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MILLARD HOUSE

Informazioni generali

- Tra il 1922-23 in California Wright realizza le Textile Block Houses —> Millard House appartiene a uno

di queste, diventandone emblema

- Il nome Textile Block Houses rimanda alla trama in muratura, costruita in blocchi prefabbricati in

cemento con giunte di acciaio —> rif. tradizione costruttiva indigena e primitiva americana

precolombiana

- Blocchi determinano giochi di luce e ombre all’interno degli ambienti domestici —> muri sembrano

smaterializzarsi per presenza di luce che filtra direttamente attraverso materia —> creazione di giochi di

luce suggestivi

- Diversa tipologia architettonica perché siamo in California —> aperture ridotte al minim per proteggere

abitanti dal caldo; altro rif. alle costruzioni maya

- All’interno vasche d’acqua richiamano e creano rapporto con esterno

I numerosi richiami alle culture native centro-americane sono frutto di uno studio e di un interesse portato

avanti dall’architetto stesso, sviluppatosi negli anni venti

Curiosità

Alice Millard House nasce dall'unione di tre fattori: Frank Lloyd Wright , Alice Millard, con cui aveva già

precedentemente lavorato, e location. Infatti nel 1906 aveva costruito una casa per George Madison Millard,

collezionista di libri, dopo la sua morte, la moglie Alice si trasferì nel 1918 in California e iniziò a dedicarsi

alla vendita di libri rari e di qualità, in particolare la Kelmscott Press.Wright, che aveva già sperimentato con

i blocchi di cemento alla Hollyhock House, non si accontentò di un loro uso puramente decorativo. Dopo il

viaggio in Giappone rinnovata la sua motivazione, il suo scopo divvene quello di unire l'architettura del suo

materiale e il metodo di costruzione.

L'architetto ha rispettato e apprezzato la signora Millard per il suo senso artistico e perché era anche aperto

all'ascolto delle proposte dell'architetto e all'uso di nuove idee come i blocchi tessili. Infatti era lusingato e

orgoglioso di se stesso per avere un cliente che, dopo aver affidato un lavoro e viverci, si rivolge nuovamente

a lui per costruire una seconda casa.La signora Millard aveva acquistato un terreno per la costruzione della

casa, tuttavia Wright era convinto che le proprietà vicine fossero migliori. I lavori iniziarono nel 1923. Il

progetto era per una casa / studio che coprisse le esigenze aziendali di Alice Millard con un budget

abbastanza basso.

Il sistema di costruzione dei blocchi è stato all'altezza delle aspettative di Wright e lo ha utilizzato nelle case

realizzate negli anni seguenti. Anche Alice Millard è stata molto soddisfatta del risultato. Wright descrive il

lavoro come "un'espressione distinta e genuina della California in termini di industria moderna e vita

americana". Alice Millard la chiama semplicemente "La Miniatura”.

Critica

La risposta critica iniziale a Millard House e alle strutture tessili a blocchi non è stata positiva. Le case sono

state accolte con "urla di risate", poiché gli architetti formati in Beaux Arts sono rimasti "sconvolti" nel

vedere un materiale da costruzione comune utilizzato per le facciate e le pareti interne di case costose.

Come disse in seguito il New York Times delle case californiane costruite da Wright negli anni '20: "Non

aiutava il fatto che all'epoca fosse ossessionato da un metodo di costruzione in blocchi di cemento non testato

e (presumibilmente) a basso costo..."

Tuttavia, Wright stesso era molto orgoglioso di Millard House. Disse al riguardo: "Avrei preferito costruire

questa casetta piuttosto che San Pietro a Roma ". Nel corso degli anni, le opinioni critiche su Millard House

sono diventate positive, ed è ora considerata una delle opere più belle di Wright.

FALLINGWATER - FRANK LLOYD WRIGHT

Architettura, uomo e ambiente

La casa sulla cascata o fallingwater è stata realizzata tra il 1935 e il 1937 a Bear

Run in Pennsylvania per i coniugi Kaufmann conosciuta infatti anche come casa

Kaufmann. Quest'opera è considerata uno degli emblemi di Wright, secondo cui

l’architettura è in grado di mettere in relazione l’uomo con l’ambiente. La casa è

caratterizzata da continui rimandi e parallelismi tra gli elementi architettonici e la

natura creando un equilibrio armonico.

La casa è stata inserita tra i siti Patrimonio dell’Unesco insieme a altri 7 edifici

progettati dall’architetto negli Stati Uniti.

Una casa sulla cascata

L’edificio si estende su un’area di quasi 6,5 km quadrati in una zona boscosa

attraversata da un torrente con il corso irregolare a causa dei dislivelli del terreno e

delle grandi rocce. La casa è raggiungibile attraverso una strada carrozzabile che

conduce a un piccolo ponte sul corso d’acqua e prosegue fino al retro

dell’abitazione.

