BIOCHIMICA
30 domande aperte in 45 minuti
struttura delle proteine (da protos = primo = primi costituenti della materia organica)
- sono macromolecole formate da amminoacidi (dai quali dipendono le caratteristiche
strutturali e funzionali) con struttura generale:
R (gruppo alchilico) - CH (alfa, carbonio 2) - COOH (gruppo carbossilico = gruppo principale; carbonio 1)
NH2 (gruppo amminico)
questi sono gruppi funzionali che danno le principali caratteristiche chimiche
-
- si chiamo l-amminoacido se NH2 è posizionato a sinistra; d-amminoacido se è posizionato
a destra ES: H2N – C1
C2
- se c’è un – si è deprotonato (gruppo ossidrico) e dunque è un acido debole (tutti gli
organici)
- un acido forte invece libera H+ (acido cloridrico)
- tutti gli amminoacidi presenti nelle proteine sono alfa-amminoacidi che appartengono agli
l-ammino
- NH2 è infatti un gruppo basico che tende a ricevere H+ rilasciati (protonato)
- polarità (idrofobe/idrofile): dipende dalla natura del gruppo R ( da caratteristiche in più
come la possibilità di formare legami )
R NON POLARE, IDROFOBICI
alanina valina leucina isoleucina
sono amminoramificati utilizzati per i muscoli
composta da gruppo nitrile (CH3)
tutti questi amminoacidi sono di natura idrocarburica (C+H)
sono quindi idrofobi (lontani dall’acqua)
si legano principalmente a proteine globulari
R POLARE MA NON CARICO, UN PO’ IDROFILI
glicina serina treonina cisteina
H CH2 HC-OH CH2
OH CH2 SH
idrossimetile idrossietile tiolo (si trova nei capelli, per
questo se bruciati odorano di S
zolfo))
tirosina asparagina
CH2 CH2
C
OH H2N O
ammide
sintetizza ormoni tiroidei
R CARICO + (DUE+ UNA-) lisina, arginina, istidina
R CARICO – (DUE- UNA+) acido glutammico, acido aspartico
- se in una catena poi si susseguono determinati amminoacidi la proteina assume una
determinata struttura
- 20 amminoacidi proteici (essenziali assunti attraverso il cibo/ non essenziali prodotti da
cellule) + 150 non proteici (sono molecole organiche presenti dentro la cellula ma non
all’interno delle proteine)
- gli amminoacidi sono acidi e basi deboli con la stessa configurazione nelle proteine (L-
amminoacidi) COO-
H3N+ C H
CH3
configuraz. zwitterionica
sia gruppi acidi che basici ionizzati
- 2 amminoacidi uniti da legame peptidico (dipeptide ecc.)
- catene con 50-100 polipeptidi (ogni catena polipeptidica contiene tutte le informazioni per
originare una proteina con struttura tridimensionale e funzioni definite), catene con 100+
proteine, catene al di sotto dei 50 oligopeptidi (ES. ossitocina formata da 8/9 aa)
legame peptidico
gruppo C-O + H-N
OH + H
fuoriesce H2O
O
C N
H
legame peptidico (covalente (molto forte, oltre 100 cal/mol)) di tipo carbo-ammidico
- per romperlo servono enzimi idrolasi che reintroducano H2O
N-TERMINALE C-TERMINALE
livelli strutturali delle proteine
-STRUTTURA PRIMARIA (sequenza di amminoacidi legati tra loro con legame
peptidico) è la più semplice ma dipendono tutte da lei, più alto è il livello di struttura più le
funzioni della proteina sono complesse; l’informazione per la struttura primaria di una
proteina è contenuta nella sequenza di basi del DNA ed è trasferita alla proteina attraverso
processi di sintesi dell’mRNA (trascrizione) e della sua traduzione a livello della sintesi
proteica
ES: mioglobina (deposito di O); emoglobina (trasporto di O)
-STRUTTURA SECONDARIA (ripiegamenti locali e ripetitivi della catena polipeptidica
(alfa elica/foglietto beta)) forma legami a idrogeno intracatena (tra diverse parti della stessa
catena) o intercatena (tra catene diverse)
- alfa elica formano legami intracatena deboli (circa neanche 10 kcal/mol); è un’elica
destrogira, in un giro completo ci sono 3,6 residui di amminoacidi che corrispondo ad
un’unità di ripetizione (distanza) di 5,4 A e ad un grado di avanzamento di 5,4 : 3,6 = 1,5
ES: cheratina dei capelli e delle unghie
- foglietto beta formano legami intercatena e la proteina assume questa conformazione
perché sono presenti aa nella struttura primaria che sfavoriscono la formazione di un’alfa
elica e quindi si formano i:
– foglietti antiparalleli (amminico e carbossilico; quello di fianco il contrario e gli atomi che
