regolano le conformazioni delle proteine.
2. In entrambi i casi sono coinvolte forze di Van der Waals,
forze elettrostatiche, legami idrogeno e interazioni
idrofobiche.
3. In generale, un sito che lega il substrato è una cavità o una
fessura sulla superficie di una molecola di enzima
complementare, come forma, al substrato
(complementarietà geometrica).
4. I residui aminoacidici che formano il sito di legame
interagiscono specificatamente con il substrato mediante
forze attrattive (complementarietà elettrostatica).
5. Nella maggior parte degli enzimi, i siti di legame per il
substrato sono quasi sempre preformati, ma subiscono alcuni
cambiamenti conformazionali in seguito al legame con il
substrato (adattamento indotto).
ENZIMI
Gli enzimi sono molto specifici sia nel legare substrati chirali sia
nel catalizzare le loro reazioni. Questa stereospecificità si origina
dal fatto che gli enzimi, grazie alla loro insita chiralità (le proteine
sono costituite solo da L-aminoacidi), formano siti attivi simmetrici.
Per esempio, l’alcol deidrogenasi del lievito (YADH) catalizza
l’interconversione dell’etanolo in acetaldeide:
In questa reazione l’anello del NAD viene ridotto, portando alla
+
formazione di NADH. ENZIMI
L’etanolo è una molecola prochirale, può
diventare cioè chirale in seguito alla sostituzione
di uno dei suoi atomi di idrogeno del gruppo
metilenico. Gli atomi di idrogeno metilenici sono
chimicamente equivalenti, ma occupano nello
spazio posizioni diverse realtivamente ai
sostituenti CH e OH del carbonio metilenico e
3
quindi possono essere diversamente riconosciuti
La stereospecificità della YADH è stata dimostrata da esperimenti
dal sito attivo dell’enzima.
condotti da Westheimer e Vennesland:
1. usando etanolo deuterato si produce NADD:
ENZIMI
2. se il NADD viene isolato ed usato nella reazione inversa, il
deuterio viene trasferito quantitativamente all’etanolo:
3. se viene prodotto l’enantiomero dell’etanolo mostrato nel
passaggio precedente, questo non è in grado di trasferire il
deuterio al NAD :
+
Queste osservazioni indicano che la YADH è in grado di distinguere
tra gli atomi di idrogeno “pro-R” e “pro-S” dell’etanolo e che
trasferisce solo l’idrogeno “pro-R”.
ENZIMI
La maggior parte degli enzimi sono molto selettivi nei confronti
dell’identità dei gruppi chimici dei loro substrati. Questa
specificità geometrica è una condizione più importante della
stereospecificità.
Il grado di specificità geometrica degli enzimi può variare
considerevolmente. Un piccolo gruppo di enzimi sono del tutto
specifici per un solo composto. La maggior parte di essi, però,
catalizza le reazioni di un piccolo numero di composti molto simili
tra loro. ENZIMI
Alcuni enzimi, in particolare quelli digestivi, sono così permissivi
per quanto riguarda i substrati accettabili che è più appropriato
chiamare le loro specificità geometriche “preferenze”. Alcuni
enzimi non sono specifici neanche nei confronti del tipo di
reazione catalizzata; la chimotripsina, per esempio, oltre a
essere capace di catalizzare l’idrolisi del legame peptidico, è in
grado di idrolizzare anche un legame estere.
ENZIMI
I gruppi funzionali delle proteine possono facilmente
partecipare a reazioni acido-base, formare alcuni tipi di legami
covalenti transitori e prendere parte a interazioni carica-carica.
Essi sono invece meno adatti a catalizzare reazioni di ossido-
riduzione e molti tipi di processi che implicano il trasferimento di
gruppi. Gli enzimi possono catalizzare questo tipo di reazioni ma
soltanto se sono in associazione con piccole molecole dette
cofattori.
Alcuni cofattori, es. NAD , sono associati solo transitoriamente
+
con una certa molecola enzimatica, così da funzionare come
cosubstrati.
