IL DILEMMA DI EUTIFRONE
Il dilemma di Eutifrone apre il corpus platonico suddiviso in 9 tetralogie. Questo è un dialogo della
giovinezza di Platone dove viene trattato il tema della pietà e i protagonisti del dialogo sono Socrate
e Eutifrone. Esso è un dialogo aporetico, ovvero non si arriva ad una conclusione
PERSONAGGI:
• Eutifrone: sacerdote, indovino, rappresentante del mito, ormai decaduto.
• Meleto: figlio di un poeta tragico, giovane senza alcuna autorità e sconosciuto a Socrate, ma venne
istigato da Anito
• Anito: uomo politico ateniese sostenitore della democrazia, il quale nella sua giovinezza fu
discepolo di Socrate
TRAMA:
Socrate sta andando al tribunale dell'arconte re (magistrato addetto alle cause religiose) per rispondere
alle accuse di empietà e corruzione dei giovani (diffonderebbe tra i giovani nuove divinità, come il
→
“daimon socratico”, inducendoli ad allontanarsi dalle divinità comuni accusa che lo porta alla
condanna a morte per mezzo di un veleno) che gli sono state mosse contro da Meleto, e si impatta in
Eutifrone.
Eutifrone sta andando in tribunale in quanto accusatore = accusa suo padre di aver lasciato morire
uno schiavo in una fossa. Egli lo condanna per purificarsi, in quanto ha paura di essere contaminato
dalla colpa del padre. Per evitare la contaminazione utilizza una procedura civile al posto di rituali
religiosi = il tribunale sostituisce il rito religioso
→ INIZIO DEL DIALOGO: SI SVILUPPA IL DIALOGO SOCRATICO TRA I DUE SUL
CONCETTO DI HOSION (santo) E HOSIOTES (santità)
a) Santo: in generale ciò che è conforme alla legge divina, una norma a cui la violazione equivale
ad un’offesa diretta e indiretta agli dei
b) Santità: riguarda il rapporto tra uomo e dio, e anche tutto ciò che è stato tutelato e garantito dagli
dei, ma anche il rapporto tra la famiglia, gli uomini, la città.. 1
→ Socrate conclude che E deve essere un grande esperto di cose sante e giuste, se condanna
addirittura il suo stesso padre a giudizio; quindi, gli domanda di istruirlo sulla giustizia, o meglio
poiché essendo lui stato citato in giudizio con l’accusa di empietà,
ancora, sulla natura del santo,
possa redimersi con la conoscenza di cui dispone il suo interlocutore in questo campo (→ USA
L’IRONIA)
discorso correlato al caso dell’omicidio, dal momento in cui nella cultura greca
Natura del santo:
l’omicida è colui che si fa “anosios” = empio. Comprendiamo che tutti i filosofi della religio civilis,
(di cui in qualche modo fa parte anche E) sono accusati di empietà
parentesi sul metodo dell’ironia in Socrate
Metodo utilizzato per far comprendere l’ignoranza degli individui gettandoli nel dubbio, in quanto
solo così possono mettere in atto un processo di ricerca
Poi per mezzo della confutazione, Socrate mostra l’inconsistenza delle credenze dell’interlocutore e
lo spinge ad ammettere di non possedere alcuna conoscenza solida riguardo a tale argomento
→ 5 DEFINIZIONI DI EUTIFRONE E 5 CONFUTAZIONI DI SOCRATE
• “santo
Definizione 1: è quanto sto facendo io ora, ossia denunciare il padre che ha commesso
un’ingiustizia, e santo è ancora comportarsi allo stesso modo per tutti i casi di omicidio”
• →
non è stata data una definizione ma un’esemplificazione
Confutazione 1: Eu non ha fatto
altro che mostrare esempi di santo e di comportamenti morali giusti, MA senza entrare
nell’essenza del santo come qualcosa di universale
→ è
N.B si capisce che E totalmente incorporato nella mentalità mitica, egli non ha fatto altro che
imitare un comportamento già messo in pratica da Zeus, il quale incatena il padre Crono perché aveva
ingurgitato i suoi figli
è
Mito = l'attualizzazione imitativa nel presente di un'azione compiuta dal dio o dall'eroe nel passato
→ fissare la verità nell’antichità è
= il senso del presente dato dal passato senza essere messo in
discussione 2
→
è
Eutifrone un conservatore della tradizione che neanche capisce più Egli non ricorda l'essenza del
è
mito, non ne ha esperienz
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