formano tra loro legami ad H si fronteggiano quindi i legami sono paralleli) la distanza tra
due aa = 7A
- foglietti paralleli (amminico e carbossilico; entrambi però gli H non sono più paralleli ma
sono il contrario) la distanza tra due aa = 6,5 A; formano una struttura a pieghe come tanti
fogli uniti per il bordo longitudinale (cheratina della seta), le catene sono legate insieme da
legami a idrogeno e da interazioni (forze di Van der Waals) che nonostante siano legami
deboli si presentano in grande quantità e quindi conferiscono una certa robustezza
- struttura mista tra alfa e beta (foglietti beta all’interno, alfa-eliche esterne)
-STRUTTURA TERZIARIA tutte le proteine hanno questa struttura, è composta da gruppi
idrofobici all’interno così non entra acqua ma all’esterno da idrofili; le catene possono
essere legate da legami a idrogeno, ponti salini (legame ionico), interazioni idrofobiche e
ponti disolfuro (legame covalente fra residui di cisteina)
ES: mioglobina (composta da 153 aa (globina) che lega un gruppo eme attraverso il quale la
Mb lega una molecola di ossigeno, è per il 70% ad alfa-elica (8 alfa eliche) ma nel
complesso è sferica/globulare); è una struttura tridimensionale non localizzata, un
ripiegamento della catena polipeptidica ( in struttura primaria ) su se stessa
-STRUTTURA QUATERNARIA composta da più subunità proteiche (almeno 2)
omodimeri (due subunità uguali) / eterodimeri (due subunità diverse)), solo alcune ce
l’hanno questa strutture; alcune proteine che aggregano alcune subunità proteiche in un
unico complesso mediante forze ioniche o polari non covalenti; caratteristiche di questa
struttura sono la cooperatività (le subunità cooperano tra loro e dunque il cambiamento
conformazionale di una subunità determina il cambiamento conformazionale della subunità
accanto) e l’allosterismo (quando le subunità rispondono a molecole diverse (che si legano
in siti diversi) dal loro ligando principale)
ES: emoglobina (ha due coppie di proteine diverse ma uguali 2 a 2 con peso molecolare di
68000 che formano un tetramero)
3 classi di proteine
- FIBROSE: “fibre”, forma allungata non tondeggiante, sono insolubili in acqua, sono
costituite da un unico tipo di struttura secondaria e la terziaria è relativamente semplice,
svolgono spesso ruoli strutturali (danno resistenza), rappresentano solo una piccola frazione
delle proteine che si trovano in natura
ES: cheratina, collagene, miosina, actina per i muscoli
- GLOBULARI: solubili in acqua (citoplasma/matrice), hanno una forma
approssimativamente sferica e contengono più tipi di struttura secondaria, esiste una enorme
varietà di loro strutture tridimensionali, quasi tutte contengono quantità rilevanti di alfa
eliche e foglietti beta
ES: enzimi, molti ormoni peptidici, emoglobina, nel plasma albumine (presenti in maggior
quantità), globuline, fibrinogeno che contribuiscono alla pressione osmotica (la parte di essa
dovuta solo a loro è detta pressione oncotica o colloidale e se si perdono possono causare
ritenzione idrica) e al trasporto di ormoni e molecole non solubili
- DI MEMBRANA: porzioni idrofobiche verso lo strato fosfolipidico e porzioni idrofiliche
verso l’esterno e l’interno della cellula
ES: perilipina che è a contatto con citosol (componente liquida e non strutturata del
citoplasma nella quale sono immersi gli organuli cellulari e il citoscheletro) e lipidi
all’esterno quindi presenta porzioni idrofiliche verso l’interno e idrofobiche verso l’esterno
- la frazione della pressione osmotica dovuta solo alle proteine del plasma è definita
pressione oncotica o colloidale (una diminuzione anche piccola di queste proteine causa
significative ritenzioni di acqua nei tessuti); (il plasma contiene albumina in maggiore
quantità, globuline in minore quantità, fibrinogeno importante per la coagulazione del
sangue)
-le proteine hanno molteplici strutture e dunque queste causano molteplici funzioni; se
perdono la loro struttura causano patologie
QUESTE FUNZIONI SONO:
- componenti strutturali (collagene ed elastina, nel tessuto connettivo, citoscheletro, pelle)
- trasportatori (emoglobina per O2, CO2, H+; albumina per ormoni, acidi grassi, ecc.)