Altri cofattori, chiamati gruppi prostetici, sono associati in
modo permanente alla loro proteina, spesso mediante legami
covalenti. ENZIMI
ESEMPI DI ENZIMI CHE CONTENGONO COME COFATTORI IONI INORGANICI
Fe o Fe Catalasi, Citocromo ossidasi, Perossidasi
2+ 3+
Cu Citocromo ossidasi
2+
Zn Anidrasi carbonica, Alcol deidrogenasi
2+
Mg Glucosio-6-fosfatasi, Esochinasi, Piruvato chinasi
2+
Mn Arginasi, Ribonucleotide reduttasi
2+
Ni Ureasi
2+
Mo Dinitrogenasi
Se Glutatione perossidasi
K Piruvato chinasi
+
ESEMPI DI ENZIMI E COENZIMI CHE TRASFERISCONO GRUPPI CHIMICI
COENZIMA GRUPPI TRASFERITI ENZIMI
Carbossilasi
CO
Biotina 2 Acil-transferasi
Coenzima A gruppi acilici Decarbossilasi
Tiamina pirofosfato gruppi idrossialchil. Amminotransferasi
Piridossalfosfato gruppo amminico Transferasi C 1
Tetraidrofolato formil, metilen, metil
ENZIMI
I coenzimi vengono modificati chimicamente dalle reazioni enzimatiche a
cui partecipano. Per poter completare un ciclo catalitico, il coenzima deve
ritornare al suo stato originale.
Per quanto riguarda i gruppi prostetici, la rigenerazione avviene in una
fase separata dalla reazione enzimatica.
Nel caso di cosubstrati la reazione di rigenerazione può essere
catalizzata da un enzima diverso.
Molti organismi non sono in grado di sintetizzare certe porzioni della
molecola dei coenzimi essenziali; queste sostanze devono essere presenti
nella dieta dell’organismo e sono quindi chiamate vitamine.
ENZIMI
Molti coenzimi sono stati scoperti come fattori di crescita di
microrganismi o come sostanze in grado di curare malattie. Per
esempio, il componente nicotinamide del NAD o il suo
+
analogo acido carbossilico acido nicotinico (niacina) sono in
grado di curare nell’uomo la malattia fatale chiamata pellagra,
causata da una deficienza alimentare.
I sintomi della pellagra includono diarrea, dermatite e demenza.
Nella dieta umana le vitamine che sono precursori dei
coenzimi sono tutte vitamine idrosolubili, mentre le vitamine
liposolubili, come la vitamina A e D, non sono componenti dei
ENZIMI
La reazione di un atomo di idrogeno con l’idrogeno biatomico
(H ) porta alla formazione di una nuova molecola di H e di un atomo
2 2
di idrogeno diverso: H −H + H → H + H −H
A B C A B C
In questa reazione, H deve avvicinarsi alla molecola biatomica
C
H −H in modo che, ad un certo punto della reazione, esisterà un
A B
complesso ad alta energia (instabile) rappresentato da
H ∙∙∙H ∙∙∙H . In questo complesso il legame covalente H −H è in
A B C A B
procinto di rompersi, mentre il legame H −H è in procinto di
B C
formarsi.
I reagenti di solito si avvicinano l’uno all’altro seguendo il
percorso con la minima energia libera, quella che si chiama la loro
Il punto della reazione corrispondente alla maggiore energia libera è
coordinata di reazione. Un grafico con in ascissa la coordinata di
chiamato stato di transizione del sistema.
reazione e in ordinata l’energia libera è chiamato diagramma dello
stato di transizione oppure diagramma della coordinata di
reazione.
I reagenti ed i prodotti sono stati che possiedono il minimo di
energia libera, e lo stato di transizione corrisponde al punto più
alto del diagramma. ENZIMI
Se gli atomi nel sistema di reazione sono di diverso tipo,
come nella reazione: A + B → X → P + Q
‡
dove A e B sono i reagenti, P e Q sono i prodotti e X rappresenta
‡
lo stato di transizione, il diagramma dello stato di transizione non
è più simmetrico perché vi è una differenza di energia libera tra i
reagenti e i prodotti.