L’ingresso si trova in posizione decentrata rispetto allo sviluppo planimetrico in modo

da conferire maggior intimità all’abitazione domestica.

Il fatto che la casa si trovi in una zona boscosa permette di creare un effetto a

sorpresa al visitatore proprio perché questa è nascosta dagli alberi e si presenta

sopra un grande masso a picco sul corso d’acqua.

Il legame tra architettura e contesto

Le ruvide lastre di pietra usate come pavimento e poste alla base del camino al

centro dell’ampio soggiorno riprendono la roccia su cui sorge la casa. Da questo

ambiente centrale si articolano piani orizzontali lungo più direzioni, come una serie di

terrazze aggettanti. Questa struttura richiama i salti della cascata e le stratificazioni

della pietra sulle sponde del torrente, mentre le strutture verticali riprendono lo

slancio verso l’alto degli alberi, legando in maniera vincolante la casa al paesaggio

stesso.

Il livello principale è interamente occupato dall'ampio soggiorno con il camino e la

sala da pranzo. Delle due terrazze, una è rivolta verso il torrente, l'altra verso la

montagna. La scala interna conduce al secondo piano, che, come il terzo, è dedicato

alle camere da letto.

L’ambiente interno non è interrotto da separazioni nette, secondo il principio della

fluidità degli spazi, in modo che risulti più aperto. Questa percezione di continuità è

accentuata dalle vetrate che si aprono lungo il perimetro, dando l’impressione che la

natura possa entrare nell’edificio.

Un edificio sincero: la tecnica costruttiva

Il grande aggetto di 5,4 metri dalla terrazza al ciglio della cascata è stata possibile

grazie all’uso del cemento armato. Questo edificio è il perfetto esempio di armonia

tra architettura e natura. Queste infatti si combinano in maniera “sincera”. Il concetto

di sincerità in Wright è fondamentale, con questo termine si intende il fatto che ogni

materiale deve essere individuabile e avere una chiara funzione.

ogni materiale è perfettamente individuabile e ha una specifica funzione:

- pietra è impiegata per il sostegno verticale

- cemento armato, contraddistinto dal colore giallo ocra, colore morbido della

terra e delle foglie autunnali, ed è usato per i piani orizzontali e i parapetti

- vetro, in corrispondenza delle aperture, assieme a giunti di metallo rossi. Le

aperture di vetro sono numerose per evitare un netto contrasto tra esterno e

interno

La scelta dei materiali è mirata anche all’interno:

- pietra: pavimentazione, ricoperta da tappeti di fibre naturali

- legno: arredi disegnati da Wright stesso, i mobili sono di legno di noce

impiallacciato

L’architetto aspira a un equilibrio armonico delle forme e dei materiali sia all’interno

che all’esterno, per questo egli disegna ogni singolo aspetto della casa. L’unione di

materiali naturali con i nuovi materiali moderni è innovativa e rendono questa casa

molto particolare.

Wright aspira molto alla perfezione e all’armonia, tanto che prima di costruire la casa

esegue numerosi schizzi e disegni. Guardare questi disegni è come guardare a un

dipinto.

PROBLEMI STRUTTURALI

Nonostante la bellezza la casa sulla cascata ha avuto numerosi problemi strutturali e

costruttivi fin dall’inizio dovuto soprattutto al fango, all’umidità e alla condensa ma

anche alla flessione delle terrazze progettate da Wright; infatti nel 1997 è stato

necessario installare dei sostegni temporanei per reggere il peso.

A struttura terminata Wright decise di smontare i casseri e questo creò i primi

cedimenti e la struttura si fessurò e vi furono infiltrazioni d’acqua all’interno

dell’edificio.

Gli ulteriori rinforzi in acciaio richiesti dagli ingegneri dell’impresa trovarono

l’opposizione di Wright. All’epoca mancava la leggera contropendenza nelle terrazze

in uso oggi, che serve a compensare la deformazione nel momento del disarmo.

SEDE DEL BAUHAUS A DESSAU

1. Walter Adolph Gropius, detto Walter Gropius, nasce a Berlino nel 1883. Maestro del Movimento

Moderno in architettura, Gropius è allievo di Peter Behrens, presso cui lavora tra il 1908 e il 1910,

dopo aver completato la formazione di architetto maturata a Monaco (1903) e Berlino

(1905-1907). In seguito all’apprendistato, inaugurò nell’odierna capitale tedesca il proprio studio

professionale che, fino al 1925, lo vede affiancato da Adolf Meyer, altro giovane architetto tedesco

suo collega negli anni precedenti con Behrens.

La loro prima importante opera è l'officina per la produzione di stampi da scarpa denominata

“Fagus” (1911), a Alfred an der Leine, in Germania. La fabbrica Fagus teorizza la necessaria e

completa indipendenza delle nuove officine dalla tradizione formale tedesca e suggeriscono

audaci soluzioni tecniche, tra cui la chiara enunciazione del rapporto dinamico tra esterno e

interno. Caratteristica ottenuta affiancando, ai tamponamento in mattoni, le pareti esterne

interamente vetrate (Curtain Wall) che percorrono anche gli angoli dell’edificio.