- trasmettitori di messaggi (ormoni peptidici)
- catalizzatori di reazioni chimiche (enzimi)
- difesa contro i patogeni (immunoglobuline-Ab)
- controllo e regolazione dell’espressione genica (istoni)
- proteine dei sistemi contrattili (miosina)
proteine fibrose
-alfa cheratina
-fibroina (seta/tela del ragno)
-collageno
CARATT. GENERALI
- insolubili
- ruolo strutturale
- meccanicamente forti per resistere a qualsiasi tipo di tensione
- organizzate approssimativamente parallele ad un solo asse longitudinale
alfa cheratina
- struttura ad alfa elica (legami a idrogeno intracatena; andamento destrorso)
- due monomeri di alfa elica si uniscono in una struttura superiore (coiled coil= elica
spiralata= due eliche avvolte l’una all’altra= microcorda; andamento sinistrorso)
- due di queste si affiancano in modo sfalsato a formare un protofilamento con estremità n-
terminale e c-terminale e con spessore 20-30 A
- due di questi si affiancano a loro volta in modo sfalsato formando una protofibrilla sempre
per conferire maggiore robustezza
- le due eliche che si uniscono a formare il coiled coil interagiscono con amminoacidi
idrofobici: alanina, valina, leucina ecc.
- 4 protofibrille per un totale di 32 filamenti di alfa cheratina si combinano a formare un
filamento intermedio o microfibrilla
- la resistenza delle proteine fibrose è aumentata da legami covalenti (i più forti) crociati tra
le catene polipeptidiche, presenti all’interno dell’elica spiralata; i legami che stabilizzano la
struttura quaternaria delle alfa cheratine sono ponti disolfuro (cisteine)
- due forme: alfa cheratina soft (nella pelle, capelli, lana; con pochi ponti disolfuro quindi
poco rigida) / alfa cheratina hard (negli artigli, becchi, unghie; con più del 18 % di cisteine
impegnate in ponti disolfuro nelle più dure come il corno dei rinoceronti)
- una volta conosciuta la struttura biochimica di queste proteine c’è anche un impegno
estetico (permanente); (cisteina+acido tioglicotico+acido tiolattico che riducono i ponti
disolfuro, diventano malleabili e si ha la piega, le cisteine che prima si frontavano sono
disposte diversamente, con l’acqua ossigenata vi è un ossidazione e si riformano i ponti
disolfuro tra proteine disposte diversamente e quindi cambiano la forma)
beta fibroina / beta cheratina
- proteina della seta, prodotta dagli insetti e dai ragni
- le sue catene polipeptidiche si trovano quasi esclusivamente nella conformazione beta e
organizzate in foglietti
- i foglietti beta sono disposti antiparalleli e sono uniti da legami a ponte di idrogeno tra
catene polipeptidiche nel foglietto beta e da interazioni di Van der Waals tra foglietti
differenti
- la fibroina è ricca di alanina e glicina (amminoacidi con gruppo R più semplice (metile e
idrogeno)); questo fa si che i foglietti rivolgano l’un l’altro gruppi molto piccoli che
possono compattarsi meglio e quindi abbiamo più strati sovrapposti perfettamente
collageno
- è la proteina più abbondante nei mammiferi (25-30 % del totale delle proteine del corpo
umano)
- è diverso nei diversi organi ( sia come quantità percentuale ma cambiano anche le alfa
eliche che lo compongono (fegato 4%; osso 23% con cristalli di idrossiapatite/idrossifosfato
di calcio; cartilagine 50%; pelle 72%)
- elevata resistenza alla tensione, insolubile e indigeribile (per bollitura delle carni viene
irreversibilmente denaturato in gelatina, digeribile ma con valore biologico nullo o scarso
mancando amminoacidi essenziali o scarseggiando di altri)
- il collagene è prodotto da diversi tipi cellulari ma principalmente da fibroblasti (cellule del
tessuto connettivo interstiziale), dalle cellule muscolari e dalle cellule epiteliali
- è presente in un gran numero di varianti ( 30 varianti strutturali) per svolgere correttamente
le sue molteplici funzioni
- il collagene di tipo I (pelle, ossa, tendini, vasi sanguigni, cornea) è la proteina più
abbondante nei mammiferi e il principale componente del tessuto connettivo
- il tropocollageno è l’unità strutturale base del collageno a tripla elica allungata, ha un peso
molecolare di 300000, ogni catena è costituita da circa 1000 amminoacidi di circa 30 tipi
diversi quindi con proprietà diverse, ogni catena si ripete tre volte, il grado di avanzamento
è 2,9 A, il passo 8,7-9 A e i residui sono 3, è in pratica un alfa elica allungata, qui ogni
catena alfa ha meno legami a idrogeno dell’alfa elica, le tre catene sono tenute assieme da
legami a idrogeno intercatena, le catene polipeptidiche sono avvolte tra loro in modo
