ECONOMIA AZIENDALE I – Parte contabile
Il sistema del capitale e del risultato economico è stato ideato da Aldo Amaduzzi; considera i debiti e crediti
di finanziamento come conti originari e semplifica le cose, individuando solo due tipi di conti: quelli
finanziari e quelli economici. Questo è il sistema più diffuso.
Le 4 operazioni di gestione sono: →
1- Operazioni di finanziamento liquidità si muove in entrata (operazione esterna)
Reperire risorse monetarie da investire in azienda a titolo di capitale di rischio (capitale proprio) in
primis e poi a titolo di capitale di credito.
→
2- Operazioni di investimento liquidità si muove in uscita (operazione esterna)
Impiego della liquidità ottenuta col finanziamento per acquistare fattori produttivi specifici, ovvero
conversione del fattore produttivo generico (denaro) in fattore produttivo specifico.
Si acquistano anche fattori produttivi di esercizio (ad esempio le materie sono fattori anticipati e il
lavoro e servizi da terzi, utenze, consulenze sono correnti).
→
3- Operazioni di vendita (disinvestimento) liquidità in entrata (operazione esterna)
Si chiude il ciclo della produzione quando il prodotto finito, ottenuto con l’operazione di
trasformazione, viene collocato sul mercato di sbocco.
→
4- Operazioni di trasformazioni non ci sono movimenti di liquidità (operazione interna)
Il problema della trasformazione che sfugge alla registrazione contabile in prima battuta rientra
annualmente il 31/12 con le scritture di assestamento.
Sistema contabile: insieme coordinato di conti raccolti intorno ad un determinato oggetto complesso.
Riguarda il contenuto delle scritture contabili.
Metodo contabile: insieme delle norme che definiscono forma, ordine e modalità di tenuta dei conti.
La gestione aziendale si svolge in un primo momento cognitivo dove si studiano le attività e si prendono
decisioni e in un secondo momento operativo dove vengono attuate le scelte e si realizzano le operazioni
di gestione vere e proprie.
FUNZIONAMENTO DE SISTEMA CONTABILE E DEL RISULTATO ECONOMICO
Ogni operazione registrata contabilmente va sempre vista da DUE DIVERSI PUNTI DI VISTA:
➔ movimentazione di liquidità (conto originario → conto finanziario)
➔conto che spiega il motivo del movimento (conto derivato → conto economico)
I conti funzionano in modo antitetico: da una parte si scrivono gli aumenti e da un lato le diminuzioni.
→
Conti di natura diversa, funzionano in modo antitetico, una col (+) e una col (-) MOVIMENTO DUPLICE,
CONTESTUALE, ANTITETICO.
1- Ogni operazione va vista da due diversi punti di vista:
- aspetto finanziario collegato ai movimenti di liquidità
- aspetto economico che ci dice la causa di quel movimento
2- Ogni operazione di gestione che genera movimenti di liquidità deve essere registrata contabilmente.
3- Ogni operazione si registra attraverso i conti (prospetto a forma di T); il conto è formato da due sezioni,
DARE (sinistra) e AVERE (destra).
4- Ogni conto va intestato, ovvero va chiamato con un nome.
5- Il conto dopo essere intestato va aperto (o acceso) e vanno inseriti gli importi:
- si dice addebitare un conto quando si mette un importo in dare
- si dice accreditare un conto quando si mette un importo in avere
6- Il saldo conto è la somma algebrica delle variazioni di tale conto e può manifestare un’eccedenza dare o
eccedenza avere.
7- Ci deve sempre essere un costante bilanciamento nei conti: se un valore lo scrivo in dare lo devo
sempre scrivere anche in avere.
8- Chiudere un conto vuol dire, dopo aver determinato il saldo, iscrivere un valore uguale nella sezione
opposta e metterlo in bilancio.
9- Accanto ad ogni importo ci deve sempre essere la data dell’operazione.
PERMUTAZIONE NUMERARIA FINANZIARIA = Quando coinvolge due conti entrambi finanziari (es: prelievo
dal c/c postale e verso in cassa), ovvero è l’operazione di accensione di un mutuo in contanti
CONTO DI TRANSITO = Il conto debiti v/fornitori è un conto di transito rappresentato dalla liquidità differita
in uscita, mentre il conto crediti v/clienti è un conto di transito rappresentato dalla liquidità differita in
entrata. Quando avviene il pagamento/riscossione il conto di transito si chiude
CONTI DI RETTIFICA = hanno sempre la stessa natura del conto che vanno a rettificare
Conti finanziari (conti originari)
• Variazioni finanziarie positive (VF+)
- entrata di denaro
- aumento di crediti (entrate differite)
- diminuzione di debiti
• Variazioni finanziarie negative (VF-)
- uscita di denaro
- diminuzione di crediti
- aumento di debiti
Conti economici (conti derivati)
• Variazioni economiche negative (VE-)
- aumento di costi
- diminuzione di capitale netto
- decrementi di ricavi (eccezionale)
• Variazioni economiche positive (VE+)
- aumento di ricavi
- aumento capitale netto
- decrementi di costi (eccezionale)
SUDDIVISIONE DEI CONTI RISPETTO ALLA LORO NATURA – sottocategorie di conti finanziari ed economici
CONTI FINANZIARI (ORIGINARI)
• numerari (finanziari in senso stretto):
Sono conti bi-fase ovvero funzionano sia in dare sia in avere.