La carriera dell’architetto tedesco decolla dopo il 1919 (alla conclusione della Prima Guerra

Mondiale): in quell’anno, assunse la direzione della Grossherzogliche Sächsische

Kunstgewerbeschule e della Sächsische Hochschule für bildende Kunst di Weimar, da Gropius

unificate per dar vita al Bauhaus, di cui poi redigerà il manifesto. Scopo della neonata scuola di

design non è la promozione di un nuovo stile o di una nuova forma d’arte, ma la completa riforma

del lavoro artistico, ossia una diretta manipolazione dei materiali moderni, comuni a tutte le arti

(scultura, pittura e artigianato).

Con il trasferimento da Weimar a Dessau, Gropius ha anche l’opportunità di realizzare la sede

della scuola (1925-1926), una costruzione iconica in cui l’organizzazione del programma formativo

proposto si traduce in maniera diretta nell’organizzazione degli spazi. Epicentro di molti artisti

d’avanguardia in breve tempo il Bauhaus diviene una sorta di collettivo artistico, cui si devono

straordinari progetti integrati di architettura e design.

Dopo la separazione da Meyer, Gropius lascia anche la direzione del Bauhaus (1928), con l’intento

di riprendere in mano la propria attività professionale. In questo periodo aderisce alla creazione

dei CIAM - Congrés Internationaux d'Architecture Moderne. Si dedica intensamente allo studio

dell’urbanistica e dell'abitazione moderna, costruendo numerosi quartiere come il Siemensstadt a

Berlino (1929), nel 1931 disegna carrozzerie d'auto, mobili e allestimenti di mostre (tra cui quella

del Werkbund a Parigi).

Oppresso dal regime nazista, si trasferisce prima in Inghilterra (1934-1937) e poi negli Stati Uniti,

dove la Harvard University gli assegna una cattedra alla Graduate School of Design (di cui diviene

preside nel 1938 e fino al 1952). In Massachusetts, nel 1946, dà vita al TAC – The Architects

Collaborative, un gruppo composto da giovani progettisti che lo affiancarono nella costruzione di

importanti opere, molte delle quali scuole: il Graduate Center della Harvard University (1950) è il

frutto più maturo della collaborazione e vi si ritrovano tutti i principi d’integrazione tra le arti messi

a punto con il Bauhaus.

La fase conclusiva dell’attività di Gropius – che scompare a Boston nel 1969 - vede la costruzione

di molte opere, tra cui l’edificio per l’Interbau a Berlino (1956-1957); l'ambasciata americana ad

Atene (1956); il quartiere a lui intitolato a Berlino, Gropiusstadt (1960), composto da sedicimila

alloggi con relativi servizi (negozi, scuole, uffici, ecc.); il grattacielo della Pan American Airlines,

appoggiato sopra la Grand Central Station a New York e firmato insieme a Pietro Belluschi

(1958-1963).

3. Una storia turbolenta

- Nel 1919 dalla fusione della Scuola superiore di belle arti e la Scuola di arti e mestieri

nasce il Bauhaus.

- La sede di Weimar fu però costretto a chiudere già nel 1924 a causa di un taglio dei

fondi da parte del fronte nazionalista che considerava l’esperienza del Bauhaus troppo

democratica internazionale.

- L’anno seguente allora, sotto la guida di Gropius, il Bauhaus si trasferì a Dessau (pressi

di Lipsia) ma, considerato espressione di una cultura degenerata fu costretto a

chiudere nuovamente.

Gropius e i migliori architetti del paese dovettero quindi lasciare la Germania, dove si

affermò un’architettura di regime classicheggiante, e cercarono rifugio nel Regno Unito, in

unione sovietica e soprattutto negli Stati Uniti.

4. Sede del Bauhaus Dessau

Bauhaus viene considerato come un punto di riferimento del razionalismo tedesco.

Il progetto di Gropius è caratterizzato da una grande chiarezza compositiva perché a ogni

funzione corrisponde un diverso corpo di fabbrica. L’edificio viene realizzato tra il 1925-26

e viene progettato tenendo presenti i vantaggi dell’impiego del calcestruzzo armato e

studiando gli ambienti in relazione all’uso.

La sede si apre verso la città con grandi curtain wall (facciate continue), in vetro che

danno luce ai laboratori. Le curtain wall hanno anche un risvolto ideologico perché

secondo la comunità democratica essendo fatto tutto in vetro, nulla si nasconde, tutto

comunica.

È composto da 5 blocchi autonomi con una forma a eli

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Ingegneria civile e Architettura ICAR/18 Storia dell'architettura

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher sullcapuma di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia dell'architettura 2 e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Politecnico di Milano o del prof Baglione Chiara.
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