sinistrorso (non sono alfa eliche) avvolte su se stesse come una fune e tenute assieme da
legami a idrogeno intercatena tra glicina di una catena e prolina dell’altra, l’avvolgimento è
destrorso, la sequenza in amminoacido del collageno è notevolmente regolare (33% glicina,
52% prolina+OH-prolina, assenti cisteina e triptofano), la predominanza di prolina e glicina
non consente conformazione alfa, per motivi di ingombro deve esserci un residuo di glicina
ogni tre amminoacidi perché la glicina assicura il miglior avvolgimento delle tre eliche e
quindi compattezza e resistenza, prova della resistenza della glicina si ha dalla osteogenesi
imperfetta o sindrome delle ossa di vetro in cui una mutazione genica causa la sostituzione
della glicina con cisteina impedendo il compatto avvolgimento delle eliche e provocando
quindi gravi lesioni al connettivo sopratutto osseo (OSTEOGENESI
IMPERFETTA/SINDROME DELLE OSSA DI VETRO che è dovuta a mutazioni del gene
e può causare morte nei bambini prima ancora di nascere)
- le molecole di tropocollageno si allineano in modo sfalsato e si dispongono in fibre
parallele a formare fibrille, queste sono rinforzate da legami crociati tra i residui di lisina e sono
intramolecolari (all’interno della molecola di tropocollageno) e intermolecolari (tra le molecole di
tropocollageno nella fibrilla)
- le fibrille a loro volta si uniscono in fasci ondulati o paralleli per formare fibre
- più fibre si uniscono in fasci di fibre
- le molecole a tripla elica di tropocollageno si affiancano con sfasatura regolare che
conferisce l’aspetto striato a formare la fibrilla con la tipica struttura a fune che conferisce
una notevole forza (le fibre di collagene nei tendini hanno resistenza alla tensione simile alla
sezione di un filo di rame ben forgiato)
- il collagene può subire delle modificazioni post-traduzionali:
- idrossilazione (prima della tripla elica) di prolina e lisina (avviene nel reticolo
endoplasmatico) - si formano quindi idrossil-prolina e idrossil-lisina (si aggiungono oh)
prolina: serve a stabilizzare la tripla elica, a consentire molecole stabili a 37 gradi, serve un
enzima prolil-idrossilasi che richiede ione ferroso e vitamina C (senza questa la temperatura
di fusione del collagene scende da 42 a 24 gradi (scorbuto=anomalia del collagene opposta a
quella dell’osteogenesi imperfetta, perché la scarsa resistenza del tropocollagene è qui
dovuta a difettosa coesione delle subunità per carenza di OHPro e non ad alterazione
intrinseca; i sintomi principali sono lesioni epidermiche, fragilità dei capillari, difficoltà a
riparare lesioni e ferite )) (infatti i legami a idrogeno servono ad aumentare la temperatura di
denaturazione importante durante le infiammazioni (febbre))
lisina: serve per essere poi glicosilata (molecole di zucchero per formare altri legami a
idrogeno), è reattiva nei legami crociati, serve l’enzima lisil-idrossilasi che richiede ione
ferroso e vitamina C (se questa scarseggia si può avere lo SCORBUTO, ovvero lo sviluppo
di lesioni nella pelle, nelle gengive e fragilità capillari con emorragie cutanee e profonde ma
anche difficoltà a riparare lesioni e ferite perché viene colpito il collagene; è l’anomalia
opposta a quella dell’osteogenesi imperfetta perché la scarsa resistenza del tropocollagene è
qui dovuta alla difettosa coesione delle subunità e non ad alterazione intrinseca)
- lisina-oh glicosilazione (avviene sempre prima della tripla elica): all’idrossilisina vengono
attaccate unità di glucosio e galattosio per azione di enzima glicosil- e galattosil-transferasi,
il numero di unità di carboidrati varia a seconda del tipo di collagene e della rigidità
richiesta, le varie catene del tropo collagene a entrambi i terminali hanno circa 100
amminoacidi detti telopeptidi, che poichè sono ricchi di cisteina formano numerosi ponti –
S-S- che favoriscono l’assemblaggio delle catene pro-α che diventano punti di contatto dove
è possibile l’avvolgimento delle catene, nella matrice extracellulare ci sono degli enzimi
chiamati telopeptidasi che tagliano i peptidi compresa la cisteina, ecco perché nel
tropocollagene non ce n’è più;
- legami crociati tra i legami di lisina che è molto lunga e permette legami molto lunghi ,
sono formati dalla lisil-ossidasi che usa ioni rameici, sono collocati tra molecole adiacenti di
tropocollagene nelle fibre del collagene e si instaurano fra la regione amminoterminale di
una molecola e quella carbossoterminale di una adiacente, la loro importanza nel conferire
resistenza al colla
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