Scambio denaro contro beni
Vanno messi nello stato patrimoniale
- certi: denaro (cassa, c/c bancario, postale) → liquidità attuale
- assimilati: crediti e debiti di funzionamento (crediti v/clienti, debiti v/fornitori) → liquidità differita
(sostituiscono temporaneamente entrata/uscita di denaro)
- presunti: ratei e fondi (assestamenti) → liquidità presunta
• crediti e debiti di finanziamento (finanziari in senso lato)
Sono conti bi-fase ovvero funzionano sia in dare sia in avere.
Scambio denaro contro denaro
Vanno messi nello stato patrimoniale
CONTI ECONOMICI (DERIVATI)
• di reddito: danno origine a costi e ricavi d’esercizio
I conti economici di reddito sono uni-fase funzionano o in dare oppure in avere
Vanno messi nel conto economico se si riferiscono all’esercizio o all’anno (es. energia elettrica)
Vanno messi nello stato patrimoniale se si riferiscono a più anni (es. impianto)
• di capitale: capitale sociale, riserve, risultato d’esercizio
I conti economici di capitale sono conti bi-fase, ovvero funzionano sia in dare sia in avere
→
Vanno messi nello stato patrimoniale perché non contribuiscono con l’utile
STATO PATRIMONIALE E CONTO ECOMONICO
Sono due prospetti che fanno da sintesi di tutti i conti, sono i prospetti fondamentali per il bilancio
STATO PATRIMONIALE
Ci dice tutto quello che esiste in azienda in quel determinato momento (è paragonabile ad una fotografia
di quello che esiste in azienda al momento).
In questo prospetto non ci deve essere tutto quello che esisteva prima ma solo quello che esiste nel
momento in cui si fa lo Stato Patrimoniale. Lo stato patrimoniale contiene VALORI DI STOCK.
CONTO EONOMICO
Prospetto che ci dice quanto è stato e come si è formato il risultato dell’esercizio.
È l’elenco di tutti i costi e ricavi d’esercizio avuti fino a quel momento e che hanno determinato un
utile/perdita. Il conto economico contiene VALORI DI FLUSSO.
La differenza tra i costi e i ricavi ci da l’utile o la perdita.
*Il conto economico il 31/12 sparisce e di conseguenza anche tutti i mastrini del CE.
Rimane solo lo stato patrimoniale, che verrà aggiornato il 01/01 e diventerà l’anello di congiunzione da un
anno all’altro.
*Nei due prospetti viene riportato solo il saldo conto e non ogni operazione volta per volta.
Se non ho il conto, dal bilancio non posso capire come si è formato il saldo.
➔ conti finanziari numerari vanno nello stato patrimoniale
➔ conti finanziari crediti e debiti di funzionamento vanno nello stato patrimoniale
➔ conti economici di capitale vanno nello stato patrimoniale
➔ conti economici di reddito: se sono conti riferiti all’esercizio vanno nel conto economico se invece sono
riferiti a conti pluriennali vanno nello stato patrimoniale
UTILE/PERDITA DELL’ESERCIZIO
Utile/perdita = Ricavi – Costi
L’utile va nel passivo dello stato patrimoniale. →
Questo perché c’è servita a finanziare tutto l’attivo è una sorta di forma di finanziamento.
L’utile è dei soci.
La perdita ha bruciato le risorse, infatti va messa nel passivo con il segno meno.
La perdita ricade sui soci.
→
PATRIMONIO NETTO quello che va dato ai soci
Patrimonio netto = capitale + utile/perdita
IVA – Imposta sul valore aggiunto
Secondo l’art.53 cost. tutti i cittadini sono tenuti al pagamento delle imposte in relazione alla propria
capacità contributiva.
L’IVA (imposta sul valore aggiunto) è un’imposta indiretta sui consumi, introdotta con il DPR 633/1972, e ha
sostituito l’IGE (imposta generale sulle entrate).