In entrambi i casi ΔG , l’energia libera dello stato di transizione
‡ ENZIMI
Il passaggio attraverso lo stato di transizione richiede solo
da 10 a 10 s, per cui la concentrazione dello stato di
-13 -14
transizione in un sistema di reazione è piccola. ‡
La velocità di reazione è proporzionale a e , dove R è la
-ΔG /RT
costante dei gas e T è la temperatura assoluta. Quindi, maggiore
è il valore di ΔG , minore sarà la velocità di reazione. Questo
‡
avviene perché maggiore è il valore di ΔG , minore sarà il numero
‡
di molecole di reagente che avranno sufficiente energia termica
Di solito le reazioni chimiche sono costituite da più tappe. Per
per raggiungere l’energia libera dello stato di transizione.
una reazione a due tappe come: • Se l’energia di attivazione
A → I → P
della prima tappa è maggiore
di quella della seconda tappa,
dove I è un intermedio della reazione, vi sono due stati di
la prima tappa è più lenta
transizione e due barriere energetriche di attivazione.
della seconda;
• Se l’energia di attivazione
della seconda tappa è
maggiore di quella della prima
tappa, la seconda tappa è più
lenta della seconda;
ENZIMI
In una reazione a tappe multiple, la tappa con lo stato di
transizione avente la maggiore energia libera si comporta come
un “collo di bottiglia” ed è quindi chiamata tappa che
determina la velocità di reazione.
I catalizzatori agiscono abbassando l’energia libera dello stato
di transizione della reazione che deve essere catalizzata.
La differenza tra i valori di
ΔG per la reazione
‡
catallizzata e per quella
non catalizzata ΔΔG ,
‡cat
indica l’efficienza del
catalizzatore. L’aumento
di velocità (il rapporto tra
le velocità delle reazioni
catalizzata e non
catalizzata) è dato da e
-
‡ .
ΔΔG cat/RT
Un catalizzatore abbassa la
barriera di energia libera
dello stesso fattore sia che
la reazione proceda in un
ENZIMI
Mentre un catalizzatore può accelerare la conversione dei
reagenti nei prodotti (oppure dei prodotti indietro nei reagenti), la
probabilità che la reazione netta avvenga in una direzione
o nell’altra dipende solo dalla differenza di energia libera tra i
reagenti e i prodotti.
Se il ΔG <0, la reazione procede spontaneamente dai
• reazione
reagenti verso i prodotti.
Se ΔG >0, è la reazione inversa (dai prodotti verso i
• reazione
reagenti) e procede spontanamente.
Un enzima non può alterare il ΔG ; può soltanto diminuire il
reazione
ΔG per consentire alla reazione di raggiungere l’equilibrio (dove
‡
la velocità della reazione diretta e di quella inversa sono uguali)
più velocemente che se la reazione non fosse catalizzata.
ENZIMI
1. I catalizzatori riducono l’energia libera dello stato di
transizione ΔG stabilizzando lo stato di transizione della
‡
reazione catalizzata.
2. L’efficienza degli enzimi è dovuta alla loro specificità nel
legare i substrati combinata alla disposizione dei gruppi
catalitici.
I tipi di meccanismi catalitici utilizzati dagli enzimi sono
stati classificati come:
• catalisi acido-basica;
• catalisi covalente;
• catalisi favorita da ioni metallici;
• catalisi elettrostatica;
• catalisi favorita da effetti di prossimità e di orientamento;
• catalisi favorita dal legame preferenziale del complesso dello
stato di transizione. ENZIMI
La CATALISI ACIDA GENERALE è un processo in cui il
trasferimento di un protone da un acido abbassa l’energia libera
dello stato di transizione di una reazione. Per esempio, una
reazione di tautomerizzazione cheto-enolica avviene molto
lentamente a causa dell’elevata energia libera dello stato di
transizione che ha una struttura simile a un carboanione. La
donazione di un protone all’atomo di ossigeno riduce il carattere
carbanionico dello stato di transizione, accelerando in questo
modo la velocità di reazione.
ENZIMI
U
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