La particolarità di questa imposta è che va a colpire solo il consumo finale e non il consumo intermedio, a
prescindere dal reddito o patrimonio del consumatore finale.
Si basa su un meccanismo che permette alle imprese di non pagarla e di colpire così il consumatore finale
di ultima istanza, sul quale viene traslata con meccanismo a cascata (il consumatore finale è l’ultimo anello
di questo meccanismo e non potrà scaricare l’imposta su nessun altro soggetto).
Presupposti IVA
➔ Presupposto oggettivo: ci deve essere una cessione di beni o prestazione di servizi
➔ Presupposto territoriale: l’operazione deve essere effettuata all’interno del territorio dello Stato italiano
➔ Presupposto soggettivo: la cessione di beni o prestazione di servizi deve essere nell’esercizio di
un’impresa, arti e professioni (ovvero l’IVA può essere applicata dalle imprese, ma non dai privati ad
esempio)
Ci sono anche casi in cui l’IVA non deve essere applicata, come nel caso delle:
- operazioni fuori campo iva, ovvero quelle che non hanno i presupposti (es: esportazioni,
operazioni tra privati)
- operazioni esenti (prestazioni di particolare valore sociale come servizi funebri, spese mediche,
spese trasporto pubblico ecc…).
Non sono soggetti a imposta il costo del lavoro, interessi, compravendita titoli e partecipazioni.
Base imponibile = valore del bene/servizio sul quale si calcola l’IVA
Aliquote = sono diverse, quella ordinaria è del 22%
Fattura = obbligo a carico dell’imprenditore che dichiara la cessazione del bene o la prestazione del
servizio.
È un documento fiscale nominativo e deve avere:
- i dati di chi vende (cedente)
- i dati di chi acquista (cessionario)
- data e numero fattura
- base imponibile
- l’ammontare dell’IVA
- Totale
La fattura viene emessa per:
- I beni, al momento della consegna
- I servizi, al momento del pagamento
- I beni immobili, al momento del rogito (notaio)
Calcolo IVA
L’iva va calcolata sulla base imponibile:
PREZZO = BASE IMP + BASE IMP x 0,22
Es. BI = 100, iva 22% → 100*0.22 = 22 → 100 + 22 = 122 è il prezzo finale
Calcolo IVA sulla base imponibile
IVA : 22 = BASE IMP : 100
Scorporo IVA sul prezzo totale
PREZZO CON IVA : BASE IMP = 122 : 100
- 100 è la mia base imponibile
- 122 è il prezzo con IVA del 22%
IVA indetraibile
IVA viene detta indetraibile se:
- i beni formano oggetto dell'attività propria dell'impresa;
- se i beni formano oggetto di somministrazione in mense scolastiche, aziendali o interaziendali;
- se i beni formano oggetto di somministrazione mediante distributori automatici collocati presso le
aziende.
Esempio
La società Alfa produce jeans, e li vende alla società Beta a 100 + iva.
A sua volta Beta li vende a Gamma a 150 + iva.
Gamma infine vende al sig. Rossi a 190 + iva.
● →
Alfa: 100*0.22 = 22 IVA 100+22 = 122 prezzo finale
● →
Beta: 150*0.22 = 33 IVA 150+33 = 183 prezzo finale
● →
Gamma: 190*0.22 = 41.80 IVA 190+41.80 =231.80 prezzo finale
CASO ALFA: versa all’erario i 22 di iva pagati in più da Beta
CASO BETA: ha un credito verso l’erario di 22 ma deve versare i 33 di iva pagati in più da Gamma; quindi,
Beta ha un debito verso l’erario di 11 (33 - 22)
CASO GAMMA: ha un credito verso l’erario di 33 ma deve versare i 41.80 di IVA pagati in più dal sig. Rossi
(consumatore finale), quindi Gamma ha un debito verso l’erario di 8.80 (41.80 - 33).
Gli importi pagati dalle imprese coincidono con l’importo di IVA pagato dal consumatore finale, infatti 22 +
11 + 8.80 = 41.80.
Quindi:
- Alfa e Beta e Gamma ci vanno in pari
- IVA grava solo sul consumatore (sig. Rossi)
- Viene versato allo Stato la quota giusta (41,80)
Spiegazione meccanismo
Questo meccanismo sulla carta dovrebbe garantire la neutralità dell’IVA, in quanto è tassato solo il
consumatore finale.
In pratica, anche se le aziende ci vanno in pari perché la differenza la versano sempre allo Stato, comunque
possiamo dire che l’iva non è perfettamente neutrale per due motivi:
1. PROBLEMA FINANZIARIO DI LIQUIDITA’: al momento dell’acquisto l’impresa paga l’iva con i soldi suoi e
quindi usa liquidità che poi andrà a recuperare in un secondo momento (anche tra molto tempo).
Finché l’azienda non vende i prodotti vanta un credito verso lo Stato finché non verserà l’iva a debito
(in pratica l’impresa anticipa l’iva).
2. PROBLEMA AUMENTO IVA: se l’iva aumentasse (cosa molto probabile in questi anni) si venderanno
meno beni a causa del prezzo più alto del prodotto finale e questo provocherebbe meno ricavi per
l’azienda (l’imprenditore si arrabbia non perché pagherà di più lui ma perché i clienti acquisteranno
meno a causa del prezzo maggiore).
La scelta di fare così per lo Stato ha principalmente 2 motivi:
1- Maggior controllo
2- Lo stato incassa prima, poco per volta e non quanto dura tutta la filiera produttiva
Liquidazione IVA a fine mese
Riassunto di tutte le operazioni ogni mese per vedere se bisogna dare allo Stato qualcosa.
Raggruppamento in un unico conto ERARIO C/IVA e storno i conti iva a credito e iva a debito.
Erario c/iva va nello Stato Patrimoniale e dipende in che sezione se è credito o debito (se il saldo è positivo
si ha un credito che viene riportato in detrazione al mese dopo, se il saldo è negativo si ha un debito e va
versato).
➔ VERSAMENTO IVA (mod. F24) il 16° giorno del mese successivo.
La liquidazione dell’iva viene fatta:
- ogni mese per le imprese in regime fiscale ordinario
- ogni trimestre per imprese in regime fiscale semplificato o per contribuenti minori
Tutte le aziende sono obbligate a versare un ACCONTO ANNUALE.
IMPORTANTE: quando si registra il pagamento di premi assicurativi non si paga l’iva.
MUTUO PASSIVO
È una forma di finanziamento a titolo di credito a medio-lungo periodo.
Prevede il pagamento di interessi periodici, in genere ogni sei mesi e il rimborso del capitale che può
avvenire in due modi:
1- in un’unica soluzione alla scadenza: in questo caso gli interessi sono calcolati periodicamente sull’intero
importo del capitale
2- periodicamente in più rate: in questo caso gli interessi vengono calcolati ogni anno sul valore residuo
del debito
(le banche chiedono anticipatamente il pagamento di spese di istruttoria per la pratica del mutuo; queste
spese sono stornate all’atto del versamento delle somme in banca e questo costo rappresenta oneri
pluriennali e quindi saranno iscritti nello SP e ammortizzati per il numero di anni del mutuo)
RATA MUTUO = QUOTA CAPITALE + QUOTA INTERESSI
● Quota capitale = prestito : numero rate
● Quota interessi = Gli interessi sono calcolati sulla quota capitale che ho
ℎ ℎ ( %)
Interessi per mesi (12) = 1200
ℎ ℎ ( %)
Interessi per giorni (365) = 36500
SPESE DI TRASPORTO
Queste spese riguardano l’operazione di acquisizione di fattori produttivi correnti e sono oneri accessori di
acquisto.
In generale le spese di trasporto possono essere addebitate in fattura dal venditore (il venditore fa il
trasporto con mezzi propri), sulle quali va calcolata l’iva direttamente in fattura (COSTI NON
DOCUMENTATI) oppure addebitati da un vettore che emette una fattura separata (COSTI DOCUMENTATI).
Vanno a questo punto chiariti due aspetti riguardo alle spese di trasporto addebitate da un vettore: a chi
competono le spese di trasporto e chi le paga materialmente.
Il contratto ci dice di chi è la competenza delle spese di trasporto, ovvero chi deve sopportare il costo e
quindi l’unico che può registrare il conto spese di trasporto in contabilità
CLAUSOLE DI COMPETENZA – di chi è la competenza
→
FMC (Franco Magazzino Compratore) competenza del venditore
Le spese sono di competenza di chi vende (i beni devono essere portati al magazzino del compratore da
parte del venditore, quindi le spese sono a suo carico).
La merce è franca (disponibile senza ulteriori spese) al magazzino del compratore.
→
FMV (Franco Magazzino Venditore) competenza del compratore
Le spese sono di competenza di chi compra (i beni devono essere presi dal magazzino del venditore
direttamente dal compratore e quindi le spese per il trasporto sono a suo carico).
La merce è franca (disponibile senza ulteriori spese) al magazzino del venditore. (nel caso di azienda
industriale viene chiamato spesso franco fabbrica)
CLAUSOLE DI PAGAMENTO – chi paga materialmente le spese
→
PAF (PF) (Porto Affrancato) paga le spese il venditore
l venditore paga mater
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